SEBASTIAN FITZEK.

IL LADRO DI ANIME.


2008.
Traduzione di: Monica Pesetti.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Lautore.
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Sebastian Fitzek, nato a Berlino nel 1971,  autore di best seller acclamati dalla critica e dai pi esigenti lettori di gialli. 
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71 giorni prima della paura.
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Cartella clinica n. 131071/ VL pp. 1 e segg.
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Per fortuna era solo un sogno. Non era nuda. E le sue gambe non erano legate a quel
lettino ginecologico antidiluviano, mentre il pazzo metteva in ordine gli strumenti su un
carrello arrugginito. Poi si volt e sulle prime non riconobbe cosa teneva nella mano
incrostata di sangue'.
Appena lo vide, volle chiudere gli occhi, ma non ci riusc ..
Non poteva distogliere lo sguardo dal saldatore incandescente che si avvicinava
lentamente al suo corpo.
Lo sconosciuto con il viso ustionato le aveva sollevato le palpebre fissandole alle orbite
oculari con una spara-chiodi ad aria compressa.
Pens che non avrebbe mai provato un dolore pi grande nel poco tempo che le restava
da vivere. Tuttavia, quando il saldato re spar dal suo campo visivo e avvert un calore
sempre pi intenso tra le gambe, si rese conto che il supplizio delle ultime ore era solo un
assaggro.
Poi, nell'istante in cui credette di sentire l'odore della carne bruciata, ogni cosa divent
evanescente. Lo scantinato freddo e umido in cui era stata trascinata, la luce tremolante
della lampada alogena sopra la sua testa, gli strumenti di tortura e il carrello di metallo
scomparvero. Rest soltanto un nero nulla.
Grazie a Dio era solo un sogno, pens.
Apr gli occhi. E non cap.
L'incubo di cui era stata prigioniera fino a un attimo prima non aveva perso consistenza
ma solamente cambiato forma.
Dove sono?
I mobili erano quelli di una fatiscente camera d'albergo. La coperta sul letto matrimoniale
decrepito era sporca e disseminata di bruciature di sigaretta al pari della moquette tra il
verde e il marrone. Il contatto delle fibre ruvide con i piedi la fece contrarre ancora di pi
sulla scomoda sedia di legno.
Sono scalza. Perch non ho. le scarpe? E perch sono in questo tugurio a fissare il
monoscopio innevato di un televisore in bianco e nero?
Le domande sbattevano come palle da biliardo sulle sponde della sua calotta cranica.
All'improvviso trasal, come se qualcuno le avesse mollato una sberla.
Guard la sorgente del rumore. La porta.
Trem, trem di nuovo e infine si apr.
Due poliziotti fecero irruzione nella stanza. Entrambi in uniforme, entrambi armati, questo
riusc a distinguerlo.
Le puntarono le pistole al petto, subito dopo per lentamente le abbassarono e sui loro
volti la tensione nervosa lasci il posto a un orrore sbigottito.
Che diavolo  successo qui dentro? sent domandare al pi basso dei due, che aveva
sfondato la porta con un calcio ed era entrato per primo. Infermieri url l'altro. Un
medico. Abbiamo bisogno di aiuto, subito!.
Grazie a Dio, pens lei per la seconda volta nell'arco di pochi secondi. Respirava a
malapena per la paura, aveva dolori ovunque e puzzava di escrementi e urina.
Tutto questo, unito al fatto che non sapeva come fosse finita l, fu sul punto di farla
impazzire, se non altro per adesso era arrivata la polizia e avrebbe chiamato un medico.
Non era un buon segno, ma sempre meglio del folle con il saldato re.
Passarono pochi secondi e un dottore del pronto intervento, pelato e con l'orecchino, si
precipit nella stanza e si chin accanto a lei. A quanto pareva la squadra di soccorso era
venuta direttamente con un'ambulanza.
Nemmeno quello era un buon segno.
Riesce a sentirmi?.
S ...  rispose al medico con il viso segnato da occhiaie simili a tatuaggi permanenti.
Credo non mi capisca.
S, invece. Voleva sollevare il braccio, ma i muscoli non le obbedirono.
Come si chiama?. Il medico prese la penna luminosa dal taschino della camicia e gliela
punt negli occhi. Vanessa rispose lei con voce roca, e aggiunse: Vanessa
Strassmann.
 morta? sent chiedere a uno dei poliziotti alle spalle del medico.
Dannazione, le pupille non reagiscono alla luce. E sembra che non possa n sentirei n
vederci.  in stato catatonico, forse  in coma. Ma  un'idiozia grid Vanessa e fece
per alzarsi, ma non riusc neppure a sollevare il braccio.
Cosa sta succedendo?
Ripet il pensiero a voce alta, sforzandosi di articolare le parole nel modo pi chiaro
possibile. Nessuno sembr vo lerla ascoltare. Anzi, le voltarono tutti le spalle, e si misero a
parlare con qualcuno che fino a quel momento non aveva notato.
E da quanto non usciva da questa stanza?.
La testa del medico le ostruiva la visuale impedendole di vedere la porta. Ud la voce di
una donna giovane: Di sicuro tre giorni, forse anche di pi. Ho avuto subito l'impressione
che qualcosa non andasse, ma aveva detto che non voleva essere disturbata.
Che cavolo sta dicendo? Vanessa scosse la testa. Non mi sarei mai fermata qui di mia
spontanea volont) neanche per una notte!
Non vi avrei chiamati, ma questo rantolo terribile diventava sempre pi forte e ... .
Guardi!. Era la voce del poliziotto pi basso, che stava proprio accanto al suo orecchio.
Cosa?.
C' qualcosa. L̻.
Vanessa sent il medico allargarle le dita e toglierle cautamente qualcosa dalla mano
sinistra con la pinzetta.
Cos' ? chiese il poliziotto.
Vanessa era sorpresa quanto gli altri. Non si era accorta di stringere qualcosa.
Un biglietto.
Il medico apr il pezzo di carta piegato a met. Vanessa spalanc gli occhi in modo da
gettargli un' occhiata, ma vide solo geroglifici incomprensibili. Il testo era in una lingua a lei
completamente sconosciuta.
Cosa c' scritto? chiese l'agente sulla porta.
Strano. Il dottore aggrott la fronte e lesse: 'Si compra solo per buttarlo via subito".
Santo cielo. Il fatto che il medico avesse letto quelle poche parole senza la minima
esitazione le fece capire la portata dell'incubo di cui era prigioniera. Per qualche motivo
aveva perso la capacit di comunicare. In quel momento non era in grado di parlare n di
leggere, e temeva che non sarebbe riuscita nemmeno a scrivere.
Il medico le illumin di nuovo le pupille e a un tratto anche gli altri sensi sembrarono
anestetizzati: non sentiva pi il puzzo del proprio corpo, non percepiva pi la moquette
sotto i piedi nudi, avvertiva soltanto che dentro di lei la paura diventava sempre pi grande
e il brusio delle voci che aveva intorno sempre pi attutito. Non appena il dottore aveva
letto il testo del biglietto, una forza invisibile si era impossessata di lei.
Si compra solo per buttarlo via subito Una forza che allungava la sua mano fredda verso di
lei e la trascinava gi. Di nuovo in quel posto che non voleva pi rivedere in vita sua e che
aveva lasciato solo da pochi minuti.
Non era un sogno. O invece s?
Prov a fare un cenno al medico, ma quando la sua sagoma a poco a poco svan,
cominci a capire, e un orrore senza fine la travolse. Era vero, non l'avevano sentita. Il
medico, la donna e i poliziotti non potevano parlare con lei. Perch non si era mai
svegliata in quel tugurio. Tutt' altro. Quando la lampada alogena riprese a tremolare sopra
la sua testa, ricord: erano iniziate le sevizie e lei era svenuta.
La camera d'albergo, non il pazzo, faceva parte di un sogno che adesso fuggiva di fronte
alla terribile realt.
O mi sto sbagliando un' altra volta? Aiuto.
Aiutatemi! Cosa  reale e cosa non lo ?
Non riesco pi a distinguere E tutto fu come prima. Lo scantinato umido, il lettino
ginecologico a cui era legata. Nuda. Cos nuda da avvertire il respiro del pazzo tra le
gambe. Alit proprio l dove lei era pi sensibile. Poi le balen davanti agli occhi un viso
coperto di cicatrici, e una bocca senza labbra disse: Ho marcato di nuovo la zona. Ora
possiamo cominciare.
E prese il saldatore.
Oggi, ore 10:14 Molto dopo, molti anni dopo la paura Bene, signore e signori, che ne dite
di questa introduzione? Una donna si sveglia da un incubo per piombare immediatamente
in un altro. Interessante, vero?.
Il professore si alz dalla lunga tavola in legno di quercia e guard le facce sconvolte degli
studenti.
Solo allora not che quella mattina i suoi ascoltatori si erano impegnati pi di lui nello
scegliere i vestiti. Come sempre, aveva pescato alla cieca nell' armadio il primo completo
sgualcito che gli era capitato sottomano. All'epoca il commesso lo aveva convinto ad
acquistare quell' abito assurdamente caro perch, a quanto pareva, il doppiopetto scuro si
intonava magnificamente ai suoi capelli neri, che a quel tempo, in un ridicolo attacco di
ribellione post-adolescenziale, portava ancora un po' pi lunghi.
Se oggi, molti anni dopo, avesse voluto comprare qualcosa che si adattasse alla sua
pettinatura, l'abito sarebbe dovuto essere grigio cenere, avere zone pi rade e dietro un
buco 'simile a una chierica.
Cosa ne pensate?.
Nel fare incautamente un passo di lato avvert una fitta lancinante al menisco. Si erano
presentati solo in sei. Quattro ragazze e due ragazzi. Tipico. Nei test di questo genere le
donne erano sempre in maggioranza. Perch erano pi coraggiose, oppure perch
avevano ancor pi bisogno dei soldi che nell' annuncio affisso in bacheca venivano offerti
a chi partecipava a quell'esperimento psichiatrico.
Mi scusi, ho capito bene?.
Secondo posto a sinistra. Il professore guard l'elenco davanti a s per trovare il nome del
ragazzo che aveva parlato: Florian Wessel terzo semestre.
Durante la lettura lo studente aveva tenuto sospesa . sulle righe una matita dalla punta
perfetta. Una piccola cicatrice a forma di mezzaluna sotto l'occhio destro indicava la sua
appartenenza a un' associazione studentesca. Pos la matita sui fogli e chiuse la cartella
clinica. E questo dovrebbe essere un protocollo di valutazione?.
Infatti. Con un sorriso bonario il professore fece capire al ragazzo che comprendeva il
suo stupore. Faceva parte dell' esperimento, per cos dire.
Saldatore? Sevizie? Polizia? Con permesso, ma sembra pi l'inizio di un thriller.
Con permesso? Era da tanto che il professore non sentiva quell' espressione antiquata. Si
chiese se lo studente con la scriminatura dritta come un fuso usasse sempre quel
linguaggio o se fosse la patina di malinconia dell'insolito luogo in cui si trovavano a
influenzare il suo modo di parlare. Sapeva che la terribile storia dell' edificio aveva
scoraggiato alcuni degli aspiranti partecipanti. Saranno stati anche duecento euro, ma
forse non ne valeva la pena.
Il bello per era proprio quello. Condurre l'esperimento l e da nessun'altra parte.
Non c'era posto migliore, anche se l'intero complesso puzzava di muffa e faceva cos
freddo che avevano riflettuto sull' opportunit di ripulire il camino dall'immondizia e
accenderlo. Dopotutto era il ventitre dicembre e la temperatura era notevolmente sotto lo
zero. Alla fine avevano noleggiato due radiatori elettrici, che tuttavia non riscaldavano
abbastanza quella stanza dai soffitti alti.
Sembra un thriller, dice? ripet il professore. Be', non  del tutto fuori strada.
Un i palmi e si annus le dita raggrinzite.
Gli ricordavano le mani ruvide di suo nonno. Contrariamente a lui, per, suo nonno aveva
lavorato per una vita intera all'aria aperta.
li documento che avete davanti a voi  stato ritrovato tra le pratiche di un mio collega,
uno psichiatra. Viktor Larenz. Nel corso dei vostri studi dovreste esservi imbattuti in questo
nome.
Larenz? Non  morto? si inform un ragazzo che si era iscritto all' esperimento solo il
giorno prima.
Il professore guard di nuovo la lista e identific lo studente con i capelli neri come Patrick
Hayden. Lui e la sua ragazza, Lydia, sedevano vicinissimi l'uno all'altra. Lo spazio tra i loro
corpi era talmente esiguo che sarebbe stato difficile farvi passare anche un filo
interdentale, soprattutto per iniziativa di Patrick. Ogni volta che Lydia cercava di
conquistare maggiore libert di movimento, infatti, lui le posava con decisione il braccio
sulle spalle e la attirava a s con fare possessivo. Patrick indossava una felpa con la
scritta "Ges ti ama". E sotto, a malapena leggibile: "Tutti gli altri pensano che tu sia uno
stronzo". La portava anche quando era andato da lui per lamentarsi del brutto voto preso
in un compito.
Qui Viktor Larenz non c'entra disse il professore liquidando l'argomento con un cenno
della mano. La sua storia non  rilevante per il test di oggi.
Allora di cosa si tratta? volle sapere Patrick. Ripieg le gambe sotto il tavolo.
Gli stivali di pelle non erano allacciati, in modo che i jeans strappati ad arte non coprissero
la linguetta tirata in avanti.
Altrimenti nessuno avrebbe visto la marca sulla caviglia.
Il professore non riusc a trattenere un sorriso. Scarpe slacciate, pantaloni strappati, felpe
blasfeme. Qualcuno nell'industria della moda doveva aver deciso di convertire in denaro
gli incubi dei genitori all' antica.
Bene, dovete sapere una cosa ... . Si sedette di nuovo al suo posto a capotavola e apr
la borsa di cuoio piena di graffi su cui sembrava si fosse affilato le unghie un gatto.
Quanto avete appena letto  realmente accaduto. La cartella clinica che vi ho
consegnato  la copia di un documento autentico. Prese un vecchio tascabile.
L'originale  questo. Pos sul tavolo un volume sottile.
Sulla copertina si leggeva il titolo, Il Ladro di anime L'illustrazione mostrava la sagoma
indistinta di un uomo in mezzo alla neve mentre correva verso una villa che si scorgeva in
lontananza.
Non lasciatevi ingannare dall' apparenza.
A prima vista sembra un romanzo come tanti altri, ma  molto di pi.
Fece scorrere di taglio sotto il pollice le circa trecento pagine, partendo dall'ultima.
Molti credono che il protocollo nasca dalla penna di uno dei pazienti di Larenz.
In passato ha avuto in cura numerosi artisti, scrittori compresi. Il professore socchiuse gli
occhi. E abbassando la voce aggiunse: Ma esiste anche un' altra teoria.
Gli studenti lo guardarono con attenzione.
Una minoranza  dell' opinione che lo abbia scritto Viktor Larenz.
A che scopo?.
Questa volta era stata Lydia a parlare. La ragazza con i capelli biondo scuro e il maglione
a collo alto grigio topo era la sua migliore studentessa. Cosa ci trovasse di affascinante
nello studente fuori corso seduto accanto a lei, il professore non riusciva a spiegarselo. E
capiva altrettanto poco come mai, malgrado si fosse diplomata a pieni voti, non le
avessero assegnato una borsa di studio.
Larenz avrebbe riscritto i suoi appunti trasformandoli in un thriller? Perch fare tutta
questa fatica?.
 ci che scopriremo oggi.  l'obiettivo dell'esperimento.
Il professore segn qualcosa vicino alla lista dei partecipanti sul taccuino e si rivolse al
gruppo di studentesse alla sua destra, che non avevano ancora detto una parola. Se
avete qualche esitazione, comprendo perfettamente, signorine.
Una ragazza con i capelli rossi alz la testa, le altre due continuarono a fissare la cartella
clinica.
Siete tutti liberi di ripensarci. Il vero esperimento non  ancora cominciato.
Potete ritirarvi e tornare a casa. Siete ancora in tempo.
Le ragazze annuirono indecise.
Florian si pieg in avanti e pass nervosamente l'indice sulla riga che gli divideva i capelli
di lato come una cicatrice.
Ma come funziona con i duecento euro? chiese. Quelli sono per chi partecipa
attivamente. E anche in quel caso, solo se si attiene al regolamento riportato nell'
annuncio. Dovete leggere l'intera cartella clinica interrompendovi soltanto per poche e
brevi pause.
E poi? Che succede quando abbiamo finito?.
Anche questo fa parte dell' esperimento.
Lo psichiatra si abbass e ricomparve con una piccola pila di moduli decorati con lo
stemma dell'universit privata.
. Quelli che rimangono sono pregati di firmare questo.
Distribu la dichiarazione con cui i partecipanti sollevavano l'istituto da ogni responsabilit
per eventuali danni psicosomatici che potevano insorgere in seguito alla partecipazione
volontaria all' esperimento.
Florian Wessel sollev il foglio controluce e, vedendo la filigrana della facolt di Medicina,
scosse energicamente la testa. Per me  una faccenda troppo delicata.
Sfil la matita dalla cartella clinica, afferr lo zaino e si alz.
Credo di sapere come andr a finire. E se  come penso, ho troppa paura.
La sua sincerit le fa onore. Il professore prese il modulo e la cartella clinica di Florian,
poi guard le tre studentesse che stavano confabulando tra di loro.
Non sappiamo di cosa si tratta, ma se Florian rinuncia, allora preferiamo lasciar perdere
anche noi.
Ancora una volta la rossa fu l'unica a parlare.
Come volete. Nessun problema.
Raccolse anche i loro fascicoli, mentre le ragazze prendevano i cappotti dalla spalliera
delle sedie. Florian, gi con il giaccone e i guanti, aspettava sulla porta.
E voi?.
Abbass lo sguardo su Lydia e Patrick, che continuavano a sfogliare la cartella clinica,
esitanti.
Alla fine si strinsero contemporaneamente nelle spalle, quasi fossero sincronizzati.
Per me  uguale. Basta che non debba togliermi il sangue disse Patrick.
S, anche per me. Lydia riusc finalmente a staccarsi dal fidanzata.
Lei rester sempre con noi, vero?.
S.
E dobbiamo solo leggere? Nient' altro?.
, Esatto.
Alle loro spalle la porta si chiuse. Gli altri studenti se ne erano andati senza salutare.
Allora ci sto. I soldi mi fanno comodo.
Lydia gett al professore uno sguardo che sigill il voto di silenzio mai espresso
apertamente.
Lo so, pens lui, e annu. Appena. Senza dare nell'occhio. Ti fanno comodo, s.
Era un fine settimana di aprile troppo caldo quando un' onda di autocommiserazione lo
aveva gettato nella vita privata di Lydia.
Il suo unico amico gli aveva consigliato di uscire dai soliti "schemi di vissuto quotidiano",
se voleva finalmente dimenticare il passato. Doveva fare qualcosa che non aveva mai
fatto in vita sua. Tre bicchieri dopo erano andati in quel night. Nulla di eclatante. Solo uno
spettacolo innocente e noioso. Escludendo il fatto che le ragazze ballavano in topless, i
loro movimenti non erano pi provocanti di quelli della maggior parte delle adolescenti in
qualsiasi discoteca. E, da quanto aveva potuto vedere, non c'era nemmeno il priv.
Eppure si sent vecchio e solo quando a un tratto si trov davanti Lydia con la lista delle
bevande. Senza maglione a collo alto e cerchietto nei capelli, ma con una gonna da
scolaretta. E nient' altro.
Pag un cocktail che non bevve, piant in asso l'amica e fu contento di rivedere Lydia
seduta in prima fila alla lezione successiva. Non avevano mai accennato a quell' episodio,
ed era sicuro che Patrick non sapesse nulla del lavoretto extra della fidanzata. Malgrado
avesse l'aria di uno che in locali del genere conosce i baristi per nome, non dava
l'impressione di essere molto tollerante se ci andava di mezzo lui.
Lydia sospir piano e firm la liberatoria.
Che succeder mai? comment mentre scriveva.
Il professore si schiar la voce ma non disse nulla. Controll invece le due firme e poi
guard l'orologio.
Bene, allora siamo pronti.
Sorrise, bench non fosse in vena.
Inizia l'esperimento. Aprite la cartella clinica a pagina 7, per favore.
Ore 17:49, antivigilia di Natale Nove ore e quarantanove minuti prima della paura Cartella
clinica n. 1310 71/ VL pp. 7 e segg Da leggere solo sotto controllo medico Immagini la
scena ... , Caspar era inginocchiato ai piedi della vecchia signora e la sua voce gli
giungeva attutita, come filtrata da una porta chiusa.
Padre e figlio attraversano un bosco di notte, su una strada coperta di neve. Il padre
perde il controllo della macchina, finiscono contro un albero e l'uomo muore sul colpo. Il
figlio, gra~emente ferito, sopravvive e viene portato in ospedale per essere operato
d'urgenza. Appena lo vede, il chirurgo viene preso dal panico ed esclama: "Oddio, non
posso operare questo ragazzo.  mio figlio!".
La vecchia signora sul letto fece una breve pausa, poi domand in tono trionfante: Com'
 possibile, dal momento che il ragazzo non ha due padri?.
Non ne ho idea.
Caspar teneva gli occhi chiusi e si affidava completamente al tatto mentre cercava di
riparare il televisore, perci pot soltanto immaginare il sorriso malizioso alle sue spalle.
Andiamo, non  cos difficile per un uomo della sua intelligenza .
Lui tolse la mano da dietro il massiccio tubo catodico e si volt verso Greta Karninsky
scuotendo la testa.
La donna, una vedova di settantanove anni, aveva bussato alla sua porta cinque minuti
prima pregandolo di dare un' occhiata alla "scatola chiacchierona", come chiamava il
mastodontico televisore, sproporzionato per quella piccola camera nella mansarda della
clinica Teufelsberg. Naturalmente le aveva fatto quel favore, nonostante il professor
RaBfeld glielo avesse severamente proibito. Il direttore non voleva che Caspar uscisse
dalla sua stanza senza sorveglianza.
Temo che gli indovinelli non siano il mio forte, Greta. Respir un po' della polvere
radunatasi dietro l'apparecchio e toss.
In pi non sono una donna. Non riesco a fare due cose contemporaneamente .
Appoggi di nuovo la testa di lato contro il televisore e tent di trovare alla cieca la
minuscola presa per il cavo dell'antenna sulla parte posteriore. Non ci fu verso di spostare
quel cassone dalla parete neanche di un millimetro.
Sciocchezze! .
Greta batt due volte la mano sul materasso. Non la faccia tanto lunga, Caspar!.
Caspar.
Erano stati gli infermieri a battezzarlo cos.
Dovevano pur chiamarlo in qualche modo finch non scoprivano il suo vero nome.
Provi, almeno! Magari si scopre che  un mago degli indovinelli. Chi lo sa, in fin dei conti
non ricorda pi nulla. Falso la corresse lui con voce strozzata, e si sforz di allungare
la mano nella fessura tra il televisore e la carta da parati ruvida.
Ricordo come si fa il nodo alla cravatta, so leggere e andare in bicicletta.  la mia vita
che non c' pi.
"La sua conoscenza dei fatti  in gran parte integra" gli aveva spiegato la dottoressa
Sophia Dorn, la psichiatra che lo aveva in cura, all'inizio della prima seduta. "Purtroppo
per quello che forma la sua sfera emozionale, vale a dire ci che definisce la sua
personalit,  svanito".
Amnesia retrograda. Perdita della memoria biografica.
Non ricordava nulla del suo nome, della sua famiglia, del suo lavoro. Non sapeva
nemmeno come fosse finito in quella clinica privata di lusso. Il vecchio edificio sorgeva ai
margini della citt, sul Teufelsberg, il colle pi alto di Berlino, costruito con le macerie delle
case rase al suolo dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Adesso era
stato trasformato in uno spazio verde, sulla cui sommit al tempo della Guerra Fredda
l'esercito americano aveva installato i dispositivi di intercettazione telefonica. La clinica in
cui era ricoverato Caspar, una villa di quattro piani, era stata usata come circolo ufficiali
dei servizi segreti finch, dopo la caduta del Muro, era stata acquistata all' asta dal
professor Samuel RaBfeld, psichiatra e neuroradiologo di chiara fama, che l'aveva
ristrutturata in grande stile e convertita in una delle pi avanzate case di cura per pazienti
affetti da disturbi psicosomatici.
Si ergeva imponente sul Grunewald come una fortezza protetta da ponti levatoi, alla quale
si accedeva solo tramite una stretta strada privata, quella su cui appena dieci giorni prima
era stato ritrovato Caspar.
Privo di conoscenza, coperto da un sottile strato di neve e mezzo assiderato.
Quella sera Dirk Bachrnann, il custode della clinica Teu felsberg, aveva accompagnato
RaBfeld a un appuntamento all' ospedale Westend.
Se fosse arrivato solo un' ora pi tardi, Caspar sarebbe sicuramente morto congelato sul
ciglio della strada. A volte si chiedeva se non sarebbe stato uguale.
In fondo che differenza c' tra la morte e una vita senza identit?
Non deve tormentarsi cos lo esort Greta con una punta di rimprovero, quasi gli avesse
letto nel pensiero. Sembrava un medico, non una paziente che se restava sola troppo a
lungo soffriva di disturbi d'ansia.
Il ricordo  come una bella donna spieg, mentre lui continuava a cercare quella
maledetta presa per il cavo del l'antenna.
Se le corre dietro la eviter annoiata, ma appena rivolge la sua attenzione altrove sar lei,
gelosa, a venirla a cercare.
Ridacchi.
Proprio come la nostra bella terapeuta, che si occupa di lei con tanto affetto.
Che vorrebbe dire? domand Caspar meravigliato.
Be', certe cose le nota anche una vecchia come me. Penso che lei e Sophia sareste
perfetti insieme, Caspaarrr.
Caspaarrr.
Con la sua A allungata e la R moscia, la voce di Greta faceva venire in mente le dive del
dopoguerra. Da quando, sette anni prima, il marito banchiere era morto fulminato da un
ictus su un campo da golf, lei trascorreva le vacanze di Natale nella clinica privata. L non
era sola quando la depressione delle feste si abbatteva su di lei. Per questo se il televisore
non funzionava era quasi una catastrofe. Per non sentire troppo la solitudine, teneva la
"scatola chiacchierona" perennemente accesa.
Se fossi appena un po' pi giovane, mi farebbe piacere se mi portasse a ballare.
Grazie mille rise lui.
Dico sul serio. Anche mio marito alla sua et, a occhio e croce una quarantina d'anni,
aveva una ciocca di capelli ribelli che gli ricadeva sulla fronte. E mani eleganti proprio
come le sue, Caspar. E ...
. Greta ridacchi di nuovo, poi aggiunse: E condivideva la mia stessa passione per gli
indovinelli .
Batt due volte le mani, come una professoressa che decreta la fine dell'intervallo.
E ora riproviamo ... .
Caspar sbuff divertito mentre Greta ripeteva l'indovinello.
Padre e figlio hanno un incidente. Il padre muore, il figlio sopravvive.
Caspar inizi a sudare nonostante la finestra aperta.
La mattina era sprofondata in una pioggia mista a neve, e verso mezzogiorno le
temperature erano scese sotto lo zero.
Fuori, in pieno Grunewald, dovevano esserci due gradi meno che in citt. Sul momento
per Caspar non se ne accorse.
Eccola! Il suo indice sfior una rotella di metallo protetta dalla plastica. Adesso devo solo
collegare il cavo qui e ..
Il ragazzo ferito viene portato al pronto soccorso, ma il chirurgo non vuole operarlo
perch  suo figlio.
Caspar sgusci da sotto l'enorme schermo, si alz e prese il telecomando.
Come funziona? chiese Greta con espressione birichina.
Funziona cos rispose Caspar accendendo il televisore. All'inizio lo schermo non rispose,
poi la voce sonora di uno speaker riemp la stanza. Quando anche l'immagine si sintonizz,
Greta applaud, felice come una Pasqua.
Si vede! Fantastico, lei  un genio.
Non so cosa sono, pens Caspar, e si pul la polvere dai Jeans.
Allora torno in camera mia, prima che l'infermiera si arrabbi ...  cominci, ma Greta alz
la mano e gli ordin di fare silenzio.
" ... nuove sconvolgenti notizie sull'aggressore noto come il Ladro di anime, che ormai da
molte settimane semina orrore e paura tra la popolazione femminile ... ".
Greta prese il telecomando e alz il volume.
Ore 17:56
" appena giunta la notizia che la sua prima vittima, Vanessa Strassmann, ventisei
anni,studentessa diArte drammatica,  deceduta oggi pomeriggio nel reparto di
rianimazione dell' ospedale Westend. La ragazza era scomparsa senza lasciare traccia
due mesi e mezzo fa, e una settimana dopo era stata ritrovata in un fatiscente motel lungo
l'autostrada. Nuda, in stato di shock e paralizzata".
Come se le tragiche parole del cronista non fossero sufficienti a chiarire l'entit della
tragedia, sullo schermo apparve il viso di una bellissima ragazza.
L'immagine lasci il posto ad altre due foto. Anche in questo caso, qualcuno si era preso
la briga di scegliere dall' album di famiglia le migliori.
"Come le due vittime successive, l'avvocato Doreen Brandt e la maestra elementare Katja
Adesi, anche Vanessa Strassmann non riportava lesioni. Stando alle dichiarazioni dei
medici, non aveva subito violenza carnale, percosse O sevizie. Nonostante ci, il suo
equilibrio psichico era stato irrimediabilmente minato. Fino a oggi, giorno della sua morte,
 rimasta in una sorta di coma vigile e reagiva soltanto a stimoli sonori e luminosi di
grande intensit".
Le foto sparirono e furono sostituite dalla facciata esterna di un moderno complesso
ospedali ero.
"La causa del decesso rappresenta un ulteriore mistero, I medici infatti non sanno
spiegarsi cosa sia successo alle giovani donne mentre si trovavano nelle mani dell'ignoto
criminale. Potrebbero essere un indizio i foglietti trovati in mano a ognuna delle tre vittime,
sul contenuto dei quali per la polizia mantiene uno stretto riserbo. Per ora fortunatamente
non sono state denunciate altre scomparse. Possiamo sol sperare che non si tratti di
un'interruzione momentanea dovuta alle festivit, ma che questa terribile serie di misfatti si
sia definitivamente conclusa.
La notizia della cattura del Ladro di anime sarebbe certamente il pi grande regalo di
Natale, non  vero, Sandra?".
Il giornalista si volt con un sorriso professionale verso la collega, cedendole la parola per
le previsioni del tempo.
"Proprio cos, Paul. Adesso per incrociamo le dita perch anche gli altri regali arrivino in
tempo sotto l'albero.
Dopo le nevicate pi intense degli ultimi venti anni, infatti, il ghiaccio sta paralizzando il
traffico in molte grandi citt. Inoltre sono attese violente tempeste ... ".
Ghiaccio, pens Caspar guardando i simboli grafici in corrispondenza di Berlino sulla carta
meteorologica. E fu allora che accadde per la prima volta.
La violenza del ricordo lo colp in modo tanto inaspettato e dirompente che a stento riusc
a contenerla.
Eco Ma poi torni subito?,  S, non ti preoccupare. Tocc i capelli sudati che le erano
scivolati sugli occhi durante le convulsioni.
Non mi lasci sola, vero?, No.
Naturalmente lui non poteva sentire le sue parole. La piccola non era pi in grado di
muovere la lingua gi da molto tempo ..
Tuttavia avvertiva la supplica muta della bambina di undici anni nella debole stretta delle
sue dita. Scacci l'assillante dubbio se si trattasse di una reazione cosciente o un
semplice riflesso incondizionato, come il tremito della palpebra destra.
Ho tanta paura. Aiutami, ti prego.
Tutto il suo fra~ile corpo gridava aiuto, e lui dovette fare uno d'orzo per trattenere le
lacrime. Per distrarsi fiss il suo neo rotondo, sospeso come un punto sul suo zigomo
destro.
Ti porter fuori da qui sussurr.
Fidati di me.
Poi la baci sulla fronte e preg che non fosse troppo tardi.
Okay mormor la bambina senza muovere le labbra.
Sei molto coraggiosa, tesoro. Troppo coraggiosa per la tua et .
Lo so. Le sue dita gli lasciarono la mano.
Per fai in fretta gemette in silenzio.
Certo. Te lo prometto. Ti liberer.
Ho paura. Torni presto pap? S~ torno subito, tesoro. E dopo andr tutto bene. Sar
tutto come prima. Non ti preoccupare, piccola, d'accordo? Ho fotto un errore, ma ti porter
fuori da qui e poi... .
 .. .lei che ne pensa? domand Greta a voce alta strappando Caspar dal suo sogno
angosciante. Batt ripetutamente le palpebre, mand gi la saliva che gli si era
accumulata in bocca e infine apr gli occhi, che cominciarono a lacrimare non appena la
luce del televisore colp le pupille. Evidentemente Greta non aveva notato il suo breve
black out.
Come, scusi?.
Sentiva un odore di carta bruciata, come se dall'impatto con questo primo brandello di
ricordo si fosse sprigionata una voluta di fumo.
Cos'era? Era davvero un ricordo o semplicemente un sogno? Ancora scioccato dalle
immagini che gli avevano attraversato la mente, senza rendersene conto si tocc il petto
proprio nel punto in cui, sotto la T-shirt, si distinguevano le cicatrici ancora fresche delle
bruciature che aveva scoperto facendo la prima doccia nella clinica. Le cause di quelle
bruciature gli erano sconosciute quanto il suo passato.
Interessante disse Greta eccitata. Cosa ci sar scritto?.
Abbass il volume e il puzzo nel naso di Caspar diminu.
Dove?.
Sui biglietti, no? Quelli che hanno trovato addosso alle vittime del Ladro di anime. Che
vorr dire?.
Non saprei rispose assente. Doveva assolutamente andarsene da l. Riordinare le idee.
Riflettere su cosa potesse significare quello che gli era successo e parlarne con la
dottoressa.
Ho una figlia?  la fuori che mi aspetta, sola e malata?
Forse sarebbe meglio spegnere il televisore. Queste notizie non la faranno dormire. Si
diresse lentamente verso la porta, cercando di nascondere il turbamento.
Figuriamoci. Il Ladro di anime non verr certo a prendere me. Greta sorrise maliziosa e
appoggi sul comodino gli occhiali dalle stanghette di plastica rosicchiate che usava per
leggere e guardare la televisione. Anche senza questo accrocco, non corrisponderei al
profilo delle sue prede. Ha sentito anche lei, le vittime sono tutte donne tra i venti e i
quarant'anni, alte, magre, bionde e nubili.Tutte cose che di me si potevano dire al limite
mezzo secolo fa.
Rise.
E non si preoccupi, mio caro. Stasera prima di andare a letto mi rilasser con una bella
commedia su un cane. Danno Cujo... .
Veramente non  una ...  attacc Caspar, ma dallo sguardo di Greta cap che l'anziana
signora lo stava prendendo in giro.
Touch ammise e,malgrado non fosse dell'umore adatto, non pot fare a meno di
sorridere.
Uno a uno.
Abbass la maniglia della porta.
E perch saremmo pari? gli grid dietro Greta, stupita.
Lei mi ha fregato, io per ho risolto l'indovinello.
Bugiardo, non  vero.
S, invece. Il chirurgo  una donna disse Caspar sorridendo. Il chirurgo al pronto
soccorso  la madre del ragazzo, per questo non vuole operare il figlio.
Non  possibile!. Greta ridacchi e batt di nuovo le mani come una ragazzina. Come
fa a saperlo?.
Non ne ho idea, pens Caspar salutandola con un sorriso incerto.
Non ne ho davvero la pi pallida idea.
Il sorriso gli mor sulle labbra nell'istante in cui si chiuse la porta alle spalle e mise piede in
corridoio. Valut la possibilit di tornare in camera di Greta prima che lo scoprissero. Poi
per sent fare il suo nome e decise di seguire di nascosto i due medici che erano appena
usciti dalla sua stanza con espressione furibonda.
Ore 18:07
RaBfeld e Sophia erano talmente immersi nella discussione che non si accorsero di lui.
Nonostante fosse a pochi metri di distanza da loro, Caspar dovette sforzarsi molto per
capire cosa si stavano dicendo.
 ... credo sia ancora presto sibil RaBfeld con voce roca. Rischierebbe di turbarlo
troppo.
Il direttore della clinica si era fermato e armeggiava con la sciarpa di lana che gli pendeva
dal collo. Come spesso accade, la figura del primario era una contraddizione in termini.
Anche in piena estate indossava una sciarpa per la paura di prendere un raffreddore,
timore che per non gli impediva di andare in giro in sandali e senza calzini d'inverno. Ci
teneva ad avere unghie curate e capelli pettinati, ma ignorava la barba, che tendeva a
crescere allo stato brado, cos come la peluria di naso e orecchie. E bench avesse
ottenuto l'abilitazione superando un esame sul l'obesit provocata da cause psichiche, pile
di confezioni vuote del fastfood erano accatastate nel suo studio tra le montagne di libri e
pratiche. Pur non avvicinandosi neanche lontanamente alla corpulenza di Bachmann, la
circonferenza della sua pancia bastava a far sembrare Sophia una paziente anoressica.
Non deve mostrargliela! le ordin. Con queste parole spinse la psichiatra lungo il
corridoio, e i due si allontanarono dalla camera da cui erano appena usciti.
In nessun caso. Chiaro? Gliela proibisco.
Caspar li segu con cautela.
La penso diversamente sussurr Sophia con minore fermezza. Alz la mano in cui
teneva una sottile cartella clinica.
Ha il diritto di vederla ...  Il professore si ferm di colpo e per un attimo sembr volesse
fare dietrofront.
Caspar si chin in fretta e si slacci una scarpa. RaBfeld per abbass la maniglia della
sala pausa e spinse Sophia nello stanzino. La porta rimase socchiusa e Caspar,
ingnocchiato in corridoio, riusc a spiare attraverso la fessura, RaBfeld era fuori dal suo
campo visivo. Va bene, mi dispiace, Sophia sent dire al primario.
Sono stato aggressivo, ho esagerato. Ma non sappiamo quali danni potrebbero
provocargli queste informazioni.
O quali ricordi. Sophia si appoggi con la mano al piano di lavoro vicino al lavello. Come
sempre era senza trucco e pi che uno specialista sembrava una studentessa di Medicina
del secondo anno.
Caspar si chiese come mai fosse tanto attratto da quella donna da arrivare a seguirla di
nascosto. Nulla in lei era perfetto: gli occhi troppo grandi, la pelle troppo chiara, le orecchie
troppo sporgenti, e di certo anche il suo naso non rientrava in un catalogo di chirurgia
plastica. Eppure, nell'insieme, non si stancava mai di guardarla.A ogni seduta scopriva un
nuovo particolare che l'affascinava. In quel momento era un ricciolo che le disegnava un
punto interrogativo sotto la tempia.
 troppo impaziente, Sophia sent brontolare RaBfeld. Caspar sud freddo nel vedere la
mano cosparsa di macchie scure del professore avvicinarsi lentamente a quella di Sophia.
IL direttore della clinica aveva assunto un tono che voleva essere non solo d'intesa, ma
anche seducente. Ogni cosa a suo tempo disse sottovoce. Ogni cosa a suo ... ,
Quando RaBfeld accarezz il polso di Sophia con il dorso dell'indice coperto di peli,
Caspar ag d'istinto.
Balz in piedi, spalanc la porta e, fingendosi stupito, indietreggi nel corridoio.
Cosa ... cosa ci fa lei qui? esclam seccato RaBfeld. che dopo un attimo di spavento
aveva ripreso il controllo.
Volevo un caff spieg Caspar con un cenno al thermos accanto a Sophia.
Non le avevo proibito di uscire dalla sua stanza?.
Ehm ... s. Devo averlo dimenticato.
Caspar si tocc la testa. Desolato, ma ultimamente mi capita sempre pi spesso.
Ah, lo trova divertente, vero? E come la mettiamo se ha una ricaduta e per sbaglio esce
dalla clinica senza che nessuno se ne accorga? Ha dato un'occhiata fuori?.
Caspar segu la mano di RaBfeld che indicava la finestra con le sbarre.
Ci sono due metri di neve. Bachmann potrebbe non riuscire a salvarla un'altra volta.
Con sorpresa di Caspar, Sophia si schier dalla sua parte.
 colpa mia disse decisa. Prese la cartella clinica e usc dalla stanza. Sono stata io a
dargli il permesso, professore.
Caspar cerc di non lasciar trasparire lo stupore. In realt Sophia aveva sempre preteso il
contrario. Doveva avvertire le infermiere anche quando andava in bagno.
Se  vero ...  RaBfeld tir fuori un fazzoletto dal camice e si tampon la fronte con gesti
stizziti  ... allora revoco l'autorizzazione.
Il primario si fece bruscamente strada tra i due.
La frase "Non finir qui" sembr aleggiare nell'aria mentre lui si dirigeva in silenzio all'
ascensore.
Il viso di Sophia si rilassava a ogni suo passo. Quando finalmente spar dietro l'angolo,
smise di trattenere il respiro.
Venga, dobbiamo sbrigarci disse dopo una breve pausa.
Perch?. Caspar la segu lungo il corridoio. Oggi la seduta c' gi stata.
S, ma ha ricevuto una visita.
Di chi?.
Sophia si gir.
Qualcuno che forse sa chi  lei. Caspar sent una fitta allo stomaco e si blocc.
Chi?.
Ora lo vedr.
Il suo battito acceler, bench camminasse pi lentamente. RaBfeld lo sa?.
La dottoressa aggrott le sopracciglia meravigliata e lo scrut con diffidenza.
Quello sguardo penetrante gli ricord il momento in cui aveva ripreso conoscenza nel
reparto di terapia intensiva. Si era risvegliato e aveva fissato l'immagine di uno
sconosciuto che si rifletteva negli occhi cristallini di Sophia.
All' inizio era stato distratto dalle pagliuzze ambra che rendevano le sue pupille ancora pi
profonde, come fanno i ciottoli sul fondo di un lago limpido.
Come si chiama? gli aveva domandato con una voce calda che, nonostante la
professionalit, lasciava trapelare la preoccupazione.
Questo era il suo primo ricordo. Da allora viveva soltanto nel presente. .
Credevo che il professore non approvasse la sua scelta di farmi affrontare troppo presto
la realt.
Sophia inclin leggermente la testa e lo squadr con attenzione.
E io credo che abbia dimenticato il suo caff, Caspar disse infine sforzandosi di
trattenere un sorriso. Vedendo che non ci riusciva, gli volt di nuovo le spalle e apr la
porta della sua camera.
Ore 18:17
Allora, di cosa si tratta?.
L'ospite si pieg in avanti sulla comoda poltrona imbottita. Come il letto, l'elegante
moquette e le tende chiare, ci si sarebbe aspettati di trovare anche quella in un maniero
inglese piuttosto che in una clinica psichiatrica.
Lo riconosce?.
Caspar avrebbe voluto. Lo avrebbe voluto cos tanto che per non essere pi solo fu sul
punto di mentire e rispondere di s.
Cerc disperatamente di ricordare qualcosa che potessero aver fatto insieme, e intanto
fissava 1'occhio destro dell'insolito visitatore. Il sinistro non c'era pi. Con molta probabilit
glielo avevano cavato, a giudicare dalla cicatrice.
Al contrario di lui, il cane sembr non avere dubbi. L'arruffato incrocio di razze era
talmente contento di rivederlo che per poco non si strozz a forza di ansimare.
Non lo so sospir Caspar prendendo tra le mani la grossa zampa che il cane gli aveva
appoggiato sul ginocchio. La palla di pelo color sabbia agitava selvaggiamente la coda,
faticando a restare in equilibrio sulle zampe posteriori.
Proprio nulla?.
Sophia era in piedi di fronte a lui, stringeva con entrambe le mani la sua cartella clinica e
guardava con aria interrogativa lui e il cane. Il primo bottone della camicetta era aperto, e
la medaglietta appesa al girocollo d'argento brillava.
Non lo so, davvero ripet Caspar, sforzandosi di non fissare il ciondolo di madreperla
perch lei non fraintendesse il suo sguardo. Sospir ancora.
Ogni giorno Sophia lo spingeva a confrontarsi con nuo vi frammenti del suo passato. Non
volevano forzare i tempi per evitare che i suoi pensieri finissero fuori strada e restassero
impantanati o che girassero a vuoto. Caspar la chiamava "la terapia del
puzzle".Aggiungevano un tassello alla volta, ma lui non riusciva a incastrarli in modo da
ottenere il quadro completo e si sentiva sempre pi sfiduciato.
Per prima cosa Sophia gli aveva messo davanti dei vestiti sporchi di fango.
Poi un biglietto del treno spiegazzato, Amburgo-Berlino andata e ritorno, prima classe,
valido per due persone, timbrato il 13 ottobre dell'anno prima. L'unico documento nel suo
portafoglio per il resto vuoto, che insieme all'ematoma sulla tempia destra, riassorbitosi nel
frattempo, lasciava supporre fosse stato vittima di un'aggressione a scopo di rapina.
Dove lo avete trovato? domand.
Sul viale di accesso. Probabilmente le ha salvato la vita. Quando RaBfeld non  in clinica,
a Bachmann piace scorrazzare qui intorno con la jeep lanciata a tutta velocit. Se il cane
non gli si fosse piazzato davanti abbaiando, non sarebbe sceso e non l'avrebbe vista. Era
gi buio e lei era lontano dalla strada.
Sophia si chin sulle ginocchia e accarezz il cane, che cominci a leccarle la targhetta
con il nome attaccato al camice.
Dove  stato in questi giorni?.
Ora lisciavano entrambi il pelo morbido del cucciolo. Caspar calcol che avesse al
massimo un anno.
Dal custode. Sophia rise. Bachmann ha detto che non gli interessa se lei se lo ricorda
oppure no. Devo riferirle da parte sua che non le lascer portare via Mr. Ed.
In compenso per  liberissimo di prendersi sua moglie.
Mr.Ed?.
Lei si strinse nelle spalle. C'era una serie televisiva con un cavallo parlante che si
chiamava cos. Bachmann sostiene che ha lo stesso sguardo triste. E che  ancora pi
furbo. Si alz.
Non prova niente vedendo Mr. Ed?.
Certo. Mi fa tenerezza. Ma forse mi piacciono tutti gli animali. Non ne sono sicuro.
Bene ... . Sophia sfogli la cartella clinica. E che mi dice di questa?.
Allung una foto a Caspar e fu come se gli avesse dato uno schiaffo. Aveva le guance in
fiamme e all'improvviso sent che la parte destra del suo viso era indolenzita.
Dove ... ?. Strizz gli occhi ma non riusc a impedire che una piccola lacrima gli rigasse
una guancia. Era ... cio ... , Si interruppe e tir su col naso.
S rispose Sophia anticipando la sua domanda. Bachmann l'ha trovata stamani mentre
spalava la neve. Deve esserle scivolata dalla tasca. Quel giorno non l' abbiamo vista. Gli
consegn l'ingrandimento a colori. La riconosce?.
La fotografia trem tra le mani di Caspar.
S disse con un filo di voce senza alzare gli occhi. Purtroppo.
Chi ? domand Sophia.
Non ... non ne sono sicuro. Caspar accarezz con la punta delle dita il neo sullo zigomo
della bambina.
Non so come si chiama. Sollev il viso e si costrinse a guardare Sophia negli occhi.
Ma credo mi stia aspettando da qualche parte l fuori.
Ore 18:23
Mr. Ed appoggi la testa tra le grosse zampe e si appiatt lungo e disteso come un
tappetino. Aveva drizzato le orecchie e sembrava un ascoltatore attento.
Sua figlia? Perch me lo dice solo ora? chiese Sophia quando Caspar fin di descrivere
la misteriosa visione avuta in camera di Greta.
La bambina. Le sue palpebre che tremavano. La sua supplica muta.
Non mi era mai successo. E non so nemmeno io se si tratta di un vero ricordo o soltanto
di un incubo.
Ma poi torni subito?
Caspar si sfreg gli occhi stanchi.
E sembrava malata? domand Sophia.
No. Peggio.
Forse stava semplicemente dormendo disse con un barlume di speranza. I suoi
movimenti erano impulsivi, involontari, come quando si fa un brutto sogno. Ma ...
 Ma cosa? lo incalz Sophia.
Avevo l'impressione di doverla tenere perch non si sollevasse in aria come un
palloncino, tanto sembrava leggera. Come se qualcuno 1'avesse svuotata, lasciando solo
un involucro senz'anima. Capisce?, Lo dice spesso constat Sophia.
Cosa?.
Capisce?. Lo usa come intercalare.
Forse fa un lavoro in cui deve spiegare concetti complessi a chi non se ne intende, ad
esempio potrebbe essere un professore, un perito o un avvocato. Ma non volevo
interromperla. Riesce a ricordare dov' era esattamente?.
Su un letto o una barella, qualcosa del genere.
Com'era la stanza?.
Luminosa, con due grandi finestre da: cui entrava la luce del sole.
C'eravate soltanto voi due?.
Non lo so. Non ho avvertito la presenza di nessuno che potesse ... .
Potesse cosa? Averla seviziata, violentata, avvelenata?
Quindi eravate solamente lei e la bambina? domand Sophia.
S. Era sdraiata davanti a me, il suo respiro era irregolare, i capelli sembravano bagnati
di sudore e le palpebre tremavano .
Potevano essere i postumi di una crisi epilettica?.
Forse.
O di un avvelenamento, di uno shock, di una serie di sevizie ...
E riusciva lo stesso a parlare?.
No, non comunicava a parole. Non potevo sentirla, per la capivo.
Telepatia? .
Caspar scosse la testa con decisione.
So dove vuole arrivare. Nessun fenomeno paranormale, a meno che non voglia definire
cos l'amore paterno.
Stringevo la mano di mia figlia e percepivo quello che voleva dirmi.
Ho tanta paura. Aiutami, ti prego ...
Credo che qualcuno la tenga prigioniera, qualcuno che le ha fatto del male, e io devo
aiutarla prima che le sue condizioni peggiorino ulteriormente.
C'erano sbarre? si inform Sophia interrompendolo.
Come, scusi?.
Sbarre, alle finestre.
Caspar chiuse gli occhi e cerc di ricordare.
Ho tanta paura. Aiutami, ti prego ...
Non saprei. Si strinse nelle spalle.
Bene, chiunque sia quella bambina disse piano ma decisa Sophia non deve stare in
pensiero per lei, Caspar. Perch no?.
Abbiamo mandato la foto agli agenti che si occupano del suo caso. Dicono che non 
stata denunciata la scomparsa di nessuna bambina con quelle caratteristiche.
Sophia si ferm la ciocca a forma di punto interrogativo dietro l'orecchio.
Caspar rise senza. gioia.
E questo cosa prova? Se dobbiamo credere a quanto dice la polizia, nessuno sta
cercando nemmeno me, eppure sono qui. Perci non pu garantir mi che mia figlia ... 
esit cercando le parole giuste insomma, che quella bambina non sia in pericolo. Voglio
dire, lei ... le ho promesso che sarei tornato.
Dopo un attimo aggiunse a voce pi bassa: Ovunque si trovi.
Va bene. Sophia si rigir la cartella clinica tra le mani. Allora dobbiamo rendere la
faccenda di dominio pubblico.
Cio dovremmo rivolgerci alla stampa?.
La dottoressa annu.
S; anche se RaBfeld sar contrario. Non voleva nemmeno che le mostrassi la foto. lo
per credo sia arrivato il momento.
D'accordo disse Caspar senza esitazione. L'isolamento e la tattica del dare le
informazioni con il contagocce imposti da RaBfeld gli apparivano sempre pi sospetti. Il
professore lo considerava un gratificante oggetto di studio; stando a quanto diceva Sophia,
infatti, i casi di amnesia globale si presentavano molto raramente. Era l'unica ragione per
cui gli avevano concesso di essere ricoverato in quell' esclusiva casa di cura. RaBfeld
voleva documentare scientificamente il suo caso, e a quanto pareva ci presupponeva che
il processo di conoscenza avesse origine dall'interno, senza essere manipolato da influssi
esterni.
Per questo lo psichiatra gli aveva impedito perfino di parlare con la polizia.
Per quanto mi riguarda, i giornalisti possono venire quando vogliono disse Caspar, pur
consapevole che se la sua foto fosse stata pubblicata su tutti i giornali lo avrebbero
trasferito. Gli illustri pazienti con problemi di droga o depressione che si ritiravano nella
clinica Teufelsberg tenevano in gran conto anonimato e tranquillit. E una folla di fotografi
davanti all'ingresso principale non sarebbe stato opportuno.
Bene, ci penso io. Ci sarebbe ancora una cosa ... .
Sophia distolse lo sguardo.
Quale?.
Quando si alzer il polverone, io non potr starle accanto. Da domani il dottor RaBfeld si
occuper personalmente di lei.
Caspar riflett per un attimo e sorrise.
Ma certo, capisco. Le auguro buon Natale, Sophia.
Lei alz gli occhi e scosse la testa con tristezza.
No, le feste non c'entrano. Oggi  il mio ultimo giorno di lavoro.
Ah.
Me ne vado.
Oh.
A un tratto gli sembr di essere un deficiente che non riusciva a mettere insieme una frase
di senso compiuto.
Di conseguenza era libero di ignorare impunemente le disposizioni del direttore.
Sophia voleva lasciarlo.
Posso chiederle perch?.
No, la prego rispose lei e gli strinse la mano, un gesto che rese la situazione ancora pi
difficile.
Caspar si accorse che se non aveva fatto i bagagli e cercato di scoprire da solo chi fosse,
era stato unicamente per quella donna. Durante le loro poche sedute, Sophia era
diventata una specie di ancora gettata negli abissi della sua coscienza. E ora voleva
mollare gli- ormeggi.
Ha a che fare con il professor RaBfeld? chiese, pur sapendo che quella domanda
sconfinava dal rapporto terapeutico entrando nel suo territorio privato.
No,no.
Sophia infil la foto della bambina nel fascicolo e si sedette al piccolo secrtaire sotto la
finestra della mansarda.
Allora ci siamo. Dopo aver annotato gli ultimi appunti chiuse la cartella clinica con un
lieve sospiro e si alz. Caspar avvert la sua incertezza mentre valutava se doveva
salutarlo con una stretta di mano o un abbraccio. Si prese tra le dita 1'indice della mano
destra, imbarazzata, poi fece un passo di lato e fiss il comodino.
Per deve promettermi che si metter regolarmente il collirio, anche se da domani non ci
sar pi io a controllarla, d'accordo?.
Prese una boccetta di plastica e la agit.
Caspar portava le lenti a contatto. Quando lo avevano trovato si erano incollate alle sue
pupille come gomma da masticare - il secondo indizio, dopo l'ipotermia, del fatto che fosse
rimasto molto tempo all' aperto.
Non mi serve pi protest.
S, invece.  come con le pomate, non bisogna smettere di usarle solo perch l'irritazione
 diminuita.
Sophia batt la mano sul bordo del letto e lui segu l'invito a sedersi accanto a lei.
Per educazione mantenne una certa distanza, ma lei gli si avvicin. Adesso fu lui a
distogliere lo sguardo. Da quando era rinato, pochi giorni prima, non si era ancora abituato
alla vista dell' estraneo riflesso negli occhi di Sophia.
Cosa ne pensa? Secondo lei la bambina della fotografia  mia figlia? domand mentre
la dottoressa svitava il tappo del collirio. Mi somiglia?.
Per un attimo lei trattenne il respiro.
Non  facile da dire a quell'et.
Caspar si rese conto che cercava di non togliergli il primo ricordo e insieme l'ultima
speranza.
Non so cosa pensare. Tutti vorrebbero avere una bambina 'cos dolce. Ma come madre,
il pensiero che in questo momento aspetti il padre mi spezza il cuore.
Lo sguardo di Caspar si spost sulle mani di Sophia.
Come madre?. Non vedeva nessuna fede. L'unico gioiello era la collana d'argento con il
ciondolo di madreperla attorno al suo collo sottile.
Be', mettiamola cos, ho fatto un tentativo con Marie, ma ho fallito miseramente. Nella
sua voce Caspar percep quella punta di malinconia che aveva notato anche nel corso
delle loro sedute. Ma non era mai stata cos netta come adesso.
Mi sono dedicata troppo al lavoro e ho trascurato mia figlia. Quindi per lui  stato facile
portarmela via.
Ecco cos', pens Caspar.  per questo che mi sento legato a lei. Abbiamo qualcosa in
comune.
Chi gliel'ha portata via? chiese con dolcezza.
L'uomo con cui vivevo.  riuscito a fare in modo che non potessi pi avvicinarmi a
Marie.
Come?. Si morse le labbra, ma ormai era tardi. Quella semplice domanda era troppo
impegnativa e invadente e aveva ricordato a. Sophia che lui non era autorizzato a frugare
nella sua vita privata.
Diciamo che ha i suoi metodi rispose secca, asciugandosi una guancia con la manica.
Oh, accidenti. Si schiar la voce.
Quanto chiacchiero.
Se vuole possiamo parlarne tent di nuovo Caspar.
Sophia estrasse la pipetta di collirio.
No. Non si rimedia a un errore solo con le parole, ci vogliono i fatti. E per questo che me
ne vado. Per prepararmi.
Cosa intende fare?.
Lotter. Tra poco ci sar un'udienza importante, incroci le dita per me.
Ci conti. Caspar ammicc incoraggiante. E chiss, magari scopro di essere un
avvocato specializzato in affidamento dei minori. Rise. In tal caso potrei sdebitarmi della
sua assistenza.
S, chiss comment Sophia con un sorriso triste. Adesso per pieghi la testa
all'indietro, per favore.
Ubbid. Mentre si chinava su di lui, la ciocca di capelli fermata dietro 1'orecchio ricadde in
avanti e Caspar sper che lo sfiorasse, accarezzandolo come il suo profumo discreto
faceva da tempo.
Non siamo mai stati cos vicini, pens quando lei lo fiss negli occhi e la prima goccia di
collirio spunt dalla pipetta.
Mr. Ed fiut il pericolo. Salt il letto e cominci ad abbaiare puntando la finestra.
L'istinto lo aveva messo in allerta precedendo le onde sonore. Poi lo sentirono anche loro.
Il rumore di qualcosa che andava in frantumi, seguito da uno stridio metallico. E per un
breve, terribile momento, a Caspar sembr che sul viale di accesso qualcosa di vivo
venisse strappato in due.
Ore 18:31
Riflett se seguire Sophia, uscita di corsa dalla stanza con Mr. Ed al guinzaglio.
Fuori era successo qualcosa.
Probabilmente un incidente.
Si avvicin alla finestra, da lass per non riusc a vedere nulla. Di giorno dal piano
superiore si godeva una vista mozzafiato della riserva naturale che si estendeva fino al
signorile quartiere residenziale, ma l'oscurit e il nevischio avevano inghiottito da ore quel
pomeriggio invernale grigio come il cemento, rendendo le luci artificiali ancora pi
minacciose: lampeggianti rossi e blu apparivano a intervalli regolari tra le conifere
ghiacciate ai lati della tortuosa strada che saliva fino all' entrata della clinica Teufelsberg.
Caspar apr la finestra e si affacci. La tempesta era aumentata. Sent un rombo costante
in lontananza, poi quat tro piani pi in basso il pesante portone d'ingresso si apr e due
uomini uscirono nell' aria gelida.
Ha visto come  andata? sent chiedere al direttore. RaBfeld non era illuminato dal fioco
bagliore che arrivava dall' atrio, ma la sua voce roca era inconfondibile.
No, stavo facendo una pausa rispose Bachmann. Ero in biblioteca. Ho riportato il
manuale di retorica che mi aveva consigliato, ricorda?.
Retorica? si chiese Caspar meravigliato.
Di solito il custode non perdeva occasione di divertire i pazienti con una battuta, ma in
presenza di RaBfeld sembrava un ragazzino arrivato a scuola in ritardo senza la
giustificazione dei genitori.
Maledetto ghiaccio imprec burbero il professore.
Si  fatto male qualcuno?.
Non lo so. Quell'affare  messo di traverso, le telecamere non lo inquadrano tutto.
Una folata di fiocchi di neve entr nella stanza di Caspar e gli tolse la visuale.
E ora come ci arriviamo laggi?.
In quell'istante la finestra si chiuse con un colpo secco in faccia a Caspar.
Si volt e vide Linus immobile nella stanza. Il musicista aveva un' espressione spaventata,
confusa e curiosa insieme, come se avesse appena scoperto di possedere dei poteri tele
cinetici che gli permettevano di aprire e chiudere le finestre.
 stato il vento disse Caspar scacciando i suoi timori. Cosa  successo?.
Brutidente mormor Linus. Capolto!.
Linus era un paziente a lunga degenza che non solo viveva nel proprio mondo, ma parlava
anche una lingua tutta sua.
Per anni aveva scambiato la propria testa per un frullatore da rimpinzare con
un'inesauribile provvista di pasticche, cocktail e polveri varie assunte per bocca o naso.
Nessuno pot dire con certezza quale fu la droga che alla fine mand il cervello del
cantante fuori giri, ma dopo che i medici del pronto soccorso lo ebbero rianimato nel
backstage, lui non era pi in grado di mettere le lettere nell' ordine giusto. Gli si erano
annodate anche le parole.
Bottaonna, yessalam esclam ridendo.
Sebbene fosse riuscito a tradurre "brutidente" con "brutto incidente", queste nuove
creazioni linguistiche lasciarono Caspar perplesso.
A giudicare dal sorriso, Linus era felice dell'inatteso diversivo, ma trattandosi di lui era pi
prudente non dedurne lo stato d'animo dall' aspetto esteriore. L'ultima volta che Caspar lo
aveva sentito ridere lo stavano legando alletto. Volevano impedirgli di strapparsi ancora i
capelli durante un attacco psicotico e mangiarseli.
Andiamo a dare un'occhiata? sugger Caspar, e per un attimo Linus lo fiss come se
non fosse mai stato offeso cos tanto in vita sua, poi scoppi di nuovo a ridere e si
precipit fuori dalla stanza, eccitato come un bambino. Caspar si strinse nelle spalle e lo
segu.
Ore 18:39
Linus gli aveva soffiato l'ascensore sotto il naso, quindi dovette scendere lungo l'antica
scala di legno che si snodava come una liana intorno al vano della cabina. I gradini
consumati scricchiolavano a ogni passo e Caspar, in calzini, si sentiva come un
adolescente che sgattaiola fuori di casa in piena notte.
Facevo cos? O ero tanto diligente da tornare sempre all' ora stabilita?
Da giorni passava ogni minuto libero a frugare nel vuoto sconfinato della sua memoria in
cerca di risposte alle domande pi banali. Come si chiamava il suo peluche preferito? A
scuola andava d'accordo con i compagni o era un emarginato? Che auto aveva in garage?
Qual era il libro che gli era piaciuto di pi? C'era una canzone che ascoltava solo in
determinate occasioni? Chi era il suo primo amore? E il suo peggior nemico?
Non lo sapeva. I suoi ricordi erano come mobili in una casa disabitata che il proprietario
aveva coperto con pesanti lenzuola prima di andarsene. Fino al giorno precedente voleva
tirarle via, ma ora temeva potessero nascondere qualcosa di tremendo.
Ho paura. Torni presto, pap?
Quando raggiunse il piano terra immerso in tetri pensieri, Linus era sparito. Al suo posto
vide che gli veniva incontro Yasmin Schiller.
S, s, faccio io, e chi altri? comment scocciata la giovane infermiera in risposta a un'
osservazione di RaBfeld, fermo a pochi metri dalla guardiola di Bachmann.
Le si leggeva in faccia la rabbia per essere stata ancora una volta degradata a tuttofare.
Quando pass davanti a Caspar senza salutarlo, un palloncino celeste di gomma da
masticare le copr la parte inferiore del viso.
" solo un lavoro provvisorio. Sono una cantante, non una baby-sitter per malati di mente"
aveva messo in chiaro subito il secondo giorno, visibilmente sollevata nel constatare che
lui non aveva bisogno di aiuto per orinare.
E in effetti, con la sua frangia rosso elettrico, l'anello a forma di filo spinato al pollice e il
costante malumore, era assolutamente fuori luogo nella clinica.
Caspar per aveva intuito come mai RaBfeld tollerasse la sua presenza in quell'ambiente
snob, malgrado il piercing alla lingua e i tatuaggi: Yasmin amava il suo lavoro. Ed era
brava, anche se non voleva che gli altri lo notassero troppo.
Mentre si dirigeva alla porta d'ingresso.i piedi di Caspar affondarono nello spesso tappeto
che copriva tutto il pavimento dell'atrio. La moquette comunicava ai nuovi arrivati la
sensazione di un'atmosfera accogliente, al contrario del linoleum asettico tipico degli
ospedali. Lo stesso valeva per l'ufficio del custode.
Dirk Bachmann adorava il Natale.
Nonostante fino ad allora dal suo matrimonio non fossero nati figli, lui onorava quella festa
dedicata alla famiglia con un'attenzione ai dettagli e uno zelo quasi maniacali, come ci
fosse un premio in palio. L'accettazione accanto all' entrata principale straripava a tal
punto di pupazzetti di Babbo Natale, angeli dorati, lucine colorate, statuine del presepe e
casette di marzapane, che l'abete decorato con fili argentati schiacciato tra la scrivania di
metallo e l'armadietto delle chiavi rischiava di passare inosservato.
Professore ...  chiam Caspar a bassa voce per non spaventare il primario, ma lui
trasal ugualmente.
Ancora lei?. Lo sguardo di RaBfeld tradiva un certo disagio, che per svan all'istante.
Pensavo di essere stato abbastanza chiaro, deve andare a letto.
Anche lei, pens Caspar sforzandosi di non fissare le occhiaie del direttore, nere come il
carbone.
Gli altri sono molto agitati ment. In realt, oltre a lui, gli unici pazienti erano Greta e
Linus. La vecchia signora seguiva una trasmissione a tutto volume sul televisore appena
aggiustato, e il musicista sembrava aver gi perso ogni interesse per i recenti avvenimenti.
In ogni caso non si vedeva pi in giro.
Cosa  successo?.
RaBfeld esit, poi scosse la testa infastidito e indic il monitor.
Evidentemente sperava che, rispondendo subito alla domanda di Caspar, si sarebbe
sbarazzato pi in fretta di lui.
Un'ambulanza  finita fuori strada, ha sbattuto contro la centralina telefonica e si 
ribaltata.
Caspar gett una rapida occhiata allo schermo tremolante. Dunque erano quelle le luci
che saettavano tra gli alberi. Il lampeggiante blu continuava a ruotare sul tetto del veicolo.
Se il viale  videosorvegliato, dovrebbe esserci anche una registrazione che mostra come
sono arrivato qui, pens, ma decise che non era il momento migliore per chiederlo a
RaBfeld.
Posso fare qualcosa? domand invece.
Quel giorno la casa di cura era praticamente deserta.
Dato che i pazienti ricoverati erano solo tre, tutti i medici, tranne Sophia, si erano presi un
giorno libero. Il picco di affluenza era previsto soltanto per il pomeriggio successivo. In
extremis.
Quando per molti la prospettiva di dover passare ancora una volta la Vigilia di Natale da
soli diventava una certezza insopportabile e scatenava la depressione tipica delle feste.
No, grazie. Ci mancherebbe solo qualcos'altro. RaBfeld gli rivolse un tirato sorrisetto
sarcastico. Ce la caviamo benissimo da soli. La dottoressa Dorn e il signor Bach-mann
sono usciti con lo spartineve.
A conferma di quell'affermazione, sullo schermo apparve l'immagine di Sophia seguita da
quella del custode.  l'unico modo per raggiungere la strada con questo ghiaccio e
tornare su.
Sul caricabatterie da tavolo, accanto al monitor, gracchi una ricetrasmittente e si sent la
voce di Bachmann.  un uomo, sembra solo.
RaBfeld tolse il walkie-talkie lampeggiante dal supporto.
 ferito?.
Non si capisce. Adesso parlava Sophia.
Credo che l'autista sia sotto shock.  vicino alla centralina distrutta. Un attimo.Caspar
non vedeva pi nulla, la schiena di RaBfeld copriva l'intera superficie dello schermo.
Maledizione, c' qualcun altro gracchi la ricetrasmittente. Stavano trasportando un
paziente.
Caspar si alz in punta di piedi.
Il finestrino smerigliato dell'ambulanza era andato in frantumi e, se aveva visto bene, una
mano insanguinata sporgeva in cerca di aiuto.
RaBfeld fece un passo indietro per lo spavento.
Portateli qui ordin nel walkie-talkie.
Non sarebbe meglio ... .
Cosa? tagli corto Sophia. Far venire un elicottero? Chiamare i vigili del fuoco?
Lo sa anche lei che l'ambulanza ha messo fuori uso la linea telefonica.
E all'interno della propriet della clinica i cellulari non prendono. Caspar aveva la gola
secca e all'improvviso toss, come se quel pensiero gli fosse andato di traverso.
Si trovavano in una delle ultime zone senza copertura telefonica sulle carte dei gestori
della rete mobile. Un vantaggio agli occhi di RaBfeld, dato che gran parte del trattamento
consisteva nel proteggere i pazienti dagli influssi esterni negativi.
La ricetrasmittente riprese a lampeggiare.
Dirk ha forzato le portiere, sono accanto al paziente e ... Dio mio, no.
Cosa? Cosa c'?. RaBfeld fiss il monitor cercando di distinguere qualcosa.
Il paziente h un coltello conficcato in gola.
E morto?.
No, la trachea  perforata, per  cosciente e il respiro  regolare, ma ... , Ma cosa?
domand RaBfeld esasperato, e con la mano fece bruscamente cenno a Caspar di
togliersi di torno una volta per tutte.
Quando vedr di chi si tratta non creder ai suoi occhi.
Ore 18:56
Yasmin era tornata indietro e dopo un ordine stizzito di RaBfeld aveva riaccompagnato
Caspar nella sua stanza.
Il vassoio con la cena lo attendeva sul secrtaire. Come sempre Sybille Patzwalk, la cuoca,
si era impegnata quasi pi per presentare il cibo che per prepararlo. Un tovagliolo di lino
abilmente piegato a forma di cigno avvolgeva le pesanti posate d'argento, il piatto della
zuppa era decorato con foglie di prezzemolo e accanto al bicchiere con l'acqua era
sistemata un' orchidea bianca.
Caspar tolse il tovagliolo dal cestino del pane e il suo appetito si risvegli come un cane
da guardia che ha fiutato qualcosa.
Non mangiava da ore.
Stava ancora masticando il primo boccone, quando da fuori un rombo, simile al motore di
un tosaerba, copr i brontolii del suo stomaco. Caspar pos la baguette e si avvicin alla
finestra. Le gocce di acqua mista a neve erano diventate grossi fiocchi e cominciavano ad
accumularsi sul bordo inferiore. Presto non sarebbe pi riuscito a guardare attraverso il
vetro. Gi ora intravedeva a malapena lo spartineve con cui Sophia e Bachmann stavano
portando i feriti alla clinica.
Caspar apr leggermente la finestra. Fu investito da un' ondata di freddo cos intensa che
pens gli si conge lassero anche gli occhi.
Cosa ci faccio qui? si chiese. Il respiro che saliva dalla sua bocca denso come fumo gli
ricord l'odore che aveva creduto di sentire in camera di Greta, quando a un tratto gli era
venuta in mente la bambina malata.
Ma poi torni subito?
Chiuse la finestra. Si spost al centro della stanza, fece un giro su se stesso e si accorse
che la sua inquietudine superava il livello critico. E scopr una cosa che lo riguardava, una
osa quasi pi importante di un ricordo nitido: aspettare con le mani in mano non rientrava
nella sua natura. Il significato di quella presa di coscienza superava le tante piccole
abitudini che lo caratterizzavano e che aveva imparato a conoscere negli ultimi giorni,
come ad esempio che portava l'orologio a destra, aggiungeva sempre il sale al cibo prima
ancora di assaggiarlo e decifrava a fatica la sua calligrafia.
Il fatto che ogni singola fibra del suo corpo gridasse di andarsene immediatamente da
quella clinica gli fece capire quanto fosse facile illudersi. Aveva preferito aspettare che la
terapia facesse un miracolo invece di prendere in pugno la situazione. In realt si era
nascosto, e non nella casa di cura, ma in un posto dove nessuno poteva trovarlo: in se
stesso.
Caspar apr l'armadio. Solo quattro delle otto stampelle erano occupate. E anche quelle
soltanto perch aveva appeso giacche e pantaloni separatamente. Quindi non avrebbe
dovuto portarsi dietro molto quando la sera avrebbe tagliato la corda.
Mentre appoggiava sul letto i suoi pochi effetti personali, sospir. Erano quasi tutti dell'
ospedale o li aveva comprati Sophia in citt perch avesse almeno qualche cambio: una
mezza dozzina di mutande e calzini, due pigiami, una tuta, un paio di ciabatte di gomma,
vari prodotti da bagno e un romanzo storico di Peter Prange, che secondo la regola
avrebbe dovuto riportare in biblioteca.
La mia vita entra in una busta di plastica, constat dopo aver raggruppato quello che non
avrebbe indossato. Non possedeva uno zaino n una valigia, e aveva infilato tutto nel
sacchetto del cestino.
Poi indoss l'abito nero che portava quando era arrivato. Prese il sacchetto, si gett il
cappotto sul braccio e con l'altra mano afferr i pesanti stivali con i lacci.
Se li sarebbe infilati in fondo alla scala di legno.
Ci siamo Evit di gettare un'ultima occhiata a quella camera accogliente. Spense la luce e
usc sul corridoio silenzioso, con l'intenzione di non tornare pi.
Ore 19:06
Caspar scese furtivamente le scale, felice che la clinica fosse semivuota, cos non
avrebbe incontrato nessuno. Gi al primo piano per dovette ammettere che aveva scelto
il momento peggiore per attraversare l'atrio e uscire dall'edificio inosservato. Si sporse
dalla ringhiera. Dal basso arrivava una voce forte e sconosciuta. Doveva essere
l'infermiere del pronto intervento. Contrariamente alla prima impressione di Sophia, non
sembrava per nulla sotto shock, parlava in modo troppo spedito.
Jonathan Bruck, quarantasette anni, un metro e ottan-tacinque, novanta chili circa
snocciol cantilenando. Aveva una bella voce da baritono, seria come quella di uno
speaker, se non fosse stato per l'irritante rumore di fondo che Caspar associ al gorgoglio
di una macchinetta del caff.
Probabilmente  sotto l'effetto di alcol o stupefacenti.
Il proprietario del motel Teufelssee ha chiamato l'ambu lanza dopo che la donna delle
pulizie ha trovato Bruck privo di conoscenza nella sua stanza.
Caspar sent sbattere il telaio di una barella, immagin le ruote che tracciavano profondi
solchi sulla moquette color crema e all'improvviso realizz cosa fosse quel gorgoglio.
Proveniva dalla gola del paziente.
E la tracheotomia? domand RaBfeld come per confermare la sua supposizione.
Automutilazione. Credevo dormisse. Era il mio ultimo giro, volevo solo portarlo alla svelta
al Westend. Poi per, eravamo qui sotto davanti alla clinica, guardo lo specchietto e penso
di avere le allucinazioni. Quel pazzo si alza, si mette a urlare come un forsennato e si
pianta il coltello a serramanico nel collo. lo inchiodo, sbando e finisco contro il
trasformatore, o quello che era. Be' , il resto lo conosce anche lei.
Durante il resoconto, RaBfeld e l'infermiere erano andati verso l'ascensore e ora si
trovavano proprio sotto la ringhiera delle scale. Caspar era pochi metri sopra le loro teste,
talmente vicino che riusciva a sentire il rantolo di Bruck, simile al rumore di qualcuno che
succhia con una cannuccia le ultime gocce da un bicchiere.
La pregherei di non definire "pazzi" i miei pazienti disse RaBfeld come lo avessero
offeso personalmente.
Caspar scorse con la coda dell' occhio un movimento vicinissimo e trasal.
Poi vide che era solo un riflesso nell' ampia vetrata incassata nel muro qualche gradino pi
in basso, sul pianerottolo. In pochi minuti la tempesta si era trasformata in una vera e
propria bufera.
La debole luce dei lampioni nel parco della clinica non riusciva ad avere la meglio sui
fiocchi di neve grandi come noci e rimbalzava contro quelli gi accumulati, evocando in lui
la sgradevole immagine di uno sciame di api bianche che si fondevano in una massa
compatta.
Si concentr sul riflesso e per una frazione di secondo vide una sinistra foto di gruppo: due
uomini robusti ai lati di una barella su cui era disteso un corpo immobile con un coltellino
svizzero che gli spuntava dal collo. Le porte dell'ascensore si aprirono con un cigoli o
stridulo e la visione svan con la stessa rapidit con la quale l'odore penetr nel naso di
Cspar, Odore di fuoco. Di bruciato. Fumo.
Saranno i primi sintomi di un ricordo?
D'istinto fece un passo indietro, come se il ricordo stesse salendo con l'ascensore per
balzare fuori dalla cabina e saltargli addosso da un momento all' altro.
Rabbrivid. E grid nell' attimo esatto in cui urt con la schiena la figura sche letrica che da
tempo lo osservava nascosta nell' oscurit.
Ore 19:10
L'uomo masticava una gomma e indossava sottili guanti di pelle, ma i capelli appena lavati
lo tradirono. Non gli serv nemmeno aver fumato la sigaretta accanto alla finestra aperta. Il
fumo aveva impregnato le poche ciocche che gli erano rimaste e ora che scuoteva con
forza la testa spandeva intorno a s un odore leggermente viziato.
S, va bene, non lo dico a nessuno.
In tutta la clinica vigeva 1'assoluto divieto di fumare, e il fatto che Linus si fosse acceso
una sigaretta proprio nel centro benessere dimostrava una certa dose di umorismo.
Non erano sintomi. Non c' nessun ricordo.
Vieme, rtedere nosa!. Gli tremavano le labbra e aveva la voce spaventata.Troppo
spaventata per aver solamente infranto il regolamento. Agitava concitato le mani nel
tentativo di esprimersi con il linguaggio dei segni e, considerando la sua limitata capacit
di comunicare verbalmente, a Caspar non sembr affatto una cattiva idea.
Cosa  successo? chiese.
Invece di rispondere, Linus gli afferr la mano con cui teneva il sacchetto e lo trascin con
s. Apr la porta davanti, a loro, su cui era appesa una targa con la scritta "Fitness Center".
In ogni altra casa di cura sarebbe stata semplicemente la stanza per la fisioterapia.
Caspar non si era mai avventurato fin l e si meravigli dell'attrezzatura high-tech presente
nella moderna palestra con le pareti a specchio. Il suo sguardo si spost sui tapis roulant, i
vogatori e le panche, e si stava chiedendo a cosa potesse servire lo scalino di gomma nell'
angolo, quando Linus si port l'indice alle labbra e spense la luce. Apr una porta a vetri
che conduceva a una piccola uscita e all'improvviso si fece chiaro, ma era solo un'illusione
ottica causata dai fiocchi di neve che turbinavano ai loro piedi riflettendo i LED degli
strumenti.
Okay, sei venuto qui a fumarti una sigaretta, pens Caspar fermandosi. Linus ricominci a
gesticolare, a quanto pareva voleva che lui lo seguisse. Fuori, sul terrazzo con il
pavimento in legno coperto da una poltiglia di neve sciolta e acqua gelata.
Ehi, amico, lo vedi come sto?. Caspar si indic i piedi scuotendo la testa. Non esco
senza scarpe con questo freddo.
Rtedere nosa sibil Linus, ancora pi impaziente e spaventato. Poi fece un passo
indietro, esort di nuovo Caspar con un cenno e un attimo dopo era svanito nel buio.
Torna qui! grid Caspar, Ti verr un accidente. A quel pensiero rabbrivid, e non riusc a
dargli voce.
E ora?
Non c'era tempo da perdere. RaBfeld e il resto del personale erano distratti dal nuovo
arrivato. Un buon momento per allontanarsi dalla clinica senza essere visti. Di punto in
bianco per Caspar credette di aver capito l'astruso gergo di Linus.
Vieme, rjedere nosa. Vieni con me, devo farti vedere una cosa Maledizione. Se non lo
avesse assecondato, molto probabilmente Linus avrebbe cominciato a corrergli dietro
facendo il diavolo a quattro, e di quel genere di attenzioni Caspar faceva volentieri a
meno.
Si infil stivali e cappotto. L'avvolgibile era abbassato quasi a met, Caspar era pi alto di
Linus e dovette chinarsi per passare. And a sbattere contro un vento gelido, simile a un
buttafuori invisibile che impediva ai non autorizzati di entrare nel suo regno di ghiaccio. Si
curv, stringendosi le braccia intorno al corpo.
La folata fu attutita dal bovindo sul la sinistra, che proteggeva anche dalla neve ma non
dalle temperature siberiane.
Linus si era fermato sottovento e si port di nuovo il dito davanti alla bocca.
Ellol bisbigli indicando lo spartineve rosso parcheggiato di traverso davanti
all'ingresso. Il veicolo spariva quasi completamente sotto la tettoia, e sulla strada coperta
di neve spuntava solo il muso a forma di cuneo. Era ancora caldo, e i fiocchi si
scioglievano subito dopo essersi posati sul cofano.
Che vuoi dire?. Caspar si pieg in avanti, ma riusc a vedere ancora meno perch si
spost dalla zona riparata e la neve gli arriv dritta in faccia. Socchiuse gli occhi, pieg la
testa di lato e si arrabbi con se stesso per essere stato cos stupido. Invece di andarsene
senza farsi vedere da Bach-mann, se ne stava l con un paziente psicotico, al buio, su un
terrazzo ghiacciato.
Era sul punto di tornare indietro, quando il vento gir.
E insieme al vento cambi anche la sua percezione. Allora la vide.
La macchia. Nella neve. Inizia:ra accanto alla ruota posteriore destra del veicolo e si
allargava verso l'ingresso della clinica.
Alla debole luce della guardiola sembrava una pozza di urina giallo oro, ma Caspar cap
immediatamente di cosa si trattasse in realt.
Benzina.
Il tubo del serbatoio si era staccato, o qualcuno gli aveva dato una mano.
Ma perch? Perch qualcuno avrebbe dovuto mettere fuori uso proprio l'unico mezzo di
trasporto in grado di muoversi con questo tempo?
Stava per domandare a Linus chi potesse aver armeggiato intorno allo spartineve, ma il
musicista lo tir all' ombra del bovindo. Appena in tempo.
Prima che Bachmann, spuntato all'improvviso da dietro il veicolo, li scorgesse.
Ore 19:18
Decise di tornare in camera sua soltanto per aspettare che il custode iniziasse il giro di
ispezione. Quel giorno per nulla sembrava andare come al solito, e Caspar si rese conto
che la sua fuga, se di fuga si poteva parlare, diventava sempre pi difficile. Era bloccato l,
tagliato fuori da ogni possibilit di comunicare con l'esterno, e per qualche ragione il
custode aveva manomesso il solo veicolo che gli avrebbe permesso di raggiungere la
strada principale con tutta quel la neve. Non importava. Sarebbe fuggito lo stesso, anche a
costo di usare la sua busta di plastica come slittino.
Non avrebbe passato un'altra notte l nemmeno morto. E non solo per l'orribile dubbio che
probabilmente sua figlia fosse chiss dove, bisognosa di aiuto, e lui l'avesse piantata in
asso. Aveva la sensazione che, insieme ai misteriosi nuovi arrivati, nella clinica fosse
penetrato anche qualcos'altro, qualcosa da cui avrebbe fatto meglio a tenersi alla larga.
Una minaccia, invisibile come un virus. Si diffondeva nel piccolo ospedale, turbava la
routine della Vigilia e, come si accorse in quell'istante, sembrava essersi insinuata anche
nella sua stanza.
Cosa sta succedendo?
Avvicinandosi alla porta, Caspar rallent.
Era aperta e la luce era accesa, nonostante lui l'avesse spenta pochi minuti prima.
Cosa diavolo succede?
Due voci concitate si riversarono in corridoio. Una era quella di Sophia, che lesse nel
pensiero di Caspar domandando: Cosa le salta in mente?. Neanche lui riusc a spie
garsi la scena che gli si par davanti.
Perch quel tizio con gli stivali infangati era in piedi sul secrtaire e teneva una mano
davanti alla finestra?
Avrei giurato di avere una barra rispose il giovane ridendo.
Caspar riconobbe l'infermiere dalla voce, che per non si addiceva affatto al suo aspetto.
Se l'era immaginato completamente diverso. Dai modi rudi, con gli occhi stanchi e segnati
da pesanti borse a testimoniare i turni di notte al pronto soccorso. Invece si ritrov davanti
il prototipo del lo yuppie viziato, un ragazzo che ci si sarebbe aspettati di trovare al volante
di una spider anzich di un' ambulanza.
Una barra? ripet Sophia.
S, o come si chiamano le tacche sul display ... , L'infermiere salt gi e le mostr un
minuscolo cellulare. Speravo che qui prendesse. Chiedo scusa. Elarg a Caspar un'
occhiata di intesa, poi il suo sguardo si pos di nuovo sulla dottoressa.
La porta era aperta. Volevo solo controllare se qui c'era campo.
Sophia fece schioccare sommessamente la lingua e con disappunto pul il fango dal piano
del mobile.
All'interno della propriet della clinica i cellulari non funzionano, a prescindere dalle sue
acrobazie. Il suo atteggiamento carico di tensione rivelava il giudizio su di lui.
Anche Caspar studiava l'intruso come fosse un avversario sul ring.
In verit aveva un' aria assolutamente innocua, magro, senza un accenno di barba e coi
capelli tirati in avanti con il gel per creare un effetto spettinato. In una situazione normale
non avrebbe degnato quel pivello della minima attenzione, ma non gli piaceva il suo modo
malizioso di ammiccare continuamente a Sophia.
Torni di sotto, per favore, e si faccia accompagnare nella sua camera dal signor
Bachmann disse lei.
Il giovane rise. Dunque desidera davvero che passiamo la notte insieme, dottoressa?.
Sophia alz quasi impercettibilmente gli occhi al cielo.
Non lo definirei un desiderio, signor Schadeck. Purtroppo siamo bloccati qui.
Con gioia di Caspar, Sophia aveva ignorato l'invito dell'infermiere a chiamarlo Tom.
Per non vedendola rientrare manderanno qualcuno a cercare l'ambulanza.
Non credo. Schadeck scosse la testa.
Era la mia ultima chiamata, poi sarei andato a casa con quel ferrovecchio.Alla centrale
non mi aspettano fino a domani a mezzogiorno.
Sophia si strinse dispiaciuta nelle spalle.
Comunque sia, non mi sembra molto ragionevole avventurarsi nella tormenta da soli e al
buio. Secondo le previsioni, il tempo migliorer entro domattina, allora spaleranno le
strade e getteranno, il sale.
Quando far giorno torneremo gi insieme.
Tornare gi, pens Caspar, e pos la busta di plastica accanto alletto, A sentire Sophia,
sembrava si trovassero a un'altezza vertiginosa, sulla cima di una scogliera a picco sull'
oceano, ai cui piedi si infrangevano le onde scure.
Allora non era una battuta? Sono davvero costretto a passare la notte qui? In questo ... .
Tom fece uno sforzo evidente per rimangiarsi la parola "manicomio" che aveva sulla punta
della lingua.
Non  costretto a fare un bel niente ribatt Sophia.
 liberissimo di andarsene. La casa pi vicina  a meno di mezz' ora a piedi, ma a occhio
e croce dovr farsi tutta la strada carponi passando per il bosco. A sette gradi sotto zero.
E le temperature caleranno ancora.
Che facciamo se succede qualcosa?.
In che senso?.
Se Bruck peggiora; come li chiamiamo i soccorsi?.
La domanda di Schadeck appariva plausibile, tuttavia Caspar ebbe l'impressione che
l'infermiere alludesse a qualcos' altro.
Non si preoccupi. Siamo perfettamente attrezzati rispose Sophia. A quanto sembra il
coltello non ha provocato lesioni interne. Nel peggiore dei casi la ferita ha danneggiato le
corde vocali. Al momento se ne sta occupando il professore, il dottor Bruck ricever le
medicine necessarie per non far gonfiare la trachea. Quando si sve- . glier, sentir dolore
e non potr parlare, ma se la caver.
Il dottor Bruck?
E ora, se vuole essere cos gentile ... .
Sophia indic la porta con un cenno della testa e Tom sorrise come se gli avesse appena
dato un appuntamento. Molto volentieri. L'infermiere si port la mano alla fronte in un
saluto militare. Magari per prendo lo spartineve e cerco di recuperare almeno la radio.
Buona fortuna gli augur Caspar, evitando con cura di accennare alla pozza di benzina
che gli aveva mostrato Linus.
Sophia si tenne a debita distanza da Tom e, quando pass davanti a Caspar, gli prese la
mano.
Scusi il disturbo sussurr regalandogli un sorriso alquanto triste.
L'umore malinconico di Caspar svan, ma solo per un breve istante, e gli torn di colpo non
appena l'infermiere si volt sulla porta.
Posso dormire in camera sua, dottoressa?
Ho paura del buio.
Poi rise e alz le mani come nel bel mezzo di una rapina in banca.
Ehi, dicevo solo per scherzo.
Caspar avrebbe voluto replicare a tono, ma fu distratto dalle bruciature sulla mano destra
di Tom. Somigliavano a quelle che lui aveva sul torace. Con la differenza che, al contrario
della ragnatela di screpolature che gli copriva il petto, sul palmo di Schadeck formavano
un disegno geometrico.
Caspar non ne era sicuro, ma sembrava proprio che si fosse fatto togliere alla meglio il
tatuaggio di una svastica.
Ore 19:24
Non era passato nemmeno un minuto, quando Sophia si affacci di nuovo nella stanza.
E vale anche per lei!.
Cosa? domand spingendo con il piede la busta di plastica sotto il letto. Troppo tardi.
Sophia entr e indic prima gli stivali, poi il cappotto che aveva dimenticato di riappendere
nell' armadio.
La prego di non fare sciocchezze.
Caspar non tent nemmeno di negare le proprie intenzioni.
Devo, Sophia. Sono rimasto qui anche troppo a lungo.
E dove pensa di andare con questo tempo, conciato cos e senza un soldo ?.
Dalla polizia rispose Caspar, spiegando un piano che aveva escogitato sul momento.
Decisamente la lungimiranza non rientrava tra le sue doti, ammise tra s.
Ma abbiamo gi affrontato l'argomento.
RaBfeld ha accettato di farIa parlare con la polizia e la stampa. Quando?.
Caspar si alz dal letto e si gratt la cicatrice sotto la T-shirt.
Domani? Dopodomani? Dopo le vacanze di Natale?
 troppo tardi, forse non ho pi tutto questo tempo.
Sophia scosse la testa con tanta forza che i capelli le ricaddero sulla fronte.
Mi ascolti, il sistema che ha RaBfeld di tenere a bada i pazienti non piace neanche a me,
per su un punto sono d'accordo con lui:  ancora troppo pericoloso lasciare la clinica da
solo nelle sue condizioni.
Pu darsi, ma non posso pensare soltanto a me stesso.
Si riferisce alla bambina?.
Caspar annu. Mi dispiace, ma da quando ho visto la sua foto, qui dentro mi sento
soffocare. Devo andarmene subito.
Non sappiamo se  davvero sua figlia.
Forse non esiste nemmeno.
 possibile, per ... . Caspar valut brevemente se con quella frase avrebbe
oltrepassato il limite. Per se lei domani se ne va, io rester solo comunque. Non ci sar
pi nessuno di cui possa fidarmi.
Sophia lo guard a lungo, poi sorrise con tristezza.
Il telefono nella tasca del camice segnal una chiamata che lei ignor. A quanto pareva la
linea interna funzionava ancora.
Capisco disse quando l'apparecchio smise di squillare. Ma vorrei chiederle lo stesso
un favore, Caspar. Quale?.
Lei indic la finestra della mansarda. La neve si era posata sul vetro come uno strato di
vernice coprente.
Ci dorma su ancora per questa notte. Ne riparliamo domani, prima che me ne vada.
A cosa dovrebbe servire?.
Se domattina  ancora deciso, non la tratterr.
Ma ... ?.
Le dar un'informazione. Non pu assolutamente lasciare la clinica senza esserne a
conoscenza. Meno che mai se intende rivolgersi alla polizia.
Caspar apr la bocca e rimase in silenzio.
Subito dopo avvert un fischio nell' orecchio, simile al rumore di un capillare che si rompe.
All'improvviso si sent completamente impotente, come se un medico gli avesse appena
comunicato che non gli restava molto da vivere.
Che genere di informazione? mormor.
Sophia scosse di nuovo la testa e guard il telefono che aveva ripreso a squillare con
insistenza.
Non ora, Caspar. Domattina.
Il fischio nell' orecchio aument insieme al volume del la sua voce: Voglio saperlo
subito!.
Lo so, ma non posso dirglielo.
Perch no?.
Prima devo verificare.
Cosa?.
Nell'udire una terza voce sulla porta, entrambi trasalirono.
Con il telefono che squillava, non avevano sentito RaBfeld arrivare.
Che cosa deve verificare? ripet diffidente il primario, e le consegn un cordless
lanciandole uno sguardo d'accusa.
Caspar deglut, Sophia invece si era ripresa.
Lui ... ehm ... il paziente voleva un altro sonnifero e io gli ho detto che prima dovevo
parlarne con lei.
RaBfeld annu in segno di approvazione, chiaramente soddisfatto di non veder minata la
propria autorit.
Bene, ma il sonnifero pu attendere, dottoressa Dorn disse con un tono che non
ammetteva repliche, e accompagn la collega fuori dalla stanza.
 un pezzo che la cerco. Abbiamo bisogno di lei in sala operatoria .
Molto tempo dopo che RaBfeld e Sophia lo avevano lasciato alle sue domande
angoscianti, l'enigmatica promessa della dottoressa riecheggiava ancora nella testa di
Caspar: "Le dar un'informazione. Non pu assolutamente lasciare la clinica senza
esserne a conoscenza".
La voce di Sophia non lo abbandon nemmeno quando pi tardi si sdrai sul letto e chiuse
gli occhi per riordinare i pensieri. Cosa c'era nella sua cartella clinica che RaBfeld era cos
restio a rivelare?
"Prima devo verificare".
Stava per alzarsi e andare a cercare Sophia, quando si rese conto di non riuscire ad aprire
gli occhi.
Riprov, facendo appello a tutta la sua forza di volont. Inutile. Gli avvenimenti della
giornata avevano affaticato troppo la sua mente gi esausta. Si addorment.
Ore 00:26, Viglia di Natale Tre ore e dodici minuti prima della paura Il fumo era una
creatura viva. Un nugolo di cellule microscopiche che gli penetravano nella pelle per
decomporlo dal!' interno. Le particelle scendevano nei bronchi lungo la trachea e miravano
ai polmoni. Toss.
Di solito quello era il punto in cui si risvegliava dall'incubo e ripiombava in un mondo in cui
i suoi ricordi non andavano oltre i dieci giorni precedenti. Adesso invece continu a
dormire, come se quella notte l'auto in fiamme in cui era intrappolato non intendesse
lasciarlo libero.
Almeno finch non avesse gettato un) occhiata alla foto sul sedile del passeggero.
Accanto alla bottiglia. Il calore era gi cos insopportabile che i bordi della fotografia si
erano accartociati, rendendo ancora pi difficile distinguere il viso dell'uomo ritratto Caspar
scalci irrequieto. Era sospeso nello spiacevole. limbo tra il sonno e la veglia. L'attimo in
cui la coscienza intorpidita scivola lentamente nella realt.
Voleva accelerare la metamorfosi e uscire da quell'incubo.
Allora si slacci la cintura di sicurezza e osserv le fiamme. Uscivano dal cruscotto davanti
a lui guizzando all' altezza del suo petto e iniziarono a lambir gli la camicia.
Quando volle toccare le lingue di fuoco perch il dolore immaginario lo strappasse
finalmente da quel sonno vischioso) per un istante gli balen davanti il palmo bruciato di
Tom.
Ma fu una stretta reale, una scossa molto violenta a svegliarlo.
Caspar sollev le palpebre. L'auto in fiamme era sparita e al suo posto vide Linus, con gli
occhi sbarrati, chino su di lui, la punta del suo naso tanto vicina che avrebbe potuto
toccarla con la lingua.
Sophiuto disse. Era poco pi di un suono gracchiante, quello in cui si trasforma la voce
di chi  costretto a bisbigliare quando in realt vorrebbe gridare a squarciagola. Ancora?
sbadigli Caspar stanco. Linus soffriva di disturbi del sonno e di notte, quando non
riusciva a dormire, vagava per la clinica.
Sophiutoziencide. Il musicista lo tirava per un braccio, voleva farlo alzare dal letto. Era
mezzo nudo, indossava solo un paio di pantaloni del pigiama sporchi che sembravano sul
punto di scivolargli sui fianchi secchi, particolare che rendeva la situazione ancora pi
grottesca.
Stammi a sentire ...  attacc Caspar. Poi lo ud anche lui: un rumore sordo, cadenzato,
al piano di sotto. Come se qualcuno sollevasse un grosso tavolo e lo facesse ricadere sul
parquet, lo riprendesse e lo lasciasse andare di nuovo.
Caspar guard l' orologio. Mezzanotte e ventisette. Non era certo il momento pi adatto
per spostare mobili.
Cosa succede? domand, cercando al tempo stesso di mettere a fuoco chi o cosa ci
fosse al piano sotto al suo.
 ... cide ... cide ripet Linus e, accorgendosi che Caspar scostava il lenzuolo
spiegazzato per alzarsi gli moll il braccio.
Nicorne.
Va bene, va bene, vengo con te.
Caspar cerc le pantofole. E il rumore al piano di sotto cambi, come se qualcuno
trascinasse a fatica un tappeto bagnato da una stanza all'altra. Decise di non perdere altro
tempo.
Mentre Linus scendeva gi per le scale, si sforz di non fare troppo chiasso
nell'eventualit che quei rumori notturni avessero una spiegazione innocua. Ma dopo gli
eventi delle ultime ore non ne era convinto nemmeno lui, tanto pi che, arrivato sul
pianerottolo, gli pass per la testa la parola con cui Linus lo aveva svegliato.
"Sophiuto" .
Cominci a correre anche lui. Sophia...
Aiuto.
Gir l'angolo ritrovandosi nel corridoio buio, sorpreso che i sensori di movimento non
funzionassero. Di solito l'illuminazione a soffitto si accendeva automaticamente al
semplice passaggio.
Ora invece arrivava luce solo da una delle stanze in fondo. Linus era davanti alla porta
spalancata con le mani nei capelli e tremava come una foglia.
Nell' attimo in cui avvert il freddo pungente che usciva dalla camera, Caspar decodific il
resto del criptico linguaggio del musicista: "ziencide".
Paziente. Uccide.
Guard nella stanza. Ma certo. Al terzo piano c'erano i casi "gravi". Il reparto di terapia
intensiva. Divisori mobili, letti idraulici e strumenti di misurazione elettronici accanto ai
comodini.
Sophia. Aiuto. Paziente. Uccide.
Caspar rabbrivid nel vedere che la piantana della flebo, da cui pendevano le cannule, si
trovava di fianco alletto come un servitore muto. Distinse il vapore del proprio respiro, poi
ogni cosa rallent. Si sentiva come un estraneo che sfoglia con curiosit un album di
fotografie e ogni volta deve girare una pagina prima che gli occhi possano inviare al
cervello la successiva, sconvolgente istantanea.
La finestra aperta - L'uomo - Una gamba sul radiatore, l'altra gi oltre il davanzale - Linus
che spinge Caspar per passare - Il viso delluomo deformato in una smorfia di dolore -
Luomo che si volta di nuovo - Si indica il collo fasciato - Scuote la testa - E si lascia
cadere nel vuoto Appena l'oscurit striata di neve si richiuse sul paziente in fuga, ogni
cosa ritrov la velocit abituale e il primo ricordo tangibile rimase impigliato nella rete a
maglie larghe che era la memoria di Caspar. Conosceva la figura che era saltata dalla
finestra. Il suo viso gli era familiare quanto l'odore di carta bruciata che ricominciava a
riempirgli il naso.
Aveva gi visto Jonathan Bruck, e spesso.
L'ultima volta solo pochi minuti prima, quando Linus lo aveva svegliato. Quel viso spiccava
sulla foto che notte dopo notte nei suoi incubi prendeva fuoco sul sedile del passeggero.
Cosa  successo? chiese a Linus, che era affacciato alla finestra. Non era sicuro se
tremasse per il freddo o la paura.
Sophiutoziencide fu l'ovvia risposta, ma della dottoressa nessuna traccia.
Dov' era Sophia? Caspar non capiva Linus e non capiva se stesso. Perch conosceva
quell'uomo? Perch Bruck era fuggito nella tormenta indossando solo il sottile camice dell'
ospedale? E perch Linus si precipitava fuori dalla stanza con il terrore negli occhi?
Ci volle un po' prima che arrivasse la risposta. In seguito non l'avrebbe saputo dire se il
rubinetto in bagno fosse sempre stato aperto. Ma il rimbombo cupo, irregolare, cominci in
quell'istante.
Ore 00:34
Era bella lo stesso. All'inizio Caspar aveva creduto di guardare una statua inanimata,
esposta nella piccola stanza da bagno da un artista privo di talento e con palesi disturbi
mentali.
Poi per la vide. Bench il viso di Sophia fosse pietrificato in una maschera inespressiva e
la gamba destra fosse contratta da spasmi involontari nella vasca, not la sua bellezza, e
fu proprio quella rendere intollerabile lo scempio.
Sophia? chiam a voce troppo bassa. La domanda stridula fu risucchiata dallo scarico
insieme al getto scrosciante . La dottoressa sembrava non accorgersi n di lui n
dell'acqua gelida che formava una pozza sotto il suo corpo.
Cosa le hanno fatto? chiese Caspar quasi in un grido, ma Sophia non batt nemmeno
le palpebre. Aveva la testa pericolosamente inclinata e gli occhi sembravano fissare un
punto lontano, al di l della parete rivestita di piastrelle. La camicia da notte bianca,
sollevata sul busto madido,lasciava trasparire i capezzoli. Gli slip strappati scoprivano il
pube.
Riesce a sentirmi? domand Caspar. Fu come parlare a un cadavere. Nella stanza non
c'era sangue, Sophia non presentava lesioni visibili e respirava ancora, eppure era come
morta. Perfino il piede che sbatteva a intervalli irregolari contro la vasca smaltata non
sembrava un segno di vita, bens l'ultimo sussulto incondizionato di un ferito con le vie
nervose tra cervello e midollo recise.
Nel riconoscere le analogie tra il ricordo della bambina e 'atroce scena sotto i suoi occhi,
un terribile pensiero attravers la mente di Caspar.
Ma poi torni subito?
S, non ti preoccupare.
A un tratto trov il titolo per l'installazione dell' orrore creata in quel bagno da un artista
psicotico: Sepolta viva Questo era. Murata fino alla morte nel suo stesso corpo .. Caspar
allung una mano verso i capelli che poche ore prima lo avevano sfiorato con tanta
dolcezza e adesso erano appiccicati ai collo pallido come alghe bionde. Si riscosse. Aveva
gi perso anche troppo tempo per lo shock.
Vado a cercare aiuto sussurr.
Stava per girarsi quando accadde.
La vita riflu nel corpo di Sophia, e fu ancora pi atroce dell' abulica apatia che l'aveva
preceduta. Vibr dalla testa ai piedi come un diapason, e quando sollev il braccio destro
Caspar arretr istintivamente. Pens volesse indicargli qualcosa.
"Prima devo verificare".
Si volt verso la porta del bagno aperta.
Non vide nulla.
Poi il suo sguardo cadde sul braccio sinistro della dottoressa, abbandonato quasi con
volutt oltre il bordo della vasca. Le nocche erano bianchissime, le dita sottili talmente
serrate da bloccare la circolazione.
Cos'ha in mano? chiese sommessamente Caspar quando Sophia fu scossa da un altro
sussulto e apr il pugno con una lentezza straziante finch l'oggetto misterioso che
stringeva tra le dita cadde sulle mattonelle.
Prima di poter verificare il terribile sospetto, Caspar fu afferrato per le spalle e messo
faccia a terra.
Ore 00:36
Che c'? sent domandare a RaBfeld, i cui zoccoli bianchi erano entrati nel suo limitato
campo visivo.
Non ho idea di cosa le abbia fatto rispose il custode, che si era accomodato sulla
schiena di Caspar con tutto il peso di un armadio.
Assolutamente nulla avrebbe voluto gridare, ma nei polmoni non aveva l'aria
necessaria.
Santo cielo, ma  la dottoressa Dorn.
RaBfeld schiocc le dita, qualcuno chiuse il rubinetto e all'improvviso regn un silenzio
perfetto, interrotto solo dal brusio dei faretti alogeni sopra le loro teste.
Probabile ictus. Yasmin, prepari immediatamente il tomografo per la risonanza
magnetica ordin RaBfeld con calma professionale. E mi serve un emogramma.
Alle spalle di Caspar un paio di suole di gomma si allontanarono stridendo, pi veloci a
ogni passo.
Avvert una fitta lancinante tra le scapole quando Bachmann lo sollev e lo blocc con una
presa da dietro. Aveva il massiccio braccio del custode di traverso sulla faccia, ma cerc
disperatamente di incrociare lo sguardo del direttore inginocchiato accanto alla vasca,
dove poco prima c'era lui. RaBfeld punt la penna luminosa negli occhi di Sophia.
Le pupille reagiscono mormor. Ma che diavolo ... . RaBfeld scosse la testa e si volt
verso Caspar, ma senza togliere la mano sinistra dalla carotide di Sophia.
Cosa le ha dato?.
Nulla toss Caspar.
Bachmann allent la presa e finalmente Caspar inspir con un sibilo.
 stato Bruck disse con voce strozzata.
Bruck?.
Il suo letto  vuoto conferm Bachmann.
 fuggito dalla finestra.
RaBfeld si alz, gli occhi ridotti a due fessure. Doveva aver fatto un cenno invisibile a
Bachmann, perch Caspar fu trascinato per le spalle fuori dal bagno.
Contemporaneamente un' ombra che odorava di dopobarba lo oltrepass .
E lei che ci fa qui?.
Volevo aiutarla! rispose l'ombra.
Come durante una proiezione di vecchie diapositive, l'immagine di Tom Schadeck sfil
davanti agli occhi di Caspar.
Evidentemente tutto quel trambusto aveva svegliato l'intera clinica. RaBfeld non rifiut
l'aiuto dell'infermiere, corso a dare una mano. Il rumore di un corpo zuppo che veniva
spostato arriv fino a loro, e Caspar si sent male solo all'idea dei due uomini che tiravano
la dottoressa fuori dalla vasca.
Ascoltatemi, 'state perdendo secondi preziosi spieg a Bachmann, che gli aveva
permesso di sedersi sul letto. Con ogni probabilit solo per avere le mani libere e spingere
verso la porta del bagno la sedia a rotelle che stava accanto al letto di Bruck.
Se ci sbrighiamo, forse riusciamo ancora a prenderlo.
Chi?.
Bachmann si gratt le basette. Aveva un' aria piuttosto spaventata, che contrastava con i
suoi movimenti energici.
Bruck, Bruck! ripet Caspar indicando con la testa la finestra aperta. Bachmann la
chiuse rabbrividendo, eppure a un tratto la stanza sembr ancora pi fredda. Lo spettacolo
di cui furono testimoni era terrificante: il fagotto bagnato di carne e ossa che RaBfeld e
l'infermiere deposero sulla sedia a rotelle somigliava pi a una bambola di pezza che a un
essere umano.
Presto, presto, nell'interrato grid RaBfeld, e Tom si mosse con un' espressione quasi
rilassata, neanche spingesse un carrello della spesa..
Il primario lo segu, ma si ferm sulla porta come se avesse dimenticato qualcosa.
Bruck? chiese incredulo rivolto a Caspar.
S.
RaBfeld torn indietro e si avvicin a Caspar. Piccole gocce gli imperlavano le rughe sulla
fronte aggrottata, acqua o forse sudore.
Linus pu confermarlo prosegu Caspar, accorgendosi all'istante di quanto quella frase
suonasse ridicola. Tanto valeva citare un cieco come testimone oculare.
RaBfeld tir un sospiro profondo.
Okay, faccia bene attenzione. Non ho rilevato lesioni esterne, tuttavia la dottoressa Dorn
sembra aver subito un forte trauma. Non voglio perdere tempo con esami inutili, quindi se
sa qualcosa, se ha visto qualcosa,  tenuto a riferirmelo adesso, altrimenti ... .
No, non ho visto niente. Caspar parl pi in fretta quando il medico accenn a uscire
dalla stanza diretto in radiologia.
Per ho trovato qualcosa.
Apr la mano e mostr a RaBfeld l'oggetto che aveva raccolto prima di essere
immobilizzato da Bachmann.
Non so se  importante, Sophia lo stringeva tra le dita.
Santo cielo, no.
Riluttante, RaBfeld fece un passo avanti e prese il foglietto.
Sembrava inoffensivo, come le palline di carta che i bambini si tirano a scuola.
Mentre apriva il biglietto piegato in quattro, le mani esperte dello psichiatra tremavano.
""Anche se il nome mente,  la verit" lesse con un filo di voce. Poi alz la testa e
rivolse gli occhi chiusi verso il soffitto.
In quell'istante Caspar cap le dimensioni di quell' orrore. Forse la presa di Bachmann
aveva sbloccato i suoi ricordi obbligando li a venire fuori, o forse dipendeva dalla frase
appena letta da RaBfeld, che gli fece tornare in mente la passione per gli indovinelli di
Greta Karninsky e la voce del cronista della televisione.
"Potrebbero essere un indizio i foglietti trovati in mano a ognuna delle tre vittime, sul
contenuto dei quali per la polizia mantiene uno stretto riserbo".
Il Ladro di anime disse RaBfeld, esprimendo a parole il pensiero assordante che frullava
nella testa di Caspar. Il primario gett una rapida occhiata alla finestra ormai chiusa.
Sa cosa deve fare?.
Bachmann annu lentamente.
Le paratie.
Temo non ci resti altra scelta. Il direttore si asciug di nuovo la fronte aggrottata, e
quelle che restarono sul camice erano senza dubbio gocce di sudore.
Dobbiamo abbassarle subito.
Ore 00:41
Per la seconda volta in poche ore Caspar era nella guardiola del custode e fissava la
scrivania.
Adesso per era scalzo e nel frattempo l'ambulanza ribaltata era stata sepolta da un
palmo di neve, a cui la telecamera di sorveglianza a infrarossi conferiva un bagliore
verdastro.
Bella Vigilia grugn Bachmann.
Era concentrato sul quadro elettrico grigio apparso sulla parete dopo che ebbe spostato di
lato il pesante albero di Natale.
Le paratie? Cosa voleva dire RaBfeld? chiese Caspar per l'ennesima volta da quando il
primario gli aveva ordinato di restare sempre accanto al custode.
Bachmann grugn di nuovo, ma si mostr stranamente disponibile a dare spiegazioni.
Una misura di sicurezza. Ce l'hanno solo tre cliniche in tutto il mondo, e in Germania
questa  l'unica. Vede l?.
Ansimante, aveva tolto il rivestimento di plastica del quadro elettrico scoprendo una
grande quantit di interruttori identici tra loro. Tir in dentro la pancia voluminosa perch
Caspar potesse vedere la leva verde, l'unica diversa dalle altre.
Sotto, sulla superficie metallica, qualcuno aveva scritto a caratteri maiuscoli con un
pennarello nero GINA.
Basta un gesto e Gina blocca automaticamente tutte le vie di accesso.
Due dozzine di serrande chiudono porte e finestre.
Caspar ricord lo spesso avvolgibile sotto il quale era dovuto passare per seguire Linus
sul terrazzo.
Gina? domand.
 il 'nome di mia moglie. Anche lei quando succede qualche casino chiude le paratie
comment Bachmann con un sorriso forzato.
E a cosa serve?.
A impedire la fuga di pazienti pericolosi o aspiranti suicidi. Finora non  mai successo,
ma al momento del ricovero facciamo firmare una dichiarazione con cui i pazienti
accettano di essere chiusi dentro in caso di necessit.
-Caspar si chiese se fosse toccato anche a lui e si appoggi alla scrivania con una mano.
Avvert una leggera vibrazione sotto la punta delle dita.
Grandioso, Bruck per  gi fuggito. Non possiamo pi impedirgli di fare altre vittime.
N on  questo il punto. La grossa pancia di Bachmann torn a rilassarsi sotto la tuta da
lavoro blu, coprendo la visuale di Caspar.
Allora qual ?.
Avr sentito parlare del Ladro di anime.
Caspar annu cautamente.
Forse lo conosco addirittura di persona, pens, ma concluse che era meglio tenere quella
considerazione per s. Almeno fino a quando non avesse capito perch l'immagine di
Bruck fosse andata a cercarlo in sogno.
La polizia ha chiesto aiuto al professore in qualit di esperto in psichiatria. Lui ha visitato
le vittime, anche la donna che  morta oggi. Sa meglio di tutti noi di cosa  capace il Ladro
di anime. E proprio per questo devo abbassare le paratie. RaBfeld non vuole impedire a
quel pazzo di scappare, vuole impedirgli di tornare. Di venire da noi.
Caspar si schiar la voce. L'intensit delle vibrazioni intorno a lui sembr crescere nella
stessa misura in cui le parole di Bachmann lo avevano messo in allarme. Il custode si
spost e Caspar vide che la leva verde era abbassata.
Aiuto!.
L'urlo della donna risuon nell'atrio. Solo al secondo grido Caspar riconobbe la voce della
giovane infermiera. Correva verso di loro.
Cosa c'? domand Bachmann spaventato.
N ella luce bassa la frangia rossa sulla fronte di Yasmin sembrava una chiazza di sangue.
Il professorel: boccheggi senza fiato.
RaBfeld  scomparso.
Come, scomparso?, Erano finiti i tappi e mi ha mandato a prenderli in magazzino.
Apr la mano destra mostrando due piccoli cilindri di gommapiuma che dovevano servire
per proteggere le orecchie di Sophia dal rumore del tomografo.
Quando sono tornata non c'era pi.
Maledizione. Bachmannfece un passo di lato, si chin e apr il secondo dei tre cassetti
della scrivania. Tra le sue dita 'apparve un oggetto trasparente che somigliava a una
pistola giocattolo troppo grande. Maledizione inve nuovamente il custode, e si allontan
di corsa.
Caspar lo segu, e mentre attraversavano l'atrio la luce cambi. Ebbero l'impressione che
fosse diventata pi chiara, invece era l'oscurit esterna che veniva schermata.
All'improvviso il riflesso della luce aument, colpendo l'ostacolo che scendeva lentamente
davanti alle ampie vetrate e a tutte le altre finestre della clinica Teufelsberg.
Le paratie.
Erano arrivate a met quando nell'interrato Sophia grid.
Ore 00:43
Quelle urla strazianti, incrinate dal panico, erano insopportabili. Ma ancora pi atroce fu il
silenzio che le mozz, come se qualcuno avesse reciso le corde vocali di Sophia con un
paio di forbici.
Corsero al piano di sotto. Bachmann davanti, Caspar subito dietro. I suoi piedi nudi
schioccavano sui massicci gradini di pietra che conducevano al seminterrato della villa.
Ehi?.Yasmin era rimasta di sopra, ma il suo richiamo teso rimbalz oltre i due uomini
generando un' eco nello stretto corridoio che si diramava davanti a loro in fondo alle scale.
Le due estremit del cunicolo erano delimitate dalle porte a vetri delle uscite di sicurezza,
oltre le quali le paratie stavano divorando gli ultimi millimetri che le separavano da terra.
Scricchiolarono, poi gli elementi si riaprirono a ventaglio nella direzione opposta e le
serrande ostruirono definitivamente la vista.
No!. Bachmann indic un'impronta insanguinata sul pavimento. Corsero lungo il
corridoio di destra, verso la penultima porta, con un neon giallo e nero e la scritta "Sala
raggi +Vietato l'ingresso".
I pesanti stivali da lavoro di Bachmann sbatterono contro la porta rivestita in metallo e il
custode si butt nella stanza.
Caspar lo segu.
Dove siete?.
Rabfeld, Sophia!
I loro sguardi si incrociarono brevemente mentre perlustravano la stanza con occhi febbrili.
Non c'era nessuno. Niente, solo la grande lastra di vetro sulla quale si riflettevano le loro
facce stanche. La lastra!
II custode si avvicin alla parete e spense tutti gli interruttori con un unico movimento della
mano. Le loro immagini svanirono, rivelando quanto era sempre stato oltre il vetro, avvolto
nell' oscurit.
Le gambe. I piedi scossi dalle convulsioni.
 lei? domand Caspar bench non ce ne fosse bisogno: il bel corpo di Sophia
sussultava nel tomografo come attraversato da un'invisibile scarica di corrente ad alta
tensione.
Caspar raggiunse il custode che si era precipitato avanti.
Entrambi dovettero farsi forza per non guardare altrove.
La dottoressa, cos fragile, era legata allettino.
Bachmann la tir fuori dal macchinario e si accorse che gli spasmi avevano allentato una
delle strisce di velcro ai polsi. Voleva togliere anche le fasce con cui Raf3feld le aveva
immobilizzato le gambe per effettuare l'esame, ma appena liber il piede sinistro, Sophia
scalci con uno scatto involontario tanto violento che Caspar credette di percepire lo
spostamento d'aria. N elio stesso momento la dottoressa gemette, e nell' aria aleggi un
odore di vecchie monete di rame. Caspar immagin cosa avrebbe visto abbassando gli
occhi. Non si sbagliava.
C' del sangue anche qui.
Cosa?.
Guardi.
Indic a terra davanti a s. Una serie di grosse gocce di sangue partiva dal tomografo.
Due erano sbavate, come fossero state calpestate.
Va bene, io resto con lei. Bachmann si asciug il sudore dal cranio squadrato.
Tu cerca RaBfeld e Linus. E va' a chiamare gli altri. Yasmin, l'infermiere e anche la cuoca.
Abbiamo bisogno di ogni ... , Si interruppe.
Che c'?.
Lo senti?. Caspar pieg la testa di lato.
Cos'?
Un secondo rumore si sovrappose agli spasmi convulsi di Sophia. Gli fece venire in mente
un gigante che prepara un cappio di ferro.
 ... , Caspar non aspett che Bachmann finisse di formulare la domanda. Corse in
corridoio. Lo scricchiolio aumentava mano a mano che si avvicinava alle larghe porte di
alluminio.
Infatti. L'ascensore Si ferm e guard l'indicatore di piano.
Qualcuno stava salendo di sopra.
Ore 00:47
La fitta al fianco inizi sul pianerottolo tra il primo e il secondo piano, ma si obblig a
tenere duro.
L'ascensore si muoveva con una lentezza da tai chi, per sarebbe ugualmente arrivato a
destinazione prima di lui se non avesse provato a batterlo con uno sprint.
Caspar strinse i denti e sal i gradini a due a due.
Drin Aveva appena voltato l'angolo del secondo piano quando la campanella sopra
l'ascensore suon.
Ce l'aveva fatta.
Ma alla gioia per la corsa vinta di misura subentr la paura. Nell'attimo in cui la fessura tra
le due ante di alluminio si riemp di luce sotto i suoi occhi, si rese conto che di l a poco
avrebbe dovuto fronteggiare il Ladro di anime. Disarmato.
Con un sobbalzo le porte scorrevoli si aprirono. Poco alla volta apparve lo specchio sulla
parete posteriore della cabina. Caspar soffoc l'istinto di fuggire, in un impeto di paura
sollev le braccia per proteggersi il viso e riconobbe : Che ci fai qui?.
Nulla!
Si volt di scatto. Chiunque altro sarebbe indietreggiato, Tom Schadeck invece non batt
ciglio.
Avanti, parla. Che ci fai qui?.
L'infermiere si era cambiato. Quando aveva portato Sophia fuori dal bagno indossava un
accappatoio, ora aveva di nuovo i jeans bianchi e il maglione a collo alto del giorno
precedente. I suoi capelli erano pettinati con il gel.
Potrei chiederti la stessa cosa rispose Caspar. Eri tu in ascensore?.
Eh?, L'infermiere guard la cabina vuota alle spalle di Caspar.
Cio, sei ... , Caspar cerc le parole giuste e si accorse da solo di quanto dovesse
sembrare idiota. Per giunta ridotto in quello stato. Scalzo, non rasato, con i pantaloni del
pigiama verde menta e una T-shirt scolorita, era l'archetipo del paziente fuori di testa a cui
avevano dimenticato di dare le medicine durante il giro serale.
Non importa, te lo spiego dopo. Ora dobbiamo trovare RaBfeld.
RaBfeld?.
S,  scomparso.
Caspar rabbrivid.
Si guard i piedi nudi, non se li sentiva quasi pi, e cap. Non stava congelando per colpa
dei vestiti leggeri,la clinica Teufelsberg era ben riscaldata. Stava congelando per colpa
della corrente d'aria fredda che gli colpiva le caviglie come in una galleria del vento.
E adesso che facciamo?.
Caspar aveva ancora gli occhi bassi e si dimentic di rispondere.
Le macchie di sangue sul linoleum lucido assorbivano tutta la sua attenzione.
Ehi, Psycho, dico a te.
Caspar moll Tom davanti all'ascensore e segu le impronte color ruggine lungo il corridoio,
che dopo venti passi curvava a destra.
Girato l'angolo il freddo aument, mentre la voce infuriata dell'infermiere si allontanava
sempre di pi.
Contemporaneamente Caspar ud di nuovo uno scricchiolio. Questa volta per non era
accompagnato da un sottofondo metallico. Quello era rumore di ossa. E vide.
La paratia della porta di sicurezza sul retro non era scesa completamente. La serranda
cercava inutilmente di chiudersi, simile a una mosca che continua a sbattere contro una
finestra, ma una sottile sbarra di ferro la teneva sollevata di un paio di centimetri davanti al
vetro in frantumi della porta.
Caspar si volt per chiamare Tom e si accorse che era gi l. Con Bachmann, che doveva
aver fatto le scale di corsa.
E Sophia? voleva chiedere Caspar, ma il custode lo anticip.
Avete trovato RaBfeld?.
No. Guardate l.
Caspar indic la sbarra incastrata sotto la serranda. L'ha usata per rompere la finestra,
E si  tagliato con le schegge di vetro.
Schadeck si chin per esaminare una delle gocce di sangue.
Cazzo. L'autista dell'ambulanza espresse il pensiero di tutti.
Forma e disposizione delle macchie portavano a un'unica conclusione ..
Il Ladro di anime era saltato dalla finestra della sua camera finendo sul balcone del piano
di sotto. Aveva rotto il vetro dell'uscita di sicurezza e bloccato la paratia con una sbarra
prima che la serranda si chiudesse completamente.
Dopo essere penetrato nella clinica, aveva allontanato la sbarra con un calcio e la paratia
era scesa.
Questo significa che noi ... ?.
S rispose Caspar senza dare a Bachmann il tempo di finire la frase.
Allora tirala su! Subito! lo esort Tom, che aveva tentato invano di forzare la paratia.
No. Il custode scosse la testa.
Come sarebbe, no? Non lo vedi? Il sangue parte dall'uscita di sicurezza. Non lo abbiamo
chiuso fuori, ma dentro.
Qui. Con noi.
No ripet Bachmann, sul viso la stessa rassegnazione che traspariva dalla sua voce.
 impossibile. Sospir rumorosamente.
Non posso alzare le paratie.
Ore 01:12 Due ore e ventisei minuti prima della paura Caspar sapeva che i cristalli di neve
sbattuti dalla tormenta contro le finestre barricate della clinica Teufelsberg avevano fatto
un lungo viaggio per arrivare fin l. Lass, a meno cinquanta gradi, gocce d'acqua
minuscole come granelli di polvere erano congelate.
Mentre attraversavano le nuvole, le particelle erano grandi un decimo di millimetro e le loro
dimensioni microscopiche non erano sufficienti perch il calore provocato dall'attrito
riuscisse a scioglierle. Solo a tremila metri di altezza, quando passavano uno strato di aria
alla temperatura di meno quindici gradi, una quantit sempre maggiore di vapore acqueo
congelava intorno al nucleo di condensazione e le particelle assumevano la tipica forma a
stella. Caspar sapeva anche che le sei punte di ogni stella erano identiche.
Nonostante la turbolenza, nonostante l'angolo di incidenza del vento che le aveva
trascinate. Eppure, dagli albori dell'umanit, non erano mai caduti due cristalli di neve
uguali. Ognuno era diverso dall'altro. Un miracolo della natura che aveva affascinato gi
Aristotele. Caspar ricordava tutte queste nozioni inutili. La sua storia invece restava un
mistero. Come era arrivato in quella villa? Perch conosceva l'uomo che aveva cercato di
uccidere Sophia? Chi aveva abbandonato l fuori, promettendo di tornare con i soccorsi?
Caspar si rese conto che la situazione esterna era lo specchio della sua condizione
interiore e avvert un dolore al petto. Una paratia gli impediva di evadere dalla sua prigione
per andare a cercare la figlia senza nome.
Non so voi ... .
Caspar cerc di concentrarsi sulle parole del custode, che parlava in tono volutamente
disinvolto.
 ... ma io non mi alzavo cos presto il giorno di Natale da quella volta che avevo chiesto ai
miei genitori una pista della Carrera. Il tentativo di sciogliere l'insopportabile tensione con
una battuta and a vuoto. Nessuno rise.
Anzi -, Bachmann si ritrov addosso quattro paia di occhi diffidenti. Schadeck lo squadr
in modo sprezzante, mentre Caspar si aspettava che la cuoca scoppiasse in lacrime da un
momento all'altro. Anche Yasmin aveva abbandonato la sua abituale indifferenza e si
grattava nervosamente le vene del polso.
Lascia perdere queste fesserie, Bachi, e dieci qual  il piano lo ammon l'infermiera.
Calma,Yasmin. Per il momento qui in biblioteca siamo al sicuro.
Bachmann prese gli occhiali con la montatura a giorno dalla tasca davanti della tuta e se li
sistem sul naso dai pori dilatati. Probabilmente pensava che un aspetto pi intellettuale
avrebbe messo in risalto la sua capacit di gestire la crisi. In realt, tutto ci non
mascherava affatto la tensione. Per controllare il tremito delle dita, il custode strinse le
manopole di plastica della sedia a rotelle su cui sedeva Sophia e la spost di qualche
centimetro.
La biblioteca ha una spessa porta in legno di quercia. Non  cos facile entrare, quindi
non c' motivo di farsi prendere dal panico.
Non c' motivo di farsi prendere dal panico? lo scimmiott 1'infermiera e rise sarcastica.
La dottoressa Dorn  in coma vigile, RaBfeld  scomparso e ho dovuto rinchiudere i
pazienti nelle loro camere perch uno psicopatico sanguinante si aggira per la clinica,
Sar anche melodrammatica, ma se questo non  un buon motivo per farsi prendere dal
panico, allora perch ci siamo rintanati qui?.
Le occhiate furibonde di Yasmin scannerizzarono la stanza in cui erano riuniti come i raggi
invisibili di un allarme a infrarossi.
Era la sala da pranzo, e i pazienti in grado di farlo consumavano i pasti l, al piano terra,
ma con gli scaffali a parete alti fino al soffitto e pieni di libri somigliava piuttosto al fumoir di
un club inglese, cos tutti la chiamavano "la biblioteca". Era possibile scegliere se
accomodarsi sul divano imbottito, sulle poltrone di pelle bordeaux o sulle sedie foderate
color crema disseminate ovunque, per la maggior parte dei degenti preferiva le poltrone
rivestite di tessuto a strisce davanti al camino aperto. In quel momento erano tutti in piedi
vicino al massiccio tavolo di legno, talmente lungo da permettere di ricostruire senza il
minimo sforzo la scenografia dell'Ultima Cena.
Quale psicopatico sanguinante? chiese la cuoca. Sybille Patzwalk aveva preso un
sonnifero e dormito profondamente durante tutta quella confusione. Nessuno le aveva
ancora spiegato perch era stata buttata gi dal letto a quell' ora e obbligata a correre in
biblioteca in camicia da notte e senza trucco. E continu a essere ignorata, dato che
Schadeck monopolizz la conversazione: Non ho ancora capito perch non alziamo le
paratie e chiamiamo aiuto.
Tom attravers la stanza strascicando i pesanti stivali. Nei giorni pi caldi le porte a vetri
che davano sul giardino erano aperte, mentre ora la serranda grigio scuro ostruiva la vista
sul parco innevato.
Bachmann si schiar la voce e si port istintivamente la mano alla tasca dei pantaloni dove
teneva la scacciacani che aveva preso nella guardiola. Era caricata a salve, con munizioni
da 9 mm, ma il custode aveva assicurato che a distanza ravvicinata poteva provocare
ferite gravi, se non addirittura mortali.
Non conosco il codice.
Cosa? Pensavo che tu dovessi solo spostare una leva.
Caspar not che Tom aveva l'abitudine di dare del tu a chiunque.
Infatti. Deve abbassarsi in fretta per impedire la fuga di un paziente, ad esempio di un
aspirante suicida. Ma rialzarla  un'altra cosa. Non possiamo rischiare che il paziente esca
prima di averlo immobilizzato. Per disattivare le paratie ci vuole un codice.
E tu non ce l'hai? Ma  contrario a tutte le norme antincendio!.
Schadeck fiss allibito il custode.
Ovviamente abbiamo un piano di emergenza. Per motivi di sicurezza due dei medici di
turno conoscono la combinazione, solo che ... , Bachmann si schiar di nuovo la voce.
Uno  scomparso e l'altro non  nelle condizioni di parlare.
Caspar abbass lo sguardo su Sophia, che aveva la testa leggermente inclinata.
Sembrava che fosse sprofondata in un sonno eterno, senza sogni.
E anche se dovesse risvegliarsi, a cosa ci serve sapere il codice? domand Bachmann.
Fuori c' il finimondo.
Significa che siamo bloccati qui? chiese Yasmin. Soltanto per altre sei ore. Poi inizia il
turno di mattina. Si accorgeranno che qualcosa non va e chiameranno qualcuno.
Pessimo piano concluse Schadeck scuotendo energicamente la testa.
Sarebbe meglio uscire e dare una bella lezione a quel pazzo. Non dimentichiamoci che
ha in pugno il direttore.
Anche Linus aggiunse Yasmin.
Linus? domand Caspar.: Al pensiero del musicista, fu colto dalla vaga sensazione che
mancasse anche qualcos'altro.
Quando sono andata in camera sua, non c'era. Greta invece dormiva gi, beata lei.
Yasrnin fulmin Caspar con un' occhiataccia, come per ricordargli ancora una volta che
non approvava la sua presenza l. Si era rifiutato di restare nella sua stanza da solo, e
Bachmann gli aveva permesso di unirsi al gruppo, probabilmente perch se quella notte
voleva conservare il ruo lo di capo aveva bisogno di una figura maschile che contrastasse
Schadeck.
D'accordo disse Bachmann. RaBfeld e Linus sono scomparsi, ma se andiamo a
cercarli diventiamo il bersaglio del Ladro di anime.
Il Ladro di anime? boccheggi la cuoca.
Incroci le braccia tremanti sul seno prosperoso che si delineava sotto la camicia da notte.
Malgrado le ripetute domande, non dava l'impressione di voler davvero essere messa al
corrente dell' orrore che si era abbattuto sulla clinica.
Caspar si accorse dello sforzo che le costava anche il solo fatto di guardare Sophia sulla
sedia a rotelle.
State dicendo che ... .
Purtroppo s.
Bachmann si strinse nelle spalle e fece un respiro profondo. Poi prese un giornale a caso
dal tavolinetto davanti al camino decorato con addobbi natalizi. Non dovette sfogliare a
lungo.
Ecco: tre donne, tutte giovani, di bell'aspetto e piene di vita.
Come Sophia, comment Caspar tra s, chinandosi insieme agli altri sul tavolo da pranzo
per osservare le foto delle vittime.
Sono state rapite una dopo l'altra e pochi giorni dopo sono ricomparse, come sbucate dal
nulla. Non presentavano ferite visibili, ma erano distrutte mentalmente.
Nessuno sa cosa gli abbia fatto, a quali torture psicologiche le abbia sottoposte. E ora
guardate qui.
Batt il dito su una foto in bianco e nero sbiadita, l'immagine di una ragazza che la
didascalia identificava come Vanessa Strassmann. La prima vittima, deceduta proprio quel
giorno.
Ha la stessa espressione apatica della dottoressa Dorn.
E sarebbe opera di Bruck? Mai e poi mai.
Tutti si voltarono a guardare Schadeck, che aveva appoggiato il sedere al tavolo e
accavallato le gambe. Se quanto era successo lo aveva sconvolto, lo nascondeva
magnificamente. Sulle sue labbra sottili pass addirittura l'ombra di un sorriso.
Perch no?. Bachmann si copr la bocca con la mano chiusa a pugno e toss nervoso .
Quando sono arrivato al motel, Bruck era in terra accanto alletto, in una pozza di vodka.
 un alcolizzato. Un pezzente. Il proprietario voleva sbarazzarsene prima delle feste. Nulla
di nuovo, sotto Natale raccogliamo i rifiuti umani.
Il sorriso sulle labbra di Schadeck si allarg, ma il custode scosse la testa.
Non torna. Il professor RaBfeld ne parlava chiamandolo dottor Jonathan Bruck, e anche
la dottoressa Dorn sembrava conoscerlo.
Complimenti, hanno proprio dei bei colleghi comment caustico Schadeck.
E sia, ma non capisco. Cosa ci faceva Bruck ubriaco in que1motel? Perch si 
conficcato un coltello in gola? Perch  fuggito e poi  tornato?. Il custode disegn in aria
un punto interrogativo con l'indice carnoso. Non lo so. Di una cosa per sono sicuro: la
dottoressa Dorn  la quarta vittima del Ladro di anime.
Caspar sapeva cosa sarebbe seguito.
Anche se nessuno voleva sentirlo.
Bachmann avrebbe terminato la sua arringa esibendo una prova inconfutabile.
Addosso a tutte le donne  stato rinvenuto un biglietto. Si frug in tasca.
Come questo.
Il custode pass a Schadeck il pezzo di carta.
"Anche se il nome mente,  la verit".
Gi, un indovinello.
 caduto di mano a Sophia quando l'ho trovata nella vasca spieg Caspar.
Oddio!. A Sybille manc la voce. Forse nel pomeriggio aveva visto anche lei l'edizione
straordinaria del telegiornale, come Caspar in camera di Greta. La donna si asciug le
lacrime che le rigavano le guance arrossate dalla couperose, e con grande stupore di
Caspar si inginocchi davanti alla sedia a rotelle.
Povera bambina singhiozz stringendo la mimo inerte di Sophia. Perch proprio lei?
Perch?, Giusto, cosa vuole da noi? chiese Yasmin.
Da noi nulla. Sussurrando queste parole, Caspar attir di colpo su di s l'attenzione
generale. Tamburell con due dita sul giornale ancora aperto sul tavolo e toss ..
Qui c' scritto che le vittime rispondono soltanto a stimoli esterni di grande intensit. Non
hanno altre reazioni.
N on parlano. Per la dottoressa Dorn  diverso. Prima ha tremato, e l'abbiamo perfino
sentita gridare. Inoltre Ralbfeld ha constatato che le pupille reagiscono, mentre stando a
quanto dice l'articolo nelle altre donne i riflessi erano quasi assenti.
Allora significa che il Ladro di anime non c'entra nulla ed  stato solo un incidente?
prov a riaccendere le speranze Sybille.
No, significa che il Ladro di anime non ha ancora finito. Linus lo ha disturbato.
Penso voglia toglierei di mezzo per restare solo con Sophia. Per questo  tornato, per
portare a termine Ci che ha iniziato. Qualunque cosa sia.
Caspar si meravigli di aver avuto la forza di esprimere con voce ferma quel terribile
sospetto. Infatti, se avesse avuto ragione e quella notte non fossero riusciti a proteggere
Sophia dal Ladro di anime, con lei sarebbe andato perduto molto pi del codice per aprire
la prigione in, cui si erano chiusi con le loro stesse mani. Caspar non avrebbe mai saputo
cosa aveva scoperto sulla sua identit. E su sua figlia.
"Prima devo verificare".
Quasi Sophia volesse applaudire a quegli spaventosi pensieri, all'improvviso il telaio di
metallo della sedia a rotelle inizi a sbattere sotto il suo corpo scosso da violenti spasmi. E
poi qualcosa di ben pi sconvolgente si un alla sinistra ovazione: Sophia apr la bocca e
parl.
Ore 01:22
Nopor. Un'unica parola. Tanto breve quanto incomprensibile. Poteva essere mopor o ropor.
Caspar non aveva capito, e anche i suoi involontari compagni di sventura si guardarono
perplessi. Si accovacci davanti a Sophia e le sfior con delicatezza una guancia. Lei
ricambi il timido contatto appoggiandogli il mento sul palmo. Poi dischiuse le labbra
secche, leggermente screpolate sopra gli incisivi.
Dottoressa Dorn?.
Per la prima volta la sua voce sembr raggiungerla, lui per non era sicuro che quello
fosse un buon motivo per sentirsi sollevati. Nei pazienti in coma ogni reazione  una pietra
miliare sulla via della guarigione, ma se invece si fosse trattato soltanto di un fuoco di
paglia, l'ultimo guizzo della coscienza?
Riesce a sentirmi? domand piano.
Sotto le palpebre abbassate, le. pupille di Sophia si muovevano come scarafaggi sotto un
lenzuolo.
Bachmann si avvicin con espressione preoccupata.
 fredda osserv Caspar.
Qualcuno, probabilmente Yasmin, le aveva infilato il camice sulla camicia da notte leggera,
ma Sophia continuava a tremare. Il custode annu e si fece da parte.
Hai capito cosa ha detto? chiese Schadeck vicinissimo all'orecchio di Caspar. Non si
era accorto che l'infermiere si era piegato sulle ginocchia accanto a lui.
No, era ... .Trasali e per poco non perse l'equilibrio.
A un tratto Sophia aveva girato la testa nella sua direzione, come un cliente seduto al
banco di un bar con lo sguardo perso nel bicchiere si riscuote per attaccare bottone con la
persona sullo sgabello di fianco.
Cosa sta cercando di dirmi?
Caspar aggrott le sopracciglia fissando gli occhi di Sophia, che dopo l'incidente in
camera di Bruck avevano di nuovo un punto focale: lui. Lo sguardo, fino a quel momento
vuoto, aveva riacquistato intensit, come se volesse trapanare la parete.
Sophia? chiam ancora in tono sommesso. Tom le agit la mano davanti al viso per
attirare la sua attenzione. Sss ... nnnhn ... sssstopoohr. ..  disse la dottoressa con voce
gutturale. Caspar non cap nemmeno questa volta.
Per un attimo ebbe l'assurda sensazione che quei suoni misteriosi si dissolvessero come
fumo sotto i suoi occhi. Un fumo che odorava di legno di betulla. Poi vide le fiamme
riflesse nelle pupille della dottoressa. Bachmann aveva acceso il fuoco.
Buona idea. Caspar si alz, rivolse un cenno di ringraziamento al custode e spinse la
sedia a rotelle davanti al camino.
Yasmin pos premurosamente una coperta sulle spalle di Sophia. Canticchiava un motivo
malinconico, che stranamente a Caspar suon familiare. Non avrebbe saputo dire il nome
del gruppo, ma conosceva il testo a memoria.
Yesterday I got so old I felt like I could die Yesterday I got so old It made me want to cry
La canzone sembr avere un effetto calmante su Sophia. Chiuse gli occhi.
Speriamo che almeno non soffra disse Yasmin, e riprese a canticchiare sottovoce.
Go ongo on Just walk away Go ongo on Your choice is made La scena era sempre pi
irreale: L'infermiera che cantava, il fuoco acceso, la mensola del camino addobbata con
rami di abete e palline verdi, e davanti la donna avvolta nelle coperte.
All'improvviso ogni cosa trasmetteva una pace infinita, e quell' atmosfera rafforz in
Caspar la sensazione di minaccia incombente.
Tocc con cautela le labbra secche di Sophia.
 disidratata.
Non abbiamo acqua disse la cuoca con voce ferma. Almeno per il momento non
piangeva pi e aveva riac quistato il controllo. Forse per agiva solo meccanicamente,
come chi ha subito un forte trauma.
L'acqua non servirebbe a nulla. Non  in grado di bere, ha bisogno di una flebo dichiar
Yasmin.
Giusto approv Tom. La cosa migliore sarebbe una soluzione elettrolitica, Non
saprei. Bachmannsi massaggi preoccupato la nuca calva.  proprio necessario?.
Non' ne ho idea. Non sappiamo cosa le abbia fatto Bruck. Caspar appoggi la mano
sulla fronte di Sophia. In ogni caso la fisiologica non le far male. Per se avesse uno
shock tossico dovremmo darle il cortisone.
No, non credo che ci convenga rischiare. Bachmann si strofin gli occhi sotto le lenti
con un gesto nervoso.
Aspettiamo .
 un'idiozia protest Schadeck. Non me ne star nascosto come una checca isterica.
Caspar not che il custode era trasalito impercettibilmente, come se quel commento lo
avesse punto sul vivo.
E forse fu davvero cos.
Schadeck fece un passo verso Bachmann.
Ascolta, ti dico una cosa che ho imparato da mio padre. Era un pugile.
Immagino di cosa si tratta.
Aspetta. Mio padre non ha mai perso un incontro, e sai perch?.
No, ma le sembra il momento giusto per raccontare aneddoti?.
Perch sceglieva solo avversari pi deboli rispose Schadeck ignorando la domanda del
custode.
Di solito mia madre. Tom sorrise, come per far salire la tensione prima di una battuta.
Una volta, quando avevo dodici anni, esager. Secondo lui il pur non era abbastanza
salato, allora allung la mano e gioc a braccio di ferro con la testa di mia madre. Buml.
Schadeck mim il movimento a leva.
Pensai che le avesse spezzato il collo. Il pur vol per tutta la cucina. lo ero al lavello, a
due metri di distanza, eppure mi arrivarono schizzi gialli tra i capelli. Il sorrisetto ironico di
Schadeck era svanito.
Poi per mia madre alz gli occhi. Le usciva il sangue dal naso e colava sul pur. Non so
cosa fosse rotto in pi pezzi, se il piatto o la sua mascella. Mio padre si limit a ridere,
dicendole che andava da un estremo all' altro, perch ora il pur era troppo salato. E io
dovetti prendere di nuovo l'elenco del telefono e cercare un ospedale in cui non fossimo
ancora stati. Schadeck spost lo sguardo sui compagni. Sapete, per via di quelle
stupide domande che fanno quando una donna ha due incidenti domestici uno dietro
l'altro.
 terribile disse Bachmann. Ma cosa c'entra con noi?. Quella sera ho giurato a me
stesso che non sarei pi rimasto con le mani in mano. S, eravamo solo dei bambini, ma
contando anche mia madre eravamo in quattro, mentre lui era solo.
Capite?.
Cosa ha fatto? domand Sybille a bassa voce.
Ognuno ha i suoi segreti sorrise Schadeck sarcastico, lo sguardo all'improvviso puntato
su Caspar.
Bella storia comment Bachmann. Ma dobbiamo aspettare lo stesso fino a domani ... ,
All'improvviso tutti alzarono gli occhi, nervosi, e il custode si interruppe.
 ... che arrivi il turno di ... Che diavolo ?.
Ora lo sentiva anche Caspar. Il rumore proveniva da una piccola cassetta di plastica sul
soffitto, che fino a quel momento aveva scambiato per un rilevato re di fumo. Quel sibilo
mescolato a una specie di gorgoglio metallico era perfino pi incomprensibile dei gemiti di
Sophia.
Ricordava il caff che bolle nella macchinetta.
Da dove arriva? domand Schadeck.
Dall'interfono. C' un altoparlante in ogni spazio comune.
Dio mio,  lui ... ? gemette la cuoca, e Caspar annu meccanicamente. Certo che era lui.
Si era piantato un coltello in gola.
Chi ha le corde vocali recise parla cos.
Il Ladro di anime ci sta dicendo qualcosa grid Yasmin con voce stridula.
Sssssh! State zitti!. Schadeck agit una mano, sal su una sedia e avvicin l'orecchio all'
altoparlante. Sento qualcos' altro dichiar alla fine. Abbass la testa e guard gli altri.
In sottofondo.
Maledizione, lo sento anch'io, pens Caspar con un senso di nausea. E seppe chi aveva
dimenticato nel trambusto.
Di chi erano quei rantoli che riecheggiavano sempre pi chiari nella stanza.
Poco prima, mentre gli era seduto accanto, non lo aveva riconosciuto. Ma ora che
abbaiava in lontananza e i lamenti uscivano distorti dall' altoparlante, ne era sicuro. Aveva
sentito quei rantoli gi una volta, allora per non veni vano da un altoparlante ma da
un'auto sfasciata vicino a un mercato delle pulci. Caspar chiuse gli occhi e il guaito divent
pi forte.
Era di nuovo estate, e il riflesso del sole sul rottame argentato era talmente abbagliante
che per guardarlo dovette schermarsi gli occhi con la mano. Le gomme erano state rubate,
la misera carcassa della limousine poggiava sui cerchioni. Cadeva a pezzi. Fari lunotto,
parabrezza,jnestrini e portabagagli erano distrutti, come se qualcuno vi avesse
scaraventato sopra un frigorifero.
Caspar ud un brusio di voci in ~ottcifondo, parole in una lingua straniera, poi la risata di
una ragazza che aveva fatto un buon affare e il continuo strombazzare dei clacson dei
furgoni. Due bambini sporchi che giocavano nel canale di scolo si spostarono quando si
avvicin per esaminare il bagagliaio, legato al paraurti con una corda. Le diede fuoco con
l'accendino, il portello si sollev di scatto e lui vide la morte in faccia.
Quattro cani. Cuccioli. Disidratati, morti di sete, carbonizzati. C'erano quasi trenta gradi, e
nel portabagagli dovevano essere almeno il doppio. Erano morti di una morte lenta e
terribile. Lutti tranne uno, a cui avevano cavato l'occhio sinistro.
Quello che l alla clinica chiamavano Mr.
Ed e ora emetteva gli stessi atroci guaiti di quando era stato salvato per miracolo.
Ore 01:31
L'oscurit ebbe un effetto rivelatore, quasi purificante. Come se 1'atrio fosse illuminato da
un fendinebbia, Caspar udiva, annusava e percepiva con estrema intensit lo spazio in cui
si muovevano circospetti.
Il Ladro di anime aveva distrutto tutte le luci in quel settore del piano terra.
A sinistra bisbigli Schadeck alle sue spalle quando i guaiti alterati sopra le loro teste si
interruppero per un attimo.
L'infermiere aveva insistito per accompagnarlo nella farmacia della clinica.
 vero quello che dice Yazzie? Hai avuto un black out?.
Procedevano tastoni, con cautela, una mano contro la parete smaltata per non perdere
l'orientamento al buio, e Caspar non sapeva cosa lo sorprendesse di pi, se il fatto che
Tom volesse approfittare dell'inquietante spedizione per fare due chiacchiere o che
parlasse dell'indiscreta infermiera usando un vezzeggiativo.
Vuoto di memoria, amnesia, black out.
Si addice alla situazione, non credi? rise Schadeck. Non importa, spero solo che quello
psicopatico non abbia un visore notturno, altrimenti il nostro piano geniale ce lo possiamo
anche scordare.
"Andiamo a prendere le medicine per la dottoressa, cerchiamo Mr. Ed e stacchiamo quel
maledetto interfono" aveva spiegato Caspar al custode. Mentre uscivano dalla biblioteca,
Bachmann si era limitato ad annuire con un' espressione truce, tuttavia non senza metterli
in guardia.
"Lo studio di RaBfeld comunica con la farmacia. E uno dei due microfoni dell'interfono 
sulla sua scrivania, quindi avete il cinquanta per cento delle possibilit che Bruck vi stia
aspettando".
Caspar continu ad avanzare lentamente e per poco non and a sbattere contro un
distributore di acqua. Se la memoria non lo ingannava, il dispenser di plastica era vicino
alloro obiettivo. Mancavano solo due porte.
Si erano allontanati dall' altoparlante nell' atrio e i guaiti sopra le loro teste arrivavano
smorzati.
Caspar per aveva davanti agli occhi l'immagine sempre pi nitida di un cane che soffoca
dentro un bagagliaio surriscaldato.
Guarda. A un tr~tto il braccio di Tom si appoggi di peso sulla sua spalla.
Cosa?.
L.
Bene. Allora la vede anche lui.
La prima volta aveva pensato che la luce intermittente fosse un'allucinazione. Il riflesso
che si forma quando si stringono troppo le palpebre al buio. Invece a quanto pareva era
reale.
Sotto la porta dello studio di RaBfeld lampeggiava a intervalli regolari un minuscolo
puntino rosso. Sembrava che qualcuno fosse sdraiato sul pavimento e inviasse un
messaggio morse con il led di un telecomando.
Prima non c'era, vero? domand Tom.
Caspar annu e per l'agitazione dimentic che Schadeck non poteva vederlo.
E ora? chiese a sua volta, conoscendo gi la risposta dell'infermiere.
E ora entriamo.
Ore 01:33
Nessun telecomando. Nessuna torcia elettrica. Nessun segnale morse.
Per un lungo, terribile istante Caspar lo aveva scambiato per una bomba attivata in attesa
di esplodere, piazzata in mezzo alla scrivania di RaBfeld. Poi riconobbe l'oggetto
inoffensivo.
Che stronzo esclam Schadeck, e ignorando ogni precauzione premette l'interruttore
vicino alla porta. Gli occhi di Caspar si abituarono rapidamente alla luce abbagliante del
lampadario, che illumin lo studio tanto spazioso quanto disordinato del direttore. Eppure,
a parte montagne di cartelle cliniche, pile vacillanti di libri, una scatola di cartone per la
pizza e due scaffali irrimediabilmente stracarichi, non si vedeva nulla di insolito. In ogni
caso nulla di vivo. Tranne loro due non c'era nessuno. N RaBfeld n il Ladro di anime.
Si diverte a prenderei in giro. Schadeck aveva afferrato il dittafono lasciato accanto al
microfono, il cui led si accendeva ogni volta che lo 'shuffle selezionava una traccia e la
trasmetteva.
Tieni ...  disse lanciandolo a Caspar.
Deve aver torturato il cane e registrato quella porcheria.
Caspar osserv l'apparecchio, grande quanto un cellulare. Senza riflettere, premette un
tasto consumato posto su un lato e Mr. Ed ammutol. Gli vennero le vertigini e fu costretto
ad appoggiarsi alla scrivania con entrambe le mani. Il dittafono cadde a terra.
Cos'hai? domand Schadeck.
lo ... . Caspar esit, non sapeva cosa rispondere e decise di dire la verit: Non lo so.
N on conosceva quella stanza, non era mai entrato l, ma ogni cosa gli era familiare.
Come quasi tutti i grandi ambienti della villa, anche lo studio del direttore aveva un camino,
su cui erano appesi vari attestati e alcune foto di famiglia che Caspar non aveva mai visto
ma credette di riconoscere. Fece un respiro profondo, avanz verso il camino e accadde.
Senza preavviso. Di punto in bianco un casellante biochimico azion il primo scambio sul
binario morto della sua memoria. Il treno dei ricordi arriv veloce. Troppo veloce per la
linea interrotta della sua coscienza, e Caspar temette di non riuscire a catturare il pensiero.
Invece la locomotiva rallent.
Dalla ciminiera saliva un pennacchio di fumo denso che odorava di carta bruciata.
Sal sempre pi in alto, dalle immense profondit della sua memoria a lungo termine
sepolta, fino a materializzarsi.
Una scrivania. Caspar vide se stesso seduto a una scrivania. In mano un dittafono come
quello che gli aveva appena passato Tom.
Sua figlia  pronta, possiamo cominciare disse una voce di donna dall'interfono. E
Caspar vide se stesso alzarsi, accostare la sedia alla scrivania e gettare un'ultima occhiata
alla foto nella cartella clinica che stava chiudendo. La foto di una bambina con i ricci
biondi.
Sua figlia?
Abbiamo preparato tutto ... .
Toc toc, c' qualcuno?.
Cosa? Ah ... s, s,  tutto a posto balbett Caspar senza troppa convinzione, e
l'interfono nelle sue orecchie si spense.
Tom lo squadr diffidente.
Ti sei ricordato qualcosa?.
No, io ... sono solo un po' nervoso, tutto qui.
Gli stava lentamente ritornando la memoria, ma non voleva allarmare nessuno prima di
aver capito come funzionava il meccanismo. Meno che mai qualcuno che manifestava un'
ostilit latente nei suoi confronti.
Mi nascondi qualcosa? domand Schadeck.
No.
Invece s.
Caspar non intendeva imbarcarsi in un battibecco inutile e oltrepass il compagno, diretto
alla porta di comunicazione tra lo studio e la farmacia della clinica. Era chiusa, ma aveva
le chiavi di Bachrnann.
Quando entr nella stanza senza finestre, un sensore azion l'impianto di illuminazione.
Caspar si ferm perplesso davanti alle vetrine e agli scaffali di metallo colmi di medicinali.
Qui c' quello che ci serve. Schadeck, che lo aveva seguito, ora stava aprendo un
frigorifero con l'anta trasparente. Tir fuori due sacche per la flebo e le agit come uno
shaker, poi prov a riprendere la discussione.
Ad esempio, sono pronto a scommettere che lavoriamo nello stesso settore.
E perch?.
Flebo, disidratazione, cortisone ...  elenc l'infermiere mentre frugava in un armadi etto
in cerca di aghi e cerotti.
Sono parole tue. O sei un ipocondriaco o leggi i foglietti illustrativi anche per lavoro. E poi
 stato molto professionale .
Cosa?.
Il modo in cui le hai tastato il polso. S, giurerei che sei pratico di queste cose.
Schadeck si fece scivolare diverse cannule nella tasca dei calzoni e volt la testa verso
Caspar.
Tanto perch tu lo sappia, ti tengo d'occhio. So del video di sorveglianza.
Quale video ?  chiese Caspar, pur sapendo a cosa si riferiva.
Gironzolavi davanti al cancello con il tuo cane, e sei entrato quando il nostro custode
extra-large se ne  andato con il vecchio. Il che mi fa pensare che non sei qui per caso.
Hai uno scopo ben preciso.
Ah, ecco, e questa storia te l'ha raccontata "Yazzie"? domand Caspar, irritato perch il
suo tono non era neanche lontanamente distaccato quanto avrebbe voluto: Era troppo
teso, e la cosa peggiore fu non poter n smentire n confermare quell'insinuazione.
Gi, e a lei lo ha detto Bachmann.
Belle fonti. Caspar si guard il polso, a cui per non portava l'orologio. Non perdiamo
altro tempo. Dobbiamo sbrigarci a tornare indietro. Suppongo che tu abbia capito perch il
Ladro di anime ha portato qui il dittafono.
Per attirarci fuori dal nostro nascondiglio. Tom si gir completamente verso Caspar.
Esatto.
Nello stesso momento una porta in corrispondenza della biblioteca sbatt e l'urlo lacerante
della cuoca invase il corridoio.
Ore 01:37
Tornarono indietro di corsa lungo il corridoio buio che a Caspar ricord il cunicolo di una
miniera alla cui estremit oscillava una lampada. Se l'atrio che avevano appena
attraversato voleva risucchiarli come un buco nero, ora potevano orientarsi grazie a una
fioca lama di luce. Che in realt non avrebbe dovuto esserci se la porta della biblioteca
fosse stata ancora chiusa.
Attento avvis il compagno mentre si avvicinavano al punto in cui il corridoio piegava
verso un passaggio secondario alla loro destra. Verso la biblioteca. Verso la luce.
Perch Bachmann ha aperto la porta?
Sybille Patzwalk non gridava pi, e Caspar temette non fosse un buon segno.
Per gridare bisogna respirare. Il dolore si avverte soltanto se al cervello arriva sangue. Si
vergogn del folle desiderio di sentirla almeno rantolare. Svoltarono l'angolo e cap di
essersi sbagliato. La porta era chiusa. La luce non filtrava dalla biblioteca, ma da un
piccolo ripostiglio di fronte.
 una trappola bisbigli Schadeck, e tir fuori un oggetto allungato che scintill a quel
debole chiarore. Doveva aver preso il tagliacarte dalla scrivania di RaBfeld mentre Caspar
veniva travolto dai suoi angoscianti ricordi. Subito dopo si sdrai faccia a terra e cominci
ad avanzare strisciando sui gomiti con grande agilit, neanche passasse il tempo libero a
fare esercitazioni di guerriglia urbana. Ci mancava solo che si infilasse il tagliacarte tra i
denti.
Pazzesco. Caspar si volt a destra e scosse la maniglia.
Ehi, aprite!.
Siete soli?. Il custode reag all'istante, evidentemente era rimasto tutto il tempo con
l'orecchio attaccato il battente.
S, no. Non lo so rispose Caspar con gli occhi puntati verso il ripostiglio da cui proveniva
un fruscio, come di topi che corrono su una busta di plastica. Gli venne in mente che le
cucine dovevano trovarsi a quel piano.
Paterni entrare.
Dov' Sybille?. La pesante porta di quercia attutiva la voce di Bachmann.
N on ne ho idea, non era lei che ... .
Caspar si gir di scatto. Il fruscio era pi forte, e diverso. Un sacco pieno fino all'orlo
trascinato su lastre di pietra.
Anche Tom rest disorientato e si blocc a met di un movimento anfibio, a un metro di
distanza dal ripostiglio. Sollev la testa e la inclin, l'orecchio destro parallelo al pavimento.
Spost il ginocchio in avanti, voleva avvicinarsi alla stanza per vedere meglio, ma
l'oscurit inghiott ogni cosa.
Prima ancora che i frammenti della lampadina del ripostiglio toccassero terra, le tenebre si
erano gi insinuate in ogni anfratto.
Nulla. Non uno scintillio n un bagliore.
Caspar non vide pi niente. Ma sent. La cosa strisciava puntando nella sua direzione.
Solo la cosa, e Caspar pens a un sacco brulicante di vermi che attraversava il corridoio
muovendosi a zigzag.
Fece per urlare e si accorse che stava gi gridando a pieni polmoni. Gli facevano male i
piedi a forza di tempestare di calci la porta perch Bachmann si decidesse ad aprire
togliendoli da l. Dalla notte, da quell' oscurit che diventava pi fitta mano a mano che
aumentava il rumore, ora accompagnato da un sibilo soffocato.
Caspar sper che Schadeck stesse lottando con il Ladro di anime. Si augur che quel
gorgoglio strozzato fosse il rumore dell'infermiere che spappolava la gola di Bruck, poi
per si rese conto che poteva anche essere il contrario. E se Tom avesse perso la lotta
con la morte, lui sarebbe stato la vittima successiva.
Cosa sta succedendo? Perch Bachmann non apre? pens mentre il sapore del sangue
gli riempiva la bocca. Non si era accorto di essersi morso la lingua e non si accorse che
stava scuotendo terrorizzato la maniglia di ottone.
Cosa vuoi da noi? grid infine con una voce molto pi flebile di quanto avesse voluto, e
a un tratto gli eventi precipitarono.
Tutto inizi con un lampo, che gli manc la tempia di pochi millimetri e gli bruci i capelli.
Caspar pieg bruscamente la testa e fu sorpreso di perdere l'equilibrio anzich sbattere
contro la porta. Poi, mentre cadeva nella luce, scorse di nuovo il cotone verde chiaro che
aveva intravisto al momento dello sparo.
Il camice. Bruck!
Qualcuno lo tir indietro con forza e pesanti stivali gli sfilarono davanti alla faccia. Uno gli
schiacci lo stomaco, un altro il braccio.
Pi tardi, quando comparvero i lividi, Schadeck si scus di essergli passato sopra mentre
si precipitava in biblioteca in preda al panico, sul momento per Caspar non prov dolore,
ma solo un immenso sollievo: Bachmann aveva finalmente aperto. Essere scampati per
un pelo. alla morte era una sensazione liberatoria, euforica, che tuttavia dur soltanto
finch il custode, dopo aver richiuso a chiave la porta dietro di loro, scoppi in lacrime.
Oggi, ore 12:34 Molto dopo, molti anni dopo la paura La neve non si vedeva ancora. Le
previsioni l'avevano annunciata per il pomeriggio, ma per adesso sul terreno ghiacciato
mulinavano solo una busta di plastica strappata e foglie trasportate dal vento.
L'inverno ha un'anima purificatrice, pens il professore appoggiandosi con la mano allo
stipite della porta a battenti che conduceva nel parco. O in ci che il tempo aveva
risparmiato.
Il prato, una volta perfettamente curato, ormai era calpestato come un campo da calcio.
I! freddo strappa le foglie all' albero della verit mostrandoci cosa c' dietro.
Appoggi la mano sul vetro e osserv i radi alberi spogli del giardino. Tranne un
indistruttibile salice piangente, erano tutti secchi o ricoperti di funghi. La tempesta aveva
spezzato in due una betulla, ma nessuno si era preso la briga di armarsi di ascia e
trasformarne il tronco in legna da ardere. A che scopo poi? Il camino non veniva usato da
anni.
Da allora..
Professore?.
Trasal e si volt.
S?.
Per un attimo si era completamente dimenticato degli studenti alle sue spalle.
Patrick Hayden chiuse la copia della cartella clinica e si alz. Indic gli scaffali vuoti alle
pareti sporche, le sedie impilate davanti al camino e coperte con pesanti lenzuola, poi
batt le nocche sul piano del tavolo.
 questa la biblioteca, vero?.
Come?.
Caspar, Schadeck, il Ladro di anime erano in questa stanza.  successo. qui!.
Non era una domanda e nemmeno una constatazione. Era un' accusa.
Ma che acuto osservatore. Dove pensavi di essere? sbuff Lydia prima che il
professore avesse il tempo di rispondere.
La storia si svolge in una villa disabitata sul Teufelsberg. Si capiva fin dalla prima
pagina.
Ah, si .
Lo studente sfil dalla tasca posteriore dei calzoni un pezzo di carta spiegazzato.
Sull'invito per non era specificato.
Sventol il foglio stampato fronte retro.
Un lato era quasi completamente occupato da una cartina a due colori.
L'universit mi ha mandato solo queste indicazioni stradali. Non ci sono nomi.
Non c' scritto Teufelsberg.
E non ricordo nemmeno di aver visto un cartello all' entrata.
Lei non  di Berlino? chiese il professore prendendo gli occhiali. Era tornato al proprio
posto a capotavola.
No rispose Patrick furibondo.
Be', allora non poteva saperlo. Il professore alz lo sguardo.  una strada privata, e il
Teufelsberg non  segnato su tutte le piantine della citt.
Magnifico.
Patrick applaud e afferr lo zaino abbandonato sulla sedia accanto.
Prima ci fa leggere questo testo davvero assurdo, chiaramente opera di un malato di
mente, e poi salta fuori che siamo seduti sulle stesse sedie su cui quella gente aspettava
l'arrivo del carnefice.
Che stai facendo? domand Lydia tesa.
Adesso anche la sua voce era molto pi nervosa rispetto a quando era iniziato
l'esperimento.
Me ne vado.
Cosa?.
Esco a fumare spieg Patrick chiarendo il malinteso.
Strinse lo zaino tra le ginocchia per avere le mani libere e infil un braccio nella manica del
giaccone con un gesto deciso.
E quando torno voglio sapere una buona volta in cosa consiste questo esperimento:
Temo non sia possibile disse il professore, cortese ma fermo.
Si strofin gli occhi stanchi senza neanche togliersi gli occhiali.
Cio? Non si pu fumare nemmeno fuori, nel parco? chiese Patrick. li professore sorrise
con indulgenza.
S, purtroppo per in questa fase dell' esperimento non potete uscire dalla stanza.
Perch no? domandarono Lydia e Patrick quasi all'unisono.
Non prima che abbiate finito di leggere.
Non pu trattenerci contro la nostra volont.
Forse vi  sfuggito, ma avete accettato questa condizione poco fa, quando avete firmato
quella liberatoria.
E a parte ci, anche se tornaste a casa ora, il test non finirebbe qui. Non pu essere
interrotto con una decisione unilaterale.
Come mai? Non capisco. Patrick pos lo zaino.
Il professore sorrise.
Rientra nell' esperimento. Perch riesca, dovete fare solo pause brevi e leggere con una
certa continuit. Fino alla fine. Cosa che tra l'altro vi consiglio vivamente. E magari anche
con un po' pi di concentrazione, per favore.
Come pretende di giudicare se ero concentrato o meno? Non ha fatto che fissare fuori
dalla finestra chiese Patrick, leggermente meno aggressivo.
L'insicurezza di Lydia lo aveva contagiato.
Me ne accorgo dalla vostra reazione.
Non vi sarebbe mai venuto in mente di fare una pausa se aveste letto con maggiore
attenzione fin dall'inizio.
Guardate che la verit ... .
Il professore prese l'edizione originale del Ladro di anime.
 .. .la verit  racchiusa in ogni singola riga di ogni singola pagina. Eppure ve la siete
lasciata scappare.
Sciocchezze .
Scopritela. Il professore prese la bottiglia d'acqua a disposizione di tutti al centro del
tavolo e si riemp il bicchiere.
Poi la porse a Patrick con sguardo interrogativo.
Su disse Lydia tirando il fidanzato per la manica vuota del giaccone. Andiamo avanti.
Vorrai pur sapere come finisce, no?.
Patrick esit, si pass una mano tra i capelli neri e fece per liberarsi dalla presa di Lydia.
Lei per lo tenne stretto e lo fiss negli occhi.
Per alcuni secondi non dissero una parola.
Vabbe' ruppe infine il silenzio Patrick.
Si diresse alla porta strascicando i piedi nelle scarpe slacciate, poi per si ferm, prese la
bottiglia d'acqua e si rimise seduto. Ora pi ora meno non fa differenza.
Lydia si sforz di sorridere.
Credo che le persone barricate in questa biblioteca la vedessero diversamente, pens il
professore, e un velo di tristezza gli offusc la vista.
Abbass lo sguardo perch i due studenti non si accorgessero di quanto quella situazione
lo snervasse. Una parte di lui si era augurata di tutto cuore che Patrick non si togliesse il
giaccone e se ne andasse, meglio ancora se tenendo per mano la fidanzata.
Nonostante ci si fece forza, respir profondamente e con voce roca disse: Bene, allora,
dopo questa pausa fuori programma vi pregherei di continuare l'esperimento senza
ulteriori interruzioni.
Si schiar la gola, ma l'angoscia che gliela serrava non diminu. Anzi, aument nel vedere
Lydia che riapriva la cartella clinica, seguita a ruota da Patrick.
Iniziarono a sfogliare.
E si fermarono a pagina 103.
Ore 01:41 - Un'ora e cinquantasette minuti prima della paura Cartella clinica n. 131071/ VL
pp. 103 e segg Ho sbagliato.  tutta colpa mia disse Bachmann con voce
sorprendentemente chiara.
Le sue lacrime si erano esaurite nel tempo che Caspar aveva impiegato a rialzarsi da terra
e pulirsi i pantaloni del pigiama.
Che diavolo  successo? chiese Schadeck accanto al tavolo da pranzo.
Aveva in mano qualcosa che a prima vista sembrava una sacca sportiva.
Il custode si infil in tasca gli occhiali e diede un colpo di tosse secca. Voleva ... voleva
fare un salto in dispensa.
Tom e Caspar si scambiarono un' occhiata sbalordita.
N on era necessario che Bachmann pronunciasse il suo nome, sapevano benissimo a chi
si riferiva. Avevano sentito le grida della cuoca, e la sedia su cui era seduta Sybille
Patzwalk era vuota.
Cosa cercava? domand Caspar.
Queste intervenne Schadeck rovesciando il contenuto della sacca sul tavolo tirato a
lucido. La cicciona ha rischiato la vita per queste.
Una confezione di ravioli ammaccata e alcune scatolette rotolarono fuori e Caspar segu
incredulo la loro traiettoria.
E tu dove l'hai presa questa roba? chiese frastornato.
Schadeck sbuff e picchi la mano aperta sul tavolo. Dannazione, che importanza ha? Il
Ladro di anime ha rotto la lampadina e trascinato Sybille fuori dalla stanza, forse nella
colluttazione lei si  portata dietro la sacca, cosa ne so io. Ho afferrato quel pazzo per i
piedi, ma erano cos ...  disse mostrando agli altri i palmi sporchi di sangue cos
scivolosi che non sono riuscito a trattenerlo. In compenso la borsa mi  piombata dritta
sulla testa. Ho pensato fosse piena di armi e l'ho presa, ma chissene frega adesso?
Piuttosto, si pu sapere cosa ci faceva la cuoca fuori da sola?.
Tom avanz di un passo verso Bachmann e tir indietro le spalle con espressione
minacciosa.
Ehi, custode, sto parlando con te.
I jeans bianchi di Schadeck erano bagnati in corrispondenza del cavallo, e per un attimo
Caspar si domand se l'infermiere se la fosse fatta addosso per la paura, poi per si
ricord delle flebo. In farmacia, prima che tornassero di corsa in biblioteca, Tom le aveva
fissate alla cintura. Doveva essersene rotta una mentre strisciava bocconi davanti al
ripostiglio.
Quando voi non c'eravate ha ricominciato a parlare spieg Bachmann esitante, e
guard Sophia sulla sedia a rotelle.
Sopor, o quello che . S, insomma, l'avete sentita anche voi. Sybille ha pensato avesse
fame.
Caspar annui, Era molto probabile che il centro del linguaggio nel cervello di Sophia fosse
danneggiato. D'altro canto aveva l'impressione che gli sfuggisse qualcosa di importante,
ma quando Bachmann riprese a parlare scacci i suoi dubbi.
Ovviamente non ero d'accordo, ma la dispensa  proprio qui davanti e Sybille ha detto
che c'era una borsa di provviste gi pr0nta, allora mi sono lasciato convincere. Non ci
posso credere.
Schadeck allarg le braccia in un gesto teatrale.
Hai spinto una donna indifesa tra le braccia del Ladro di anime per un po' di cibo in
scatola!.
Calmati attacc Caspar, ma Bachmann lo interruppe.
N o, indifesa no. Le ho dato la mia pistola.
Cosa?.
Ora anche Caspar era fuori di s. Si port le dita intirizzite alla tempia, toccando i capelli
bruciati.
Ges, sei pi suonato di quelli rinchiusi qui grid Tom. Sembrava sul punto di
rovesciare il tavolo, la vena del collo gli pulsava all'impazzata.
Adesso quel pazzo l fuori  anche armato!.
 soltanto una scacciacani.
Silenzio! url Caspar interrompendo la discussione. Poi abbass di nuovo la voce.
Siamo nei guai, Tom, ma non possiamo pi tornare indietro. Fiss l'infermiere dritto
negli occhi. Tra l'altro abbiamo lasciato aperta la farmacia, sicuramente l ci sono
abbastanza elementi per fabbricarsi un'arma.
Esatto. Compresa una pistola per l'anestesia sussurr Bachmann.
Merda, e ce lo dici solo ora?. Schadeck moll un calcio al portariviste e i giornali si
sparpagliarono sul parquet a spina di pesce.
E adesso?.
Adesso facciamo quello per cui siamo usciti di qui, pensiamo a Sophia. Caspar chiese a
Schadeck di consegnargli una flebo e lui obbed controvoglia.
Tieni, ti servono anche questi. Tom tir fuori dalla tasca una siringa e un ago sigillato e li
gett sul tavolo.
Caspar li prese e si diresse al camino.
Yasmin, seduta a gambe incrociate sul pavimento davanti a Sophia, le accarezzava una
mano.
Lo sguardo di Caspar cadde sulle strisce di nastro adesivo usate per fissare le ghirlande di
luci alla mensola. N e stacc due e chiese a Yasmin di allontanare la sedia a rotelle dal
fuoco, poi sollev con una certa difficolt la manica di Sophia scoprendole il braccio. La
dottoressa sembr non accorgersi di nulla.
Dovremmo aiutare Sybille disse Yasrnin con un tono a met tra l'interrogativo e il
perentorio, mentre lui batteva un dito sull'incavo del gomito di Sophia. Forse potremmo
riuscire a liberarla.
Ho paura che sia troppo tardi intervenne Tom. Ora la sua voce era decisamente pi
gentile.
Caspar ud uno "Yazzie" non espresso a parole alla fine della frase. Applic l'ago alla
siringa e lo infil senza riflettere nella vena ben visibile di Sophia.
L'ho gi fatto davvero Prima che andasse via la luce ho dato un' occhiata nel ripostiglio
spieg Schadeck. Non ho trovato un bello spettacolo. Penso le abbia spezzato l'osso del
collo. Sybille ...  morta? gemette Yasrnin arretrando di un passo.
N o, non credo li contraddisse Caspar senza alzare gli occhi. Aveva estratto la siringa e
attaccato la cannula della flebo. Per l'intera durata dell'operazione Sophia non aveva
mostrato reazioni.
Perch uccidere e portare via i corpi?
Perch non ha lasciato Linus, RaBfeld e Sybille dov'erano?.
Caspar si fece dare un fazzoletto di carta da Yasmin, lo pieg pi volte e lo ferm sull' ago
con il nastro adesivo.
E che cazzo ne so?. L'aggressivit dell'infermiere divamp di nuovo. Forse  un
fottutissimo collezionista di cadaveri.
No, penso sia uno che ama il rischio. Per questo lascia i foglietti con gli indovinelli e ha
preso il dittafono. Caspar sollev la testa. Sta giocando con noi. E la posta  Sophia.
Okay, allora lasciamogliela. Schadeck alz le mani. Ehi, scherzavo. Il suo sorriso era
stranamente sincero, tradiva addirittura un' ombra di malinconia. Tom continu a stupirlo
offrendosi di tenere la flebo, da cui le prime gocce di soluzione elettrolitica stavano gi
rotolando come biglie nei vasi sanguigni di Sophia.
Grazie. Caspar gli consegn la flebo e si spost a capotavola.
Allora, riassumendo: non conosciamo il movente del Ladro di anime, non sappiamo in
che modo riesca a mandare in coma le sue vittime e nemmeno perch abbia preso di mira
proprio Sophia. Poi ci sono RaBfeld, Linus, la Patzwalk e Mr.
Ed: dove li ha portati? Sono vivi, sono morti?. Bachmann inspir rumorosamente, ma
Caspar prosegu.
Tutte domande che non hanno una risposta, per non dobbiamo mettere a repentaglio la
nostra vita per trovarla.
D'ora in avanti dobbiamo restare uniti e cercare di aiutare Sophia.
Mentre parlava a un tratto ebbe la sensazione che una freccia gli trafiggesse il petto.
Poi cap con spaventosa chiarezza che quel dolore lancinante era stato provocato da un
pensiero improvviso: e se il Ladro di anime non puntasse affatto a Sophia ma a lui? Se
volesse solo impedire a Sophia di rivelargli cosa aveva scoperto su di lui e su sua figlia?
Si sforz di non lasciar trasparire il proprio stato d'animo e continu a parlare.
Come tutti noi, anche la dottoressa Dorn deve resistere solo per le prossime ore, finch
non arrivano i soccorsi. Inoltre  il nostro passaporto per la libert. Conosce il codice .
... Il codice della mia identit.
E vuole direi qualcosa.
"Prima devo verificare".
Forse riusciamo a capire cosa prima che ... .
Si blocc a met frase, abbass gli occhi sui piedi scalzi e si meravigli nell' accorgersi
che stava sudando, nonostante indossasse solo i leggeri pantaloni del pigiama e una
T-shirt a maniche corte.
Si tocc la fronte per sentire se aveva la febbre, pur sapendo che non si trattava di un
raffreddore e che la responsabilit di quell' attacco di sudore andava attribuita a un'unica
parola. Una parola che aveva udito poco prima ma comprendeva solo ora.
Cos'ha? sent domandare al custode.
lo ... pu ripetere per favore?. Il suo sguardo and da Schadeck: a Bachmann e si pos
sullo scaffale dietro la sedia: a rotelle di Sophia.
Le ho chiesto cos'ha.
No, no. Prima. Cos'ha detto la dottoressa Dorn mentre eravamo fuori?.
La solita parola, sempre che sia una parola.
No, non era la solita.
Me la dica lo stesso, per favore.
Sopor, ma cosa ...  Dio mio. Caspar non sapeva di chi avesse pi paura in quel
momento, se del ladro di anime o di se stesso. Di colpo aveva capito quello che Sophia
stava cercando di dire.
Ore 01:49
La scala a pioli scricchiol sotto il peso di Caspar. Probabilmente erano anni che nessuno
la usava, dato che i libri sugli scaffali pi alti avevano solo una funzione decorativa. E
nemmeno a lui sarebbe venuto in mente di cercar vi testi di medicina se Bachrnann non gli
avesse detto che RaBfeld metteva l quelli che non consultava.
E ora cosa ti prende? chiese Schadeck.
Era accanto a Yasmin, intento a infilare un attizzatoio nel poggiatesta della sedia a rotelle
per potervi appendere la flebo.
Non ne sono ancora sicuro, ma ...  rispose Caspar senza voltarsi. Poi prese il terzultimo
volume dell' enciclopedia medica dallo scaffale subito sotto il soffitto e lo sfogli fino alla
lettera P.
Pochi secondi dopo trov la voce che cercava. Allora  vero.
Cosa?.
La dottoressa Dorn  una psichiatra, conosce la propria diagnosi.
E sarebbe?.
Bachmann guard Caspar con espressione interrogativa e Schadeck smise di armeggiare
con l'asta improvvisata per la flebo.
Caspar si gir di profilo sulla scala con il libro aperto sul braccio e lesse: "Paralisi nel
sonno, un' atroce variante della riduzione quantitativa della percezione. I soggetti che ne
sono colpiti restano intrappolati in un limbo a met tra il sonno e la veglia, dal quale
possono essere liberati solo per mezzo di forti sollecitazioni, generalmente negative, come
stimoli dolorosi, contrazioni violente, grida eccetera".
Caspar sollev la testa e cit l'ultima riga del paragrafo senza guardarlo: "Questo
disturbo  conosciuto anche con la denominazione sopor, il termine latino che indica ... "
esit " .. .la letargia".
Letargia? domand Bachmann incredulo. Significa che dobbiamo semplicemente
svegliarla?.
Schadeck scoppi in una risata sarcastica, ma Caspar annu. Poi si sporse
pericolosamente verso destra per tirare fuori un altro libro dallo scaffale. Il formato
allungato ricordava quello di un grosso atlante. Fondamenti di neuropsicologia umana, II
edizione spiccava a lettere nere sulla copertina arancio. Il volume era troppo ingombrante
perch Caspar potesse aprirlo stando in equilibrio sulla scala, cos scese e lo appoggi sul
tavolo davanti al cibo in scatola. Dopo aver consultato rapidamente l'indice, and a pagina
502 e batt il dito sull'ultimo paragrafo: "La paralisi nel sonno  una paralisi reversibile
che si manifesta nella fase di transizione tra il sonno e la veglia. Di solito  di breve durata,
tuttavia in alcuni casi si pu protrarre fino a venti minuti. Quasi una persona su due ha
sofferto almeno una volta di paralisi nel sonno".
 capitato anche a me esclam Yasmin agitata.  una sensazione orribile. Una volta
ho sognato che c'era un uomo in camera mia. Sapevo che sarebbe sparito appena mi
fossi svegliata, ma non riuscivo ad aprire gli occhi. Non potevo muovermi e per svegliarmi
ho dovuto gridare.
E cos facendo si  liberata dalla paralisi nel sonno concord Caspar.
Mi state prendendo tutti per il culo? chiese Schadeck guardando Sophia. Non era
riuscito a fissare la flebo all'attizzatoio, quindi aveva spinto la sedia a rotelle vicino al
tavolo e mollato la sacca a Yasmin. Venti minuti? Per la nostra dottoressa sono passati
da un pezzo.
 vero. E per questo ora sappiamo cosa fa il Ladro di anime alle sue vittime.
Eh?.
Induce la letargia. Non ho la minima idea di come faccia, ma Bruck deve aver escogitato
un metodo per prolungare lo stato di paralisi nel sonno. Sophia  intrappolata nel sonno
eterno dell' orrore, se vogliamo metterla cos.  questo che ha cercato di direi fin
dall'inizio.
Tom aggrott la fronte scettico, si pass la mano tra i capelli ingelatinati, li lisci di nuovo e
fece schioccare sprezzante la lingua.
Okay, Mr. Sherlock Holmes, allora spiegami un'altra cosa.
Caspar si irrigid in attesa della domanda che sarebbe arrivata e di cui non conosceva la
risposta.
Non ancora Come fai a sapere tutte queste cose?
Come mai sei un esperto di pronto soccorso, sei capace di mettere una flebo alla nostra
bella dottoressa e ora citi a memoria manuali di psichiatria?.
Non lo so. Adesso fu Caspar ad alzare le mani. Forse sono un medico, un farmacista o
uno psicologo. Lo hai detto tu stesso, magari siamo colleghi, oppure sono semplicemente
stato attento al corso di pronto soccorso. Vorrei tanto saperlo anch'io.
Ma certo, nasconditi dietro la scusa dell'amnesia. Non ti credo. Tom si rivolse a
Bachmann. Quando  arrivato in clinica?.
Il custode si gratt pensieroso le basette.
Una decina di giorni fa, mi sembra.
E quando si sono interrotti gli omicidi del Ladro di anime?  Cosa vorresti insinuare?.
Caspar chiuse il libro e scatt in piedi furibondo.
Tu hai portato qui quel pazzo, tu sei andato a sbattere con l'ambulanza contro la
centralina e tu ci hai impedito di chiamare i soccorsi.
Caspar sottoline ogni "tu" con un movimento marcato del braccio, simile a un arbitro sul
ring che conta i secondi al pugile al tappeto. Ma i suoi attacchi verbali sembrarono
rimbalzare a dosso a Schadeck, che non batt ciglio. Bachmann per si sent ugualmente
in dovere di separare i due contendenti e si intromise.
Ehi, ehi, ehi ...  disse ansimando. Non serve a nulla fare cos. Dobbiamo restare uniti.
E fidarci l'uno dell'altro.
Fidarsi? Caspar non pot fare a meno di pensare a quando Linus gli aveva mostrato il
tubo del serbatoio manomesso e Bachmann era sbucato all'improvviso da dietro lo
spartineve.
Non mi fido di nessuno, pens. Non li conosco. Non conosco nemmeno me stesso Si
rimise seduto, serr con entrambe le mani le ginocchia tremanti e fiss il giornale lasciato
aperto da Bachrnann .
Mentre Schadeck e il custode continuavano a discutere alle sue spalle, le lettere iniziarono
a confondersi davanti ai suoi occhi. Non voleva ascoltare, n parlare o leggere.
A un tratto si sent infinitamente stanco, avvert l'urgente bisogno di spegnere il cervello,
metterlo in stand-by e fare una pausa prima di provare a riavviarlo in quella follia.
Si costrinse a non pensare e per un attimo sembr funzionasse, poi per commise l'errore
di chiudere gli occhi.
E dato che aveva guardato troppo a lungo la foto della seconda vittima su quel giornale,
l'immagine della maestra gli si impresse sulla retina e il relax fin. Questa volta ud anche il
cigolio stridulo dei binari, dopo di che il fumo acre della locomotiva torn a riempirgli il
naso.
Apr gli occhi e il treno dei ricordi arriv.
Eco  sempre stata una bambina molto tranquilla. Troppo tranquilla. Non mi dava
preoccupazioni e la cosa ha cominciato a preoccuparmi, se capisce cosa intendo.
S, certo Lui fiss l'orlo color ruggine nella tazza vuota e rifiut altro t.
Ecco. La donna apr un sottile album plastificato che doveva aver messo a portata di
mano sul tavolino appositamente per quella visita. Dalla pagina che gli mostr spuntava
addirittura un pezzetto di carta.
 Vede? Tutti gli altri ridono, lei invece non guarda nemmeno l'obiettivo .
La donna ruot l'annuario perch lui potesse vedere meglio, ma non era necessario.
Conosceva la bambina con i riccioli biondi e l'apparecchio ai denti. Aveva una sua foto, la
teneva nel portafoglio. Una fototessera, e non sorrideva nemmeno in quella Chiuse gli
occhi. L'immagine della figlia gli procur una nostalgia tanto forte da str male  tutto a
posto? domand la donna, e le sue labbra si contrassero incerte. Lui non rispose e
osserv di nuovo la foto di gruppo nell'annuario, che ritraeva anche lei. Era di lato e
indossava un paio di jeans aderenti, infilati negli stivali neri che le arrivavano al ginocchio.
Accanto alla sua testa era sospeso un asterisco.
Lui scorse la pagina, trov un altro asterisco e lesse la nota stampata a caratteri piccoli.
Katja Adesi, maestra della 5a,WaldGrundschule, Berlino.
Qualcosa non va?.
No,  solo che ...  Cerc il fazzoletto nella tasca dei calzoni e sfior il biglietto
spiegazzato che aveva timbrato alla stazione di Amburgo quel giorno stesso. Avrebbe
voluto fare alla maestra tutte le domande che lo tormentavano: quando se ne  accorta?
Quanti disegni come questo ha fatto la bambina? Ci sono altri segnali?
Ora credo sia meglio che se ne vada.
Katja Adesi si alz.
Ho gi detto anche troppo. Non voglio denunciare nessuno, sa? Forse vedo fantasmi
dove non ci sono, Lo squadr quasi con compassione e si strinse nelle spalle. Mi
dispiace.
Lui si rese conto che non aveva la forza di muovere la lingua per articolare neanche una
delle sue domande.
Mi ha sentito?, La donna non sorrideva pi. Toc toc, c' nessuno?, I lineamenti
regolari della maestra si deformarono e Caspar trasal quasi disgustato quando anche la
sua voce cambi bruscamente.
Ore 01:58
Pronto? Dico a te, Psycho ... , Caspar apr gli occhi e di colpo si ritrov catapultato nella
realt. Schadeck gli si era parato davanti minaccioso. E ora cosa c'? chiese ironico.
Ti sei ricordato di essere Napoleone o una star del cinema?.
Lascialo in pace una buona volta, Tom intervenne Yasmin prendendo le parti di Caspar
prima che lui avesse il tempo di rispondere. Pensi sia tutta scena? Era privo di
conoscenza, lo vuoi capire?
Caspar  un paziente!.
Si rigir l'anello intorno al pollice, nervosa, e si scost da Schadeck. Subito dopo sembr
ricordarsi dei suoi doveri di' infermiera e spinse con cautela la sedia a rotelle di Sophia
davanti al camino.
Caspar la segu, sentendo gli occhi infuriati di Schadeck conficcati nella schiena.
Come sta? domand a voce bassa.
Non troppo bene, come vede.
In effetti. Caspar si domand quanto fosse rimasto assorto nei propri pensieri perch
Sophia potesse ridursi in quello stato.
Ora il suo respiro regolare sembrava l'ansimare di un cane asmatico. Di tanto in tanto
tossiva, facendo barcollare pericolosamente la flebo che alla fine erano riusciti a fissare all'
attizzatoio.
Aveva le mani gelide e il polso troppo debole.
Il fuoco si sta spegnendo osserv Schadeck. Si alz prendendo la sacca di viveri della
cuoca. Tir fuori una bottiglietta mignon, svit il tappo e vers il contenuto nel camino, poi
gett un ciocco di legno di betulla tra le fiamme che erano divampate.
Tieni, ti far bene scaldarti un po' disse guardando i piedi scalzi di Caspar. Gli allung la
bottiglietta, in cui era rimasto un sorso di liquore.
No, grazie. Non bevo. Caspar si meravigli del brutto presentimento che cal su di lui
come un principio di depressione. Lo attribu alle condizioni di Sophia.
Per dovresti sentenzi Schadeck,le mani ancora affondate nella sacca. Il turno di
mattina arriver tra cinque ore, e con questa roba ...  prese un'altra bottiglietta di brandy
magari l'attesa diventa pi sopportabile.
Cinque ore?
Maledizione, erano troppe. Il tempo stillava goccia a goccia con la lentezza del vetro
liquido, invece la spirale mortale della letargia che avvolgeva la dottoressa sembrava
inarrestabile. Vanessa Strassmann era morta dopo settimane, ma chi poteva dire quanto
Sophia si fosse gi smarrita in se stessa, quanto le mancasse per raggiungere il punto di
non ritorno, superato il quale non si sarebbe pi liberata dalla prigione del proprio corpo?
A quel punto ci che sapeva della figlia di Caspar sarebbe rimasto sepolto dentro di lei.
Ehi, e quello cos'?.
Schadeck lasci cadere la sacca. Caspar sollev la testa e per la prima volta vide un'
ombra di paura negli occhi di Tom.
Riluttante, lasci la mano di Sophia e si alz.
Posso dare un'occhiata?.
Schadeck gli consegn il pezzetto di carta.
Credo sia un altro saluto da parte del nostro Ladro di anime.
L'infermiere aveva parlato con un filo di voce, rivolto pi a se stesso che ai compagni.
Dove lo hai trovato? domand Bachmann teso.
Qui dentro, tra i viveri spieg Tom.
Bruck deve avercelo messo subito dopo aver aggredito la cuoca.
Caspar annu.
Avrebbe un senso. E fedele al suo metodo: una vittima in cambio di un indovinello.
Gli tremavano le dita. Il biglietto era piegato esattamente come quelli che lo avevano
preceduto. Il Ladro di anime sembrava aver scelto la carta con l'intento di prendersi gioco
della sua ultima vittima. Era entrato nello studio di Sophia e aveva usato un foglio del suo
ricettario.
Le maiuscole quasi illeggibili non facevano pensare a nulla di buono sulla sua salute
mentale.
Cosa c' scritto? chiese impaziente il custode.
Non lo voglio sapere.Yasmin si tapp le orecchie con le mani e si volt dall' altra parte.
Caspar per apr il foglietto e lesse a voce alta il testo enigmatico: FINISHED FILES ARE
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OF YEARS OF SCIENTIFIC STUDY
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WITH THE EXPERIENCE OF YEARS
Eh?.
Schadeck brontol scocciato, invece la voce di Bachmann vibr di tensione.
E cosa vorrebbe dire?, Caspar alz lo sguardo, si sfreg un occhio con il palmo e fece
un respiro profondo.
Non ne ho idea disse, e abbass il biglietto. Ma so a chi possiamo chiederlo.
Ore 02:07
L'ascensore, installato nella villa in un secondo momento, era abbastanza grande da
trasportare un letto di ospedale, quindi vi entrarono tutti.
Caspar aveva insistito perch restassero insieme. Anche gli animali allo stato brado si
riunivano in branchi per non offrire il fianco agli attacchi dei predatori.
Per lo meno finch un esemplare con una caratteristica particolare non si distingueva dal
gruppo.
Caspar squadr i raggi cromati della sedia a rotelle e seppe quale sarebbe stata la prima
preda se non avessero protetto Sophia nascondendola in mezzo a loro.
A che corrisponde quello? chiese indicando un pulsante di ottone contrassegnato dal
numero due preceduto da un meno.
All'interrato rispose Bachmann. C' il laboratorio di RaBfeld. Non mi stupirei se Bruck
lo avesse scelto come nascondiglio .
Come mai? domand Caspar, e pigi il pulsante del quarto piano.
Per scendere laggi serve una chiave extra, e ce l'ha solo RaBfeld, vede?.
Mentre le porte dell'ascensore si chiudevano, Bachmann pigi il pulsante pi in basso, che
per si illumin solo per un attimo.
Non voglio salire n scendere si lament Yasmin appena l'ascensore si mise in
movimento con la sua consueta lentezza. L'ha detto anche lei che la cosa migliore 
rimanere in biblioteca.
Caspar sbuff. No, io ho detto solo che dobbiamo rimanere insieme. Per fortuna gli altri
non si ribellarono. Il custode perch, dopo il disastro con Sybille, era felice di non dover
pi prendere decisioni, e Tom perch preferiva agire, piuttosto che starsene con le mani in
mano chiuso in una possibile trappola. .
Probabilmente ha ragione lei, Yasmin, ma la conosce quella poesia sull'indecisione?
chiese all'infermiera.
Lei soffi per togliersi la frangetta dagli occhi e lo guard senza cap1re.
Dovrei?.
Fa cos: S?
No?
S?
No?
S?
No?
S? fece una brevissima pausa e concluse: Troppo tardi Yasmin lo fiss come se le
avesse sputato in faccia.
Voglio dire che mentre noi aspettiamo in biblioteca e guardiamo Sophia che continua a
peggiorare, il Ladro di anime si aggira indisturbato per la clinica e si procura delle armi.
Non parlo solo di bisturi, anestetici e scalpelli, par lo di detergenti al doro, formaldeide e
altre sostanze alcoliche con cui pu fabbricare molotov e stanarci con il fumo.
E a quel punto che facciamo? Nemmeno quella porta di legno spessa venti millimetri
potrebbe salvarci. Saremmo prigionieri in questo ospedale isolato.
L'ascensore super il terzo piano.
Forse Bruck ha in mente tutt'altro, per temo che, a differenza di noi, abbia un piano.
Quindi ci restano due possibilit: o scopriamo qual , o cerchiamo alla svelta un posto pi
sicuro.
"Ad esempio neuroradiologia" aveva proposto Bachmann poco prima che lasciassero la
biblioteca.
S, s, va bene sbott Yasmin esasperata. Ho capito, per ... .
L'ascensore si ferm con un sobbalzo e, quando le porte si aprirono, l'infermiera si
interruppe.
Quarto piano.
Contrariamente al piano terra, l i sensori di movimento funzionavano alla perfezione e la
luce si accese appena il primo del gruppo usc dalla cabina.
Bene, allora disse Caspar. Faremo come abbiamo stabilito: andiamo a prenderla e
torniamo subito di sotto.
Merda inve Schadeck, che era due passi avanti rispetto agli altri.
Cosa c'? chiese Bachmann, ma un attimo dopo lo vide da solo. E lo vide anche
Caspar.
La porta.
Oh no ... .
La porta della camera di Greta Karninsky era spalancata.
Ore 02:10
 morta?.
Non lo so.
Alla debole luce del corridoio riflessa dal soffitto spiovente verniciato di bianco, il viso della
figura immobile appariva cereo.
L'anziana signora era distesa al centro del letto, simile alle spoglie di un santo composte in
un reliquiario. Dal punto in cui si trovava, Caspar non riusciva a capire se la coperta si
muovesse o no.
Avanz con prudenza ed entr nella stanza, chiedendosi perch bisbigliassero.
Se il Ladro di anime aveva fatto del male a Gret, l'ultima cosa di cui dovevano
preoccuparsi era rispettare la sua privacy.
E quello cos' era? Le narici sottili, quasi diafane, della donna non erano forse state scosse
da un fremito?
Credo che ... .Yasmin parl a voce talmente bassa che Caspar non riusc ad afferrare
l'ultima parola. Del resto non fu necessario. Se ne era accorto anche lui.
Non c'erano dubbi. Greta Kaminsky aveva aperto gli occhi.
Che c'? domand, e l'abat-jour si accese. Parl con voce calma, priva del minimo
accenno di stanchezza, e se fu sorpresa nel vedere parte del personale e un degente
accanto al suo letto nel cuore della notte, lo nascose bene.
 successa una cosa attacc Caspar, riflettendo su come spiegare quella situazione
assurda a qualcuno che nel frattempo aveva dormito e non si era accorto di nulla. Si
vesta, deve venire subito con noi.
Chi lo dice?.
Lo sapr quando ... .
Sciocchezze, giovanotto tagli corto Greta. Lei mi piace, Caspar. Ha riparato il mio
televisore, ma non per questo la seguir in giro per la clinica alle due di mattina. Tanto
meno con un branco di estranei ,al seguito. Gett un' occhiata gelida a Tom.
Lei chi sarebbe, di grazia?.
Mi chiamo Tom Schadeck, sono un infermiere del pronto soccorso e ieri sera ho
trasportato qui un ferito. Il Ladro di anime.
Chi?.
Schadeck si spost di lato e Yasmin avvicin la sedia a rotelle alletto perch Greta
potesse vedere Sophia.
Dio mio!. L'anziana signora si copr la bocca con le mani.
Non  uno scherzo, vero? Non fa parte della mia cura per l'ansia?.
Purtroppo no. Caspar raccont di come Jonathan Bruck fosse fuggito dalla propria
camera e loro avessero abbassato le paratie dopo aver trovato Sophia nella vasca da
bagno. La mise al corrente della s,comparsa di RaBfeld, Linus, Sybille e Mr. Ed, e riusc
perfino a riassumerle a grandi linee la sua teoria della letargia.
E mi avete lasciata quass da sola per tutto questo tempo?. Greta salt gi dal letto con
un'agilit sorprendente per i suoi anni, dopo di che infil i piedi in un paio di pantofole con i
pompon rosa.
La sua camera era chiusa a chiave si giustific Caspar, chiedendosi nello stesso istante
come mai allora la porta fosse aperta.
Se il Ladro di anime si fosse preso la briga di forzarla, perch avrebbe dovuto risparmiare
Greta? La risposta arriv pi in fretta del previsto.
No, non lo era. Non sono venuta qui confess Yasmin avvilita.
Cosa? esclamarono insieme Bachmann e Caspar.
Avevo troppa paura. E. tu non hai il diritto di guardarmi cos disse sollevando il mento in
direzione di Bachmann hai sbagliato anche tu.
Piagnucolava come una bambina. Ero nella stanza di Linus e a un tratto qualcuno ha
dato un colpo alla paratia.
Indic la finestra buia. Dall'esterno!
C'era qualcuno sul balcone.
E ce lo dici solo ora? domand Caspar.
Ero spaventata a morte. Non ho avuto il coraggio di passare a controllare Greta e sono
tornata subito gi.
Ecco perch voleva restare in biblioteca Finiamola di perdere tempo a discutere ebbe la
faccia tosta di intervenire Schadeck cercando di calmare le acque, con ogni probabilit per
difendere la sua "Yazzie".
Greta indoss una vestaglia di seta e si mise le mani sui fianchi rotondi.
Va bene, ma se eravate convinti che qui fossi al sicuro, perch siete venuti a
prendermi?.
Caspar le allung i biglietti trovati sul corpo di Sophia e nella sacca di Sybille.
Abbiamo bisogno del suo aiuto.
Greta si avvicin al comodino e inforc gli occhiali con le stanghette rosicchiate.
"Anche se il nome mente,  la verit"?.
Esatto. Sophia lo stringeva tra le dita.
Forse risolvendo l'indovinello riusciremo a svegliarla.
Povera creatura gemette Greta guardando Sophia, poi scosse la testa con rammarico.
No, sar anche una patita di rebus, ma questa volta passo.
Schadeck batt le mani. Magnifico, altri venti minuti buttati nel nostro viaggio nella pazzia.
Ora per sbrighiamoci a nasconderei nell'interrato, prima 'che ... , Questo invece 
vecchio lo interruppe Greta, agitando il secondo pezzo di carta come salutasse con un
fazzoletto qualcuno su un treno in partenza.
Ah s?.
S. Una bazzecola, direbbe mio nipote.
Credo andasse di moda addirittura ai miei tempi.
E cosa significai.
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Caspar aveva letto l'indovinello talmente tante volte che lo aveva imparato a memoria.
Be', io non so l'inglese, ma per trovare la soluzione non  necessario.
Allora come si fa? chiese Bachmann.
Bisogna contare le F.
Contare le F?.
S, la lettera E Quante volte compare nel testo?.
Tre rispose Schadeck annoiato. Aveva tolto il biglietto di mano a Greta e lo lesse di
nuovo.
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Pass il foglio a Bachmann e poi a Caspar.
lo ne vedo quattro disse Caspar riconsegnandolo a Greta quando Yasmin lo rifiut con
un gesto della mano.
Quindi rientrate nel dieci per cento.  un test di intelligenza. La massa ...  e fulmin Tom
con una seconda occhiataccia da sopra gli occhiali  ... vale a dire i comuni mortali, ne
vede tre.
Pochi, come lei, Caspar, quattro. Ma in realt sono sei.
Sei?  ridicolo, e dove sono?. Tom scoppi a ridere.
Greta gli rese il biglietto con espressione trionfante.
N ella preposizione" of" , che a lei, come a tanti altri,  sfuggita.
Caspar rilesse il testo da sopra la spalla di Schadeck, e a un tratto le sei F gli saltarono
agli occhi come luci intermittenti.
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Non  possibile mormor Tom ..
S, invece. Il cervello umano pensa per immagini. Non riuscendo ad associare nessuna
immagine alla preposizione" of", semplicemente la ignoriamo anche se  sotto i nostri
occhi.
Caspar scosse la testa allibito, e per un attimo si chiese se Greta parlasse dell'indovinello
o dei suoi ricordi.
Sei F?. Tom non sembrava ancora convinto e cont di nuovo le lettere.
Okay; e cosa vorrebbe dire?.
Be', gente, anch'io ne ho viste solo tre, ma in via del tutto eccezionale credo di conoscere
la risposta. Bachmann tir fuori dalla tasca della tuta il grosso mazzo di chiavi che aveva
in dotazione e pass in rassegna un gran numero di targhette di plastica.
Ecco disse, prendendone una verde.
Questa  la chiave della stanza 6F.
6F? ripet Yasmin incredula. Non ne ho mai sentito parlare. La villa ha solo quattro
piani. Che stanza ?.
Be',  una cosa tra me e RaBfeld. 6F sta per "six feet". Sembrer strano, ma RaBfeld ha
senso dell'umorismo: Six feet under. Nell'interrato. Poi, accorgendosi che gli altri,
continuavano a non capire, concluse:  la chiave di patologia.
Ore 02:16
La sala li accolse con l'atmosfera di un mattatoio in disuso. RaBfeld aveva sezionato solo
raramente cavie con i suoi studenti, tuttavia Caspar ebbe la sensazione che le pareti
stesse del laboratorio trasudassero seghe chirurgiche, spatole, divaricatori e scalpelli. Gli
torn in mente "L'anima ferita dello spazio", una frase che aveva letto in una rivista medica
a carattere divulgativo. Quella la ricordava ancora. Superflue nozioni di Feng Shui invece
di utili informazioni sulla sua vera identit.
Si sentiva spaccato in due. Era come un bambino che non sa in quale strada abitano i
genitori, per per qualche arcano motivo  capace di dissertare sull' energia negativa. Sui
sostenitori della tesi che le esperienze traumatiche non lascino una traccia solo nella
psiche degli esseri viventi, ma anche nella materia inanimata che li circonda. L'impronta
invisibile del male, che si avverte non appena si mette piede in un pronto soccorso o sulla
scena di un crimine. Un'impronta che genera ci che gli esoterici chiamano aura e i realisti
atmosfera, e che in base alla sensibilit dell'osservatore provoca angoscia o paura, o fa
venire la pelle d'oca. La maggior parte delle persone presenti nella stanza sembr provare
tutte queste sensazioni insieme. Perfino . Sophia respirava pi velocemente, quasi a
singhiozzo, anche se il suo sguardo vuoto, apatico non era cambiato ..
Quando morir, spero proprio di non finire qui sussurr Yasmin, e sistem la sedia a
rotelle accanto al lavamani all' estremit del tavolo anatomico. Con un po' di fantasia, alla
penombra della luce di emergenza la stanza lunga e stretta poteva essere scambiata per
una cucina futuristica, con il grigio pavimento in pietra, le piastrelle bianche e la lucida
isola in alluminio al centro. Solo che la cappa in realt era un riflettore alogeno e le celle
frigorifere cromate non servivano per conservare generi alimentari ma pezzi di corpi
umani.
Bachmann accese i lampadari a campana, e la luce rese l'ambiente ancora pi
angosciante.
Cosa siamo venuti a cercare qui? domand Schadeck.
Un nuovo indizio.
Caspar controll se sul pavimento ci fossero macchie di sangue. Per, al contrario di
quanto aveva fatto in radiologia, l il Ladro di anime sembrava non aver lasciato tracce. A
cosa vi serve un obitorio in una clinica privata? chiese Schadeck.
Credo debba esserci per legge. Ogni ospedale deve essere attrezzato nel caso muoia un
paziente. Bachmann si gratt pensieroso la testa pelata.
Ma non  mai capitato.
Fino a oggi, pens Caspar.
E addirittura nove celle frigorifere?
Cavolo, sono pi delle stanze. Tom si batt un dito sulla fronte.
RaBfeld ha una specializzazione in autopsia virtuale dichiar Bachmann, e sembr
soddisfatto che Schadeck non conoscesse quella espressione.
Per sezionare un cadavere serve un' autorizzazione giudiziaria o il consenso dei parenti
spieg. Molti non vogliono che un familiare venga deturpato, quindi di solito si fa una
risonanza. Purtroppo per per scansionare da cima a fondo un corpo ci vogliono parecchie
ore, spesso una notte intera, e i tomografi standard non sono programmati per restare in
funzione cos a lungo. Inoltre di solito gli ospedali preferiscono affidare a terzi questo
genere di esami anche per via del rumore, e RaBfeld ha capito che con l'autopsia virtuale
si poteva guadagnare bene. A volte le celle sono tutte piene.
Bum!
Caspar trasal e si volt verso la parete alle sue spalle. Greta Kaminsky stava aprendo
una cella.
Maledizione, cosa fa? chiese l'infermiere, a sua volta spaventato a morte.
Tu che dici, giovanotto?.
Greta estrasse un carrello vuoto.
Ve ne state l impalati a bisbigliare, neanche fossimo in chiesa. Qui non si tratta di
rispetto per i morti, la verit  che ve la fate sotto. Se il Ladro di anime ci ha lasciato un
indizio, sar sicuramente in uno di questi cos.
Bum!
Greta aveva rimesso a posto il carrello ed era passata alla cella successiva.
L'infermiere fece una risata asciutta.
Non ha detto di essere in cura per l'ansia? domand agli altri aggrottando la fronte.
Le voglio anch'io quelle pillole comment Bachmann. Caspar, al pari di Yasmin, dovette
sorridere suo malgrado.
Si accorse che reagivano alla tensione cercando di sdrammatizzare facendo battute.
Bum!
Nulla neanche qui. Greta aveva sbattuto il terzo dei nove sportelli. E i compagni
trasalirono ancora, adesso per a causa di un rumore nuovo, diverso, che proveniva dalla
parete davanti a loro.
Caspar fu il primo a riprendersi.
Cos' ? domand indicando la scatola di plastica quadrata che a prima vista avevano
scambiato per un portaghiaccio.
Un'altra cella frigorifera rispose Bachmann.
Lo vedo, intendevo il rumore.
Caspar super il tavolo anatomico e attravers lentamente la stanza.
Il refrigerante. Bachmann sorrise sforzandosi di minimizzare.
Sembra di sentire un tosaerba, lo so.
Quell' affare  vecchiotto. Pensavo non funzionasse nemmeno pi, RaBfeld non lo usa
mai.
Ah!.
Incuriosito, Schadeck aveva seguito Caspar.
Allora perch  attaccato alla presa di corrente?.
Caspar appoggi le mani sul coperchio. Il contenitore si apr e un vapore freddo si sollev
dagli angoli. Si tapp istintivamente la bocca con la mano.
Troppo tardi. Il puzzo gli era gi penetrato nel cervello prendendo una scorciatoia: il naso.
Toss e gli lacrimarono gli occhi, non per colpa dei gas dolciastri ma di ci che vide.
Allora? incalz l'infermiere con voce nasale. Fece un passo avanti, con due dita
premute sulle narici.
E quello cos'? domand. La sua voce tradiva lo stesso orrore che aveva assalito
Caspar.
L'interno del contenitore non era illuminato, cos non riusc a distinguere se il corpo
dissanguato avesse ancora tutti gli arti. Una cosa per l'aveva vista chiaramente, prima
che anche Yasmin e Bachmann si avvicinassero: qualcuno aveva fatto lo scalpo al cane
senza un occhio.
Ore 02:18
Mr. Ed gemette Yasmin.
Lo aveva pensato anche Caspar, vergognandosi perch la vista della creatura seviziata lo
aveva lasciato del tutto indifferente. Forse  solo un randagio. Forse non  il cane che
conosco io, cercava di tranquillizzarlo la sua coscienza. Forse aveva reagito in quel modo
perch si era aspettato di trovare qualcosa di gran lunga peggiore.
No, non  questo.
Lo tiriamo fuori? domand Bachmann esitante.
Non torna.
Il Ladro di anime gli ha amputato le zampe, vero?. Yasmin non riusciva a togliere gli
occhi dai resti del cane, . nemmeno i vapori nauseanti che uscivano dal contenitore
sembravano disturbarla.
Arriv addirittura a sporgersi sul contenitore per vedere meglio, tanto che Caspar dovette
spostarsi per farle spazio, cosa di cui le fu grato.
Gi, Mr. Ed  stato scotennato dall' orecchio destro e non ha pi le zampe.
Santo cielo, chi pu essere cos malato da fare una cosa simile?.
RaBfeld annunci Bachmann, e con ribrezzo dell'infermiera prese un osso a forma di
mestolo.
Guardate.
Yasmin e Tom fissarono il custode con occhi sgranati.
 l'anca del cane. L'ha segata RaBfeld, ma non c' nulla di malato. Questo infatti ... .
Caspar annu. Cominciava a capire. Ecco perch era rimasto cos calmo. Ecco perch non
aveva sofferto per la morte di Mr. Ed. Perch quello ...
 ... non  Mr. Ed. Come ho gi detto, ogni tanto RaBfeld lavorava qui con i suoi studenti.
Questa  una cavia. Bachmann gett l'osso nel contenitore e chiuse il coperchio.
 stato investito da un'auto, ce lo ha consegnato il veterinario.
E tu come fai a esserne cos sicuro?.
Togliti quella parrucca rossa dagli occhi e guardalo bene, Yasmin. Mr. Ed era un
bastardo, questo  un labrador. E il puzzo che senti  di formalina. Il cane  immerso nella
soluzione ed  completamente dissanguato, tutti i suoi fluidi corporei sono stati sostituiti. Il
Ladro di anime non ce l'avrebbe mai fatta in cos poco tempo, nemmeno se fosse un
imbalsamatore.
Ma ... ma ...  balbett' Yasrnin. Allora cosa vuole dirci?.
Un bel niente. Non capisci, vuole ...   ... ucciderei concluse Greta all' altro lato della
stanza con una voce che non sembrava la sua. Ora fu lei a sussurrare.
Tutti si voltarono. Nessuno parl. Non fu necessario.
La nona cella rivel cosa aveva tenuto occupata l'anziana signora mentre loro discutevano
della cavia.
 ... voglio dire,  lui? domand indicando verso il basso. AVf;va perso il suo coraggio.
All'improvviso rughe profonde le solcarono la fronte, e alla luce impietosa la sua pelle
aveva assunto un colorito verdastro. Caspar temette che vomitasse. Tuttavia, non appena
le si avvicin, rettific i propri timori.
Probabilmente Greta avrebbe tenuto duro, ma non era sicuro di riuscite a fare altrettanto.
Deglut per sbarrare la strada al misero contenuto del suo stomaco che gli era gi salito
nell' esofago. Poi guard di nuovo. Guard la testa che sporgeva dal ripiano pi basso.
S,  lui.
Da vivo RaBfeld non era un bell'uomo. Da morto era un mostro.
Ore 02:20
Sembrava dovesse ancora morire. Quasi avesse aspettato che loro aprissero finalmente
la cella e fossero testimoni del suo ultimo respiro. Aveva il collo teso all'indietro, come un
bambino che segua con gli occhi il volo di un aereo in cielo.
RaBfeld gridava. Non con la bocca, da cui la punta della lingua violacea minacciava di
scivolare fuori da un momento all'altro.
Gridava con gli occhi senza vita, spalancati, fuori dalle orbite. Un urlo muto, eppure cos
assordante che Caspar non riusc pi a sentire le voci concitate intorno a lui. Faticava a
capire perfino i propri pensieri.
Guance gonfie, pelle bluastra, segni scuri intorno alla gola - il Ladro di anime doveva
averlo ucciso subito. Di solito sui cadaveri le prime ecchimosi comparivano nei punti in cui
il sangue si era accumulato pi in fretta. Non sul viso, ma sulla schiena o sul posteriore,
cio sulle parti coperte dalla vestaglia che RaBfeld doveva essersi infilato immediatamente
dopo aver sentito il trambusto in camera di Bruck.
Caspar abbass con un dito le palpebre del direttore della clinica. Non tanto per un senso
di rispetto, quanto piuttosto perch istintivamente volle valutare i primi segni del rigor
mortis.
Come faccio a saperlo? Come faccio a sapere che gli ematomi sono visibili gi trenta
minuti dopo il decesso, mentre la rigidit cadaverica si manifesta solo dopo una o due ore
e inizia dagli occhi?
Non riusc a darsi una risposta. Di una cosa per prese dolorosamente atto nell'istante in
cui alle sue spalle Yasmin tir un calcio alla vetrina degli strumenti e Bachmann incroci
sbigottito le braccia dietro la testa: una parte di lui era felice, quasi riconoscente per quell'
orrore.
Perch era un diversivo. Per quanto raccapricciante fosse quella scena, gli permetteva di
non misurarsi con qualcosa di ben pi terribile. Se stesso.
Torno subito, tesoro. E dopo andr tutto bene. Sar tutto come prima. Non ti preoccupare,
piccola, d'accordo? Ho fatto un errore, ma ti porter fuori da qui e poi...
Gli brontol lo stomaco, e non riusc a stabilire se fosse nausea o il suo vero io che
scalpitava per avere la parola.
Posso? chiese Bachmann al suo fianco con il tono di chi ha gi fatto pi volte quella
domanda.
Caspar si spost. Si sforz di concentrarsi su quanto dicevano gli altri, ma non ne fu
capace. Fiss il cadavere di RaBfeld, e i suoi pensieri diventarono sempre pi confusi.
E se fossi solo un messaggero? Un cavallo di Troia con un carico mortale che aspetta
l'occasione per saltare fuori?
Di colpo l'inspiegabile amnesia che lo aveva condotto proprio davanti alla porta di quella
clinica psichiatrica iso lata dalla neve e il fatto che avesse visto spesso il viso del Ladro di
anime in sogno gli apparvero come i due parametri di un' equazione a tre incognite, che
non sapeva risolvere perch il suo cervello traumatizzato indirizzava costantemente i suoi
pensieri su un binario morto che portava a sua figlia.
Cosa ho fatto?
 morto soffocato diagnostic Schadeck. La sua voce raggiunse Caspar come
attraverso un muro spesso.
Annu. L'infermiere aveva ragione. Il volto tumefatto di RaBfeld non dipendeva dai gas
sprigionati durante il processo di decomposizione, il corpo era conservato in un ambiente
troppo freddo. Tutto faceva pensare che il professore fosse privo di sensi quando il Ladro
di anime lo aveva infilato nella cella frigorifera a chiusura ermetica.
Caspar stava per controllare di nuovo lo stadio del rigor mortis, quando il rantolo inizi.
Dietro di lui. Si volt molto lentamente, convinto di essere in trappola.
Il rumore infatti era uguale al respiro acquoso del loro cacciatore, al gorgoglio causato
dalla ferita al collo. Tuttavia, con suo grande sollievo, non proveniva da Jonathan Bruck
che li coglieva alle spalle, ma da Sophia che si contorceva sulla sedia a rotelle.
Oh, merda gemette Yasmin mentre indietreggiava di un passo.
Cos'ha? domand Greta e, dimostrando maggiore presenza di spirito dei compagni, si
avvicin a Sophia e le asciug con un fazzoletto la saliva che le colava dall' ango lo della
bocca.
Deve aver deglutito ment Caspar, e di proposito tenne per s la definizione dell'
enciclopedia medica che per qualche inspiegabile ragione avrebbe potuto recitare a
memoria.
Crepitio respiratorio. Espressione usata in ambito medico per indicare le variazioni nella
respirazione che si manifestano quando il paziente non  pi in grado di controllare la
deglutizione.
Esse annunciano il graduale arresto delle funzioni vitali.
In media durano cinquantasette ore, e di norma sono talmente angoscianti per gli altri
degenti da dover isolare il moribondo.
Devo essere un medico, pens per la prima volta, sorpreso che quella prospettiva fosse
cos sgradevole da fargli venire i brividi.
Cosa ci sarebbe di grave?
Ci avrebbe spiegato le sue conoscenze e la familiarit con il dittafono, che probabilmente
usava per registrare le sedute dei pazienti.
Per questo, quando dovette distogliere gli occhi da Sophia perch non sopportava di
vederla in quelle condizioni, gli passarono per la testa espressioni come "rigidit
catatoni-ca","coma vigile" e "sindrome locked-in".
Insomma, cosa ci sarebbe di tanto grave?
Credo voglia direi qualcosa comment, senza sapere se lo diceva solo per liberarsi dall'
ondata di pensieri che lo aveva travolto. Nel frattempo si era avvicinato alla sedia a rotelle,
Bachmann e Schadeck invece erano rimasti davanti alla cella frigorifera con il cadavere di
RaBfeld. Li guard per un istante.
Il custode stava sollevando, con espressione nauseata e la fronte imperlata di sudore, il
corpo del primario perch Tom potesse controllare la schiena.
Nel caso ci fosse un altro biglietto.
Si volt, ma la vista che gli si offr non era meno scon volgente. La bocca di Sophia si
apriva e si chiudeva di scatto e dalle labbra spunt una piccola bolla di saliva. Poi la lingua
guizz e ruppe quel bozzolo.
Soporrrrrr farfugli, gli occhi sbarrati, arrotando la R quasi come Greta.
Povera bambina mormor la vecchia signora con voce rotta. Povera bambina.
Avete trovato qualcosa? domand Caspar senza girarsi. Aveva un nodo in gola.
Un indovinello?.
S.
No rispose Tom. Le mani sono vuote, e il pigiama e la vestaglia non hanno tasche.
Non c' niente nemmeno addosso.
Okay.
Caspar arretr, lo sguardo fisso sulle labbra socchiuse di Sophia, sulla lingua che saettava
in modo incontrollato.
E anche se la domanda che stava per fare lo disgustava, la fece lo stesso: Avete cercato
anche in bocca?.
Ore 02:22
All'inizio avevano esitato,incerti su chi dovesse assumersi lo spiacevole incarico.
Alla fine era stato Caspar a prendere un paio di guanti da chirurgo da una scatola di
cartone, infilarseli e aprire con dita esitanti le mascelle irrigidite. Dopo di che tutto si era
svolto con estrema rapidit.
Il pezzetto di carta piegato in due spiccava sulla sua lin gua. Quando lo stacc si port
dietro un filo di saliva grigiastra.
Caspar lo appoggi sul tavolo anatomico, sotto la luce abbagliante del riflettore alogeno.
Mentre si osservava i polpastrelli ricoperti di lattice imbrattati di saliva, ricord di essere
ancora scalzo.
Stranamente non sentiva freddo, forse perch il suo corpo aveva assorbito il calore del
pavimento di pietra.
Cosa c' scritto? domand Creta con un cenno di incoraggiamento. Dava per scontato
che lui, avendo trovato il biglietto, avesse il diritto di leggerlo per primo.
Caspar apr il foglio che ancora una volta il Ladro di anime aveva strappato da un
ricettario.
"Vi si entra passando da un' apertura e si esce passando da tre".
Come?.
Caspar ripet.
Non capisco.
Mai sentito ... .
Perfetto, ritirata allora, e di corsa ... .
Schadeck batt le mani e indic la porta.
Per so ...  attacc Greta, ma Tom la interruppe bruscamente.
Conosce la soluzione?.
No, per ora no, ma se la smettesse di interrompermi di continuo magari riuscirei a
trovarla. Greta sollev il mento con aria di sfida e aggiunse: Posso parlare?.
Come no, tanto abbiamo tempo.
La donna liquid il cinismo dell'infermiere con un sorriso di commiserazione e si rivolse
direttamente a Caspar.
Caro, conosco questo genere di indovinelli, e una volta risolto uno, gli altri non sono poi
cos difficili. Nel caso specifico, ad esempio, si tratta di una metafora.
E sarebbe a dire?.
Le parole hanno pi significati. Greta rispose all'insofferente obiezione di Schadeck
senza degnarlo di uno sguardo.
Dobbiamo solo capire quali: Bachmann si schiar la voce e fece un passo avanti.
Temo di non seguirla, signora Kaminsky.
Allora vi faccio un esempio. L'unico indovinello costruito su una metafora che conosco 
questo: "Si compra solo per buttarlo via subito".
Caspar ud Tom mormorare in sotto fondo Non pu essere vero, mentre Greta
proseguiva impassibile nella sua introduzione all' arte dell' enigmistica.
Il termine "buttare via" pu significare molte cose. La . prima che viene in mente  la
spazzatura, che va messa in relazione con la parola "comprare", cos per non si arriver
mai alla soluzione.
Perch no? Un sacchetto per la spazzatura non andrebbe bene? chiese Yasmin.
N o, per niente. Si compra un sacchetto della spazzatura per metterei qualcosa dentro,
non per buttarlo via subito.
Ho capito. Suppongo non sia nemmeno un preservativo o un fazzolettino di carta, allora
cos' ? domand Caspar.
Greta sorrise maliziosa.
Il gioco di parole non si basa su "via", ma su "buttare".
Quali sono gli oggetti la cui unica funzione  quella di essere buttati?.
Il frisbee.
Esatto. Oppure la palla. Vedete, ci sono pi soluzioni. Queste sono tutte cose che si
comprano per buttarle via subito.
Chi glielo ha detto?. Tom spinse da parte Caspar e si piazz sotto il naso di Greta, che
non pot pi ignorarlo. Sono affari suoi?.
Non la conosco, signora.  qui con noi solo perch lo ha voluto quello l. Caspar batt
le palpebre quando Schadeck gli punt contro l'indice. Per un attimo intravide di nuovo la
cicatrice a forma di svastica sul palmo.
Il qui presente Mr. Blackout, che sostiene di non ricordare nulla del proprio passato e
casualmente spunta fuori proprio quando il Ladro di anime decide di prendersi una pausa.
E ora lei, che fa comunella con il Paziente ignoto e risolve un indovinello dopo l'altro.
Lei  un insolente e un grandissimo villano". Greta scosse la testa.
E lei ci deve una spiegazione, visto che stiamo rischiando la vita. Allora, chi  che le ha
parlato di questo indovinello? .
li professor RaBfeld.
Ovvio,l'avrei tirato in ballo anch'io.
Comodo che ormai non possa pi dire la sua.
Bachmann toss .e si intromise con insolita veemenza.
Si calmi, Tom. La signora Kaminsky  ospite della nostra clinica da anni. Non c' nessun
motivo per dubitare delle sue parole. lo le credo.
Ah s? replic Schadeck, le vene del collo che gli pulsavano.
S. RaBfeld ha visitato le prime vittime del Ladro di anime al Westend, quindi deve aver
visto i biglietti con gli indovinelli. Forse insieme alla signora Kaminsky ha anche trovato la
soluzione, solo che era troppo tardi.
Ma certo, e il tizio l fuori ha il sin~hiozzo e gli passa solo quando ammazza qualcuno.
Ma andate a fare in culo. Tom afferr Yasmin per un braccio: se il resto del gruppo si era
coalizzato contro, di lui, voleva avere almeno un alleato. La ragazza per lo respinse e si
rivolse a Greta.
Pu risolvere anche l'altro indovinello?
Quello di RaBfeld. Gett una rapida occhiata alla cella frigorifera che Caspar aveva
richiuso.
Gi fatto.
Davvero?.Yasmin sgran gli occhi.
Naturalmente gongol Greta. Come dicevo, una volta capito il meccanismo non 
difficile ..
Caspar si diresse al tavolo anatomico e prese il biglietto trovato nella bocca di RaBfeld:
"Vi si entra passando da un' apertura e si esce passando da tre" lesse.
Un labirinto? Un nascondiglio? sugger Bachmann. Ges; Schadeck si punt l'indice
alla tempia e abbass il pollice fingendo di spararsi.
Impossibile rispose Greta. Come farebbe a uscire passando contemporaneamente da
tre aperture?.
Allora cos'?. Anche Caspar cominciava a perdere la pazienza. Erano quasi le due e
mezza di notte, fuori la bufera scuoteva la clinica fin nelle fondamenta e dentro ne
infuriava una addirittura peggiore, scatenata da uno psicopatico che mandava in coma le
proprie vittime, le uccideva o semplicemente le faceva sparire. Da qualsiasi punto di vista
si considerasse la situazione, di sicuro non era il momento pi adatto per una sfida di
enigmistica in patologia.
Eppure  semplicissimo. Greta squadr speranzosa i compagni, evitando solo Tom.
Dna T-shirt.
Una T-shirt?.
S, ci sarebbe potuto arrivare anche lei, no?.
Caspar registr le parole di Greta e, quando le cap, di colpo sent il freddo da cui la
scarica di adrenalina bollente che aveva in circolo lo aveva protetto.
Ma certo. Si infila dall' apertura in basso e si tirano fuori braccia e testa dalle tre in alto.
E ora cosa vi prende? domand accorgendosi che intorno a lui era calato il silenzio e
tutti lo fissavano con diffidenza, specialmente Tom.
Il suo sguardo vag da uno all'altro, pass in rassegna le camicette di Greta e Yasmin, il
maglione a collo alto di Schadeck, la tuta di Bachmann, e si rese conto con una certa
inquietudine di essere l'unico a indossare una T-shirt.
Ore 02:26
Toglitela.
Non dire sciocchezze.
Non sto scherzando, togliti quella maledetta T-shirt. Subito.
Ma  impazzito? si intromise Bachmann in aiuto di Caspar. Schadeck per non si diede
per vinto.
Credete davvero che sia solo' una coincidenza? Lui sa qualcosa! Magari  d'accordo con
il Ladro di anime .
. Yasmin rabbrivid e si strinse le braccia intorno al corpo, ma nessuno le prest
attenzione.
Se cos fosse, perch Bruck dovrebbe far cadere i so. spetti proprio sul suo complice?
chiese Greta indignata, indicando il biglietto sul tavolo di metallo.
Tra l'altro significherebbe che  coinvolta anche lei, dato che  stata lei a ... .Vedendo
arrivare il pugno, il custode si ritrasse d'istinto. Ma non era diretto a lui.
L'aveva visto anche Caspar, e forse avrebbe perfino potuto schivarlo se il suo subconscio
non avesse tirato ancora una volta il freno di emergenza. Un rapido scarto e Tom non
sarebbe riuscito ad afferrarlo per la maglietta e a strappargliela di dosso. Sent la stoffa a
buon mercato cedere. Paradossalmente quel rumore secco si armonizzava con lo stridio
che aveva nelle orecchie. Il treno dei ricordi era tornato e gli riempiva il naso con il suo
fumo denso.
Merda esclam Schadeck inorridito. Fu l'ultima cosa che Caspar ud prima di cadere
all'indietro e precipitare nel vuoto.
Aveva la lingua paralizzata e non pot spiegare la causa delle bruciature che l'infermiere
aveva appena scoperto sul suo petto. Gli mancava la forza, riusciva a concentrarsi solo
sulle sequenze di ricordi che rotolavano verso di lui.
Eco  pronta, possiamo cominciare Era seduto di nuovo alla scrivania e di nuovo
dall'interfono giungeva la voce flautata di una donna Abbiamo preparato tutto, dottor
Haberland, Pos il dittafono.
Haberland? Mi chiamo cos?
Prigioniero del flashback tridimensionale dei ricordi, si alz lentamente, attravers lo studio
con gli attestati appesi alle pareti e apr una porta bianca imbottita A quel punto il regista
che dirigeva il film della sua memoria selezion l'avanzamento rapido e lui vide scene
montate in sequenze frenetiche. La bambina che sorrideva stanca scoprendo
l'apparecchio, la sua testa piena di riccioli biondi che ricadeva assonnata sul lettino.
E poi il tremito. Il tremito convulso di quel fragile corpo di bambina che si contorceva sotto
due mani forti che cercavano inutilmente di tenerla ferma come durante un esorcismo. Le
sue mani.
Caspar ud uno schiocco, e un punto del suo viso inizi a bruciare, lui per si limit a
socchiudere gli occhi, dopo di che il buio.
Il treno dei ricordi era entrato in una galleria o finito nel cuore della notte in una zona
disabitata,jorse un bosco, e per un po' non vide pi nulla. Fino all'improvviso, violento
sobbalzo, come se avesse deragliato Il suo corpo fu scosso, ancora uno schiocco, adesso
pi forte, poi nel giro di un attimo la scena cambi e lui si trov prigioniero in un posto che
ricordava il sogno da cui Linus lo aveva strappato poche ore prima.
Non era pi su un treno, ma in un' auto.
La sua. Una pioggia fitta batteva sul parabrezza. A tutta velocit, a velocit folle. Pi
veloce degli alberi che sfilavano al suo fianco.
Perch corro con questo temporale?
Azion i tergicristalli, ma il parabrezza rest appannato, anche alla velocit massima.
Sto piangendo! Perch piango? E perch invece di concentrarmi sulla strada allungo la
mano verso... il sedile del passeggero?
Prese una cartella clinica e la sfogli fermandosi all'incirca a met, alle foto Erano due. La
pi grande, che ritraeva Jonathan Bruck, scivol sul sedile e and a posarsi accanto a una
bottiglia di whisky mezza vuota.
Lui per non voleva quella. Era molto pi importante la fototessera.
Perch tolgo la foto di mia figlia dalla cartella clinica e la fisso? Perch non guardo la
strada allagata che gi fatico a distinguere tra le lacrime?
I due airbag esplosero e il pretensionatore lo schiacci contro lo schienale. Ma i dispositivi
di sicurezza della limousine non riuscirono a proteggerlo dalle fiamme che pochi secondi
dopo. divamparono dal cruscotto.
Voleva aprire la portiera e, voltandosi, accartocci per il dolore la foto della figlia che
teneva in mano, prov a muovere le gambe, ma era... paralizzato.
Oppure incastrato.
Merda, sono in trappola. Non riesco a uscire, devo ... svegliarmi ... Svegliati!
Ore 02:31
Svegliati!. Ud un altro schiocco, que,sta volta pi forte, e gli bruci la guancia sinistra.
Piano, basta cos.
 tutta una finta disse Tom Schadeck.
Caspar sollev le palpebre, e nello stesso istante un' auto con gli abbaglianti accesi si
lanci verso la sua testa. Alz le braccia, subito afferrate da due mani robuste. Poi strizz
gli occhi e i fari si trasformarono in un riflettore alogeno. Era sdraiato sul tavolo operatorio,
doveva essere svenuto un' altra volta. Toss e sent in bocca il sapore del sangue.
Sta bene? domand Bachmann preoccupato. Accanto al suo 'cranio spigolo so era
sospesa la giovane faccia di Schadeck.
Cosa ti sei ricordato? chiese brusco.
Ho avuto un incidente rispose Caspar.
S,  caduto e ha sbattuto la testa conferm il custode.
No, non intendo ora disse Caspar, anche se quello spiegava il dolore sordo sempre pi
intenso. Si appoggi a fatica sui gomiti e toss ancora.
L'incidente deve essere avvenuto tempo fa.
Cosa  successo di preciso?.
Caspar riflett se tacere parte della verit, cos come aveva tenuto nascosti i brandelli di
ricordi che riguardavano il Ladro di anime.
Sono uscito di strada durante un temporale ammise infine. La macchina ha preso
fuoco e io ho rischiato di morire carbonizzato. Per questo ho le bruciature sul petto.
Tutto qui?.
No, non  tutto qui, pens Caspar, e non si sorprese del fatto che Tom non gli credesse.
Sono solo un mucchio di cazzate.
Perch dovrebbe esserselo inventato? intervenne Greta esausta, appoggiata alla sedia
a rotelle di Sophia.
Per sviarci dallo psicopatico e i suoi indovinelli del malaugurio.
Schadeck punt un indice minaccioso contro Caspar.
Strano, no? La soluzione dell'ultimo indovinello ci porta alla sua T-shirt e sotto ci troviamo
un petto cotto al microonde.
Greta scosse fiaccamente la testa grigia.
Forse mi sono sbagliata. La soluzione potrebbe essere anche pullover, e lei ne indossa
uno.
Gi, io per non ho bruciature protest Tom. Lui invece si  sfregiato in chiss quale
rituale perverso e vuole darei a bere di aver avuto un incidente di cui non ha nessuna
colpa.
No, la colpa ce l'ho. Ero ubriaco.
Caspar fece appello a tutte le sue forze e si mise seduto, poi ruot le gambe oltre il bordo
del tavolo.
Ah. Prima hai rifiutato perfino un goccio, credevo non bevessi sghignazz Schadeck
beffardo.
Quella volta avevo un buon motivo.
Quale?.
Caspar sospir.
Non ne sono ancora sicuro, ma in effetti molte cose farebbero pensare che sia un medico.
Avevo una paziente, una bambina. Credo fosse mia figlia. In ogni caso era in cura da me,
e io devo aver fatto un errore.
Ha sbagliato la terapia su sua figlia?.
S, penso di si.
Cerc di scacciare l'immagine di quel corpo scosso dal le convulsioni e al suo posto, con
la violenza di una palla tenuta sott'acqua e lasciata all'improvviso, schizz in superficie il
ricordo di Katja Adesi. La maestra della bambina, la seconda vittima.
Comunque sia, ho annegato la disperazione in mezza bottiglia di whisky, ho preso la
macchina e sono finito contro un albero.
Si tast il torace sotto la T-shirt a brandelli e pass il pollice sulla cicatrice pi grande, che
scendeva irregolare dal petto all' ombelico.
Abbass gli occhi. Alla luce artificiale la pelle glabra sembrava una colata di lava rosa che
fuori usciva da un crepaccio.
A un tratto la sua paura era svanita, sostituita da un sentimento pi intenso: l'angoscia.
Conosceva il vero significato di quelle bruciature. Erano il segno inequivocabile che aveva
commesso un terribile errore e non avrebbe pi potuto mantenere la promessa fatta.
Torno subito, tesoro. E dopo andr tutto bene. Sar tutto come prima.
Non ne sono sicuro ... credo ... penso ...  gli fece il verso Tom. Quindi tu non c'entri
nulla, vero? Allora spiegami come mai il Ladro di anime sa delle tue cicatrici .
. Non ti permetto di parlarmi cos.
Caspar salt gi dal tavolo, i pugni serrati dalla rabbia. Proprio tu hai il coraggio di fare
delle insinuazioni? Dov' eri quando RaBfeld  scomparso? Chi ha fatto apparire per magia
il secondo biglietto dalla sacca, eh?. Adesso fu lui a imitare il tono sprezzante di Tom.
Come vedi posso accusarti anch'io.
Smettetela di litigare disse Greta, e Schadeck sembr calmarsi.
Bene, ammettiamo che tu non sia coinvolto, allora cosa significa l'indovinello?.
Non lo so.
Forse lo so io.
Tu?.
Tutti si voltarono stupiti verso Yasmin, che inaspettatamente aveva preso la parola.
E sarebbe?.
Be',io ... , L'infermiera si schiar la voce, nervosa, e ricominci a giocherellare con
l'anello.
Ci avevo gi pensato mentre sedevo davanti al camino con Sophia.
A cosa?. Schadeck, il pi vicino, le scost premurosamente una ciocca rossa dagli
occhi.
Al fuoco rispose Yasmin. L'hai detto anche tu che non dovevamo abbassare le paratie,
nel caso scoppiasse un incendio o roba del genere.
E allora?.
Forse il Ladro di anime si serve di questi assurdi indovinelli per darci delle indicazioni.
Tutta questa storia potrebbe essere una pazzesca caccia al tesoro e le bruciature
costituirebbero una pista.
Per trovare una via d'uscita?, Caspar la guard con aria interrogativa.
S. Voglio dire ... .Yasmin esit di nuovo, poi trov il coraggio di esporre il suo piano.
Perch non accendiamo un fuoco?
Quando scatta l'al larme antincendio le paratie si alzeranno.
Non  una cattiva idea voleva dire Caspar, ma la voce agitata di Bachmann copr la
sua.
E se invece non si alzano? No, no.  troppo pericoloso. Non so come funzionano di
preciso,  la prima volta che le usiamo.
Anche Schadeck rifiut la proposta alzando le mani.
Ha ragione. Se il piano fallisce, finiamo arrosto.
Non necessariamente disse Caspar, e fece una breve pausa. Solo quando fu sicuro di
avere la completa attenzione dei compagni spieg la sua idea.
Ore 02:36
Naturalmente fu un errore. Non avrebbero dovuto dividersi contravvenendo alloro
proposito iniziale. Prima ancora di parlare, Caspar presag che le conseguenze sarebbero
state fatali.
Ma se c'era una possibilit, era quella.
In ogni modo Greta era stata l'unica a dichiararsi d'accordo. Avrebbe voluto seguirlo in
radiologia, cosa assolutamente fuori discussione. Insieme a Sophia, lei era l'anel lo pi
debole della catena. Sarebbe stato fin troppo difficile per Caspar mettersi in salvo una
volta giunto il momento. non poteva certo scappare portandosi dietro una vedova di
settantanove anni con problemi all' anca. Alla fine era stato Bachmann ad accompagnarlo,
bench non senza protestare. Dopo una breve ma accesa discussione, gli altri erano
tornati di sopra per barricarsi di nuovo in biblioteca.
 uno sbaglio perfino pi grosso del mio matrimonio brontol il custode, tuttavia prese la
tanica che Caspar aveva trovato in un armadio a muro dell'atrio: clinixclean,' un detergente
a base alcolica addizionato con cloruro di ammonio.
L'adesivo presentava una fiamma all'interno di un triangolo giallo e nero.
Cosa dovrebbe andare storto? Suppongo qui ci siano porte tagliafuoco e un impianto di
aerazione indipendente.
Caspar indic con la testa la lastra di vetro che separava l'atrio dall' accettazione come in
una sala di incisione.
Anche lei aveva suggerito radiologia.
S, ma per nasconderei, non per darle fuoco.
Caspar prese un'altra tanica e chiuse l'armadio. Sper che Bachmann non si accorgesse
del suo tono volutamente fiducioso, perch in fondo condivideva i dubbi del custode.
Se siamo fortunati, le paratie si alzeranno appena scatter il rilevatore di fumo e gli altri
potranno uscire dalla biblioteca e fuggire nel parco.
Sapeva che elaborando quel piano in fretta e furia non aveva tenuto conto delle variabili.
Ad esempio non aveva la minima idea di come avrebbero spinto Sophia senza che la
sedia a rotelle restasse bloccata nella neve. Per, al pari dei compagni, anche lui poteva
pensare solo ad agire un passo alla volta. Si augurava che, una volta uscito dalla clinica,
gli sarebbe venuto in mente qualcosa.
N ella peggiore delle ipotesi, le paratie resteranno dove sono prosegu. Per lo meno
appiccando il fuoco qui le porte tagliafuoco impediranno che le fiamme si propaghino
all'intera clinica. Indic un estintore vicino alla porta che dava sul corridoio.
Ha un accendino?.
Fiammiferi .
Bachmann batt la mano sul taschino della tuta.
Bene, allora possiamo ... . Caspar si blocc e alz gli occhi al soffitto.
Che c'? chiese Bachmann.
Lo sente anche lei?.
Cosa?.
Questo rumore.
Bachmann stava per scuotere la testa e si irrigid con la tanica in mano. Nel seminterrato il
suono martellante era quasi impercettibile ma c'era, come i bassi di un altoparlante.
Caspar non pot impedirsi di pensare che sarebbe stato il perfetto accompagnamento
musicale per la sequenza del suo ultimo viaggio in macchina.
Sembra un elicottero che atterra.
Bachmann diede voce al desiderio di Caspar. Il battito del suo cuore aument, e per la
prima volta da molto tempo prov un briciolo di speranza.
Forse Linus ha chiamato aiuto. Potrebbe essere.
Ma certo. Yasmin non ha detto che c'era qualcuno sul balcone?
Bachmann aggrott le sopracciglia, si avvicin all' estintore e appoggi l'orecchio destro
alla parete.
E chiaro: Linus ha seguito Bruck, la paratia lo ha chiuso fuori, allora  fuggito ed  andato
dalla polizia.
Quando il rombo aument, la speranza di Caspar crebbe. Il custode per scosse la testa e
il barlume si spense.
 solo la bufera disse sconsolato.
Muove la paratia. Su al terzo piano si  incastrata, il vento entra da l e provoca una
depressione nella villa chiusa ermeticamente.
Depressione? Chiusa ermeticamente?
Forse stava diventando paranoico, ma alle orecchie di Caspar quella spiegazione suon
troppo professionale per un custode.
D'altra parte Bachmann ?on poteva essere paragonato a un portiere qualunque, era il
confidente di RaBfeld e leggeva manuali di retorica. Eppure. C'era anche un altro
particolare, quello che poche ore prima aveva suscitato la diffidenza di Caspar.
Cosa  successo allo spartineve? chiese prendendo una' grossa pila di fogli dal tavolo
del computer davanti al vetro.
Eh?.
S, dopo che ha portato qui Schadeck e Bruck. Me l'ha fatto vedere Linus.
Qualcuno ha staccato il tubo del serbatoio.
Sul serio?.
Bachmann sembrava perplesso e Caspar si arrabbi per aver tirato in ballo quella storia.
Cosa si aspettava. che rispondesse a una domanda cos stupida? "S, lo ammetto. Mi
dispiace, non volevo che qualcuno lasciasse la clinica"? Deve essere stato Schadeck.
Non mi fido di quel tipo. Gi si limit a commentare Caspar infilandosi tre libri di
medicina sotto il braccio.
Ormai non ha pi importanza, Andarono nella stanza accanto.
L'ambulatorio era dominato dal futuristico tomografo, che in un film di fantascienza
sarebbe potuto benissimo essere il varco per un' altra dimensione.
Caspar si ferm vicino al macchinario e guard in alto.
L'affare che lampeggia  quello che penso?.
S.
Allora il punto  questo .
Prese due asciugamani dal lettino, li appallottol e li gett sul pavimento, sotto al rilevatore
di fumo. Poi strapp delle pagine da un libro e sistem gli altri come fossero pezzi di
legno.
Basta versarci sopra il detergente disse a Bachmann, che apriva la tanica con
l'espressione di chi non riesce a credere a ci che sta facendo.
Lo sa, s, che  costato svariati milioni?.
Caspar accenn un sorriso stanco.
Desolato, ma non credo che avremo delle noie con il capo, giusto?. Sollev il mento.
Forza, allora, accenda il fuoco prima che anche noi facciamo la stessa fine.
Il liquido infiammabile scrosci sul fal di fortuna con un gorgoglio inquietante.
Bachmann tir fuori dalla tasca una scatola di fiammiferi e, mentre ne accendeva uno, la
porta di comunicazione alle loro spalle si chiuse con un leggero scatto.
Che diavolo ... ?.
Caspar si volt, appena in tempo per vedere!' ombra scura che si muoveva rapidamente
sulla lastra di vetro tra le due stanze. Poi il tomografo inizi a lampeggiare, e
contemporaneamente dal ventre del macchinario proruppe un rumore assordante, come di
qualcuno che picchia un martello su un bidone di metallo vuoto. Tutto avvenne in una
frazione di secondo, nell'attimo esatto in cui per lo spavento a Bachmann cadde di mano il
fiammifero acceso.
Ore 02:39
Due fiammate parallele salirono fino al soffitto. Una rea-le,la seconda, dopo un attimo di
terrore, si rivel essere solo un riflesso sul vetro. All'inizio Caspar pens che anche la
sagoma dall'altra parte fosse un'illusione ottica, ma l'uomo mezzo nudo picchi il pugno
contro la lastra e lui ne riconobbe il viso sfigurato dalla rabbia.
Non c'era dubbio. Jonathan Bruck indossava ancora il camice verde, adesso cosparso di
macchie rosso scuro, e dalla fasciatura intorno al collo era colata ~na grande quantit di
sangue.
Caspar cominci a sudare, si gir e l'ondata di calore lo invest.
Dobbiamo andarcene da qui! esclam ribadendo l'ovvio. Lo aveva visto anche
Bachmann, che' si muoveva verso l'uscita dando le spalle alla parete e cercando di
schivare le fiamme da cui si sprigionava un fumo sempre pi denso.
Non serve a nulla grid Caspar pi forte del necessario in una pausa nel rumore del
tomografo, e per dimostrarlo scosse ripetutamente il pomello della porta di comunicazione.
Come previsto, fu inutile.
In base alle norme di sicurezza sulla protezione dalle radiazioni, la serratura automatica si
apriva solo quando l'esame era terminato, e Bruck aveva appena attivato il macchinario.
Se era programmato per l'autopsia virtuale ci sarebbero volute ore.
Facci uscire! url Caspar- battendo le mani contro il divisorio in vetro che vibr a
malapena. Bruck per non ne aveva nessuna intenzione. Quasi per rendere ancora pi
grande il gi smisurato orrore dei prigionieri, si chin rapidamente e riapparve con un paio
di lunghe forbici.
Mosse le labbra articolando parole incomprensibili e poi ... Oddio..
.. . se le conficc nel palmo sinistro.
Ma cosa fa? si chiese Caspar. La risposta arriv subito. Insanguinata. Bruck sput sulla
lastra e premette la mano tagliata sulla superficie liscia. Caspar credette di udire la carne
stridere sul vetro, mentre il Ladro di anime abbassava lentamente il palmo lasciandosi
dietro una scia di sangue.
Vuole direi qualcosa!  un indizio. Era un indizio anche il coltello piantato nel collo.
Caspar era inorridito e affascinato insieme. Gli lacrimavano gli occhi e gli colava il naso, il
fumo aveva irritato le mucose. Ci mise un po' a decifrare quello che il Ladro di anime
scriveva al contrario sul vetro perch loro potessero leggerlo.
All' inizio pens a un serpente, poi a un SOS, finch gli venne in mente la cosa pi
naturale, anche se Bruck non aveva abbastanza sangue per l'ultima lettera: "Sophi ... ".
Ma certo. Il pazzo voleva portare a termine l'opera iniziata con la dottoressa.
Per questo non avevano pensato che Bruck potesse attaccarli l, in neuroradiologia, dato
che il suo vero obiettivo era di sopra in biblioteca. E invece aveva dato loro scacco matto.
Intrappolati nell'inferno che essi stessi avevano scatenato. Anche se le paratie si fossero
alzate, ormai non avrebbe avuto pi importanza. Presto sarebbero morti soffocati, a meno
che non trovassero in fretta un modo per spegnere il fuoco.
Ma come? Quel maledetto estintore  fuori Caspar spostava gli occhi dalle fiamme al
Ladro di anime.
Ce l'ho lasciato apposta, per evitare che l'incendio si propagasse in un'altra stanza Non
aveva calcolato l'eventualit che potessero restare intrappolati dopo aver appiccato il
fuoco. Proprio come si era dimenticato della seconda tanica di detergente, che esplose in
quell'istante.
Ore 02:43
L'ondata di calore lo sbalz all'indietro con la violenza di una raffica di vento, e a Caspar
sembr di sentirsi bruciare i peli delle braccia.
Aiuto! grid Bachmann. La sua gamba destra aveva preso fuoco. Caspar si strapp di
dosso gli ultimi brandel li di T-shirt e soffoc le fiamme con secchi colpi mirati.
E ora?
La maglietta bastava appena per spegnere i pantaloni del custode. Come avrebbero
fermato l'incendio, che intanto si era esteso ai pannelli di legno del controsoffitto?
Caspar si guard intorno nella disperata speranza di trovare un secondo estintore e
scorse Bruck, che fissava il vetro con occhi rabbiosi e la bava alla bocca, scuotendo la
testa quasi desolato, come per dire: "Mi dispiace, ma purtroppo voi due siete gli inevitabili
danni collaterali".
Caspar si sent come un animale allo zoo, in balia di un visitatore folle che d fuoco alla
gabbia togliendogli ogni via di fuga e ne osserva le reazioni. Si inginocchi sul pavimento
per sopportare meglio il fumo e si accorse con orrore che le fiamme avevano raggiunto
una sedia girevole.
Senza perdere un secondo di pi, afferr il telaio rovente e ignorando il dolore lancinante
scaravent la sedia in fiamme contro il vetro. Questo trem, scricchiol perfino, e nel
punto dell'impatto si apr una crepa sottilissima. Per erano ancora chiusi dentro.
Caspar allung di nuovo la mano verso la sedia, ma non vedeva pi nulla. Il fumo era
ancora pi denso di quello nei suoi incubi dell'incidente, e fu costretto a ripararsi gli occhi
con le mani. Gli venne un attacco di tosse e pens che gli scoppiassero i polmoni, poi
avvert la corrente d'aria e cap che Bachmann aveva trovato la sedia e sfondato la lastra.
Strizz gli occhi e distinse il custode che allargava l'apertura a forza di calci e, con la
disperazione di chi sta annegando, scavalcava e si buttava nella stanza accanto. in salvo.
Prendi l'estintore! grid Caspar. Alle sue spalle l'incendio continuava ad alimentarsi.
Aveva risparmiato soltanto il tomografo, che emetteva ancora i suoi monotoni colpi
magnetici a tutto volume.
Allora? esclam, e non ricevendo risposta decise di liberarsi da solo. Non poteva
restare in quella fornace, anche se per lui calpestare i frammenti di vetro sarebbe stato
molto pi doloroso che per Bachmann. Era scalzo.
Come Bruck.
Caspar appoggi le mani sul bordo tagliente. Sent la pelle lacerarsi, e quando si sollev di
peso per saltare dall'altra parte url. Fece una capriola, atterr un metro pi in basso e,
prima che il dolore si affievolisse, il suo corpo fu attraversato da una seconda fitta.
Nell'impatto una grossa scheggia gli si era conficcata nella spalla. Poi mise il piede su un
frammento di vetro dentellato come un tappo a corona, che si capovolse entrandogli nella
carne e al suo primo passo si spezz.
Zoppic fino alla parete e prese l'estintore, ma per poco non gli cadde di mano. Aveva
sopravvalutato le forze che gli restavano. Alla fine riusc a piazzarlo sulla scrivania, a tirare
la leva e a direzionare la schiuma bianca sui vari focolai, finch tutte le fiamme furono
spente.
Esausto, si appoggi al monitor coperto di fuliggine e si prepar psicologicamente all'
attacco successivo. Da qualche parte dovevano pur essere. Bachmann. E Bruck.
Sapeva di aver scongiurato solo il minore dei pericoli incombenti, e fu con immenso
sollievo che vide apparire in corridoio una faccia. conosciuta.
Tom? chiam, posando l'estintore. Ha funzionato? Le paratie si sono alzate?.
Schadeck scosse la testa ed entr. Forse l'incendio non era durato abbastanza a lungo.
Oppure il rilevato re di fumo non era collegato al sistema di sicurezza.
Allora perch sei qui? Ti ha chiamato Bachmann?.
No disse Schadeck facendo un passo avanti. Poi estrasse una pistola e gli spar dritto
al petto.
Oggi, ore 13:32
Molto dopo, molti anni dopo la paura Il vento fece tremare la villa, cos forte come se sotto
l'edificio passasse una linea della metropolitana. Il professore sollev la testa, ma i due
ragazzi erano troppo presi dal protocollo per lasciarsi distrarre dai rumori esterni. Si era
fatto quasi buio e avevano acceso la piccola lampada che lui aveva sistemato in mezzo a
loro sul tavolo.
Dalla sua posizione sembravano due studenti che preparano un esame.
Patrick si teneva la testa con entrambe le mani, Lydia invece seguiva ogni riga con la
matita e leggendo muoveva le labbra.
Alla sua destra era aperto un blocco, su cui ogni tanto annotava qualcosa.
Il professore si alz e raddrizz la schiena. Malgrado il dolore diffuso, si atteneva alle
raccomandazioni dell'ortopedico e ogni due ore ruotava le spalle per sciogliere le
articolazioni. Ai suoi occhi i consigli del dottore erano inutili quanto quelli dell' amico che lo
aveva convinto ad andare in quel locale.
Lydia prese di nuovo appunti e lui decise di sbirciare cosa aveva scritto. Pass davanti agli
scaffali vuoti. Tutti i libri erano stati tolti, probabilmente per essere venduti su qualche
bancarella o su internet. Solo uno non aveva trovato possibili acquirenti ed era rimasto
dietro una vetrina rotta a riempirsi di polvere.
Aveva il dorso rigato e coperto di escrementi di topo, eppure dava l'impressione di essere
stato messo l apposta quella mattina per gli insoliti visitatori.
TI professore pass oltre, da una parte perch non sopportava pi il proprio viso scavato e
colpevole riflesso nel vetro, dall' altra perch non aveva la minima voglia di sapere quale
volume dell' enciclopedia medica fosse. Fino a quel momento aveva evitato anche di
soffermarsi a guardare il camino. Adesso per gli cadde 1'occhio su una cannula di
plastica schiacciata.
Spuntava come un bastoncino dello shangai tra un' antenna televisiva piegata, mozziconi
di cavi e un riquadro di moquette strappato.
Non farlo!
Una voce interiore gli ordin di lasciare il piccolo tubo esattamente dov' era.
N on era necessario che gridasse cos forte. Non aveva nessuna intenzione di toccarlo e
rischiare di far crollare il castello di carte che era la sua mente.
Tossicchi per non spaventare gli studenti arrivando all'improvviso alle loro spalle, questi
per erano lontanissimi da l, in un altro mondo. La prova dell' esistenza della telepatia,
aveva scritto una volta Stephen King. L'autore trapianta i propri pensieri nella testa dei
lettori, li fa vedere, sentire, vivere e spesso li trasporta a migliaia di chilometri di distanza,
in luoghi dove non hanno mai messo piede.
Ma che succede quando i pensieri sono cattivi?
Senza essere visto, il professore si ferm dietro Lydia cercando di non gettare la propria
ombra sul blocco. La calligrafia della ragazza corrispondeva ai comuni clich sessuali:
pulita, ordinata, tondeggiante.
Caspar? si leggeva sulla parte superiore del foglio grigio di carta riciclata. Sotto aveva
scritto tra parentesi alcune informazioni ricavate dalla cartella clinica: (Medico /ha una
famiglia?/Amburgo?/Errore/medico?)
La colonna successiva era riservata al Ladro di anime. li professore sorrise tristemente nel
leggere l'ultima parola che Lydia aveva messo in evidenza con tre punti interrogativi e una
doppia sottolineatura.
Ladro di anime = Jonathan Bruck (Medico, collega,automutilazone, movente???)
Aveva ritenuto che quella domanda meritasse un paragrafo a s, leggermente rientrato:
MOVENTE Torturare Sophia?
Impedire che Sophia riveli le informazioni di cui  in possesso? Su Caspar? Sulla figlia di
Caspar? li professore non riusc a decifrare il resto con sicurezza, perch Lydia copriva
alcune parole con il gomito.Ricovero = un caso? (Come  coinvolto Tom? Qual  il legame
con le altre vittime?), credette di leggere.
L'ultima frase era chiara e in stampatello: LA VENDETTA DEL LADRO DI
ANIME? li vento fece vibrare di nuovo i vetri rigati di pioggia, e per la prima volta Patrick
alz la testa, ma solo per prendere la bottiglia d'acqua davanti a lui. Non si era accorto che
il supervisore dell' esperimento psichiatrico non era pi seduto al suo posto ma si trovava
in piedi alle sue spalle.
Sorprendente, pens il professore distogliendo gli occhi dagli appunti di Lydia. Davvero
sorprendente come anche in seguito a deduzioni sbagliate alla fine si giunga alla domanda
giusta) quella da cui dipende tutto.
Come attratto da una calamita, il suo sguardo si pos sul camino. Visto da l sembrava
che qualcuno avesse voluto tappargli la bocca con rifiuti e calcinacci, cos non avrebbe pi
divulgato segreti.
Quando Lydia volt pagina e inizi a leggere la 161, la carta scricchiol come una
giuntura.
Patrick, pi lento, la raggiunse con qualche minuto di ritardo nel mondo irreale dei ricordi
di Caspar, Eco Cartella clinica n. 131071/ VL pp. 161 e segg Nel suo sogno Caspar
percepiva la tristezza come una creatura viva. Un essere formato da tanti organismi simili
a zecche che si erano annidati nella sua anima e gli succhiavano via ogni gioia Tutte le
volte che apriva bocca per chiedere scusa alla figlia di undici anni che aveva abbandonato
indifesa, gli si arrampicava in gola un nugolo di quei parassiti} affamati e assetati, pronti ad
avventarsi con le loro zampe affilate sulle mucose di trachea ed esofago, pronti a cibarsi a
saziet della sua linfa vitale.
Caspar sapeva di non poter pi essere felice. Non dopo quell'errore.
Si attacc ancora alla bottiglia e mand gi un altro sorso, anche se ormai non riusciva a
vedere quasi nulla. Per colpa della pioggia. E per colpa della velocit a cui lanciava la
macchina sulla strada provinciale, in fuga da se stesso.
Non credeva potesse succedere. Le sue terapie avevano sempre funzionato. E ora
fallivano proprio con il paziente pi importante della sua vita.
Tir fuori la fotografia, la baci e bevve di nuovo.
Dio mio, cosa ti ho fatto?
Strinse la foto tessera, cerc di aumentare la velocit dei tergicristalli ma manc la leva - e
vide l'albero. Fren, si copr il viso con le braccia e grid: Cosa ho fatto?
Poi fece giorno. Era ancora addormentato, sentiva il proprio respiro affannoso, quello che
hanno i malati e chi dorme di un sonno agitato, per non riusciva a svegliarsi. Era ancora
prigioniero di un incubo, anche se la scena era cambiata all'improvviso.
Non era pi seduto nella sua auto, ma sul bordo di un letto duro.
Le gambe nude penzoloni e al polso un braccialetto di plastica con un numero.
Non ha fatto nulla disse una voce che Caspar non aveva mai sentito nei suoi incubi ma
che gli sembr familiare.
Gentile, anche se con una nota sinistra in sottofondo Maschile, di un forte fumatore o di un
malato di laringite. Oppure entrambi.
S, invece, ho mia figlia sulla coscienza.
No disse la voce non ce l'ha.
Caspar vide aprirsi una porta che fino a quel momento non c'era e un uomo entr.
La voce poteva essere la sua, si addiceva alla figura alta e leggermente sovrappeso.
Un'ombra scura gli copriva il viso.
Se non io, allora chi? Non  la domanda esatta disse la voce, e l'ombra si schiar.
Cos' successo nel mio ambulatorio?  va gi meglio. Decisamente meglio. Le ho
risposto nella lettera .
Lettera?
Quale lettera? Non ho ricevuto nessuna lettera, non so di cosa parla. Non ricordo
nemmeno il nome di mia figlia.
S che lo ricordi disse la voce, che per un'atroce frazione di secondo si materializz
davanti ai suoi occhi in una faccia conosciuta.
Quando vide Jonathan Bruck, Caspar url. E url ancora pi forte quando il Ladro di
anime si trasform.
Ore 02:58Quaranta minuti prima della paura Chi sei?.
Dalle vene gonfie sul collo di Schadeck, Caspar cap che l'infermiere stava gridando. Da
quando si era ripreso, aveva le orecchie tappate e sentiva solo un rimbombo costante. Era
sudato, eppure aveva i brividi.
Non lo so.
Aveva la lingua secca e gonfia, faticava a muoverla, per quello era l'ultimo dei suoi
problemi.
Cos' successo? Dove sono?
Cerc di sollevare braccia e gambe, ma riusc a spostarle solo di pochi millimetri.
Sono legato.
Scosse le cinghie di gomma che lo bloccavano al tavolo anatomico. Un dolore martellante
part dall'incavo del gomito e si diffuse a spalle e tempie facendogli venire la nausea.
Gett la testa all'indietro, sbatt contro la gelida superficie di metallo e il dolore divent
quasi insopportabile.
Oddio, Tom mi ha sparato con la pistola per l'anestesia e trascinato in patologia.
Caspar chiuse gli occhi, abbagliato dalla lampada alogena, e si accorse che da un
momento all'altro avrebbe vomitato. Per la paura. E per il veleno che aveva in circolo.
Cosa mi hai fatto? gracchi. Non sapeva se Schadeck avesse capito, il rimbombo nelle
sue orecchie era aumentato.
D atti una calmata, il narcotico dura solo dieci minuti. E sono passati. Forza, parla: chi sei?
Cosa sei venuto a fare qui?.
Una corrente d'aria sollev i capelli di Caspar dalla sua fronte madida di sudore.
Schadeck teneva in mano qualcosa e lo sventolava come un ventaglio. Quando cadde un
foglio, Caspar riconobbe una cartella clinica. La sua.
Dove l'ho presa? lo anticip Tom. Era in biblioteca. In bella vista sul tavolo. Ce l'ha
messa il tuo amico Jonathan.
Non  mio amico disse Caspar, chiedendosi come mai avesse una siringa infilata nel
braccio. Nello stesso istante si rese conto che il rumore proveniva dalla stanza accanto.
Il tomografo. La scansione non era ancora finita. L'incendio non aveva danneggiato il
costoso macchinario.
Schadeck scoppi in una risata cinica.
Temo che a questo punto sia inutile negare.
Caspar apr e chiuse le palpebre per dissipare il velo torbido calato come nebbia davanti ai
suoi occhi.
Allora, ricordi adesso?.
Schadeck gli sbatt sulla fronte una busta annerita dalla fuliggine e tir fuori un foglio
quasi completamente carbonizzato.
Nell'aria aleggi odore di carta bruciata.
Riconosci la calligrafia?.
Per N.H, lesse Caspar e dovette annuire. I caratteri inclinati a destra non li ricordava, ma il
proprio cognome s, quello gli era tornato in mente qualche minuto prima proprio in
patologia: Haberland.
Un altro pezzo da inserire nel puzzle del suo passato, che RaBfeld e Sophia avrebbero
voluto fargli ricomporre poco alla volta, e di certo non con il metodo adottato da Schadeck.
L'infermiere gir la busta e le iniziali del mittente ebbero l'effetto di un'accusa:JB.
Jonathan Bruck.
Caspar si chiese come il foglio potesse essere pi danneggiato della busta.
Direi che il tuo compare si  dato un gran da fare a scegliere le parole. Per lo meno a
giudicare da quanto si riesce ancora a leggere. Schadeck assunse un tono impostato e
rimpiazz con pause a effetto le frasi cancellate dal fuoco.
Caro collega, [ ... ] un tragico incidente, del quale tuttavia a quanto mi risulta non ha
nessuna colpa, infatti [ ... ]
Dopo di che mancava un intero paragrafo.
[ ... ] quindi deve attenersi al piano che abbiamo concordato. Vada alla clinica Teufelsberg
prima di Natale [ ... ] e [ ... ]
Schadeck rimise il foglio nel fascicolo e lo scaravent in faccia a Caspar con tanta
violenza da spostargli la testa. "Caro collega"? Il "piano che abbiamo concordato"?
Che significa, eh? Cosa ci fa questa lettera nella tua cartella clinica?.
Non lo so.
Finiscila con questa pagliacciata, Caspar, signor N.H., o come diavolo ti chiami.
Schadeck lo colp di nuovo con il fascicolo. Questa volta di taglio sulla fronte.
Ormai  assodato: tu conosci il Ladro di anime, lo hai. gi incontrato prima. E ti ha detto
di venire qui in veste di "collega".
No.
E va bene ... Allora proviamo cos ... .
Tom moll un calcio a un carrello carico di strumenti che si sparpagliarono a terra
tintinnando. Si chin e si rialz impugnando una sega chirurgica.
Dovr cavarti di bocca la verit in un altro modo.
Ore 03:01
Per Caspar il lato peggiore di tutta la situazione era l'impossibilit di smentire.
Se non altro su un punto Schadeck aveva pienamente ragione e gliene aveva addirittura
fornito una prova inconfutabile: lui sapeva chi era Bruck.
Conosceva il Ladro di anime almeno quanto conosceva la seconda vittima, la maestra di
sua figlia. Katja Adesi. Sapeva di aver gi visto entrambi. Una volta, nella sua vera vita,
quella di cui ricordava solo qualche frammento sparso. Ma se veramente esisteva un
piano che li aveva condotti in quella clinica psichiatrica la Vigilia di Natale, non poteva che
essere stato escogitato da un pazzo. E forse quel pazzo era lui. ' Cosa ho fatto?
Caspar vedeva le singole tessere del mosaico davanti a s e in base alla forma e alla
tonalit intuiva in che modo potessero combaciare, per non riusciva a indovinare il
quadro generale.
Qual  il nesso che tiene insieme tutto?
L'errore medico, l'incidente che lo aveva segnato per sempre.
E come mai Bachmann lo aveva trovato privo di sensi in un fosso se la sua intenzione era
davvero quella di introdursi di nascosto nella clinica ore prima e per giunta con il cane?
Dove sono gli altri? domand per guadagnare tempo. Schadeck si era spostato dietro di
lui, con il risultato di accrescere il terrore di Caspar, che non poteva pi vedere cosa
faceva l'infermiere apparentemente uscito di senno. Dal rumore che faceva, forse stava
spruzzando il disinfettante sulla sega.
Non preoccuparti per le donne, le ho chiuse in biblioteca.
Un altro spruzzo.
E Bachmann?.
Ricominci a prender mi per il culo? Era con te.
All'improvviso la testa di Caspar scatt all'indietro. Schadeck gli tir i capelli con tanta
forza da fargli temere che volesse scotennarIo. Il viso dell'infermiere, sfigurato dalla rabbia
era a pochi millimetri dal suo, capovolto. Dal la bocca usc un filo di saliva che per poco
non gli col in un occhio.
Il riscaldamento  finito, ora inizia lo spettacolo.
La lama scintillante della sega entr nel campo visivo di Caspar. Deglut, e dolorosamente
allung il collo fino allo spasimo.
Aspetta, non farlo. Ti prego ...  implor.
Diede uno strattone alle cinghie, allarg il torace nudo e grid con quanto fiato aveva in
gola.
N on serve a niente disse la faccia sospesa sopra la sua. L'unica cosa che pu salvarti
 la verit.
Ma io non so nulla.
Sai perch non ti credo?.
Caspar scosse energicamente la testa e ingoi i succhi gastrici che gli erano saliti nell'
esofago.
Perch sei maledettamente uguale a me.
Schadeck gli mise davanti agli occhi il palmo deturpato dalla cicatrice.
Ti ho raccontato di mio padre. La sera in cui mia madre mise poco sale nel pur, lui ebbe
anche la simpatica idea di chiudermi la mano nella piastra elettrica.
Il palmo di Tom spar.
Dopo aver rotto la mascella a mia madre and in birreria, e quando rientr ubriaco lei non
c'era. Era all' ospedale, e si era portata dietro mio fratello e mia sorella. lo ero rimasto a
casa, per sistemare la faccenda una volta per tutte. Ma lo avevo sottovalutato. Anche se si
era scolato mezza birreria, era forte come un cane da combattimento.
Schadeck torn accanto al tavolo anatomico.
Voleva sapere dov'erano i miei fratelli e mi chiuse la mano nella piastra. lo urlai e lo
supplicai di smettere, cercai di liberarmi, ma lui mi guardava e rideva.
Sai cosa ho imparato quel giorno? chiese Tom con voce pericolosamente sommessa, e
si rispose da solo: Che con la violenza non si ottiene nulla.
Gett la sega sul carrello e Caspar tir un sospiro di sollievo.
Il dolore era insopportabile, ma io non li tradii. Solo quando il puzzo dolciastro della carne
bruciata gli fece venire il voltastomaco mio padre mi lasci stare.
Era convinto che davvero non sapessi dove stavano, quell'idiota ubriacone. Se avesse
aperto un' enciclopedia medica almeno una volta in vita sua, avrebbe saputo come
estorcermi la verit in modo molto pi semplice.
Cosa vuoi dire? domand Caspar, e il sollievo cedette il posto a una paura indefinita.
Schadeck rise.
Lo vedrai. Sei un medico, no? Che ti dice il nome Pentothal?.
 un barbiturico rispose Caspar automaticamente.
Molto efficace, porta allo stato di incoscienza in pochi secondi. In anestesiologia  usato
come anestesia basale nell'induzione di quella generale.
Esatto conferm Schadeck. In dosi elevate l'ipnotico ti fa fare un bel viaggetto, ma
somministrato in quantit minori  un antispastico che agisce contro i freni inibitori e rende
loquaci anche contro la propria volont.
Per questo i servizi segreti lo usano cos volentieri durante gli interrogatori. Be', che ne
pensi? Non  fantastico che la clinica abbia una farmacia tanto ben fornita?.
Schadeck indic il braccio di Caspar.
Niente movimenti bruschi, altrimenti la siringa te la infilo in un occhio invece che nella
vena.
Ore 03:03
Tra i miti moderni, la leggenda del siero della verit  ai primi posti nella classifica delle
convinzioni pseudoculturali. La maggior parte delle persone crede nell'esistenza di una
sostanza chimica grazie alla quale il carnefice  in grado di piegare la volont della propria
vittima. Un composto che una volta entrato nel circolo sanguigno mette a nudo anche il
segreto meglio custodito.
Ma la realt in cui Caspar era prigioniero era ben diversa. Peggiore. Disperata. il narcotico
che gli era appena stato iniettato avrebbe soltanto sollevato il tappeto biochimico sotto cui
erano stati spazzati i fatti pi intimi. Un fenomeno noto a ogni anestesista, che gli ultimi
istanti prima dell'intervento si vede eletto a confessore a cui il paziente rivela senza
rendersene conto i peccati pi grandi. Le donne, in particolar modo, tendono a rendere
pubbliche le proprie preferenze sessuali in maniera piuttosto esplicita. in pratica il
Pentothal indebolisce il centro di controllo nel cervello. Tuttavia porta in superficie solo i
pensieri repressi di proposito, non quelli sepolti inconsciamente sotto le macerie
dell'anima.
No, aspetta ...  supplic Caspar, pi che altro per distrarre Schadeck. Qualcosa di
freddo gli paralizzava il braccio sinistro dall'interno. Non riusc a capire quanta sostanza
Tom gli avesse iniettato, per gli sembrava di avere in circolo mezzo litro di refrigerante.
Tranquillo, so come si fa una puntura. La prima se l' beccata mio padre mentre smaltiva
la sbronza. Quella volta per era un dosaggio pi elevato, se capisci cosa intendo disse
lui con una risata sguaiata.
Ma ora tocca a te.
Cosa mi devi confessare?.
Le parole dell'infermiere risuonarono in modo strano, come in una chiesa vuota. Si
mescolarono al rimbombo del tomografo, che nel frattempo era diminuito. Come se
qualcuno avesse chiuso una porta isolante che assorbiva i suoni .
Mi. .. mi  tornata in mente una cosa ment Caspar.
Il pensiero, presente e chiaro fino a un attimo prima, era scomparso nella nebbia della sua
coscienza. Il narcotico faceva effetto.
Ti ascolto disse Tom, e la sensazione di freddo si diffuse.
Ormai la morsa di ghiaccio aveva raggiunto la spalla e scendeva verso il cuore.
Tu, tu hai appena detto ... , Caspar non pot trattenersi dal sorridere. Era assurdo.
Tom era un infermiere, non uno specialista. Se aveva valutato male il suo peso e sbagliato
anche di pochi millimetri il dosaggio, si sarebbe addormentato nel giro di qualche secondo.
Intanto per il narcotico aveva cancellato la paura e sembrava che una miriade di pensieri
chiedessero ascolto tutti insieme. Caspar si accorse di quanti sforzi gli costasse impedire
alla sua bocca di parlare.
Come l'hai chiamata quella roba?. Fiss l'ago infilato nel suo braccio e desider che
qualcuno gli spruzzasse in faccia dell' acqua fredda per restare sveglio.
Il Pentothal? sent chiedere a Schadeck da una grande distanza, anche se in realt era
seduto al suo fianco. No. no ... .
Strizz gli occhi, poi li spalanc e si proib con tutte le proprie forze di richiuderli.
Certo che  il Pentothal.
Sollev la testa quanto pot e quanto gli permise la nau sea, gesto che acceler il
processo. Pi si muoveva e pi lo scambio ferroviario nella sua testa si azionava, e il treno
dei ricordi imboccava la direzione della prima importante fermata intermedia.
Ipnotico continu Caspar, e quando annu con foga gli scricchiol il collo.
Hai detto che  un ipnotico. Slegami, la soluzione  questa.
Ore 03:06
La stretta ai polsi e alle caviglie si allent, ma la sensazione di freddo non diminu.
Caspar si sentiva spiacevolmente stordito.
Il cuore gli rimbalzava nella cassa toracica a sbalzi.
A tratti batteva regolarmente, poi perdeva colpi e iniziava a saltellare, sincopato.
Faceva male, molto male. Quel dolore lancinante gli toglieva il respiro, ma almeno riusciva
ancora a parlare, anche se con un tono impastato sempre pi simile a quel lo di un
ubriaco.
La soluzione  questa ripet.
Che significa?. Tom dovette chiederglielo due volte prima che Caspar capisse.
L'indovinello che aveva in mano Sophia balbett.
"Anche se il nome mente,  la verit"?.
S̻.
E allora?.
La risposta ... . Caspar deglut. Gli bruciava la gola, e la lingua sembrava spessa il
doppio del normale.
La risposta  ipnosi.
Perch?.
Viene dal greco Hypnos, il dio del sonno.
Aveva la strana sensazione di sentire la propria voce che arrivava in ritardo, come il ritorno
durante una telefonata intercontinentale con la linea disturbata.
Se non altro per aveva formulato una frase intera.
E che cavolo c'entra? domand Schadeck.
Caspar si concentr sulla respirazione, inspir profondamente ed espir contando fino a
tre, poi rispose: In passato gli scienziati credevano che la trance ipnotica fosse uno stato
as~imilabile al sonno fisiologico. Falso,  il contrario.
Chiuse gli occhi e alz la voce per non addormentarsi.
Il soggetto  sveglio, solo che la sua coscienza control lata  limitata. Come nelle vittime.
Come in Sophia. Capisci? Il Ladro di anime le ha ipnotizzate. Anche se il nome mente,  la
verit ..
I-dio-zi-e grid Schadeck scandendo le sillabe, che riecheggiarono metalliche tra le
celle frigorifere di patologia.
Caspar apr gli occhi e una fitta di dolore gli trapan il cervello.
Perch? url di rimando. O almeno credette di aver urlato, non ne era sicuro.
Adesso non ho la forza di spiegarti tutto.
N o, ascoltami.
Si contorse sul tavolo operatorio. Non riusc a muovere neanche di un millimetro il braccio
in cui era infilato 1'a-go, perch Schadeck lo blocc con entrambe le mani.
Ti servo lucido.
Come mai?.
Nopor toss Caspar. Quelle poche parole gli avevano infiammato la gola irritata dal fumo.
Aveva una sete terribile, e una parte di lui sper che Schadeck gli iniettasse il resto del
liquido perch il dolore nella sua testa finalmente passasse.
Invece non poteva darsi per vinto, se voleva uscire vivo.
Sophia ci ha fornito un indizio prosegu cercando lo sguardo di Tom.
Attraverso l'ipnosi il ladro di anime induce la letargia nelle sue vittime. Le tortura
gettandole in una spirale di sonno e veglia dalla quale non possono liberarsi da sole.
Ipnosi? ripet Schadeck scettico.
S.
Distrazione, shock, sorpresa, dubbio, stordimento, dissociazione.
Caspar conosceva i fattori che, presi singolarmente o sommati insieme, permettevano di
manipolare dall' esterno le azioni e i pensieri del soggetto.
Ora basta grid Schadeck. Lo sanno tutti che  impossibile ipnotizzare qualcuno con la
forza.
N on  vero ribatt fiaccamente Caspar.
Sollev la testa, e fu un errore. Dato che non riusciva pi a controllare i movimenti, ricadde
all'indietro sbattendo contro il tavolo. Un nuovo lampo di dolore gli trafisse gli occhi chiusi e
per un breve, terribile istante illumin una scena del suo passato che avrebbe preferito
cancellare. Il ricordo di una bambina con i riccioli biondi che scuote la testa facendogli
capire di non voler essere curata.
Sono stato io. lo ho curato mia figlia contro la sua ...
Non siamo mica a Hollywood sent brontolare Scha deck. Cittadini indifesi trasformati
in terroristi che piazzano bombe a comando, gente che si suicida perch qualcuno dice
"ferro di cavallo blu". Che altro inventerai per salvarti la pelle, eh? Queste cose non
esistono.
S, invece disse Caspar. E posso dimostrartelo. Slegami.
Scordatelo. Tom prese la siringa.
Fermo, aspetta. I pensieri di Caspar avevano superato un punto critico. La diga che
bloccava la parola era sul punto di rompersi. In effetti la medicina tradizionale sosteneva
che fosse impossibile far cadere qualcuno in trance contro la sua volont. Ma cosa
succede se il soggetto non  consapevole di essere sottoposto a ipnosi? Se prima del
trattamento la sua capacit di opporre resistenza  stata compromessa da uno shock, un
trauma o uno stupefacente?
Avrebbe voluto ricordare a Schadeck un programma messo a punto dalla cia durante la
Guerra Fredda che studiava i metodi per effettuare il lavaggio del cervello a scopi militari e
aveva portato a risultati sconvolgenti. Per ragioni oscure, Caspar sapeva a mente il
memorandum del progetto Artichoke: "Simulando una misurazione della pressione
sanguigna, la cavia pu essere convinta a rilassarsi. Le analisi del sangue possono essere
usate per somministrare droghe. Un esame della vista pu servire per spingere la cavia a
seguire i movimenti di una piccola sorgente luminosa o a fissare un flash mentre vengono
impartite suggestioni verbali".
Caspar avrebbe voluto parlare delle iniezioni di vitamine praticate alle cavie a loto insaputa
e che in realt contenevano amital sodico, dei misteriosi protocolli Alzner che bastava
leggere perch condizionassero il subconscio, e avrebbe voluto citare un paragrafo tratto
dal rapporto finale della commissione di bioetica: "In seguito a sevizie fisiche e torture
psicologiche, in particolare infliggendo un forte shock,  possibile far cadere in trance
contro la loro volont soggetti influenzabili e dominarne la coscienza ricorrendo a sostanze
capaci di provocare fenomeni allucinatori" .
Aveva sulla punta della lingua questo e altro ancora, ma gli' mancava la forza per
esprimerlo a parole. Una debolezza febbricitante gli serrava le corde vocali, perci
farfugliava frasi incompiute.
Anche tu puoi ... .
Come?.
 ... puoi farlo anche tu.
Fare cosa?.
Ipnotizzarmi.
Caspar strinse il pugno conficcandosi una scheggia di vetro ancora pi in profondit nella
carne. Il dolore lo distraeva.
Dipende solo dalle circostanze. Guarda, sono in mano tua. Pi veleno mi inietti e pi
facilmente potrai vincer-mi.Tossi ancora, questa volta perch gli era andata di traverso la
saliva.
Ma non per settimane. Schadeck moll un calcio contro il tavolo. E di certo non fino ad
ammazzarti, come  successo alla prima vittima. Comincio a pensare che tu non sia
affatto un medico, altrimenti sapresti che ogni ipnosi indotta in modo scorretto prima o poi
si trasforma in un sonno naturale. Le vittime avrebbero dovuto svegliarsi, non morire.
S, sono un medico, di questo Caspar era certo. I ricordi si susseguivano sempre pi
rapidamente. Se fossero stati nello studio di RaBfeld, avrebbe potuto provarlo. L c'era
l'albo con l'elenco di tutti gli psichiatri. Si vide davanti agli occhi la nota che lo riguardava:
Dottor Niclas Haberland, specialista in neuropsichiatria e ipnosi profonda.
Hai ragione disse per calmare Tom prima che gli iniettasse altro Pentothal.
Di solito l'ipnosi medica  innocua. La cosa peggiore che pu capitare  la perdita della
relazione ipnotica ...  Caspar si stup di quanto i concetti specialistici gli fossero di nuovo
familiari  ... cio quando il terapeuta non riesce pi a comunicare con il soggetto, che non
reagisce pi ai suoi ordini. Su questo hai ragione. Non si pu fare altro che aspettare, e
prima o poi il paziente si sveglia. Ma parliamo di contrattempi involontari. Danni causati
dalla negligenza, piccoli incidenti durante numeri da baraccone, quando la donna scelta
tra il pubblico dovrebbe salire sul palco a quattro zampe e cade nella buca dell'orchestra.
Nessuno per ha mai verificato se  possibile fare del male a qualcuno di proposito. Non
capisci?.
Ormai la voce di Caspar era ridotta a un sussurro, non era sicuro nemmeno di aver parlato
davvero. La sua facolt percettiva era quasi azzerata. Non aveva pi il controllo di se
stesso, paradossalmente proprio ora che era costretto a illustrare le tecniche di ipnosi.
Se qualcuno avesse sviluppato un metodo per provocare il coma vigile permanente, un
metodo che alla lunga pu perfino avere effetti collaterali letali, non lo leggeremmo certo
sulle pubblicazioni specialistiche. Si tratterebbe di un esperimento illegale sugli esseri
umani. E temo sia esattamente quello che sta. succedendo qui. In questa clinica. E noi
siamo le cavie.
Caspar si accorse che qualcosa nelle sue parole aveva fatto centro. Quando Tom intrecci
le mani dietro la testa e lo fiss indeciso, aggiunse: Slegami, per favore.
Credo di sapere come salvare Sophia e tirarci tutti fuori di qui.
Schadeck strinse le labbra perplesso e si pass una mano tra i capelli. Sospir, e subito
dopo Caspar sent le cinghie allentarsi. Non aveva pi l'ago nel braccio, la siringa era di
nuovo sul carrello, accanto agli strumenti per l'autopsia.
Un movimento falso e ti faccio fuori.
L'infermiere stava liberando il polso sinistro di Caspar quando accadde l'impossibile. Da
qualche parte nella clinica squill un telefono.
Ore 03:09
Fermo,non ...  grid a Schadeck, che era corso in corridoio senza neanche voltarsi.
E una trappola, voleva dirgli, ma gli manc la voce.
Si sollev sul braccio sinistro, si gir di fianco e con dita tremanti cominci a slacciare le
altre cinghie. Intorno a lui i colori erano cambiati, e con loro i rumori.
N ella stanza accanto il tomografo continuava a martellare con il ritmo psichedelico della
musica techno. I colpi diventarono pi veloci e coprirono lo squillo del telefono, che in
realt non si sarebbe dovuto sentire. Primo, perch la centralina era distrutta. Ma
soprattutto perch era troppo acuto e troppo forte.
Non sarebbe dovuto arrivare fin l.
A meno che..
Si alz e cadde sul duro pavimento di pietra.
Qualcosa nella spalla sinistra scricchiol e Caspar lanci un urlo. La sua coscienza era
anestetizzata, ma sfortunatamente il centro del dolore nel suo cervello no.
Prov a rimettersi in piedi tenendosi al carrello degli strumenti, che si ribalt.
D'istinto afferr uno scalpello che gli era scivolato vicino al ginocchio, ma lo pos subito e
prese una siringa. Anche se non era piena, nel caso avesse dovuto difendersi un'iniezione
fatta nel punto giusto avrebbe avuto un effetto immediato.
Inavvertitamente caric il peso sulla gamba ferita, e quando il frammento di vetro penetr
pi a fondo nel piede grid.
Reggendosi al tavolo anatomico zoppic fino all'uscita. Era a pochi passi da lui, ma
vedeva annebbiato e in un primo momento ebbe la sensazione che la porta aperta si
allontanasse mano a mano che lui avanzava.
Perse l'equilibrio, dovette appoggiarsi di nuovo al piede ferito e il dolore gli imped di
crollare.
Era combattuto tra due desideri opposti.
Da un lato voleva fuggire prima che il Ladro di anime lo trovasse, dall' altro sperava di
addormentarsi e non svegliarsi pi.
Addormentarsi, pens, e di colpo sent di nuovo l'odore del fumo, ma ora poteva
dipendere anche dal fatto che era in corridoio, a pochi metri da radiologia, a cui lui stesso
aveva appiccato il fuoco.
Perch Sophia non passa al sonno profondo?
Era riuscito a raggiungere l'ascensore e premette il pulsante. Le scale erano fuori
discussione. In quelle condizioni ogni gradino rappresentava un ostacolo insormontabile.
Accost la fronte alle porte e riflett, ascoltando le vibrazioni del tomografo e lo scalpiccio
dei pesanti stivali di Schadeck di sopra, al piano terra. Il telefono aveva smesso di
squillare.
Ha ragione Tom. Perch le vittime non si svegliano? E perch tutte stringono in mano un
biglietto con un indovinello?
Il cavo dell'ascensore cigol e Caspar ebbe un'illuminazione.
Un attimo ...
La risposta era cos evidente che stent a crederei.
Sopor. Letargia. Ma certo.
Siamo stati cos ciechi.
Ce l'avevano proprio sotto gli occhi.
Sophia mostrava tutti i sintomi di un paziente manipolato da un ipnotizzatore senza
scrupoli.
Bruck doveva averle fatto rivivere un' esperienza traumatica del suo passato. La sua paura
pi grande, lo shock pi forte. Il momento in cui l'ex marito le ha portato via la figlia? A
quel punto il Ladro di anime aveva volutamente spezzato il legame tra s e la vittima. E
quelle che l'avevano preceduta.
Aveva interrotto la relazione ipnotica, assicurandosi che Sophia smettesse di rispondere
agli stimoli esterni, cos nessuno tranne lui avrebbe potuto stabilire un contatto.
Prima dell'ultimo passo, per, quello decisivo, era stato disturbato dalla comparsa
improvvisa di Linus. Per questo a Sophia capitava ci che di solito avviene in caso di
ipnosi scorretta: si svegliava. Si svegliava e si riaddormentava, a intermittenza.
Caspar ricord le sue palpebre che battevano, ricord i gemiti, i brevi momenti in cui
aveva mostrato una reazione e tentato di comunicare prima di cadere di nuovo in trance.
E noi potevamo salvarla.
Con un'unica parola avrebbero interrotto la spirale e annullato l'ordine postipnotico con cui
la vittima del Ladro di anime precipitava di nuovo nell'ipnosi appena apriva gli occhi.
Appena la luce colpiva le pupille.
Dio mio.
Caspar picchi i pugni sulle porte dell' ascensore come se quello sfogo potesse far
arrivare pi in fretta la cabina, che invece dall'indicatore di piano sopra la sua testa
risultava ferma.
Le scale, allora.
Inciamp, si aggrapp alla ringhiera evitando per un soffio di finire ancora a terra e
arranc con una gamba sola, gradino dopo gradino, trascinando la sinistra.
Era cos semplice. La soluzione dell'indovinello era la soluzione di tutto.
Ore 03:11
Caspar si premette la mano ferita sul petto per rallentare il cuore che batteva pi veloce a
ogni passo.
Tom? grid. Voleva spiegare all'infermiere le sue ipotesi, che si augurava fossero
fondate.
Se. aveva ragione, dovevano solo aspettare che Sophia aprisse di nuovo gli occhi e dirle
la parola chiave. Sempre che i danni psichici riportati non fossero troppo gravi, avrebbe
ripreso il controllo della propria coscienza. Oppure sarebbe sprofondata in un sonno
misericordioso.
Tom?.
Finalmente Caspar ebbe la meglio sull'ultimo gradino, e i suoi piedi insanguinati lasciarono
le prime impronte sulla spessa moquette color crema dell'atrio. Sent un rumore alle sue
spalle.
Le porte dell'ascensore non si chiudevano completamente e continuavano ad andare
avanti e indietro.
Riflett se togliere il cuneo di legno che le bloccava, ma vedendo che dalla cabina non
usciva luce esit. E se il Ladro di anime non avesse aspettato altro per saltargli addosso?
Caspar si rese conto di aver bisogno di aiuto.
Dov Tom?
Non intendeva affrontare un rischio sconosciuto armato solo di una siringa.
Scrut il corridoio buio che portava alla biblioteca in cerca di qualcuno.
E perch la porta  aperta?
Ma fu ancora pi sorpreso nel vedere un oggetto scintillante che si muoveva pochi metri
davanti a lui riflettendo il bagliore tremolante del camino acceso.
Si avvicin e cap cos' era. La sedia a rotelle di Sophia, rovesciata e abbandonata in
corridoio. Una ruota girava sempre pi lentamente.
Ore 03:12
Sono Niclas Haberland Ferm la ruota con l'indice e strizz gli occhi.
Sophia? sussurr spalancando con il piede scalzo la pesante porta di legno.
Sono Niclas Haberland. Sono un neuropsichiatra Muoveva le labbra come un bambino
che legge in silenzio un testo scolastico.
Ripeteva sempre le stesse frasi, come una formula magica, nella speranza di scacciare il
male che credeva di trovare in biblioteca.
Sono Niclas Haberland. Sono un neuropsichiatra, specialista nel campo dell'ipnosi
profonda.
Le sue dita si strinsero intorno alla siringa che teneva in mano. Poi entr. Scorse la
sagoma davanti al camino. E chiuse gli occhi.
Sono Niclas Haberland. Sono un neuropsichiatra, specialista nel campo dell'ipnosi
profonda. E ho fatto un errore.
Quando li riapr la sagoma era ancora al suo posto. Seduta su una delle sedie foderate
vicino al camino che faceva fumo, la pelle aveva preso il pallore cadaverico della cenere
fredda.
Il mento di Greta Kaminsky era reclinato sul petto, il braccio destro abbandonato lungo il
fianco e il sinistro appoggiato in grembo.
Era rigida e immobile come una bambola, sarebbe bastato il minimo soffio d'aria per
piegarla di lato.
Per un attimo Caspar credette di vedere la vecchia signora scivolare a terra e battere la
testa. La chiam per nome, sottovoce, e fece un passo avanti, con cautela. Non riusciva a
capire se il torace si sollevava e si abbassava, o se invece era solo un'illusione ottica
causata dal tremolio del fuoco.
Tom, Yasmin, dove siete? si chiese mentre cercava un segno di vita. Una vena che
pulsava, un fremito delle labbra che sta- , vano diventando cianotiche. Qualsiasi cosa.
A un metro di distanza da Creta si lasci cadere in ginocchio. Per non rischiare di ferirla,
pos la siringa sul tappeto, vicino ai suoi piedi, le parl e poi accadde tutto con estrema
rapidit. Caspar non avrebbe saputo dire se sent prima il grido e dopo il colpo metallico o
viceversa.
Senza nemmeno rendersene conto si ritrov in corridoio. Diretto all' ascensore, da cui
arrivavano i rumori di una violenta colluttazione. Dalle porte leggermente pi aperte filtrava
luce - il piccolo cono tremolante di una torcia puntata verso la guardiola di Bachmann
nell'ingresso.
Caspar si ferm. Il corridoio era troppo stretto e l'ascensore troppo lontano per capire cosa
stava succedendo al suo interno. L'unica cosa che vide chiaramente fu che il cuneo non
bloccava pi la barriera foto elettrica. Spuntarono solo le gambe nude di Sophia. Il Ladro
di anime aveva gi trascinato il resto del corpo nella cabina buia.
Ore 03:13- All'esterno della clinica La bufera diminuiva di intensit.
Continuava a colpire con forza bruta scandole, imposte, canale e ogni elemento non
fissato a dovere, a tratti per si calmava, come per riprendere fiato prima di falciare
antenne e sradicare alberi. In quella scorribanda aveva come fedele compagna la neve.
Una complice che mimetizzava con il suo manto bianco i danni pi gravi e si scagliava sul
viso degli eventuali testimoni intenzionati ad assistere all' opera di devastazione.
Anche se secondo la scala Beaufort il vento era calato di un grado, nessuno osava ancora
abbandonare il rifugio sicuro della propria casa. A meno che non vi fosse costretto, come
Mike Haffuer.
Servizio invernale ...  disse a se stesso, dato che era l'unico a bordo dello spartineve.
Bel lavoro di merda imprec picchiando le mani sul volante di plastica.
Lo sapeva. N on avrebbe dovuto dare ascolto a Schwacke. Era talmente fatto da non
distinguere una canna da un fischietto, figuriamoci trovare un lavoro.
"Duemila euro tondi tondi, vecchio mio" gli aveva assicurato tutto contento. "Che
intascheremo in ogni caso, anche se non nevica. Ci pagano per leggere il giornale".
A quelle parole si. era abbassato la palpebra inferiore con il medio ammiccando in segno
di intesa.
"Sconvolgimento climatico, CO2, effetto serra, vecchio mio. Quando da noi nevicher di
nuovo in inverno, entrer negli Alcolisti Anonimi".
Haffner prese il cellulare per chiamare quell'idiota del suo compagno delle elementari e
augurargli un cancro ai testicoli. No, meglio qualcosa di contagioso. L'ebola, ad esempio.
Per colpa sua si era fatto convincere a lasciare il posto sicuro in videoteca e unirsi alla
squadra di pronto intervento della ditta privata F.A. Wurm.
"Wurm, e la tormenta non  pi un tormento" si leggeva sulla parte posteriore del veicolo e,
quando il telefono aveva squillato venti minuti prima, Haffner si era reso conto che quella
banda di matti prendeva lo slogan alla lettera. "Finch lo spartineve non si ribalta, vai a
lavorare" lo aveva strigliato il caposquadra. E cos eccolo in un sobborgo residenziale a
sgombrare il garage di qualche stronzo ricco sfondato.
Non c' campo!
Mike butt il cellulare sul tappetino e accese la radio, che andava e veniva.
Pensando di essere spiritoso, lo speaker aveva messo Sunshine Reggae. Oppure il
redattore che sceglieva la scaletta era deficiente come Schwacke. Haffner non cambi
stazione, tanto tra lo scoppiettio del motore diesel dentro l'abitacolo e l'ululato del vento
fuori non sentiva nulla lo stesso. Pigi sull'acceleratore e sband svoltando alla cieca su
una strada coperta di ciottoli. Con quel nebbione sarebbe stato meglio guidare pi piano, e
tra l'altro avrebbe fatto anche meno rumore,ma se lui era costretto a lavorare, perch mai
quelli pieni di soldi che abitavano l dovevano dormire in santa pace?
Acceler ancora.
Accidenti a te, Schwacke, quando ti prendo ti gonfio di botte, inve prima di sobbalzare.
Merda.
Al secondo urto non ebbe pi dubbi.
Fa' che sia un sacco pieno di foglie, pens mentre si fermava.
O una tegola Si butt contro lo sportello e per poco non cadde fuori.
Nessuno pu essere cos scemo da andarsene in giro con questo tempo, riflett, ma pochi
secondi dopo dovette ricredersi.
E tu chi cavolo sei? grid all'uomo mezzo nudo, che vedendosi puntare in faccia una
torcia elettrica inizi ad agitare le braccia in preda al panico. Tese le mani bluastre, non si
capiva se tremava per il dolore o il freddo. E non si capiva cosa stesse urlando.
Sophiuto ... Sophiutoziencide!.
Haffuer non riusciva a capirlo.
Ore 03:15 - All'interno della clinica Caspar continuava a non comprendere quale fosse il
piano. per ne riconobbe 1'orribile obiettivo.
Il Ladro di anime li aveva stanati. Non solo erano usciti da patologia, ma gli avevano fatto
anche il favore di separarsi.
E cos si era intrufolato senza essere visto nell' ascensore, di cui aveva bisogno per
trasportare all'inferno la preda condannata a morte. Nell'interrato. Nel laboratorio.
Dove si entrava solo con la chiave speciale di RaBfeld, che Bruck doveva avergli sottratto
dopo averlo ucciso e che ~n quel momento era infilata nel pannello di comando. Accanto
al pulsante di ottone con il numero "-2".
Caspar si avvicin lentamente all'ascensore per verificare l'esattezza di quel terribile
sospetto. Un passo alla volta, esitante. I pantaloni del pigiama frusciavano a ogni
movimento. Si blocc e si appoggi alla parete, ma non riusc a guardare dentro la cabina
alla sua sinistra.
Le porte sbattevano ogni cinque secondi contro le gambe di Sophia e si riaprivano di
scatto. Ud un rantolo, poi i piedi della dottoressa sussultarono, le dita si curvarono e un
altro centimetro del suo corpo spar all'interno.
Caspar inizi a correre. Se voleva salvarla non poteva pi aspettare. Doveva agire.
Senza riflettere, si gett verso l'ascensore, premette l'allarme e vincendo la paura chiam
Tom ad alta voce.
Non smise di gridare nemmeno quando le porte si aprirono e il suo cervello si rifiut di
accettare la scena che gli occhi mettevano a fuoco.
Bruck In ginocchio, le braccia intorno al collo di Sophia.
Vuole spezzarglielo.
Mentre cercava di rapire la dottoressa, la torcia che teneva sotto 1'ascella sinistra si era
spostata. Adesso il cono di luce, come un macabro riflettore, gli illuminava il torace
martoriato. Il Ladro di anime era un'unica ferita. La fasciatura strappata e incrostata di
sangue mostrava il raccapricciante taglio aperto sotto la laringe.
Sembra distrutto, fu il primo pensiero di Caspar quando infil il piede scalzo oltre le porte.
Sfinito, riesce a malapena a trascinare un corpo. Figuriamoci uccidere. Solo gli occhi
erano ancora carichi di energia, e riflettevano il bagliore spettrale della torcia.
Prima di valutare i rischi e le probabilit, Caspar segu l'istinto e salt nell'ascensore. La
cabina oscill quando lui si scagli con tutto il proprio peso contro Bruck soffocando il suo
grido.
Sophiiiiiii... Il nome della quatta vittima.
Caspar si stup che il Ladro di anime opponesse cos poca resistenza. Per qualche
secondo sembr una lotta alla pari. Due uomini gravemente feriti e allo stremo delle forze,
che tiravano colpi a caso sperando di parare 1'attac-co dell' avversario. Poi per un rivolo
di sangue usc dal naso di Caspar. Al buio non aveva visto arrivare la gomitata, la torcia di
Bruck era scivolata da un pezzo e saettava tra i loro piedi nudi.
Caspar sent crescere la rabbia. Trov tastoni il viso del lo psicopatico e gli premette una
mano sulla bocca, malgrado l'altro continuasse a mollargli ginocchiate nello stomaco. Fece
scivolare il pollice lungo il collo e lo infil nella ferita. Spinse, e il gemito incomprensibile di
Bruck si trasform in un verso stridulo. Caspar aveva affondato il polpastrello, cercando di
graffiarlo con l'unghia.
Bruck cominci a cedere, poi Caspar avvert una fitta lancinante al basso ventre che si
diffuse in ogni parte del corpo.
Voleva spostarsi prima di ricevere un altro calcio tra le gambe, ma era troppo tardi. Si
pieg su se stesso e cadde, battendo la fronte contro la testa di Sophia. Temendo un
nuovo colpo, si ripar alla meglio con le braccia, per anche Bruck era crollato in
ginocchio e sembrava sul punto di vomitare dal dolore.
Caspar si spinse indietro, cerc con la mano le gambe di Sophia e sfior la torcia. La
sollev e la punt in faccia al Ladro di anime per abbagliarlo. La luce illumin per un attimo
una scarpa da ginnastica. Da donna ..
Una scarpa?
Solo allora si accorse che non erano soli.
Oltre a lui, Bruck e Sophia c'era un altro corpo rannicchiato in un angolo della grande
cabina.
Yasmin.
Sanguinava, o almeno fu l'unica spiegazione logica che Caspar riusc a trovare per la
macchia scura che le si allargava sulla camicetta, nel punto esatto in cui un oggetto
allungato con l'impugnatura di gomma le usciva dal torace.
Non c' tempo. Non c' tempo.
Sput un grumo di sangue e si aggrapp alle gambe di Sophia.
Si rialz a fatica, cominci a trascinarla camminando a ritroso e le strapp una grossa
ciocca di capelli rimasta impigliata sotto il ginocchio di Bruck, che intanto si premeva le
mani sul collo. Anche lui aveva la bocca sporca di sangue.
Il corpo era quasi completamente fuori dall' ascensore quando le dita insanguinate di
Caspar persero la presa. Ignorando il dolore al palmo che si era tagliato in radiologia, si
pul le mani sul petto, afferr Sophia per i fianchi in un abbraccio disperato e si butt
all'indietro.
Bruck si rimise in piedi barcollando come un pugile all'ultimo round senza pi la forza di
attaccare. Dischiuse le labbra facendo uscire una bolla di saliva.
Allung un braccio, ma Sophia era fuori dalla sua portata.
Caspar ce 1'aveva fatta. La testa della dottoressa picchi contro la soglia dell' ascensore e
finalmente raggiunsero il corridoio. Qualcosa scricchiol, il Ladro di anime grid ancora il
nome di Sophia, poi le porte si chiusero risucchiando ogni suono.
L'ultima cosa che Caspar vide fu la gamba piegata dell'infermiera. Per lei non c'era pi
nulla da fare.
Si accasci su un fianco ansimando, senza smettere di stringere il piede freddo di Sophia.
Le pass il pollice sulla pianta e not che le dita si muovevano reagendo al contatto.
Voleva accontentarsi di quel segno di vita e dormire, l, davanti alle scale della clinica
Teufelsberg, sulla moquette dell'atrio. Era uno sbaglio e lo sapeva, sapeva di dover
rimanere sveglio, eppure stava gi per appisolarsi quando toss riscuotendosi di
soprassalto. Dovette alzarsi, o il miscuglio di sangue e saliva lo avrebbe soffocato.
Caspar sput, schizzando gli stivali neri che all'improvviso erano comparsi accanto a lui.
Alz gli occhi.
Dov'eri finito? domand a Tom con un filo di voce. Sono andato a cercare il telefono.
Lo stronzo ha attivato l'auto chiamata e l'ha messo davanti al microfono perch si sentisse
anche nell'interrato.
Caspar annu. Lo aveva immaginato.
E ci hai messo cos tanto?.
No. Schadeck rise e si avvicin.
Dopo vi ho osservato disse, e per la seconda volta in mezz' ora tir fuori la pistola per
l'anestesia. Questa volta per la us per colpire con violenza Caspar alla testa.
Eco Piano, Tarzan, non tirare cos. Si scivola grid con poca convinzione al cane che si
buttava contro il guinzaglio Cosa aveva? Era spaventato? O arrabbiato con lui perch lo
aveva lasciato tutto quel tempo legato fuori, al freddo? Forse aveva pensato di essere
stato abbandonato un'altra volta. Come era successo con il suo primo padrone, che gli
aveva cavato un occhio e poi lo aveva rinchiuso insieme ad altri cuccioli nella carcassa di
un'auto.
S, s, anch 'io voglio andarmene da qui il prima possibile . ..  grid di nuovo all'animale.
Doveva aver fiutato qualcosa. Una volpe, un cinghiale. In quel caso per si sarebbe
dovuto sentire odore di dado da cucina. I cinghiali odorano di glutammato di sodio o di
strutto rancido. Lo aveva imparato durante le tante passeggiate nei boschi. A volte l'odore
restava nell'aria a lungo, anche dopo che gli animali si erano allontanati da un pezzo. L
invece, sul viale di accesso, non si sentiva. C'era solo odore di carta bruciata, di carbone
di legna, ed era normale, considerando i camini nella villa alle sue spalle Aspetta... .
Riflett se gli convenisse mollare il guinzaglio. Scendere lungo il pendio diventava pi
pericoloso a ogni passo.
La neve fresca alleva coperto le lastre di ghiaccio sull' asfalto, e il custode non aveva
ancora avuto il tempo di spargere il sale. Per questo aveva dovuto aspettare pi del
previsto prima di andarsene. Ma non era servito Tast l'interno del cappotto, per non
c'era pi nulla. Era bruciato tutto. Un attimo prima, davanti ai suoi occhi Un muro
invalicabile di profonda, dolorosa tristezza si innalz davanti a lui.
Tutto inutile. Tutto per niente. Aveva fatto un ultimo tentativo ed era fallito, com 'era
prevedi bile. E adesso se ne stava l, incapace di muoversi, incapace di sfondare il muro
della depressione che gli impediva di tornare alla vita normale.
Il suo braccio scatt in avanti quando Tarzan ricominci a tirare, il suo corpo per rimase
immobile. Pietrificato.
Congelato come i rami degli abeti ai bordi della strada, che minacciavano di cedere sotto il
peso della neve. Vacill, si oppose alla forza che lo trascinava. E lo ud. Il gorgoglio.
Mentre cadeva, ogni cosa intorno a lui inizi a ribollire. n rumore si fuse con un mormorio.
n mondo cominci a girare, sent i rami spezzarsi, all'improvviso vide gli alberi da un'altra
angolazione, avvert il guinzaglio serrargli il polso, poi di nuovo un crepitio, ma i rami non
caddero. Il rumore aument, adesso il mormorio non era un vero mormorio, sembrava una
voce limpida, leggermente distorta, che si allontanava sempre pi.
Qualcosa si ruppe, un pezzo di legno o un osso, e lui cap che doveva essere successo
nel momento in cui aveva sbattuto la testa.
Un attimo prima che davanti a lui si sprigionassero le fiamme Non da un cruscotto, come
quella volta, quando era cominciato tutto. Da un camino, in cui crepitava della legna e il
fuoco gorgogliante veniva risucchiato attraverso la canna fumaria da un vento gelido.
E ud anche la voce. Metallica, eppure forte e chiara.
Puoi averla disse. Prenditela.
Ore 03:20
Caspar avrebbe voluto aprire gli occhi per fuggire da quel sogno, ma non ci riusc.
Era gi sveglio. Il fuoco che aveva davanti e fissava da un po' di tempo era reale quanto le
parole che uscivano dall'interfono.
Vieni a prenderla! gracchi la voce di Schadeck dall'altoparlante della biblioteca sopra
la sua testa.
Tom? Maledizione, cosa sta facendo?
Caspar cerc di alzarsi dalla sedia, per il tentativo fall per vari motivi.
Essenzialmente perch, dopo le torture e l'eccesso di violenza delle ultime ore, sia la sua
mente sia il suo corpo non erano pi in grado di fare nemmeno le cose pi elementari.
Aveva rischiato di morire soffocato dal fumo, era stato narcotizzato, si era tagliato mani e
piedi e probabilmente il Ladro di anime gli aveva rotto il setto nasale, mentre per
l'emicrania e la nausea gelida doveva ringraziare la commozione cerebrale procuratagli da
Schadeck.
Non aveva pi la forza di alzarsi. La cintura dell'accappatoio con cui l'infermiere gli aveva
legato le mani allo schienale era superflua.
Puoi averla, Bruck. Ho portato Sophia nell' atrio. Prima che Tom lasciasse il tasto per
parlare, dal microfono usc un leggero fischio.
Oddio, vuole sacrificarla.
Quasi le parole appena udite volessero spegnere l'ultimo barlume di speranza,
all'improvviso le fiamme nel camino si assottigliarono e un fumo denso invase la stanza.
Caspar chiuse gli occhi pieni di lacrime e si augur che la bufera si placasse, cos il vento
non sarebbe pi penetrato dal comignolo.
La vuoi? E io te la do.  il mio regalo di Natale per te, Bruck. Prenditi la dottoressa, falle
quello che ti pare, poi per vattene. Ci stai?.
Caspar prov di nuovo ad alzarsi, ma tutto ci che riusc a fare fu rischiare di cadere nel
fuoco. Cominci a sudare.
Puoi prendere anche gli altri. In biblioteca, dove hai fatto secca Yasmin.
La vecchia  ancora viva.
Caspar volt la testa e vide che in effetti Greta era seduta in una posizione leggermente
diversa. Ora aveva la bocca chiusa.
E lo psicopatico  legato.  un gioco da ragazzi. Prendili, oppure prendi solo Sophia ...
non importa. L'import. .. .
La parola gli mor sulle labbra, ma Schadeck continu a tenere premuto il tasto.
Merda, no ... cosa ... .
Subito dopo Caspar sent un rumore, come se qualcuno avesse tirato via la tovaglia da
una tavola apparecchiata.
Poi uno scricchiolio, e il grido strozzato risuon nelle stanze vuote della villa.
E nella sua testa stordita.
Sei un idiota, Schadeck. Sei un grandissimo idiota..
Cosa aveva detto Bachmann? Che l'interfono poteva essere azionato solo in due punti
della clinica? Tanto valeva che Tom si attaccasse un bersaglio dietro la schiena. Restava
solo da capire se Bruck lo aveva eliminato prima o dopo essere andato da Sophia.
L'unica cosa certa...
Caspar stratton disperatamente la cintura che gli bloccava i polsi, senza togliere gli occhi
dalla porta accostata da cui Schadeck aveva tolto la chiave .
...  che Bruck sta venendo qui!
Non ci volle molto prima che il rumore di passi strascicati lungo il corridoio gli desse
ragione.
Ore 03:23
Fuoco.
Fumo.
Libri.
Creta.
Cercando una via di uscita per scampare all'inevitabile, Caspar era passato alla modalit
di' risparmio energetico. Mentre gli occhi perlustravano la biblioteca, il cervello riusciva a
formulare soltanto pensieri formati da una singola parola.
Indovinelli.
Bruck.
Creta, Libri.
Un livello della sua coscienza registr il fatto che il rumore di passi in corridoio era cessato
gi da vari secondi, e contemporaneamente l'istinto di sopravvivenza sfrutt gli ultimi
rimasugli di adrenalina. Caspar fiss il fuoco, pens all' auto in cui era quasi bruciato vivo,
e si chiese se in confronto non sarebbe stata una morte misericordiosa. Chiuse gli occhi e
non riusc a scacciare l'immagine di un orologio su un cruscotto in fiamme. Misurava il
tempo che gli restava da vivere e la lancetta era sul rosso. Rosso fuoco.
Fuoco.
S. Era la sua ultima possibilit.
Camino Fumo.
Fuoco!
Rinunci al tentativo di inarcare la schiena per strappare la cintura e cerc di spostarsi in
avanti con la sedia. Verso il fumo.
Il fuoco. Devo raggiungere il..
Si sbilanci di lato. Una volta, due. Alla fine perse l'equilibrio e la forza di gravit fece il
resto. Cadde lentamente a terra.
Quando batt contro il pavimento, la fitta alla spalla gli ricord di essersela lussata
scivolando dal tavolo operatorio. La testa fin su un cumulo di cenere che attut il colpo, e
Caspar grid dando libero sfogo al dolore.
Devo raggiungere il fuoco, si disse, e lo ripet come un mantra. Ancora e ancora.
Era legato alla sedia, troppo lontano e leggermente decentrato rispetto alle fiamme. Se
non altro per vedeva meglio la porta, che non si era mossa di un millimetro. Non tutto era
perduto. Pieg le gambe e appoggi i piedi agli attrezzi del camino, che si rovesciarono,
ma dal calore che avvert alle spalle cap di essersi avvicinato all' obiettivo.
Spinse con tutte le sue forze contro lo schienale, che scricchiol. Continu a spingere e a
un tratto, senza preavviso, il dolore divent insopportabile. Caspar url, cos forte come
aveva fatto solo una volta in vita sua. Quando era quasi morto carbonizzato nella sua auto.
Ora le fiamme sembrarono fiutare la possibilit di portare a termine il lavoro iniziato tanto
tempo prima. Ma non gli ustionarono il petto, gli tagliarono le braccia come rasoi roventi.
C'era quasi.
Quasi. Ancora un centimetro e oltre alla pelle intorno ai polsi il pezzo di legno
incandescente avrebbe lacerato anche la cintura di cotone che li bloccava.
Caspar url di nuovo e strinse i denti.
Insieme all' odore dolciastro di carne bruciata credette finalmente di sentire quello della
stoffa che prendeva fuoco.
E infatti la cintura si allent.
O  solo una mia impressione? Il dolore mi sta facendo impazzire?
Allarg le braccia pi che pot per offrire alle fiamme una maggiore superficie.
Sta cedendo? Penso di...
S No S.
No.
Troppo tardi.
Tolse le braccia dal fuoco e guard la porta. Era aperta. Molto pi di quanto lo fosse pochi
secondi prima. L'aria fredda del corridoio gli arriv dritta negli occhi spalancati per la paura,
che non riuscivano a staccarsi dal Ladro di anime che stava entrando.
Ore 03:25
Caspar si allontan dal calore intollerabile e abbass la testa. In effetti i suoi polsi avevano
pi libert di movimento, ma a cosa gli sarebbe servita?
Non era in condizioni di sostenere una seconda lotta.
Mosse le dita nella cenere alle sue spalle e afferr un tizzone, che per moll
immediatamente per il dolore. Era inutile.
Da quella posizione, e per giunta con le mani legate dietro la schiena, non poteva gettare
nulla contro Bruck. E anche se avesse potuto?
Ci saremmo dovuti arrampicare su per il camino, gli venne in mente. Ironia della sorte,
proprio quando tutte le possibilit erano sfumate e le vie di fuga bloccate. In ogni caso in
cima avrebbero di sicuro trovato ad attenderli una grata chiusa a doppia mandata. Sia
come sia. Simili riflessioni non avevano pi senso. Ora che il Ladro di anime era a pochi
passi dalla preda. Da lui.
Bruck ansimava, dalla ferita sul collo usciva un sibilo. Trascinava la gamba destra e si
passava qualcosa di scintillante da una mano all'altra.
Quattro passi.
Un coltello? Delle forbici?
La luce era troppo incerta, e senza lenti a contatto a quella distanza Caspar vedeva
gli ,oggetti pi piccoli annebbiati.
Probabilmente uno scalpello, che si era procurato nella farmacia della clinica.
Forse la stessa arma con cui aveva eliminato Schadeck.
Tre passi.
Caspar si dibatteva sul pavimento, sembrava un ragno a cui abbiano staccato una zampa
che vuole fuggire e invece continua a girare in tondo. Sper in un miracolo, preg che
Greta riprendesse conoscenza, si alzasse e conficcasse la paletta del camino nella
schiena del Ladro di anime, ma guardando con la coda dell' occhio nella sua direzione si
rese conto che era ancora abbandonata sulla sedia ad almeno tre metri da lui, un tragitto
degno di una maratona.
Voleva chiamare aiuto e il fumo nei polmoni eli ricord la raccomandazione, in caso di
pericolo, di non gridare "Al fuoco!", perch la maggior parte delle persone scappa
spaventata di fronte a una richiesta di soccorso. Se la morte non fosse stata cos vicina,
avrebbe riso.
Due passi E poi, nel momento in cui cap che era proprio uno scalpello quello che Bruck
teneva come una matita tra le dita affusolate, nell' attimo in cui la consapevolezza del
dolore si era riversata nel suo corpo con un'ultima, gigantesca ondata di panico, in quel
preciso istante il Ladro di anime si mise a ballare.
Ore 03:26
Un balletto dell' orrore, interpretato da un pazzo maniaco assolutamente fuori controllo.
Caspar ebbe la sensazione che la danza macabra venisse eseguita al rallentatore, ma in
realt dur solo pochi secondi.
La bocca di Bruck si apr piano, come quella di un pesce, e la gamba sinistra fu scossa da
un tremito convulso. Sollev il piede e inizi a mulinare le braccia, con ogni probabilit per
mantenere 1'equilibrio, ma invano.
Si pieg in avanti, quasi avesse appena ricevuto un pugno nello stomaco. Un braccio si
blocc a met rotazione e 1'altro cerc di toccare il piede.
Poi si volt, come per far osservare a Caspar le gambe di profilo, e fu cos che lui la vide.
Non  possibile. Oddio ..
La siringa.
Ma s. Sono stato io' a posarla sul pavimento quando ho controllato Creta.
Non riusciva a credere a quel colpo di fortuna. Solo pochi minuti prima Schadeck
minacciava di torturado con quella stessa siringa e ora il Ladro di anime, a un passo da lui,
aveva schiacciato il cilindro di plastica e l'ago gli si era conficcato nel piede scalzo, proprio
sul collo. Se non avesse trascinato la gamba, quasi certamente si sarebbe infilato in un
dito o spezzato contro un osso. Invece era penetrato fino in fondo nel tessuto morbido e
Bruck aveva spinto lo stantuffo appoggiandocisi di peso.
Ecco perch ballava. Ecco perch tremava.
Quando Bruck cerc di togliere la siringa era gi troppo tardi. L'effetto del Pentothal era tra
i pi veloci, e lui talmente debilitato che 1'anestesia inizi nel giro di pochi secondi.
Il Ladro di anime sgran gli occhi attonito, le pupille si rovesciarono e Caspar riusc a
distinguere la parte bianca prima che lo psicopatico crollasse in avanti. Addosso a lui,
seppellendolo sotto il proprio corpo.
Gli scricchiolarono le costole, poi fu la volta dello schie nale della sedia. Caspar non
riusciva pi a respirare e alla paura si aggiunse l'angoscia per la claustrofobia.
E ora cosa faccio?
La siringa era mezza vuota e probabilmente quello che restava del contenuto molto diluito,
quindi Bruck si sarebbe svegliato di l a pochi minuti. E
Caspar, oltre a essere legato, era bloccato da quel peso morto che sembrava aumentare a
ogni doloroso respiro.
Lo scalpello caduto di mano a Bruck era troppo vicino al fuoco, irraggiungibile.
E io non sono Houdini. Sono Niclas Haberland. Sono un . neuropsichiatra, specialista nel
campo dell'ipnosi profonda. E ho fatto un errore.
Trattenne il respiro, sollev le gambe quanto gliela permise il Ladro di anime privo di sensi
e cerc qualcosa per fare leva e gettarlo a terra.
Crac.
Questa volta non era un ceppo bruciato n una costola rotta. Era la sedia, che non
riusciva a sostenere due persone.
Caspar aveva ancora le mani legate, per fortuna per lo schienale non era ben incollato e
cadendo si era staccato.
Pieg di nuovo le gambe, lentamente, fin sotto lo stomaco di Bruck, e strinse i denti.
Sollev il Ladro di anime, che rest sospeso sulle sue ginocchia come durante un
esercizio di atletica leggera, poi lo lasci cadere di lato. Funzion al primo colpo. Altrimenti
non ce l'avrebbe fatta a riprovare, sarebbe morto nell' abbraccio letale di Bruck.
Spost il corpo inanimato, punt i piedi sul pavimento e si spinse indietro, parallelo al
camino. Non ottenendo il risultato desiderato, fece un secondo, disperato tentativo. Si
volt su un fianco caricando la spalla ferita e si rotol. Bast un unico giro e lo schienale si
ruppe. A parte le mani legate, era libero. Poteva muoversi, poteva alzarsi e togliersi di
dosso l'ingombrante struttura di legno, ma in quel momento voleva solo chiudere gli occhi.
Dormire, barattare l'orribile realt con un sogno. Come Bruck, che respirava pesantemente
raggomitolato in posizione fetale ai suoi piedi.
Per quanto ancora? Dieci minuti, cinque?
Caspar chiuse gli occhi e sent il proprio respiro affannoso che voleva espellere dalla
bocca il miscuglio di sangue, saliva e fumo. Si allontan a scatti, quasi seguendo i colpi
cadenzati del tomografo.
Diretto nell'interrato. Lei poteva essere l.
Sola. In fin di vita.
Rivide Sophia. La dottoressa che si era presa cura di lui quando gli serviva il suo aiuto per
ritrovare se stesso. E la figlia, abbandonata nel momento di maggior bisogno. Ora che
aveva rimesso insieme alcuni frammenti di ricordi, lei e Sophia erano perdute pi di quanto
lui lo fosse mai stato. Intrappolate in se stesse, chiuse nella prigione del proprio corpo.
"Potrei sdebitarmi per l'assistenza" aveva detto a Sophia che cercava di alleviare la sua
pena, ridicola in confronto a quello che tutti loro erano costretti a sopportare in quel
momento.
Yasmin, Sybille, Bachmann, Mr. Ed, Linus, RaBfeld.. Sophia.
Strinse di nuovo gli occhi per trattenere quell'immagine. L'immagine di una donna giovane
e fragile a cui restava un'ultima, estrema speranza. Lui.
Consapevole di affrontare una battaglia persa in parten za, Caspar apr gli occhi e si mise
in ginocchio. Due minuti dopo si era liberato i polsi e si alz, per salvare Sophia e, con lei,
se stesso.
Ore 03:29
Si dice che gli uomini manifestino la loro vera natura nelle situazioni estreme.
Quando le circostanze non permettono pi di agire secondo i valori inculcati da anni di
condizionamento esterno. Cos una crisi diventa come un coltello affilato: toglie la buccia e
lascia uscire il nocciolo, la condizione primigenia, non ancora formata e di solito dominata
dall'istinto, in cui lo spirito di sopravvivenza prevale sulla morale.
Se questa teoria  esatta, Caspar aveva appena fatto la sconvolgente scoperta di essere,
nel profondo dell' animo, un uomo debole. Non ci riusciva, malgrado lo ritenesse giusto,
anzi una questione di vita o di morte, e sapesse che con molta probabilit non avrebbe
avuto un' occasione migliore per uccidere Bruck.
Spostava lo sguardo dall'uomo privo di sensi che giaceva ai suoi piedi allo scalpello che
stringeva in mano, e voleva convincersi a sgozzare quel folle, o almeno a tagliargli le
vene.
Non ne era capace. Nemmeno sforzandosi.
Si volt e zoppic verso Greta, cercando di convincersi che semplicemente gli mancava la
forza fisica per uccidere il Ladro di anime. Ma conosceva la verit.
Non aveva mai ucciso. Non aveva neppure mai fatto del male di proposito. A volte per le
sue decisioni avevano avuto conseguenze analoghe.
Sono Niclas Haberland. E ho fatto un errore.
Greta respirava piano, con la bocca socchiusa. Le palpebre fremevano, e le dita piegate in
grembo tamburellavano a tempo con la melodia dei suoi sogni artificiali. Sul petto aveva
un panno bianco, simile a un bavaglino troppo piccolo. Caspar non ebbe bisogno di
odorarlo per sapere di cosa fosse imbevuto.
Ma perch? Perch Bruck ha cambiato metodo? Perch uccide RaBfeld e addormenta
con il cloroformio Creta? E perch vuole che proprio Sophia rimanga sospesa tra la vita e
la morte?
Quando Caspar inclin lo schienale, Greta borbott qualcosa e la testa le scivol
pericolosamente di lato, ma per fortuna l'anziana signora non cadde, altrimenti non ce
l'avrebbe mai fatta a portarla in salvo. Nonostante fosse leggera come una piuma, mentre
la trasportava fuori dalla biblioteca le gambe della sedia lasciarono piccoli graffi sul
vecchio parquet.
E ora?
Sulla moquette l'attrito aument, Caspar non riusc a proseguire e dovette riprendere fiato.
Madido di sudore, si appoggi alla parete tra il corridoio e la dispensa, dove Sybille si era
imbattuta nel Ladro di anime, l'incontro che le era stato fatale. Il crepitio del fuoco
alimentato dal vento era pi sommesso, ma in compenso si sentiva di nuovo il rumore del
tomografo al piano di sotto.
Clack. Clack. Clack.
Le onde magnetiche sibilavano a intervalli regolari sulle scale dell'interrato come colpi di
pistola. Un meccanismo a orologeria, per ricordare a Caspar che il tempo passava.
Mezza siringa di Pentothal diluito. Per quanto far ancora effetto?
Afferr Greta sotto le braccia e la sollev.
Indossava una vestaglia di seta, ed era pi semplice trascinarla in quel modo.
Grazie a Dio.
Al contrario della biblioteca, la chiave della dispensa era ancora nella toppa.
Caspar chiuse la porta dall' esterno, e solo allora si accorse di tremare da capo a piedi.
Ormai l'unica differenza tra lui e Sophia era la sua capacit di prendere decisioni
consapevoli. Sul momento non sarebbe riuscito nemmeno a chiamare aiuto.
Aveva fatto bene a usare le ultime forze per mettere al sicuro Greta. Bruck era troppo
pesante, con lui sarebbe crollato a met strada.
Avanti. Devo andare avanti Prov a girare la chiave nella porta della biblioteca.
Ovviamente non funzionava.
Aveva esaurito tutta la sua dose di fortuna quando il Ladro di anime si era
inavvertitamente conficcato la siringa nel piede.
Clack. Clack.
Ma dove?
Si sentiva come un atleta nella volata finale che vede allontanarsi il nastro del traguardo.
Tuttavia continu a correre lungo il corridoio, finch si trov nell' atrio semibuio.
Si guard intorno ma non c'era nulla.
Niente impronte sulla moquette, niente sedia a rotelle e assolutamente niente Sophia. Se
Schadeck l'aveva abbandonata l alla merc del suo assassino, Bruck aveva gi messo le
mani sulla vittima sacrificale.
Dove l'ha portata?
Clack. Clack. Clack.
Guard davanti a s, strizz gli occhi per mettere a fuoco, ma non avrebbe potuto
distinguere cosa si muoveva in fondo al corridoio nemmeno con le lenti a contatto.
Uno spesso velo di fumo e lacrime gli offuscava gli occhi stanchi. Gli sembr di scorgere
una luce dietro il distributore dell'acqua. Filtrava da una porta accostata.
Lo studio di RaBfeld. Caspar valut se aveva abbastanza forze per arrivare fin l.
Ma a che scopo? Per trovarsi di fronte il cadavere insanguinato di Schadeck? Per scoprire
quale altra arma medica Bruck aveva sottratto dalla farmacia della clinica prima di rapire
Sophia e andare in biblioteca? Caspar ne teneva ben stretta in mano una. Lo scalpello.
Clack.. Clack.
Si gir di scatto, fiss l'ascensore e il suo primo impulso fu quello di fuggire dalla sagoma
che lo aspettava nel buio e gli sembrava stranamente familiare.
A causa delle facolt sensoriali ancora compromesse, solo quando alz il braccio si
accorse che quell'uomo cos simile a lui era la sua immagine riflessa.
Clack.
Avanz verso lo specchio, inciamp e cadde in avanti nella cabina. Qualcosa and in
frantumi. Una lampadina, stando al dolore che gli trafisse l'alluce.
Clack.
Guard i pulsanti. Lo scintillante mazzo di chiavi di RaBfeld era inserito nel pannello.
Quando riconobbe cosa vi aveva attaccato il Ladro di anime, gli venne da piangere.
La collana di Sophia oscillava davanti ai suoi occhi come il pendolo di un ipnotizzato re e
sbatt un'ultima volta contro la lastra di ottone.
Il girocollo. Lo ha usato come trofeo. No ..
Si corresse.
Non come trofeo. Come indizio. Al posto dell'indovinello.
Prese il ciondolo di madreperla ed ebbe l'impressione che fosse umido, ma forse era lui
che aveva le mani sudate.
Bene. A questo punto non si torna pi indietro.
Allung il braccio e schiacci il pulsante dell'interrato. Quando le porte si chiusero gli
sembr di non aver mai visto un' oscurit pi fitta.
Ore 03:31
Durante il suo viaggio alle origini della paura, Caspar non riusc a ricordarsi se era
credente oppure ateo. Avrebbe giurato di essere andato spesso in chiesa, ma doveva
essere passato molto tempo perch ora non gli veniva in mente nessuna preghiera che
avrebbe potuto confortarlo.
Si premette le dita sulle pupille per stimolare il nervo ottico. Di solito cosi facendo vedeva
lampi caleidoscopici dei colori dell' arcobaleno che gli ballavano davanti alla retina, adesso
invece neanche quello.
In compenso ebbe un'allucinazione, e l'ascensore cominci a girare. Il suo sistema
cardiocircolatorio era fuori fase.
Al buio l'organo dell' equilibrio aveva perduto 1'anco-ra e, pur non muovendosi di un
millimetro, Caspar ruotava su se stesso.
Mezza siringa diluita.
Tra le vertigini pens che forse Bruck stava riprendendo i sensi, e si stup della calma con
cui accettava l'idea che proprio in quell'istante il Ladro di anime si stesse aggrappando al
tavolo per rimettersi in piedi.
Finch resto nell' ascensore sono al sicuro.
Per 'un attimo fu perfino fermamente convinto di non paterne pi uscire. A ogni secondo
aumentava la certezza che non si sarebbe fermato, che sarebbe sprofondato in eterno in
un pozzo se:nza fine, sempre pi buio e sempre pi freddo.
La luce sfavillante che lo abbagli lo colse di sorpresa. Le porte si erano aperte.
Interrato.
Era arrivato dove non sarebbe mai voluto arrivare.
Batt le palpebre e avanz nella luce.
Tac. Clack. Tac. Tac.
Il laboratorio doveva essere collegato al seminterrato dall'impianto di aerazione, in ogni
caso il rumore del tomografo qui era molto pi forte rispetto al piano terra. A
Caspar per il martellio arrivava smorzato, come attutito da un filtro acustico.
Si scherm gli occhi dall' accecante riflettore alogeno appeso al soffitto, che illuminava
come un proiettore le nude pareti di calcestruzzo verniciate di verde militare.
Tac. Clack. Tac. Tac.
Ormai le orecchie di Caspar si erano assuefatte ai minacciosi battiti intermittenti del
tomografo e li consideravano un'interferenza inevitabile.
La sua coscienza indebolita era riuscita a relegare quel suono ipnotico dietro un baluardo
protettivo. Purtroppo non seppe fare altrettanto con le grida sorde, quasi animalesche, che
lo accolsero nell' anticamera del laboratorio.
Ore 03:32
Nell'animo di Caspar si combatt una lotta all'ultimo sangue. Due forze primordiali
avevano deciso di giungere a un chiarimento definitivo usando il suo corpo per sfidarsi a
duello. Una lo tirava indietro perch fuggisse, l'altra lo spingeva avanti perch salvasse
Sophia. Quanto a lui, era completamente inerte, una palla che rimbalzava tra due istinti
contrapposti, lo spettatore di un fatto che il suo cervello si rifiutava di accettare.
Sophia sedeva apatica sulla sedia a rotelle, a pochi passi da Caspar, davanti alla porta a
vetri che separava la piccola anticamera dal laboratorio.
Esche, gli balen in testa. Prima la chiave, poi la dottoressa. Bruck ha gettato l' amo e io
ho abboccato La lastra di vetro opalino doveva essere antisfondamento, perch dal punto
in cui si trovava Caspar i pugni disperati e i pesanti calci tirati contro la porta sembravano
solo un discreto bussare.
Avanz di un passo verso Sophia e non si accorse che il suo istinto di autoconservazione
si stava affievolendo.
Sophia. Voleva salvarla. Forse solo per rimediare a un errore che non riusciva nemmeno a
ricordare.
Gli occhi della dottoressa erano chiusi, la testa appoggiata all'attizzatoio infilato nel
poggiatesta come asta della flebo. Bruck doveva aver staccato la sacca durante
l'aggressione, perch la cannula pendeva davanti ai raggi della sedia a rotelle, inanimata
come le braccia di Sophia. Si trovava in una dimensione parallela, e Caspar sper fosse
almeno pi felice. A ogni modo, sembrava non rendersi minimamente conto del dramma
che si stava svolgendo dietro di lei.
Vogliono che la porti via di qui. Santo cielo, cosa sta facendo Bruck l dentro?
Caspar vide una mano premuta dall'interno sul vetro . del laboratorio.
Carne e sangue schiacciati contro la superficie smerigliata.
N on ne era sicuro, ma sembrava grassa e rozza. Come quella di ...
Bachmann?
Subito dopo not un'impronta scura all'altezza delle ginocchia del custode.
Somigliava a ...
Caspar si scost i capelli sudati dalla fronte.
Una lingua?
No, un naso.
Mr. Ed, Bachmann. Dio mio, sono vivi..
Quasi volessero prendersi gioco di lui, nello stesso momento le sagome indistinte
scomparvero e i colpi contro la porta cessarono.
Cos'ha in mente il Ladro di anime? Perch li ha chiusi nel laboratorio?
All'improvviso un pensiero lo folgor.
Un errore. Ho fatto un errore. Non solo quella volta, anche oggi. In questo preciso istante.
Mi  sfuggito ...
Fece un passo avanti ma indietreggi subito, spaventato.
La lastra trem, poi trem di nuovo.
Qualcosa di pesante, probabilmente Bachmann, vi si scagliava contro con tutta la potenza
che aveva. Senza risultato. I cardini rinforzati si mossero perfino meno del vetro.
Mi  sfuggito qualcosa Adesso Caspar era accanto alla porta.
Abbass la maniglia grigia. Non successe nulla.
Com' era prevedibile, Bruck t'aveva chiusa. E non c'erano toppe.
Naturalmente.
RaBfeld aveva trovato un modo ingegnoso per impedire l'accesso ai non autorizzati.
Il laboratorio si apriva con un badge magnetico che il Ladro di anime doveva aver sottratto
al direttore della clinica. A destra, accanto allo stipite, era appeso un cubo di metallo nero,
un dispositivo elettronico per l'inserimento di un codice di sicurezza con una tastiera simile
a quella dei bancomat.
Un codice, certo.
Se Sophia conosceva il codice delle paratie, forse conosceva anche quello.
Magari era lo stesso. Doveva scoprirlo e liberare gli altri prima che tornasse il Ladro di
anime.
Ma devo anche...
Caspar gir Sophia e trasal nel vedere piccole gocce di sangue uscirle dal naso.
Le sollev la palpebra sinistra. Trem, e date le circostanze era un buon segno.
Poteva significare che era sul punto di interrompere la spirale della letargia.
Forse stava per arrivare il momento in cui lui l'avrebbe liberata dall'ipnosi annullando
l'ordine che quel pazzo di Bruck aveva instillato nella psiche della sua quarta vittima.
Poteva, forse, avrebbe, si scimmiott da solo Caspar con la voce di Tom.
Sophia,mi senti?. Le prese i polsi freddi e li massaggi.
Devi svegliarti. Devi concentrarti su quello che dico.
Sei la chiave di tutto.
Oh no, la chiave!
I polsi esanimi della dottoressa gli scivolarono dalle mani.
Si volt con esasperata lentezza, come fosse finito in un fiume in piena e dovesse lottare
per risalire la corrente. E tornare all' ascensore. Dove aveva fatto l'errore fatale.
"Finch resto nell' ascensore sono al sicuro".
Pochi secondi prima. Quando non aveva girato la chiave per inserire il dispositivo di
arresto.
Ecco cosa mi  sfuggito.
Davanti alla cabina si guard negli occhi.
Adesso per il riflesso non veniva dallo specchio ma dalle porte in alluminio, ormai chiuse
da un pezzo. Il Ladro di anime aveva chiamato l'ascensore.
Ore 03:34
II tremito inizi appena i cavi di acciaio si tesero. Il corpo di Sophia era scosso da un
attacco epilettico e faceva sussultare la sedia a rotelle. Caspar aveva perso la cognizione
del tempo, non sapeva di preciso quanto ci sarebbe voluto perch l'ascensore arrivasse,
per sapeva che era solo questione di secondi prima che Bruck li raggiungesse. Trattenne
il respiro, come potesse dilatare il tempo e rimandare l'inevitabile.
Bum.
Gli ostaggi ricominciarono a prendere a pugni la lastra, urlavano a squarciagola, ma le loro
voci non riuscivano a. superare il vetro blindato. Sophia si dibatteva sempre pi
violentemente. Gettava la testa all'indietro, sollevava il busto e si aggrappava ai braccioli
come se stesse annegando. Il camice fradicio di sudore e sporco di polvere, sangue e
soluzione fisiologica scivol scoprendole una spalla.
Poi picchi la tempia contro l'attizzatoio, producendo un rumore simile a quello di due palle
da biliardo che sbattono una contro l'altra. Caspar corse da lei e le prese la testa tra le
mani parando la seconda botta. Tolse l'attizzatoio perch non si ferisse ancora, e appena
lo ebbe sfilato cap di stringere tra le dita la sua ultima possibilit di salvezza.
Le porte dell'ascensore!
Caspar non perse altro tempo prezioso cercando di rompere la lastra di vetro, ma
raggiunse l'ascensore pi in fretta che pot e controll l'indicatore di piano.
Seminterrato. Mancavano solo pochi metri.
Deve funzionare. Signore ti prego, f che funzioni.
L'attizzatoio a forma di L era lungo pi o meno come una racchetta da tennis e
decisamente consumato. Per fortuna aveva la punta piatta, simile a quella di un cacciavite.
Caspar lo us come un piede di porco e lo conficc nella fessura tra le due porte.
Se lascensore ha un dispositivo di sicurezza...
Si mrse le labbra e riusc a forzarle spostandole di qualche centimetro .
. . . dovrebbe bloccarsi nel momento in cui. .. Merda'!
L'attizzatoio gli scapp di mano e le porte si richiusero di scatto con un cigolio. Erano
rimaste aperte giusto il tempo di mostrargli quanto vicina fosse la morte. Il fondo della
cabina era sospeso sopra la sua testa.
Va bene. Riproviamo. Ultimo tentativo...
Infil di nuovo l'attizzatoio nella fessura, spinse di nuovo con tutte le sue forze e di nuovo
le porte si aprirono di qualche centimetro.
Fu investito da una zaffata di aria viziata, lubrificante e polvere che sal dal pozzo, e a un
tratto ud il martellio assordante del tomografo. Forse perch aveva i sensi all' erta, o pi
probabilmente perch con le porte aperte il rumore si diffondeva nell'interrato.
Oh no ...
Pensava che avrebbe fallito ancora, che l'attizzatoio sarebbe caduto un' altra volta, invece
riusc ad allontanare le porte quel tanto che bastava per inflarvi in mezzo il piede scalzo
prima che si richiudessero.
Qualcosa scricchiol e temette di essersi maciullato le dita, per accadde ci che aveva
sperato. Quando il dispositivo di sicurezza registr l'irregolare apertura delle porte,
l'ascensore si ferm.
Ce l'ho fatta Appena in tempo. La cabina era in corrispondenza degli occhi di Caspar.
Allung il collo per guardare e vide i piedi insanguinati del Ladro di anime.
Si volt disgustato e blocc l'attizzatoio incastrando il lato corto tra i pannelli di alluminio.
Si asciug il sudore dalla fronte, deglut due volte per stapparsi le orecchie dopo lo sforzo
e si gir verso Sophia.
Grazie a Dio.
Sembrava pi calma. Le convulsioni erano diminuite, solo le palpebre fremevano. Ed era
un buon segno. Si stava svegliando.
O no?
Caspar si avvicin incespicando.
Sophia? Riesci a sentirmi? domand inginocchiandosi ai suoi piedi.
Riflett se appoggiarle i polpastrelli sulle palpebre per far cessare il tremito, ma si limit a
sfiorarle le ciglia pu lendole dalla secrezione che le incrostava, in modo che le fosse pi
facile aprire gli occhi.
Le massaggi le mani, si accorse con un senso di euforia che le dita intirizzite
rispondevano con una leggera pressione e ripens all'indovinello che avevano stretto.
"Anche se il nome mente,  la verit".
Ipnosi sussurr avvicinandole la bocca all' orecchio. Doveva arrivare a lei, aspettare lo
spiraglio nel suo subconscio che gli avrebbe permesso di neutralizzare l'ordine
postipnotico, ma non aveva idea di quanto tempo gli restasse.
Qualcosa gemette dietro di lui, forse l'ascensore o il Ladro di anime, le cui grida
incomprensibili si mescolavano ai colpi del tomografo e alle richieste di aiuto oltre la porta
a vetri.
Caspar non udiva pi nulla. La sua attenzione era. tutta per Sophia: La donna di cui aveva
preso il posto. Adesso il medico era lui e lei la paziente che doveva essere liberata dalla
prigione della propria mente, dalla letargia.
Le sistem una ciocca di capelli dietro l'orecchio leggermente sporgente, come faceva
sempre lei, le accarezz delicatamente la nuca, nella speranza di una reazione e
pronunci la parola chiave: Ipnosi.
Continu a ripeterla all' orecchio di Sophia, mentre il rumore intorno a lui aumentava.
Ipnosi. Ipnosi. Ipnosi.
L'interrato era scomparso. Caspar non sentiva pi i cigolii, i colpi, i gemiti, i lamenti e gli
scricchiolii. Metallici, umani, meccanici, ossei. Non udiva pi nemmeno la propria voce.
Ipnosi. Ipnosi. Ipnosi.
Le sua labbra sfioravano il lobo di Sophia come in un bacio, e all'improvviso, prima
dell'ultima sillaba, finalmente lei reag.
Nel guardarla negli occhi chiari, coscienti, i vasi sanguigni di Caspar furono inondati da
una cascata di endorfine.
Ci era riuscito, 1'aveva raggiunta, finalmente era dentro di lei.
Gli venne da piangere. Avrebbe voluto stringerla a s, abbracciarla, baciarla e non
lasciarla pi. Un istante dopo avrebbe voluto urlare.
Non ne fu capace. Quando il viso di Sophia si contorse in uno spaventoso sorriso, Caspar
apr la bocca ma non ne usci alcun suono.
Hai risolto l'indovinello, Niclas disse Sophia alzandosi a fatica dalla sedia a rotelle, e gli
infil una siringa nel braccio.
Ore 03:37 - Un minuto prima della paura Dove eravamo rimasti durante la nostra ultima
seduta, prima che quello stupido cane iniziasse ad abbaiare? chiese Sophia con voce
gentile, e tir fuori una fialetta di plastica dalla tasca del camice.
Ah s,  vero, tesoro. Il tuo collirio.
Caspar voleva reagire, girare la testa di lato, ma qualsiasi cosa gli avesse iniettato, doveva
aver bloccato i fasci muscolari.
Per giunta Sophia gli si sedette a cavalcioni sullo stomaco, bloccandogli le braccia con le
ginocchia. In altre condizioni si sarebbe tolto di dosso il doppio del peso con una mano
sola, adesso per era paralizzato, di gran lunga pi di quanto lei avesse finto di essere per
tutto il tempo.
Perch? \
La guard negli occhi sperando di trovare una risposta, una traccia di esitazione, e fu uno
sbaglio perch lei ne approfitt per lasciargli cadere sulla pupilla una grossa goccia di
scopolamina ad alta concentrazione.
Bruciava tremendamente, e Caspar reag subito all'alcaloide usato dagli oculisti per
dilatare le pupille prima di una visita.
Sophia ripet la procedura con l'altro occhio e lui avvert i noti effetti collaterali dell' estratto
ottenuto da alcune Solanacee.
Perch? gemette, stranamente calmo.
Le gocce anestetizzavano il sistema parasimpatico, inibendo le sue funzioni gi
compromesse e facendogli passare i conati di vomito. I muscoli irrigiditi si rilassarono, e
all'improvviso Caspar si sent disteso come non gli capitava da molto tempo, nonostante la
spada di Damocle sospesa sopra la sua testa.
Sophia sorrise e si sistem una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Marie si limit a dire. Solo un nome, ma fu sufficiente, e Caspar comprese la terribile
realt.
 vero. Ora ricordava. Si chiama cos.
Marie!
L'angelo biondo a cui aveva sbagliato la cura. Il suo primo errore medico. Marie per non
era soltanto figlia sua, era ...
Nostra figlia conferm tranquilla Sophia.
Ma certo. Per questo si sentiva cos attratto da quella donna, per questo le sembrava cos
familiare. Perch la conosceva. Ma era passato tanto tempo.
Anni.
Me l'hai portata via.
No, avrebbe voluto dire. Sei tu; che mi hai lasciato quando Marie aveva tre anni e sei
andata a Berlino. Da un altro Ma ora la vendicher.
"Lotter. Tra poco ci sar un'udienza importante, incroci le dita per me".
Ecco cosa intendeva. Era assurdo.
Pi Caspar cercava di contrastare il veleno che stava mettendo fuori gioco il suo sistema
vegetativo e pi ricordava l'orrenda fine della loro storia.
Non aveva visto Marie per otto anni. Poi era arrivata la telefonata. Era Katja Adesi, la
maestra della bambina, ed era preoccupata.
Era andato a Berlino a prendere Marie e l'aveva portata via con s. Ad Amburgo.
Nel suo ambulatorio.
"Sua figlia  pronta, possiamo cominciare.
Abbiamo preparato tutto, dottor Haberland" .
L'aveva ipnotizzata senza che Sophia lo sapesse. Voleva scoprire se sua figlia avesse
subito abusi.
E ora Sophia lo incolpava perch durante la seduta Marie aveva avuto un ictus. Era
rimasta paralizzata, e da allora vegetava in una sorta di coma vigile da cui non si sarebbe
pi svegliata.
Intrappolata nel proprio corpo. Come nella letargia. Come le vittime del Ladro di anime
Eppure non era possibile. La cosa pi grave che poteva capitare durante un'ipnosi errata
era la perdita della relazione ipnotica tra terapeuta e paziente.
I danni riportati da Marie non potevano essere un effetto collaterale delle cure mediche a
cui l'aveva sottoposta.
Le convulsioni. I movimenti involontari degli arti. I riflessi compromessi in modo
permanente.
Ecco perch non c'erano sbarre alle finestre. Sua figlia non era stata rapita con la forza.
Ho paura. Torni presto, pap?
La prigione da cui voleva liberarla era il suo corpo. Era sepolta viva dentro se stessa.
Ti sbagli ...  prov a dire cercando inutilmente di articolare le parole. Al pari di ogni altro
muscolo, non riusciva a muovere nemmeno la lingua. Ma Sophia sembr ribattere. Gli
parl con voce ferma e monotona, spiegandogli qualcosa che lui non riusc a isolare dai
rumori di sottofondo, per intu ugualmente di cosa si trattasse.
Sophia si era eretta a suo giudice. Lo aveva processato per un' azione di cui si era
ricordato solo in quel momento.
Come aula di tribunale aveva scelto la clinica e qualche ora prima aveva aperto il
dibattimento senza che lui fosse consapevole di sedere al banco degli imputati. Non
restava che rendere esecutiva la sentenza, l, nell' anticamera del laboratorio.
No, ti prego. Ti stai sbagliando avrebbe voluto dire, e non pot fare a meno di pensare a
quanto fossero stati stupidi. E ciechi.
Allora era questa la soluzione dell'indovinello Era stata tutta una messa in scena, una
crudele sciarada. Sophia li aveva messi davanti allo specchio deformante della paura, che
mostrava una realt spietata, esplicita e ben , visibile, ma speculare. Il Ladro di anime era
una donna, la vittima un colpevole, coloro che la proteggevano gli stessi a cui dava la
caccia. E loro, accecati, avevano combattuto fino allo stremo contro l'unica persona che
conosceva la verit e voleva salvarli: Bruck. Era stata Sophia a uccidere RaBfeld e a
portarlo in patologia. Era stata lei a disperdere il gruppo per isolare la sua ultima vittima:
lui.
E aveva lasciato gli indovinelli - nella sua mano, nella bocca di RaBfeld e nella sacca di
Sybille.
Non l'abbiamo mai tenuta d'occhio.
Faceva male guardarla. E poi perch avremmo dovuto?
Il primo biglietto doveva averlo preparato, per gli altri le era toccato improvvisare.
Yasmin le aveva messo il camice sulle spalle, in tasca c'erano penna e ricettario.
La calligrafia era quasi illeggibile perch era stata costretta a scrivere senza guardare.
Tenendo le mani sotto la coperta in cui 1'avevano avvolta.
Nella mente di Caspar i ricordi degli avvenimenti delle ultime ore esplosero in milioni di
schegge insanguinate e si ricomposero in un nuovo, agghiacciante mosaico.
Per questo il metodo cambiava di continuo.
Cos si spiegava anche come mai Bruck avesse opposto scarsa resistenza in ascensore.
Non intendeva uccidere Sophia ma isolarla. Ed era tornato indietro con lo scalpello per
liberarlo. Voleva slegarlo, perdendo tempo prezioso che lei aveva sfruttato per eliminare
Tom, scendere nell'interrato e fare la commedia nell'anticamera del laboratorio.
Smettila, ti prego ...  riattacc Caspar.
Sei convinta che nostra figlia abbia avuto l'ictus per colpa mia, ma non  vero. La
maestra pensava fosse vittima di abusi.
Marie faceva disegni strani, allora mi ha chiamato. Lo sai anche tu. L'ho solo ipnotizzata
per scoprire se aveva ragione.
S,  andato storto qualcosa, per ... , Sono Niclas Haberland, neuropsichiatra e
specialista nel campo dell'ipnosi profonda. E ho fatto un errore  ... per la causa non 
stata l'ipnosi.
Sono venuto qui proprio per dirtelo.
Era questo il motivo per cui si era presentato in clinica dieci giorni prima.
Per chiarire finalmente le cose con Sophia. E consegnarle la perizia da cui risultava che i
danni riportati da Marie non potevano essere stati determinati da un'ipnosi sbagliata.
La lettera con la perizia di J.B.,Jonathan Bruck. Un collega di RaBfeld. E specialista nel
campo degli ictus.
Questo voleva dirle, mentre quella che era stata la sua donna gli appoggiava una mano
sulla fronte e con l'altra si tamponava il naso. Doveva essersi ferita durante lo scon tro con
Bruck. O con Yasmin, anche quella coltellata era opera sua.
Era inconcepibile. Si era invischiato da solo nella tela del ragno. Aveva chiuso in
ascensore l'unica persona che avrebbe potuto salvarlo, bloccando le porte con un attrezzo
suggeritogli proprio da Sophia.
Ora che l'amnesia stava svanendo, si augurava di essere graziato con una seconda
perdita di memoria. Perch anche il resto non poteva essere incomprensibile come il
motivo per cui Bruck si trovava nella clinica, si era conficcato un coltello in gola e Sophia
aveva torturato quelle tre donne?
Perch tutto questo non aveva una spiegazione, mentre la dolorosa consapevolezza che
Bruck non aveva mai voluto far loro del male lo tormentava?
Non riusciva a farsi capire perch aveva una lesione alle corde vocali, ma aveva
pronunciato pi volte il nome di Sophia e perfino cercato di scriverlo con il suo stesso
sangue sulla parete di. vetro in radiologia. Loro per avevano frainteso tutti i segnali,
opponendosi quando lui aveva cercato di tenerli lontani dal pericolo. Lontani da Sophia,
portandoli nel rifugio sicuro del laboratorio, protetto dalla porta a vetri che gli altri avevano
preso a calci e pugni non perch fossero in trappola, ma perch erano in salvo. Non
stavano chiedendo aiuto, volevano metterlo in guardia da Sophia prima che fosse troppo
tardi.
Sono stato cos stupido. Cos cieco. Cos ottuso.
Caspar apr la bocca secca. Gli lacrimavano gli occhi perch le pupille artificialmente
dilatate erano esposte alla luce abbagliante delle lampade, e gli facevano male perch
non poteva sbattere le palpebre. Il riverbero si rifrangeva come attraverso un prisma sulle
sue ciglia appiccicate, circondando il bel viso di Sophia di un alone sfocato dai colori
dell'arcobaleno.
E poi sent di nuovo.
Per un breve istante lo schermo acustico croll. Il fischio nelle orecchie, di cui si accorse
solo quando spar, fu sostituito dalla voce comprensiva di Sophia.
Pi lotti e pi andrai a fondo diceva in tono calmo, lo sguardo puntato sulle sue pupille
fisse.
Cosa significa?  un altro indovinello? La mia ultima possibilit?
Pi lotti e pi andrai a fondo ripet Sophia, poi qualcuno lo 'strapp da lei.
Stava quasi per rallegrarsi pensando a Bruck, che. in qualche modo doveva aver sfilato
l'attizzatoio e aperto le porte dell'ascensore, o a Linus, che di sicuro era fuggito dalla
clinica e aveva chiamato i soccorsi, quando si rese conto che il movimento del suo corpo
era contrario alle leggi della fisica. Stava sprofondando.
Era caduto, all'indietro e affondava nel pavimento, che a contatto con la sua schiena era
diventato morbido. Il cemento si era trasformato in sabbie mobili, da cui sbuc una mano
gelida che cerc di trascinarlo gi. E a quel punto cap.
Allora lott. Contro lo sguardo ipnotico.
Contro la voce pacata di Sophia. Contro il cocktail di Pentothal e scopolamina che aveva
vinto la sua resistenza.
"Non siamo mica a Hollywood". Gli rimbomb in testa la voce di Schadeck direttamente
dal passato. " impossibile ipnotizzare qualcuno con la forza".
"Dipende solo dalle circostanze" aveva ribattuto lui in patologia.
"In seguito a sevizie fisiche e torture psicologiche, in particolare infliggendo un forte shock,
 possibile far cadere in trance contro la loro volont soggetti influenzabili e dominarne la
coscienza ricorrendo a sostanze capaci di provocare fenomeni allucinatori".
Caspar pens ai tagli, alla spalla lussata, alle torture di Schadeck, ai polsi bruciati e alla
paura che aveva dovuto patire nelle ultime ore. Avvert l'azione dei barbiturici che lo
rendevano apatico e ud i colpi psichedelici del tomografo dall'impianto di aerazione. Il
sottofondo perfetto per un'ipnosi da cui non si sarebbe pi liberato perch Sophia aveva
gi stabilito un contatto con lui e fissato nella sua coscienza un ordine che non avrebbe
potuto annullare con le proprie forze.
"Pi lotti e pi andrai a fondo".
Allora smise, dentro di s chiuse gli occhi spalancati e si lasci cadere nel vuoto.
Precipit. Sempre pi gi, in un pozzo nero che non era mai stato rischiarato da una luce.
Nella prigione della sua aruma.
Ore 05:13 - Novantacinque minuti dopo l'inizio della paura Il fumo era una creatura viva.
Un nugolo di cellule microscopiche che gli penetravano nella pelle per decomporlo dall'
interno.
Le particelle che gli scendevano nei bronchi lungo la trachea miravano soprattutto ai
polmoni. Eppure non erano neanche lontanamente paragonabili alle fiamme. Le lame
roventi spuntavano dal cruscotto, gli strappavano la camicia e gli laceravano la pelle, che
gi cominciava a coprirsi di vesciche.
Si guard il petto, poi us la forza che gli dava quel dolore insopportabile per premere
l'acceleratore. Non per far ripartire la macchina, ma per puntellarsi contro il sedile. Voleva
mettere la maggiore distanza possibile tra s e il fuoco.
Sput un grumo di sangue e saliva nera di fuliggine e ricapitol gli eventi che lo avevano
condotto in quella situazione disperata. Aveva ipnotizzato Marie senza il consenso della
madre, nell'incrollabile certezza che il trattamento non potesse avere effetti collaterali.
E la bambina aveva avuto un ictus.
Durante la seduta. Marie non sarebbe pi guarita, non avrebbe pi riso. I danni cerebrali
erano tali che poteva ritenersi fortunata se fosse ancora riuscita a deglutire.
Come  potuto succedere?
Sent rompersi sul tappetino la bottiglia con cui si era stordito. Dopo l'intervento funesto.
Prima del suo ultimo viaggio.
E adesso era l. Intrappolato in un'auto in fiamme, in mano la foto della figlia che non
avrebbe mai avuto una vita normale. E il fuoco lo divorava dentro e fuori.
Allung le braccia, come potesse fermare la morte che lo ghermiva con artigli
incandescenti. Poi, nell'istante in cui credette di non riuscire pi a sopportare l'odore di
carne bruciata e lo strapparsi con le proprie mani la pelle dal torace, ogni cosa divent
evanescente.
L'auto, con cui si era schiantato contro un albero uscendo di strada sotto la pioggia mentre
cercava la foto della figlia nella cartella clinica, scomparve. Svanirono il fumo, il fuoco e
perfino il dolore, rest soltanto un nulla nero.
Grazie a Dio era solo un sogno, pens.
Apr gli occhi. E non cap.
L'incubo in cui era stato prigioniero fino a un attimo prima non aveva perso consistenza
ma solamente cambiato forma.
Dove sono?
Stando alla prima impressione, si trovava nel corridoio di uno scantinato. Due uomini con il
viso coperto da una maschera erano in piedi davanti a lui ad armi spianate. POLIZIA si
leggeva a lettere riflettenti sulle mimetiche nere.
Riesce a sentirmi? domand uno di loro alzando la visiera. Aveva una cicatrice a punta
subito sopra il sopracciglio sinistro.
S rispose Haberland.
Perch sono mezzo nudo? Perch ho addosso i pantaloni sporchi di un pigiama e sono
seduto su una sedia a rotelle a fissare una parete di calcestruzzo verde?
Guardagli le pupille, Morfeo.
Nell'udire il proprio soprannome, il secondo agente si avvicin, abbass il fucile mitragliato
re e, imitando il col lega, sollev la visiera.
 drogato.
Forse  per questo che non  in grado di parlare ipotizz l'uomo con la cicatrice.
S, invece ribatt Haberland, e fece per portarsi le mani alla gola che gli bruciava.
Ma non ci riusc.
'Quaggi abbiamo un dieci/tredici sent dire a Morfeo nella ricetrasmittente. << vivo,
ma non mostra segni di reazione.
Serve un medico, subito.
Come si chiama? chiese l'altro poliziotto inginocchiandosi davanti a lui.
Si sfil il passamontagna e mise in mostra un pizzetto poco curato.
Casp ...  stavaper rispondere, ma si corresse.
Niclas Haberland.
Sono Niclas Haberland. Neuropsichiatra e specialista nel campo dell'ipnosi profonda. E ho
fatto un errore.
Lo ripet, ma l'agente del nucleo di intervento specia le scosse la testa.
Ce ne sono altri? sibil il walkie-talkie.
Sembrerebbe di s.  l'entrata di una specie di laboratorio. Il vetro  blindato.
Dall'altra parte si muove qualcosa.
Mandiamo rinforzi.
Ricevuto.
Morfeo spense la ricetrasmittente e qualche secondo dopo si aprirono le porte di un
ascensore alla sua destra. Almeno altri due uomini con stivali pesanti e fucili mitragliatori
senza sicura marciarono lungo il corridoio.
Che cazzo  successo qua sotto,jack? domand una voce nuova rivolta all' agente con
la cicatrice, che adesso era in piedi dietro alla sedia a rotelle di Haberland e rispose: Non
ne ho idea.
Questo  completamente fatto, non riesce a parlare.
Come sarebbe? Perch non volete ascoltarmi?
Haberland si sent cadere all' indietro, il busto si inclin e lui si ritrov a fissare la luce
abbagliante sul soffitto.
Il tizio intrappolato nell'ascensore ha detto qualcosa? si inform Jack.
No,  sotto shock. In pi gli hanno fatto una tracheotomia, fischia come un bollitore.
Haberland fu spinto in avanti con la sedia a rotelle.
Per il resto com' la situazione di sopra?.
Uno schifo. Sangue e segni di colluttazione ovunque. Radiologia sembra andata a fuoco.
Per ora due morti. Uno con la gola tagliata e l'altro dentro una cella frigorifera in
patologia .
identificati?.
Affermarivo. Thomas Schadeck e Samuel RaBfeld,l'au-tista dell'ambulanza ribaltata e il
direttore della clinica.
Schadeck? Rabfeld? ... Ma certo.
Haberland guard la propria immagine riflessa allo specchio. Si accorse della macchia di
sangue sul pavimento dell'ascensore in cui lo stavano facendo entrare e grid: Posso
spiegarvi tutto. So cosa  successo.
Hai sentito? domand Morfeo. Jack premette il pulsante del piano terra e si gir. Le
porte si chiusero e i due poliziotti accesero le torce elettriche.
Cosa?.
Per un attimo mi  sembrato che avesse parlato.
Jack si strinse nelle spalle.
Sar stato l'ascensore rispose, ma per sicurezza punt la torcia in faccia a Haberland.
Guarda.
Cosa?.
Le mani. C' qualcosa.
Haberland sent due dita infilate in un guanto di pelle nera prendergli cautamente la mano.
 vero.
Cos'?.
Il cono di luce si spost.
Un foglietto annunci Jack.
Che c' scritto?.
Oddio.
In preda al panico, Haberland cerc un modo per attirare 1'attenzione degli agenti.
Questa s che  bella.
Insomma, che c' scritto?  un indovinello.
Merda, vuoi dire che ... .
S, s, s url Haberland, e vide con orrore che il proprio riflesso non aveva mosso le
labbra neanche di un millimetro.
 stato il Ladro di anime. No, la Ladra di anime!  Sophia Dorn.
"Buttarni via quando hai bisogno di me, riprendimi quando non ti servo pi".
Eh?.
 solo uno scherzo di cattivo gusto.
Oppure  stato uno sciacallo.
Perch?.
Rifletti. Il Ladro di anime prende di mira solo le donne. NO! grid Haberland, e volle
chiudere gli occhi di fronte a quell' orrore, ma non riusc a fare nemmeno quello.
Vi prego, non  uno scherzo, url nella sua testa. Dovete risolvere l'indovinello.
Dovete tirarmi fuori di qui. Non dalla clinica, da me stesso. Non capite?
N o, naturalmente no.
Sapeva di non essere in grado di parlare, di leggere n di scrivere. Lei lo aveva privato di
ogni capacit di comunicare.
Sul pannello di- ottone si accese il pulsante del seminterrato. Erano quasi arrivati.
 stata Sophia. Mi ha ipnotizzato riportandomi al trauma peggiore della mia vita. Nell'auto
in fiamme. Ogni tanto mi sveglio dall'incubo, torno alla realt e apro gli occhi. Allora voi
potete annullare la perdita di relazione ipnotica pronunciando la parola chiave. Non capite?
Passato quel momento vengo risucchiato di nuovo e la spirale della letargia si rimette in
moto. Vi prego, dovete aiutarmi.
Secondo te cosa vuol dire? chiese Jack.
"Buttami via quando hai bisogno di me, riprendimi quando non ti servo pi".
Non lo so rispose l'altro agente, la sua voce per arrivava da una grande distanza.
Haberland non si accorse delle porte dell' ascensore che si aprivano al piano terra n del
medico del pronto intervento che lo prese in consegna.
Una forza invisibile aveva allungato la sua mano fredda verso di lui e lo trascinava gi. Di
nuovo in quel posto che non voleva pi rivedere in vita sua e aveva lasciato solo da pochi
minuti: l'inferno della sua macchina in fiamme.
Aveva provato a far capire ai poliziotti che dovevano cercare Sophia. La madre di sua
figlia, a cui si era rivolto quindici giorni prima nella speranza di un chiarimento. Voleva
chiederle perdono e mostrarle la perizia del medico che lo aveva avuto in cura dopo
l'incidente. Secondo il parere del dottor Jonathan Bruck, esperto in materia, l'ictus che
aveva colpito Marie non dipendeva dall'ipnosi.
Sophia per non aveva voluto ascoltarlo.
Aveva gettato lettera e perizia nel camino e lo aveva sbattuto fuori, dal cane legato davanti
all'ingresso. Ricordava che Tarzan, o Mr. Ed come lo chiamavano in clinica, tirava il
guinzaglio perch aveva fiutato qualcosa, e lui era caduto.
Sbattendo la testa.
Ma non pot raccontarlo al gruppo di agenti e medici i cui contorni svanirono lentamente
sotto i suoi occhi mentre precipitava nell'incubo ipnotico.
Nell' auto che bruciava. Nel mare di fuoco che Sophia gli aveva assegnato come pena
eterna.
Oggi, ore 14:56
Molto dopo, molti anni dopo la paura Lydia fu la prima a finire. Il fidanzato volt l'ultima
pagina solo venti minuti dopo.
Be'? domand rigirandosi incredulo la cartella clinica tra le mani.  tutto qui?
Non c' altro?.
Il professore si tolse gli occhiali e annui brevemente. Negli ultimi minuti aveva osservato
con attenzione i due studenti.
Analizzato il modo in cui si grattavano senza rendersene conto dietro l'orecchio prima che
lo sguardo saltasse al paragrafo successivo, o muovevano le labbra mentre leggevano
singole parole.
Lydia era arrivata in fondo a bocca aperta, Patrick invece continuava a tenersi il viso tra le
mani. Ora aveva due macchie rosse sulle guance.
Ve l'ho detto che all'inizio non eravate abbastanza concentrati. Sbaglio, Patrick?.
E va bene, ma come potevamo capire che sarebbe andata a finire cos?.
Il ragazzo allung la schiena e si stir, stanco. Semplicissimo. Il professore tamburell
l'indice sulla cartella clinica.
Era scritto a pagina 17. Ricordate la soluzione dell'indovinello fatto a Caspar da Greta?.
Il chirurgo  una donna.
Lydia si batt una mano sulla fronte. Non ci posso credere!.
Okay, okay, non ci ero arrivato. Ma come continua la storia? chiese Patrick spazientito,
poi si strinse le braccia intorno al corpo rabbrividendo. Anche Lydia si volt per prendere il
giaccone.
Mentre leggevano non si erano accorti che il freddo era aumentato con il calar del sole. li
professore apr il taccuino e annot qualcosa. Procediamo con ordine.
Innanzitutto vorrei conoscere il vostro parere. Cosa avete pensato quando avete letto
l'ultima riga?. Fece un cenno a Lydia, che si indic con aria interrogativa.
Ecco ... io ... . La ragazza si schiar la voce e allung la mano verso la bottiglia d'acqua.
Mi chiedo se sia andata davvero cos.
Ottima domanda. Dato che la cartella clinica  scritta quasi esclusivamente dalla
prospettiva di un'unica persona, naturalmente presenta delle lacune e lascia spazio alle
interpretazioni. Sta di fatto, per, che Niclas . Haberland era uno specialista nel campo
dell'ipnosi, in particolare nella terapia per l'infanzia.
Anni fa ebbe un'impetuosa relazione con una collega, dalla quale nacque una figlia.
Marie. Poco dopo la storia fin, Sophia Dorn ottenne l'affidamento e si trasfer qui. li
professore ripieg le gambe sotto il tavolo.
Un giorno Haberland ricevette una telefonata da Berlino. A scuola Marie faceva disegni
preoccupanti.
La sua maestra, Katja Adesi, non volle far intervenire subito le autorit e si rivolse al padre
naturale della bambina. Haberland venne a Berlino e decise di andare in fondo alla
faccenda.
Ipnotizz Marie? intervenne Lydia.
Amburgo  a un' ora e mezza di treno. La port nel suo ambulatorio, pensando di
riaccompagnarla dalla madre la sera stessa. Ma non and cos. La seduta fin in tragedia.
Durante il trattamento la bambina ebbe un ictus.
Accidenti. Patrick aveva l'espressione di chi ha appena ricevuto un pugno in faccia.
Quindi si  staccata la spina.
Che significa? domand Lydia voltandosi verso il fidanzato. Da quando era iniziato
l'esperimento, la distanza tra i due era aumentata sensibilmente. Come se la cartella
clinica avesse alzato un muro invisibile in mezzo a loro. li professore prese di nuovo
appunti.
li suo compagno ha usato una metafora per indicare quella che chiamiamo "sindrome
locked-in" spieg sollevando gli occhi. li cervello funziona, ma non  pi in grado di
stabilire contatti con il mondo esterno. Immagini di non vedere, udire, respirare, sentire
odori e Sapori o provare sensazioni. Di poter solo pensare.
Oddio.
Prima di allora non era mai stato riscontrato un effetto collaterale tanto grave legato a
un'ipnosi sbagliata.
Lydia si schiar di nuovo la voce. La bambina  morta?, Peggio.  devastata nel corpo
e nella mente per il resto della vita. Qualcosa si spezz anche dentro la madre, senza che
lo desse a vedere. li nuovo compagno la lasci poco dopo la disgrazia. Ancora oggi nega
di aver mai fatto del male a Marie.
Un sasso sbatt contro le grandi vetrate. Il vento freddo portava con s rifiuti e detriti. Il
salice piangente si curv mentre il professore prosegu.
All'inizio Sophia tent le vie legali.
Consult un avvocato, Doreen Brandt, che per non volle portare Niclas Haberland in
tribunale, perch riteneva fosse troppo difficile provare l'errore medico e sugger di
giungere a un accordo.
Il professore si alz e inarc la schiena per sciogliere i muscoli. Nonostante tutti gli esercizi,
al pi tardi la mattina seguente le articolazioni doloranti gli avrebbero ricordato che quel
giorno era rimasto seduto troppo a lungo.
Sophia era sempre pi disperata disse, e si avvicin al radiatoreelettrico accanto al
camino, da cui proveniva un leggero gorgoglio.
Ovunque chiedesse, riceveva la stessa risposta: l'ipnosi non poteva provocare danni di
quell' entit. TI dolore si trasform in pazzia e lei elabor l'assurdo piano di vendicare
Marie. Voleva dimostrare a tutti che era possibile spezzare la psiche di un soggetto in
trance. E voleva fare di pi. Voleva punire i colpevoli facendo passare loro quello che
stava passando Marie.
Locked-in. Imprigionati nella letargia.
Esatto rispose con un cenno all' osservazione di Patrick.
Mentre studiava medicina, Sophia si era interessata all'ipnosi clinica, ma aveva sempre
rifiutato di inserirla nella prassi terapeutica. Ora invece, con la disperazione della follia,
inizi a esercitarsi per usarla come arma.
Svilupp un metodo estremamente semplice. Faceva rivivere alle vittime i loro incubi
peggiori, poi provocava di proposito la perdita della relazione ipnotica.
Li sbatteva all'inferno e buttava via la chiave. Patrick scosse la testa disgustato.
In senso figurato, s. Sophia perdeva volontariamente il controllo sugli ostaggi e li
lasciava in uno stato in cui era impossibile guarirli. Dato che ogni ipnosi sbagliata prima o
poi si trasforma inevitabilmente in un sonno naturale da cui ci si risveglia, impartiva alle
vittime un ordine post-ipnotico. Non appena si svegliavano, dovevano addormentarsi di
nuovo.
Come faceva?.
Ha mai visto una seduta ipnotica, Lydia?.
In televisione. L'ipnotizzatore ha mandato in trance un uomo davanti al pubblico,
facendogli credere di essere un cane. Gli ha detto che al risveglio non avrebbe ricordato
nulla, ma se uno degli spettatori avesse gridato "Fido", lui avrebbe dovuto abbaiare tre
volte.
Cosa che ha fatto, suppongo.
S.
Anche se grossolano,  un perfetto esempio di ordine post-ipnotico semplice,come quelli
impartiti da Sophia.
Solo che in questo caso nessuno doveva gridare "Fido", bastava che le vittime aprissero
gli occhi e i fotoni colpissero la retina. Era questo il fattore scatenante. Pi forte era la luce
e pi rapidamente la vittima ricadeva in trance.
 orribile. Lydia rabbrivid e tir su la cerniera del giaccone.
Per funzionava. In questo modo Sophia  riuscita a intrappolare le vittime nella spirale
della letargia, che poteva essere spezzata soltanto se nella fase di veglia udivano la giusta
parola chiave: la soluzione dell'indovinello assegnato a ognuno di loro. il professore
appoggi le mani sul radiatore. Malgrado scottasse tanto da bruciargli i polpastrelli, il
calore non si diffuse oltre i polsi.
Quando Patrick fece la domanda successiva, gli venne la pelle d'oca. Cosa  successo a
Haberland?.
Oggi, ore 15:07
Haberland? ripet sottovoce il professore, e si avvicin alla porta a vetri.
Prima di raccontarvi il suo futuro, credo sia meglio approfondire il suo passato.
Parlava dando le spalle ai due studenti.
Ovviamente l'ictus di Marie rappresentava il trauma pi grande della sua vita. Non si
capacitava di ci che aveva fatto alla figlia, e lo stesso giorno della disgrazia si ubriac.
Ebbe un terribile incidente d'auto che per poco non gli cost la vita. Quando si ristabil
fisicamente, and in cura dal dottor Jonathan Bruck. Nel corso del trattamento parlarono
anche di Marie. Bruck si era procurato la cartella clinica nell' ospedale in cui la figlia di
Haberland era ricoverata in terapia intensiva.
Alla faccia del segreto professionale mormor Patrick.
Dalle analisi del sangue di Marie i medici erano giunti alla conclusione che l'ictus si era s
verificato durante l'ipnosi, ma non era stato causato da quella. Sophia fu talmente irritata
dalla diagnosi che trasfer la figlia a Berlino.
Si volt di nuovo verso Patrick e Lydia.
Ma i medici di Amburgo avevano ragione. Come abbiamo detto, stando alle attuali
conoscenze della medicina tradizionale un'ipnosi sbagliata non  in grado di causare
danni simili.
Pagina 223 disse Lydia sfogliando la cartella clinica. Esatto. Bruck incoraggi
Haberland ad avere un chiarimento con la madre di sua figlia sulla base delle nuove
informazioni. All'inizio Haberland era titubante, poi per, poco prima di Natale, part. Prese
il cane ... .
Tarzan, alias Mr. Ed. li professore liquid il commento di Lydia con un sorriso bonario.
 ... e la perizia di Bruck, sal su un treno e venne a Berlino. Arrivato alla clinica gli manc
il coraggio. Come avrebbe reagito Sophia, che fino ad allora aveva sempre evitato ogni
genere di contatto con lui e dal giorno della tragedia lo considerava un assassino? Cosa
avrebbe fatto trovandoselo davanti senza preavviso nonostante glie lo avesse proibito?
Haberland esit a lungo, ma infine si fece forza e decise di scoprirlo. Le sue peggiori
previsioni non erano nulla in confronto a quanto accadde. li professore fece una risata
asciutta.
Sophia aveva gi sperimentato il proprio metodo letale su tre donne. Come forse saprete,
non tutti possono essere ipnotizzati. E meno che mai contro la loro volont. Vanessa
Strassmann invece s.
Non aveva alcuna colpa, solo la sfortuna di aver frequentato un corso di recitazione
insieme a Sophia. La sua forte predisposizione per l'esoterismo la rendeva una cavia
facilmente accessibile con cui iniziare. Nulla di strano dunque che Haberland non l'abbia
riconosciuta vedendo la sua foto sul giornale. Vanessa non aveva mai avuto contatti n
con lui n con Marie.
Patrick lo guard con aria interrogativa e torn alle prime pagine della cartella clinica. Il
professore annu.
La serie  cominciata con Vanessa Strassmann. Sophia l'attir in una camera d'albergo
con una scusa. Evidentemente la donna era stata violentata, e ipnotizzandola Sophia
continu a metterla faccia a faccia con il suo stupratore.
Non volevo pi leggere gi a questo punto borbott Patrick.
Spronata dal successo dell' esperimento, Sophia Dorn pass a quella che ai suoi occhi
era la prima vera colpevole: Katja Adesi, la maestra di Marie, che con i suoi sospetti di
abuso aveva messo in moto tutto.
E la terza vittima? chiese Lydia.
Doreen Brandt?. Era l'avvocato che non aveva voluto fare causa a Haberland spieg
il professore. Ma dal momento che non aveva mai assunto il mandato, per molto tempo
gli inquirenti non riuscirono a stabilire un legame tra lei, Sophia e le altre vittime. Inoltre
cercavano un uomo.
Va bene, ma stavamo parlando di Caspar, voglio dire, di Haberland ricord Patrick con
impazienza.
 vero, chiedo scusa. Be', lui era il vero obiettivo di Sophia. Il suo capolavoro. A pagina
176 della cartella clinica vengono ricordati alcuni metodi utilizzati per indurre la trance
ipnotica con l'inganno.
Tutte queste tecniche hanno un elemento in comune: si basano sull' effetto sorpresa.
Che con la sua visita Haberland aveva annullato.
Esatto. Potete immaginare lo shock di Sophia nel vederselo comparire davanti
all'improvviso. La sorpresa gliel' aveva fatta lui. E per l'ennesima volta cercava di
difendersi raccontandole una menzogna dopo l'altra. Arriv perfino a consegnarle una
perizia dello stimato dottor Jonathan Bruck che documentava la sua presunta innocenza!.
Il professore picchi la mano sul tavolo.
Nel frattempo per lei aveva dimostrato in tre casi come fosse possibile ferire
gravemente qualcuno attraverso l'ipnosi.
Quindi gett la perizia nel camino e gli somministr un narcotico?. Anche Patrick si era
alzato per sgranchirsi le gambe. Solo Lydia non si muoveva dal suo posto e giocherellava
nervosamente con una ciocca di capelli.
S e no disse il professore. Gett la perizia nel camino e lo mand al diavolo.
Per 1'esattezza lo risped da Tarzan, legato fuori al freddo. Dopo per dovette ripensarci, e
recuper dalle fiamme i resti semicarbonizzati della lettera.
E l'amnesia di Haberland?. Lydia si infil la ciocca in bocca, agitata.
Fu causata da una banale caduta.
Patrick aggrott la fronte, e il professore si rese conto di dover essere pi preciso.
Vedete, Haberland era provato psicologicamente. Aveva vissuto un'esperienza terribile e
voleva dimenticarla a ogni costo. Quello che aveva fatto alla figlia lo aveva spinto ad
andare in terapia da Bruck. E ora il suo primo tentativo di elaborare il trauma parlando con
Sophia Dorn era fallito. Si sentiva ferito, confuso, furioso, depresso. Il suo cervello non
desiderava altro che cancellare i dolorosi ricordi legati a Marie. E colse al volo la prima
occasione di fuggire di fronte alla propria colpa.
La caduta? domand Lydia.
S. Tarzan tir il guinzaglio, Haberland perse l'equilibrio sul pendio ghiacciato, batt la
testa e svenne. Solo ore dopo Bachmann port il suo corpo assiderato alla clinica.
In pasto alla pazza.
Il professore conferm con un cenno della testa.
Sophia sfrutt la fortunata coincidenza.
Grazie all'amnesia di Haberland, aveva di nuovo dalla sua parte l'effetto sorpresa.
Durante la prima visita, sottrasse al ...  mim delle virgolette "paziente" tutti gli oggetti
personali che potessero ricondurlo alla sua vera identit, facendo indirettamente pensare
a un' aggressione a scopo di rapina. Naturalmente non inform la polizia. L'abitudine di
RaBfeld di non rivelare informazioni e la sua avversione per le influenze esterne
capitarono a proposito per la vendetta di Sophia.
Ma perch non ha ipnotizzato subito Caspar? chiese Lydia. Perch gli ha addirittura
mostrato la foto della figlia?
Avrebbe potuto ricordare, e il piano sarebbe andato a rotoli un'altra volta.
Ottima osservazione. In effetti Sophia era combattuta. Da un lato voleva punire
Haberland condannandolo all'inferno, ma se non ricordava Marie, e con lei la propria colpa,
il castigo non sarebbe stato cos tremendo. Di conseguenza, prima di spezzarlo, doveva
strapparlo dalla misericordiosa perdita di memoria. Gli eventi di quella notte le diedero
l'opportunit di fare entrambe le cose.
E cosa c'entra Bruck? domand Patrick.
Logico rispose Lydia anticipando il professore. Se Sophia voleva vendicarsi di chi
sosteneva che 1'ipnosi  innocua, facendole vedere la perizia Haberland le ha consegnato
un' altra vittima. A domicilio, potremmo dire.
Deduzione eccellente la lod il professore.
Davvero?. Lydia sorrise.
 successo esattamente cos. Prima che Haberland andasse da lei, Sophia non sapeva
nemmeno chi fosse Bruck. Adesso invece era sulla sua personale lista nera e divent la
quarta vittima.
In che modo? chiese Patrick.
Sophia ag senza il minimo scrupolo. Gli telefon chiedendogli un consulto su un caso di
amnesia. Bruck accett e and ad Amburgo, tanto pi che ebbe la sensazione ci fesse di
mezzo Haberland, di cui non aveva notizie da due giorni.
Sophia prenot una camera al Teufelssee, un motel vicino alla clinica, dove si
incontrarono.
E lo ipnotizz con la forza.
Quasi.
In che senso "quasi"?. Le chiazze rosse sulle guance di Patrick non dipendevano pi
dal fatto che si puntellava il viso con le mani. Malgrado la temperatura calasse, sembrava
avesse sempre pi caldo a ogni minuto che passava. Il professore ne prese nota
mentalmente, senza sapere se fosse una reazione rilevante o meno. Poi rispose alla
domanda.
Be', non ci riusc del tutto. Sophia gli vers le gocce di scopolamina negli occhi
mandandolo in trance e lo cosparse con gli alcolici del minibar per far credere che fosse
ubriaco. Quella volta per non and come sperava. Forse qualcuno li disturb, oppure
sbagli qualcosa. Inoltre, come abbiamo detto, alcune persone sono refrattarie all'ipnosi.
In ogni caso Bruck era un soggetto difficile. Sophia gli paralizz il centro della
comunicazione, e lui non pot, ad esempio, lasciare un messaggio per Caspar. Col
passare del ~empo per riacquist le proprie facolt, ricorderete infatti come abbia cercato
di scrivere con il proprio sangue il nome di Sophia sul vetro.
I due studenti annuirono.
Sophia gli caus gravi lesioni, ma non riusc a impartirgli l'ordine post-ipnotico.
Quando ,Schadeck lo trov, Bruck si liber dalla letargia con le proprie forze.
In che modo?.
Conficcandosi un coltello nella laringe.
Cosa?. Il viso di Lydia riflett tutto il suo raccapriccio, mentre quello di Patrick si fece
inespressivo.
I retroscena non sono del tutto chiari.
Dalle indagini  emerso che da bambino Bruck ingoi una vespa e rischi di morire
soffocato. Suppongo che Sophia abbia risvegliato in lui il trauma e gli abbia fatto rivivere
quell'incubo.
Sta dicendo che si  tagliato la gola per questo?. Lydia si port una mano al collo e
deglut.
S. Mentre era in ambulanza pass alla fase di veglia e credette di soffocare.
Sapeva che uno stimolo molto forte, come appunto un dolore estremamente intenso,
avrebbe interrotto l'ipnosi, che su di lui aveva avuto un' azione minore rispetto alle vittime
precedenti. Inoltre, in quanto medico, sapeva anche che una ferita del genere non  letale
ma richiede un intervento immediato, e aveva capito di essere vicino alla clinica
Teufelsberg, dove si trovavano Sophia e Haberland, il bersaglio successivo. A questo
punto entriamo nell'ambito delle congetture, perch le dichiarazioni rilasciate da Bruck alla
polizia dopo quella notte presentano molte lacune, e non ho avuto accesso a tutti gli atti.
Forse  stato solo un caso, o forse Bruck voleva prendere due piccioni con una fava, per
usare una vecchia espressione. Fatto sta che ottenne l'effetto desiderato, anche se in
modo decisamente drastico. Schadeck perse il controllo dell' ambulanza, e lui fu ricoverato
nella clinica.
E a questo punto ebbe inizio la storia.
Non ancora, Perch?.
Il professore osserv a lungo le facce perplesse delle sue cavie.
Avete dimenticato Linus.
Oggi, ore 15:13
Patrick guard l'orologio, un gesto meccanico a giudicare dall' occhiata frettolosa che gett
al quadrante. Era il 23 dicembre. L'antivigilia di Natale. li tempo per, il professore lo
sapeva, in quel momento era l'ultima delle preoccupazioni dei due studenti sottoposti al
test.
 vero, Linus. Che fine ha fatto?.
"Sophiutoziencide" .
Il professore batt le palpebre e and avanti con le spiegazioni.
Sophia manomise lo spartineve perch Bruck fosse costretto a passare la notte nella
clinica.
Perch?.
Per ucciderlo, Lydia. Era il suo pi importante testimone a carico, inoltre doveva
assolutamente evitare un incontro tra lui e Haberland, la vittima che aveva lasciato per
ultima a coronamento di tutta la sua opera. Durante la notte si introdusse in camera di
Bruck, con ogni probabilit per soffocarlo con un cuscino. Del resto, considerando la ferita
alla gola, la morte non sarebbe risultata sospetta. Ma la vide Linus, che soffriva di insonnia
e amava curiosare in giro per l'ospedale. Svegli Haberland e gli disse cosa stava
succedendo: "Sophiutoziencide". Aiuto, Sophia uccide il paziente!.
Ed  a questo punto che ebbe inizio la storia. Patrick tolse le mani dalle tasche del
giaccone e prese con dita tremanti la bottiglia d'acqua, senza tuttavia portarsela alla
bocca.
Giusto. Per colpa di Linus, Sophia non pot realizzare il suo piano. Bruck fugg dalla
finestra, e lei dovette decidere cosa fare. Come avrebbe giustificato la sua presenza nella
stanza di Bruck nel cuore della notte e in vestaglia? Come poteva eliminare Linus, che
avr anche avuto difficolt a farsi capire ma non era certo un idiota?
In preda al panico, scelse di tentare la fuga in avanti. Scrisse un indovinello su un pezzo di
carta e si sdrai nella vasca.
Quando Haberland arriv e le trov in mano il biglietto, pens che fosse la quarta vittima
del Ladro di anime. Di fatto Sophia voleva soltanto guadagnare tempo, depistare e creare
confusione. E le si present un'occasione inattesa. Se giocava bene le proprie carte e
improvvisava in modo convincente, poteva distruggere Haberland e nello stesso tempo
addossare la colpa dei propri crimini a Jonathan Bruck. Avrebbe avuto perfino dei
testimoni pronti a confermare che era stata aggredita. Per fare questo, per, le paratie non
dovevano essere alzate. E quindi uccise RaBfeld? domand Lydia.
L'unico oltre a lei che conoscesse il codice. Mentre Yasmin prendeva i tappi per le
orecchie in magazzino, Schadeck si cambiava e gli altri abbassavano le paratie, Sophia
colp Rabfeld alla testa con una sedia. Ecco perch il sangue sul pavimento di radiologia.
Poi trascin il corpo privo di sensi del primario in patologia e lo mise in una delle celle
frigorifere.
E l'indovinello? Come faceva a sapere che avrebbero trovato Rabfeld?.
Non lo sapeva. Fu un caso, quell'indovinello non aveva uno scopo ben preciso.
Purtroppo Yasmin era stata cos premurosa da portarle i suoi vestiti, camice compreso. In
tasca c'era il biglietto in realt destinato a Caspar.
Sophia lo infil nella bocca di Rabfeld, and in radiologia e si sistem nel tomografo.
Yasmin torn, si accorse che il professore non c'era pi e chiam aiuto.
Intanto Sophia cominci a bloccarsi braccia e gambe.
Per questo a pagina 72 si legge che una delle cinghie intorno ai polsi era allentata.
Al commento di Patrick, il professore sollev l'indice. Esatto. Poi inizi a urlare per sviare
ogni sospetto.
Diabolico. Lydia si stuzzic il labbro inferiore con un gesto nervoso.
Ha fatto in modo che gli altri dessero la caccia all' amico e proteggessero il nemico.
Ma allora che significa tutta quella storia in radiologia?. La voce di Patrick era di nuovo
diffidente. Perch quando Caspar e Bachmann hanno appiccato l'incendio Bruck li ha
chiusi dentro?.
Perch l erano al sicuro da Sophia spieg il professore. Ovviamente sempre che non
si fossero uccisi con le loro stesse mani. Per questo Bruck attiv il tomografo, per
spaventarli prima che accendessero il fuoco. Ma era troppo tardi. Le fiamme erano gi
divampate e lui non aveva le chiavi per aprire la porta.
Capito. E il rumore che sentirono era Linus che arrivava con la polizia.
No, non ancora. Era solo la bufera.
Comunque, se quella sera si salvarono fu grazie a lui. Prima che le paratie si
abbassassero fugg sul balcone, spaventando a morte Yasmin che era salita al piano
superiore per chiudere a chiave le camere, poi salt di sotto fratturandosi una caviglia, ma
riusc ugualmente a raggiungere il quartiere residenziale, dove ore dopo fu investito da
Mike Haffner.
 stato lui a chiamare la polizia?.
Il professore annu.
Di sicuro ci volle un po' prima che gli agenti riuscissero a decifrare il linguaggio di Linus,
ma per fortuna Bruck, nonostante gli remassero contro, era riuscito a mettere in salvo
quasi tutti: Dirk Bachmann, Sybille Patzwalk, Greta Kaminsky e Mr. Ed sopravvissero.
Anche Yasmin fu ritrovata nel laboratorio e salvata all'ultimo secondo. Sospir. Per
Haberland invece i soccorsi arrivarono troppo tardi.
Troppo tardi? Cosa ne  stato di lui? E dove  finita Sophia?.
Patrick alz la testa e lo guard strizzando gli occhi, come abbagliato da qualcosa.
Il professore si volt di nuovo verso la finestra e fiss la pallida luce del crepuscolo.
 proprio per questo che oggi siamo qui mormor con un filo di voce.
Che significa? domand Lydia alle sue spalle.
Che fa parte dell' esperimento. Per questo dovevate esaminare con attenzione la cartella
clinica.
Per cosa?. li professore si gir lentamente verso i due studenti, Per controllare la
percentuale di verit contenuta nella vicenda. Per scoprire cosa  successo davvero a
Haberland e Sophia.
Oggi, ore 15:15
Il gorgoglio del radiatore era aumentato, eppure mentre il professore parlava la biblioteca
sembrava sempre pi fredda.
Posso solo aggiungere che quella notte Sophia spar per sempre. All'improvviso era
invecchiato di anni. Da allora Marie  in terapia intensiva al Westend. Non ha pi bisogno
del respiratore e riesce a comunicare muovendo la palpebra destra, purtroppo per questi
sono gli unici miglioramenti significativi riscontrati dai medici.
Un attimo, Sophia ha abbandonato la figlia? chiese Patrick. Dopo tutto quel casino?.
Cos sembr.
Dal radiatore arriv un crepiti o e il professore ebbe l'istinto di voltarsi a guardare la legna
ardere nel camino. Si domand se gli studenti avessero colto il cambiamento nella sua
voce.
Ma poi, un anno pi tardi, le infermiere trovarono un pacchetto sul comodino di Marie.
Che genere di pacchetto? chiesero Patrick e Lydia quasi m coro.
Un regalo. Una piccola scatola lilla, di quelle per i gioielli. Conteneva un girocollo con un
ciondolo, Potete immaginare a chi appartenesse.
Lydia alz titubante la mano, come fossero a scuola.
Nessuno la vide?.
Un reparto di terapia intensiva non  un carcere di massima sicurezza replic il
professore. E molte delle persone in visita indossano la mascherina. No, nessuno  mai
stato visto andare o venire.
"Mai"?.
Non ci fu solo la collana. Ogni anno a Natale appariva un regalo. Una boccetta di
profumo di cui Marie aveva anche qualche goccia sulla fronte, un carillon o una moneta
preziosa. E tutte le volte c'era anche un foglietto di carta piegato in quattro.
Lydia trattenne il respiro.
Cosa c'era scritto?.
Nulla. Era bianco. li professore apr le mani come un prestigiatore che ha appena fatto
sparire un fazzoletto da taschino.
E Sophia non ha dato altri segni di vita a parte i regali? domand Patrick sospettoso.
Non proprio. Stando a quanto si dice, anni dopo and in cura da un noto psichiatra.
Naturalmente sotto falso nome.
Pare si facesse chiamare Anna Spiegel.
Nell'udire quel nome i due studenti trasalirono. Patrick apr lentamente la bocca.
E lo psichiatra era ... ?.
Viktor Larenz. Abbiamo parlato di lui all'inizio dell'esperimento. Purtroppo per ormai non
possiamo pi fargli domande su quanto accadde. Nel suo studio fu ritrovata la cartella
clinica che avete letto, e ancora oggi gli esperti discutono se l'abbia redatta lui o la sua
inquietante paziente. Fatto sta che occupandosi di quel caso si ammal e Sophia Dorn,
ossia Anna Spiegel, sarebbe il corrispettivo reale di una figura immaginaria riattivata anni
dopo da Larenz sotto forma di paranoia durante l'acutizzarsi della schizofrenia. Questa
per  un' altra storia, che non ha nulla a che vedere con la nostra, e tra l'altro non 
nemmeno documentata chiaramente.
Ma bene, e lei ci ha fatto leggere lo stesso questa roba. Patrick batt l'indice sulla
copertina del fascicolo. Secondo lei chi l'ha scritta?.
Be' ... . Il professore esit. A dire il vero, il testo ci fornisce un indizio. Pagina 175, riga
29.
I protocolli Alzner? lesse Lydia titubante.
Il professore fece un profondo sospiro.
Potrebbe essere 1'anagramma di Larenz.
Ma perch Larenz avrebbe dovuto usare uno pseudonimo per scrivere una cartella
clinica?.
Appunto,  proprio questo che intendeva il professore. Lydia fulmin il fidanzato con lo
sguardo. L'ha scritta Sophia.
Un attimo disse Patrick con una risata incredula. Come pu essere?  quasi tutta dalla
prospettiva di Caspar. Come faceva Sophia a 'sapere quello che ha fatto, pensato e
provato lui ... . Si blocc, e il suo viso divenne una maschera vuota.
 ... se non era nella sua testa? Infatti. Il professore si pass una mano tremante tra i
capelli radi.
Tra l'ipnosi di Haberland e l'arrivo della polizia trascorse pi di un' ora e mezza.
Sophia ebbe il tempo necessario per farsi raccontare tutto dal diretto interessato. In fin dei
conti aveva le chiavi della mente di Haberland. Quello che non scopr da lui lo venne a
sapere dai giornali. Ad esempio che Linus fu investito dallo spartineve di Mike Haffner.
A questo punto Patrick non riusc pi a stare seduto e scatt in piedi su tutte le furie.
Sta dicendo che ci siamo sciroppati una cartella clinica scritta da un' assassina fuori di
testa che ha gi fatto impazzire uno psichiatra?.
Piano, piano!. Il professore alz le mani cercando di calmare il ragazzo. Sono soltanto
voci. Non  detto che le cose stiano davvero cos. E comunque siete entrambi sotto
controllo medico. Se nei prossimi giorni riscontrate qualcosa di strano, vi prego di
contattarmi immediatamente .
Prese la borsa dal tavolo e tir fuori un blocchetto di Post-it gialli.
Perch? Cosa dovrebbe succedere di preciso? domand Patrick mentre il professore
allungava la mano verso la penna.
Sappiamo tutti che Sophia Dorn era ossessionata dall'idea di indurre la trance ipnotica
con la forza. Gli esperti concordano nel ritenere che nel periodo in cui  scomparsa abbia
sviluppato il proprio metodo perfezionandolo.
Venga al punto. Ormai lo studente aveva messo da parte la buona educazione, ma date
le circostanze il professore non si offese.
La scienza cerca di stabilire da anni se sia possibile o meno ipnotizzare qualcuno
semplicemente facendogli leggere un determinato testo.
Che cosa?.
Se i protocolli Alzner citati nella cartella clinica esistono davvero, forse ne state tenendo
in mano uno proprio adesso. Un documento con un messaggio invisibile che pu essere
registrato solo dal subconscio.
Non star dicendo sul serio?. Dalla voce di Patrick trapel una nota di panico. Ora
dovremmo essere entrambi in trance perch abbiamo spulciato quello che ha scritto la
pazza?.
Il professore annu. Il test consiste in questo. Non potevo mettervi al corrente di tutto
questo all'inizio per non comprometterne l'esito, e me ne scuso.
Personalmente per non ci credo, sono convinto si tratti di una leggenda. Un mito
scientifico che sfateremo insieme.
E se invece fosse vero? Cosa ci succeder?.
Non lo so. Come vi ho gi detto, appena notate qualcosa di sospetto, che vi preoccupa,
chiamatemi.
E lei ci far uscire dall'ipnosi?.
Ammesso che siate sotto ipnosi, s.
Conosco la parola chiave.
La parola chiave?.
La soluzione dell'ultimo indovinello: "Buttami via quando hai bisogno di me, riprendimi
quando non ti servo pi". Se c' un messaggio subliminale, un testo nascosto, pensiamo
che l'azione postipnotica possa essere interrotta dalla parola chiave.
Pensate ... Ora s che sono tranquillo.
Poche storie, qual  la soluzione?.
Il professore scosse la testa quando Patrick lo minacci puntandogli contro l'indice.
Se ve la dicessi, l'esperimento fallirebbe.
Aspettate di vedere se nella vostra vita cambia qualcosa. Prendete appunti, ma non
allarmatevi. Potete trovarmi a ogni ora del giorno e della notte. Non vi succeder nulla.
lo non me ne vado senza quella maledetta parola chiave sbott il ragazzo alzando la
voce. Alle sue spalle la porta cigol e spunt una testa.
Nessun problema,  tutto a posto disse il professore all'uomo di una certa et che
sollev le sopracciglia e richiuse la porta dall' esterno.
No, non  tutto a posto, per niente. Ora ci dice la soluzione dell'ultimo indovinello,
altrimenti ... .
Va bene, va bene lo interruppe il professore arrestando quel fiume di parole.
Era preparato. Se lo aspettava. Si avvicin agli studenti e attacc sulle loro copie della
cartella clinica un foglietto giallo su cui aveva segnato la propria e-mail. Lydia e Patrick lo
guardarono con aria interrogativa.
Se avete un dubbio, scrivetemi e avrete la risposta che volete. In questo modo sarete voi
a decidere se interrompere 1'esperimento. Per vi chiedo di farlo solo se non avete
alternative. Nel nome della scienza. D'accordo?.
Il professore torn al proprio posto, prese il fascicolo e lo infil nella logora borsa di cuoio.
Lydia si alz.
Ma lo hanno risolto, no? chiese timidamente. L'indovinello di Haberland ... Lui 
sopravvissuto ... P.
Il professore si blocc.
No rispose con voce sommessa, e il velo di tristezza gli offusc di nuovo la vista. Lydia
lo guard incoraggiante, come se per rivelare la verit pi dolorosa di tutte servisse un
incitamento. Quella volta, nel night mal illuminato, con la musica troppo alta e la birra
annacquata, non era stata cos nuda e vulnerabile quanto lo era lui adesso. Si domand
se ne fosse consapevole anche lei, e rispose: Mi dispiace, ma temo che Niclas
Haberland non potesse pi essere salvato.
Oggi, ore 15:42 li cancello arrugginito si chiuse con un rumore metallico. Ha un bel
coraggio borbott l'uomo riprendendo il pesante mazzo di chiavi, lo infil nella tasca del
giaccone da lavoro e si rimise il guanto.
Non avrei mai immaginato di rivederla da queste parti.
Avevo un incontro extra con i miei studenti. li professore rise. Per anche lei  ancora
qui.
Purtroppo grugn sprezzante il custode mentre si allontanavano.
Una volta al mese vengo a controllare se  tutto in ordine. Mi tocca arrotondare la
pensione, dato che mia moglie non lo fa.
Quindi nessuno ha voluto comprare la baracca?. Bachmann tir su col naso e lasci
vagare lo sguardo sulla facciata della villa, coperta di edera e ghiaccio fino al tetto a due
falde.
S, ma dopo la morte di RaBfeld naturalmente  stata chiusa. I giornali non hanno mai
detto nulla di concreto' in compenso per di pettegolezzi ce ne sono stati a bizzeffe. Del
resto non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali, quindi non bisogna stupirsi. Bruck 
tornato ad Amburgo e ha rifiutato tutte le offerte di scrivere un libro su quanto era accaduto,
la cuoca  passata al settore alberghiero e anche Yasmin ha mollato il lavoro. Ho sentito
che ha fatto un disco con Linus, sembra perfino che abbia avuto successo.
Ce la vedo quella pazza.
Bachmann guard in alto. Uno stormo di cornacchie pass sopra le loro teste.
Greta  stata l'unica a rilasciare un'intervista. Disse in tutta seriet che da quella notte
era guarita dai disturbi d'ansia e che ormai poteva anche passare il Natale da sola.
Dobbiamo crederle?.
Lo stormo si disperse e pochi secondi dopo si riform. Bachmann aveva perso interesse
per gli uccelli e si volt di nuovo verso il professore. Aveva lo sguardo spento, di sicuro era
costretto a portare occhiali pi forti.
Ancora oggi la gente pensa che i pazienti del manicomio si siano massacrati tra loro.
Molti credono che questo posto sia infestato dai fantasmi.  stupido, ma a quanto pare in
qualche modo tutto ci scoraggia gli investimenti. I progetti erano tanti. Un quartiere
residenziale, ristoranti, addirittura un hotel. Non se ne  fatto nulla.
Si parla anche di Sophia?.
A quel nome il vecchio custode trasal impercettibilmente e si sfreg le basette grigie.
I bambini dicono che  una strega che vive nella villa. Nella mansarda, insieme alla figlia
disabile. Roba del genere.
Si sforz di ridere, ma raramente il professore aveva visto un adulto con un' aria cos
triste.
Non se la prenda. Faccio un altro giro, Cas ... , li custode si interruppe. Scusi.
Nessun problema disse Haberland porgendogli la mano. Buon Natale. Mi ha fatto
piacere rivederla. E grazie per averci fatto entrare.
Non c' di che, basta che non diventi un'abitudine.
Si rivolsero un ultimo cenno di saluto, poi ognuno and per la propria strada. Due uomini
che nel giro di una sola notte ne avevano passate talmente tante da non lasciare spazio
ad altre esperienze in comune. Si trattasse anche di scambiare qualche parola.
Haberland si volt e sollev il bavero del cappotto sformato per ripararsi dal vento.
Mise con cautela un piede sul vialetto che scendeva serpeggiando lungo il pendio.
Per quel giorno avevano annunciato pioggia mista a neve, il che significava ghiaccio,
quindi aveva indossato i pesanti stivali invernali. Quella volta portava scarpe di pelle, e gli
erano state fatali.
Quella volta. In una vita precedente Adesso era un uomo diverso. Non aveva mentito
dicendo a Lydia che Niclas Haberland era morto. L'uomo che portava quel nome era
sepolto in fondo alla sua anima, annientato per sempre. Anche se Bruck aveva risolto
l'indovinello liberandolo due giorni dopo, quelle poche ore nella prigione della sua mente
erano state troppo lunghe. Grazie a Bruck aveva ritrovato la realt, ma non se stesso.
"Buttami via quando hai bisogno di me, riprendimi quando non ti servo pi".
Si era chiesto spesso perch Sophia avesse lasciato gli indovinelli. In definitiva offrivano
alle vittime una via d'uscita che Marie non aveva. All'inizio lo aveva interpretato come un
residuo di umanit, poi come l'espressione dell'irrazionale speranza che anche la figlia
potesse essere guidata fuori dal labitinto delle sue sofferenze, magari con un'unica parola.
Ora, dopo lunghi anni di dolore, aveva capito. Gli indovinelli erano parte integrante della
punizione. La prova dell' onnipotenza di Sophia. Lo aveva chiuso a pi mandate
nell'inferno e aveva lasciato la chiave nella toppa, non le importava se qualcuno gli apriva.
Poteva sbatterlo di nuovo dentro quando voleva .
. . . riprendimi...
Da quella notte viveva nell' assurda paura che se Sophia non era ancora tornata fosse
solo per quello, perch era nascosta dentro di lui. Non materialmente, certo, in senso
figurato. Se aveva fatto in modo che potessero liberarlo con una parola, perch mai non
avrebbe dovuto pensare a impartire un secondo ordine post -ipnotico di cui lui era
all'oscuro? Dopotutto lo aveva tenuto sotto control lo abbastanza da carpire tutte le
informazioni necessarie per scrivere la cartella clinica.
Per questo motivo sussultava a ogni squillo del telefono, a ogni voce sconosciuta, a ogni
parola straniera che sentiva alla televisione. Perch da quando era fuggito dal purgatorio
della propria anima si aspettava il peggio. E per questo motivo aveva organizzato
l'esperimento.
Doveva sapere quanto era forte Sophia. Se aveva trovato la maniera di penetrare nella
psiche di un'altra persona anche anni dopo essere scomparsa.
Haberland deglut e si domand se il raschio in gola annunciasse un raffreddore. Le
bruciature gli prudevano leggermente, e di solito succedeva quando arrivava la neve. Le
prime a farsi sentire erano le ferite sul petto, ma con gli anni anche i tessuti insensibili
intorno ai polsi avevano cominciato ad accorgersi dei cambiamenti climatici. A un tratto
sent qualcosa di umido contro la mano destra e guard in basso.
Eccoti qui disse salutando il cane che scodinzolava. Si era dileguato nel bosco mentre
lui parlava con Bachmann, ma non restava mai lontano a lungo. Ultimamente zoppicava
sempre di pi, anche dopo brevi passeggiate, e aveva perso quasi completamente l'uso
dell' occhio destro. I giorni in cui doveva tenerlo a bada con il guinzaglio erano finiti da
parecchio.
Ora dobbiamo stare attenti tutti e due a non inciampare, vero? Dobbiamo andare a
trovare Marie.
Haberland accarezz il vecchio cane sulla testa e si volt ancora una volta. La villa si
stagliava come un monolite contro il grigio cielo invernale. Le finestre pi basse erano
sbarrate con lastre di acciaio, per il resto l'ultimo agente immobiliare si era accontentato di
tirare le tende consunte. In tutto l'edificio non era accesa nemmeno una luce. Solo una
piccola lampada da cantiere dondolava sopra l'ingresso.
Haberland strizz gli occhi. Per un attimo gli era sembrato di vedere qualcosa che si
muoveva dietro le tende scolorite. In alto, nella mansarda al quarto piano. Ma era gi buio,
e aveva imparato che in quel luogo era difficile distinguere la realt dalla fantasia perfino in
pieno giorno.
Con ogni probabilit se lo era solo immaginato. Oppure si trattava di un topo.
Forse di una corrente d'aria, da qualche parte poteva essersi rotto un vetro. Haberland si
tir su una manica e si gratt il polso.
I meteorologi avevano ragione. Si avvicina la neve, pens, e si gir verso Tarzan che lo
guardava impaziente. Che dici, quest'anno a Natale nevicher?.
Il cane saltell felice e Haberland lo segu. Un po' troppo in fretta. Barcoll e alz
spaventato il braccio sinistro. Stava quasi per cadere, ma riusc a tenersi in equilibrio e
segu le impronte lasciate all' andata dai suoi stivali nel fango gelato.
Con prudenza, un passo alla volta, scese con andatura incerta fino al viale di accesso.
Lasciandosi alle spalle la vecchia villa sul Teufelsberg, che era stata l'origine delle sue
paure pi grandi e ora, svuotata e allo stremo, aspettava che accadesse un miracolo. Che
arrivasse qualcuno e togliesse dai mobili la polvere del passato, accendesse il fuoco nel
camino e mettesse una luce a ogni finestra, per tenere lontani i ricordi oscuri e scacciare
gli spiriti maligni nei sotterranei dell' oblio.
Aspettava che tutto tornasse com' era prima.
...
FINE.
...
.
...
Appendice, ringraziamenti e scuse.
.
Non so voi, ma io sono uno di quelli che leggono prima
i ringraziamenti e poi iniziano il libro. Questa abitudine mi ha rovinato varie volte il piacere
della lettura, infatti molti scrittori si servono delle ultime righe per dare indicazioni
bibliografiche che spesso rivelano l'argomento principale del romanzo e di conseguenza
anche il finale.
Recentemente, ad esempio, ho letto un thriller storico in cui si doveva capire solo alla fine
che l'assassino soffriva di personalit multipla. Avendo letto i ringraziamenti, io lo sapevo
fin dalla prima pagina.
Perch scrivo tutto questo? Perch anche a me ora piacerebbe dirvi come approfondire gli
argomenti medici trattati nel mio libro. Bench molte cose possano sembrare incredibili,
per la maggior parte sono davvero (di nuova) materia di discussione.
Ma come dimostrarvelo senza anticiparvi troppi elementi? Per fortuna esiste un saggio dal
titolo inoffensivo, Unsichtbare Ketten ("Catene invisibili"), scritto dallo psicologo Hans
Ulrich Gresch. Caspar non lo ricorda, per cita il manuale quasi alla lettera.
Al momento della stampa di questo romanzo poteva essere scaricato gratuitamente su
internet, cosa di cui sono molto grato all' autore (consultatelo solo dopo la lettura).
Esiste anche l'affascinante volume trovato da Caspar in biblioteca, Fundamentals of
Human Neuropsychology ("Fondamenti di neuropsicologia umana"), un classico a opera di
Bryan Kolb e Ian Q. Whishaw.
Invece la clinica Teufelsberg e gli altri elementi della trama sono pura finzione.
Ma come tutte le buone bugie, anche questa contiene un briciolo di verit: infatti mi sono
permesso di trasferire una clinica privata, realmente esistente e simile a quella, sul vero
Teufelsberg di Berlino, che in un impulso di megalomania autoriale ho solo spostato un po'
pi all'interno del Grunewald.
L'origine storica del luogo  documentata.
A proposito: la canzone che piace cos tanto a Caspar  Inbetween Days dei Cure, ma
sono sicuro che l'avete riconosciuta subito. Se invece per caso non avete ancora risolto
l'ultimo indovinello del Ladro di anime, eccovi un piccolo indizio: la soluzione  nei
ringraziamenti a cui siamo finalmente arrivati, vero Gerlinde?
Come sempre, ringrazio soprattutto voi, perch se non leggeste i miei libri sarei costretto a
fare cose di gran lunga meno divertenti dello scrivere -lavorare, ad esempio. Grazie anche
per le numerose osservazioni, i suggerimenti e i consigli, per i commenti positivi e negativi
e per tutto quello che avete condiviso con me, in particolare all'indirizzo e-mail
fitzek@,sebastianfitzek. de o nel guestbook del sito www.sebastianfitzek.de.
A volte mi sento come un cantante che prima di salire sul palco non deve fare altro che
prendere il microfono, mentre un esercito di tecnici specializzati al suo seguito si sobbarca
il lavoro duro.
Ad esempio: Roman Hocke -l'unica persona a cui puoi continuare a ripetere che  il miglior
agente letterario del mondo senza che si monti la testa.
Manuela Raschke - se non fossi tu a gestirmi sarei spacciato, rovinato e probabilmente in
galera da tempo.
Gerlinde - in assoluto la pi grande amante di thriller sulla faccia della terra, anche questa
volta i tuoi interventi sono stati indispensabili. Grazie per essere l'ancora in questo pazzo
carosello che  la nostra vita.
Sabine e Clemens Fitzek - mi avete dato la possibilit di fare bella figura grazie alle vostre
conoscenze mediche insegnandomi, tra le altre cose, le basi dell' autopsia virtuale. Come
ringraziamento, vi ritengo responsabili dei miei errori. Mi sembra onesto, no?
Christian Meyer -  fantastico che per il tuo aspetto tutti ti scambino per la mia guardia del
corpo. D'ora in avanti ti porter con me a ogni lettura e ti far ancora una testa cos con
domande sulle armi da fuoco.
Sabrina Rabow - della serie: pochi ma buoni. Per questo e non solo sono felice che anni fa
le nostre strade si siano incrociate e tu sia diventata la mia PR.
Sono molte le persone che ammiro per bravura, sapere e creativit e desidero ringraziare
di tutto cuore per l'ispirazione che mi danno: Zsolt Bcs, Oliver Kalkofe, Christoph
Menardi,]ochen Trus, Andreas Frutiger, Arno Miil-ler, Thomas Koschwitz, Simon jager,
Thomas Zorbach, ]ens Desens, Patrick Hocke, Peter Prange e, naturalmente, come potrei
dimenticare mio padre, Freimut Fitzek?
E ora coloro che non dovrebbero mai mancare nei ringraziamenti, perch senza di loro
non esisterebbero gli scrittori: Carolin Graehl- una delle tante cose che rendono perfetto il
tuo editing scrupoloso e premuroso al tempo stesso sono le domande puntuali sul
manoscritto. Solo per merito tuo un insieme di idee diventa un romanzo avvincente che
vale la pena di essere letto.
Regine Weisbrod - incredibile: ora so perch cos tanti autori stravedono per te.
Se non curerai anche la redazione del mio prossimo libro, purtroppo sar costretto a
ucciderti (non sto scherzando, dar il tuo nome a un cadavere).
Andrea Miller -lei mi ha scoperto e ha fatto di me uno scrittore. Per fortuna siamo riusciti a
lavorare insieme alla traccia del romanzo prima che la concorrenza decidesse
spudoratamente di accaparrarsela.
Beate Kuckertz e Hans-Peter Obleis - vi ringrazio perch anche negli anni a venire mi
darete ci che gli altri sognano: i soldi.
No, ovviamente mi riferisco a un posto onorevole nella vostra splendida casa editrice, la
Droemer Knaur.
Klaus Kluge - non hai paura di tentare anche soluzioni di marketing ardite e innovative, e
per questo otterrai il riconoscimento non solo del settore ma anche del sottoscritto.
Peccato che della mia umida stretta di mano tu non sappia che fartene.
Sibylle Dietzel-la ringrazio per aver valorizzato le mie idee con il suo lavoro creativo
nell'ufficio tecnico.
Ancora una volta i pi importanti arrivano quasi alla fine: le "legioni" di persone che
lavorano in produzione, distribuzione, librerie e biblioteche e fanno in modo che possiate
tenere questo libro tra le mani.
Infine devo fare le mie scuse a coloro di cui mi sono appropriato senza ritegno per poter
scrivere il mio romanzo.
Come Helmut RaBfeld, con cui ho lavorato per anni in radio e ha dato il nome a un uomo
con il quale fortunatamente non ha alcuna somiglianza. La signora Patzwalk . era la mia
cuoca preferita all' asilo (grazie per non avermi mai fatto mangiare il fegato).
E scusami, Fruti, se ho usato il nome di tuo figlio per un personaggio dal comportamento
decisamente fuori luogo.
L'unico che invece non pu lamentarsi  Mare. Mi avevi espressamente pregato di usare il
tuo cognome in un libro. E com' quel detto? Bisogna stare sempre molto attenti a ci che
si desidera, perch potrebbe avverarsi, signor Haberland.
.
Sebastian Fitzek; Berlino, aprile 2008 p.s.: Niente paura, quello che avete letto  un
romanzo, non una vera cartella clinica.
Sono pronto a giurarlo. Quasi.
...
FINE.